L’addio di un mito

E’ normale che prima o poi ci sia un cambio generazionale, è normale che prima o poi tutti mollano.

Ma lui no! Normale non è. Un mito, un uomo, un simbolo di una città intera.
Ogni mattina o ogni notte quando qualcuno si mette in viaggio per andare in trasferta sa cosa lo aspetta. Sa che sentirà "consapevoli fiddghioli", sa che un uomo con un carisma mai visto riuscirà a tirare fuori tutto, tutta la voce che ogni singolo tifoso ha in corpo. Già quest’anno è mancato a molte trasferte, già si vociferava che avrebbe lasciato, si diceva che non era più lui o, forse più precisamente, che la gente intorno a lui non era più la stessa. Esattamente come quando se ne vanno tutti i grandi capi anche adesso qui in città non si parla di altro, si fanno riunioni, ci si incontra per cercare di farlo desistere. Comunque vada a finire lui per me rimarrà per sempre Carminello.

L’unica, ineguagliabile, voce della curva sud.

Niente e nessuno potrà farmelo dimenticare: 45 trasferte, 45 domeniche passate in giro per l’Italia sapendo che quel giorno lui avrebbe fatto esplodere la curva più bella del mondo.

Grazie di tutto Carmine

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