Msn vs Icq

Msn ed Icq sono sicuramente i programmi di IM (Instant Messaging) attualmente più diffusi.

Secondo una statistica msn avrebbe raggiunto tempo fa i 155milioni di utenti, mentre ICQ aveva raggiunto la quota di 100milioni di utenti già nel 2001. Eppure il 99% della gente che conosco fa uso di MSN, della qual cosa onestamente non mi capacito.

Sì, è vero! Msn ha i giochi, ha la possibilità di videocomunicare, ed è sicuramente più bello ed accattivante di icq (soggettivamente parlando), però ha una pecca incredibile: possibile mai che un programma di IM, palesemente clonato da ICQ, non dia ai suoi utenti la capacità di lasciare messaggi a coloro i quali risultano offline?! Non mi capacito di come la gente possa usare un programma di IM senza questa imprescindibile proprietà . Ma daltronde se tutti noi usiamo windows, un motivo ci sarà …

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Firefox XML Validator – Checky

Stavo cercando di validare un xml, quando mi sono chiesto: possibile mai che non vi sia un’estensione per Firefox che consenta di farlo?! Grazie a Michael Edwards ho trovato Checky.
Quello che fa questa estensione è di far uso di una serie di validatori esterni (ad esempio quelli del w3c) per controllare la correttezza dei file (siano essi XML, XHTML, ecc. ecc.).

Potete trovare screenshot di Checky qui

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5

Sono tra quelli, sicuramente non troppi, che ieri sera ha tifato Milan pur non essendo milanista: daltronde è pur sempre una squadra che difende i colori del nostro beneamato Paese… Eppure devo essere sincero, non sono poi troppo scontento che abbia vinto il Liverpool. Dopo gli Europei pensavo davvero che il calcio fosse morto – la vittoria di una squadra come la Grecia non può che dimostrare altro. In più a livello di club erano anni che vincevano sempre le solite squadre; in Italia stessa da 14anni a questa parte lo scudetto se lo dividono Juve e Milan, con qualche intermezzo di due squadre che adesso lottano per non retrocedere. La vittoria del Liverpool, che io considero una piccola del calcio inglese (quest’anno non si è nemmeno classificata per la champions nel suo campionato), è la dimostrazione che è ancora possibile che squadre non molto blasonate, o comunque squadre senza undici nomi altisonanti, possono vincere partendo oltretutto dai preliminari… quindi "Come on you Reds!!!"

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Intelligenza Emotiva

Horace Walpole

La vita è una commedia per coloro che pensano ed una tragedia per coloro che sentono

Abbiamo tutti due menti: una che pensa, l’altra che sente. La mente razionale è la modalità di comprensione della quale siamo solitamente coscienti: dominante nella consapevolezza e nella riflessione. La mente emozionale è altrettanto potente, è impulsiva e alle volte illogica.
Il rapporto tra razionale ed emozionale è variabile e dipende dalla forza del sentimento: più esso è forte più la mente emozionale risulterà dominante (conseguentemente più inefficace quella razionale).
Nella maggior parte dei casi esse operano in grande armonia aiutandosi vicendevolmente per guidarci nella realtà di tutti i giorni. Tuttavia, sono assolutamente semi-indipendenti perchè ciascuna riflette il funzionamento di circuiti cerebrali ben distinti seppur tra di loro connessi.

La sede dell’emotività è nell’amigdala, un’area del cervello grande come una mandorla alla quale dobbiamo la nostra capacità di apprendimento emozionale. Se qualcuno venisse privato di questa struttura encefalica, non sarebbe più in grado di piangere nè di ridere, nè tantomeno di percepire le sensazioni esterne nè la sua effettiva posizione all’interno della società .

Tipico esempio di come le due menti siano tra di loro indipendenti: siamo proprio sicuri, quindi, che sia meglio sentire? Non sarebbe meglio condurre una vita senza emozioni nè dolori. La mia mente razionale ovviamente risponde affermativamente. La mente emozionale no. Cosa sarebbe la vita senza la capacità di amare un’altra persona (seppure non ricambiati?). Cosa sarebbe se non fossimo in grado di discernerne tra le persone che ricambiano il nostro sentimento o meno? Cosa sarebbe se non fossimo capaci di piangere o di ridere e quindi di provare i più banali istinti?

