De rebus feminarum: l’arrivo

E finalmente la data tanto attesa è arrivata, i primi tre giorni di "convivenza" son passati e devo dire che, tutto sommato, non è andata nemmeno troppo male. Il vivere assieme porta a piccoli gesti, piccole frasi e a grandi confessioni che, probabilmente, sarebbe stato il caso di fare tempo addietro. Da un pò di tempo a questa parte mi sto convincendo del fatto che se accadono determinate cose, vi è una ragione precisa – basta trovarla direte … eh basta trovarla … Mi sto anche convincendo del fatto che è meglio non ricercarla questa ragione, perchè la maggior parte delle volte non si riesce a trovare se non dopo tanto tempo e tanta fatica. Allora tanto vale concentrarsi sui momenti, sugli episodi e tirare avanti sperando che tutto in un modo o nell’altro si sistemi – tanto se è destino tutto andrà a posto. Mi piace, però, anche pensare che effettivamente il nostro destino sia scritto a grandi linee da qualcuno e venga conservato da costui da qualche parte, ma abbiamo il potere e la capacità di cambiarlo con le nostre scelte che, quindi, andranno a influenzare ciò che ci accade (di cui sopra). Il discorso si sta facendo nebuloso e forse troppo filosofico – rischierei di perdermi e stare a fare un poema, quindi cerco di riagganciarmi al filone principale. Le donne arrivano, ti sconvolgono, dai loro tutto te stesso fino, a volte, a perdere il controllo sulla tua stessa vita e penso che questo sia il più grosso sbaglio che si possa fare. Qualcuno ha giustamente commentato che certe frasi, certe parole non sempre ce le sentiamo dire, che non ha senso andare alla ricerca del perchè siano state dette ma che bisogna limitarsi al farle proprie e all’essere contenti di ciò. Attualmente non potrei essere più daccordo, aggiungo anche che il "donare l’anima" è una frase davvero pesante e non penso sia stata detta con leggerezza, come daltronde non lo è stata "quasi che voglio più bene a te che a me". In questi tre giorni ho scoperto che il più grande pregio che mi viene riconosciuto è quello di avere una particolare sensibilità femminile che mi consente di andare oltre e di capire ciò che in teoria dovrebbe essere nascosto nel profondo del proprio io. Da ciò nasce un "filo doro" che lega due persone indissolubilmente nonostante tutto ciò che possa succedere, nonostante lei possa amare qualcun altro e voler condividere con questo qualcun altro la propria vita. Però a questo punto per forza di cose bisogna porsi domande, perchè nel mio essere razionale mi chiedo come possa essere possibile che tu dica certe cose a una persona, e poi amarne un’altra…Di certo mi rimarrà che ho trovato la persona con la quale ho un’affinità assolutamente unica e irripetibile, ma purtroppo non è la donna della mia vita – se fosse stato così a quest’ora lei vedrebbe solo me … pace

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