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La vita

La vita è una merda. Detta e scritta dal sottoscritto … Possibile che la vita faccia tanto schifo?? Non è giusto

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Simpson

Sulla scia di un commento di Ste fatto sulla base di un mio precedente ipse dixit, cito i Simpson:

Lisa: “Homer, nulla e’ per sempre”
Homer: “Ti sbagli piccola, ti sbagli…”

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Star Trek

Deanna Troi:

Ci sono molti modi per aiutare un amico, e a volte il modo migliore è lasciare che rifletta

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La Bologna di Cofferati (III)

Forse questa il titolo di questo topic non è dei migliori, forse questa non è propriamente la Bologna di Cofferati, sicuramente è figlia dei sindaci degli anni ’80 ed altrettanto sicuramente non è la mia città .
Sicuramente, però, è la città in cui vivono decine di migliaia di studenti e dove ogni sera si assiste a risse tra nordafricani. Oramai la celebre via Zamboni, con annesse via delle Moline e delle Belle Arti è diventato terra di nessuno, o forse è meglio dire che è diventata un piccolo NordAfrica.
Senza nulla togliere a quei nordafricani che lavorano legalmente, non èammissibile che nelle zone precedentemente accennate oramai non si possa più transitare senza subire scippi, aggressioni ecc. ecc. Oramai il livello di microcriminalità di questa città è arrivato alle stelle ed è, quasi sicuramente, tra i più alti in Italia.
Ma la cosa più triste è che nessuno (se non il precedente sindaco Guazzaloca) cerca di affrontare l’argomento seriamente: non è che, forse, tutti ci guadagnano da questa situazione??
Gli studenti hanno libero accesso alle droghe (tutti sanno dove andare a comprare un pò di fumo), i padroni di casa ci guadagnano perchè gli studenti non devono andarsene in periferia perchè comunque droga, alcool e università risiedono tutte al centro città , ma quello che mi sfugge è cosa ci guadagni il Comune da questa situazione incredibile

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L’enigma dei numeri primi

copertina

Marcus du Sautoy racconta, partendo dagli albori della ricerca matematica, della grande sfida che sta appassionando i ricercatori da oramai parecchi secoli: cercare di scoprire una formula che consenta di calcolare o determinare una sequenza corretta di tutti i numeri primi all’interno del campo dei numeri naturali. La narrazione parte dal "Congresso Internazionale dei matematici", dove Hilbert fu invitato all’alba del 1900, e dove lo stesso Hilbert sfidò i suoi ascoltatori a risolvere ventitrè diversi problemi.

Dei ventitrè problemi di partenza, ne sono rimasti solo sette irrisolti. Questi sette problemi sono alla base del premio Clay che permetterà ai vincitori di ottenere un milione di dollari e fama eterna in campo matematico. Il tema centrale affrontato nel libro è l’ottavo problema di Hilbert: l’ipotesi di Riemann.

Secondo la teoria di Riemann i numeri primi si distribuiscono all’interno del campo dei numeri naturali seguendo il comportamento della funzione zeta. Ora, a grandi linee e senza entrare nello specifico, questa funzione ha un andamento molto particolare (si immagini una forma d’onda irregolare), Riemann ipotizza che tutti gli zeri di questa funzione, e cioè i suoi risultati, cadano su di una certa retta verticale [per dovere di cronaca, attualmente si è calcolato che circa 1,5mld di zeri cadono su questa retta]. Partendo da questa ipotesi i matematici, nel corso dei secoli, hanno dimostrato tutta una serie di teoremi importantissimi finanche nel campo informatico – basti pensare ai codici crittografici, ad RSA e alle implicazioni che questo tipo di discorso possa avere nella vita di tutti quelli che ogni giorno fanno uso della propria carta di credito per fare acquisti su Internet. Attraverso un lungo excursus che parte dalle ricerche condotte da Gauss e Riemann nel campo dei numeri primi, per poi passare per Eulero, Littlewood ed Hardy e per l’incredibile e mistica figura del matematico indiano Ramanujan, vengono presentati tutti i passi che i matematici hanno compiuto in questi secoli per arrivare a dare una spiegazione all’ipotesi numero otto.

La narrazione è abbastanza piacevole e non è assolutamente troppo tecnica. Diciamo che con una cultura da liceo scientifico si è in grado di capire abbastanza bene i concetti espressi nel libro. Un solo appunto ma più che altro è di ordine soggettivo: l’ultimo capitolo del libro narra della storia di RSA e di come la ricerca matematica sui numeri primi influenzi l’ecommerce e la vita quotidiana di tutti noi; personalmente l’ho ritenuto troppo tedioso ma probabilmente è dovuto al fatto che ho letto centinia e centinaia di documenti su questo argomento.

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Il rogo di Berlino

Sullo sfondo del progressivo annientamento di Berlino, viene descritta dall’autrice la vita quotidiana da lei condotta, assieme ai suoi compagni di sventura, durante la seconda guerra mondiale.

Racconto abbastanza significativo di cosa voglia dire trovarsi in una città assediata da nemici, in questo caso russi, di cosa voglia dire non potersi lavare e dover centellinare l’acqua a disposizione (il cui solo andarne alla ricerca vuol dire rischiare la propria vita).

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