L’inter e i suoi tifosi (caso Zoro)

E’ scoppiato ieri ciò che, spero, passerà come il caso-Zoro.

I fatti:

durante la partita Messina-Inter giocata ieri a Messina, si sentono partire dal settore ospiti, riservato ai tifosi interisti, cori razzisti (i soliti bu-bu-bu per intenderci) diretti verso Zoro giocatore del Messina. Il ragazzo, da 6 anni in Italia, si sente giustamente offeso da questi imbecilli e decide che, sulla base di una norma Fifa [di cui io ignoravo l’esistenza], non vuole più giocare in queste condizioni "climatiche" e chiede all’arbitro di sospendere la partita.

Dopo lunghi dialoghi con l’arbitro stesso, e confortato da Adriano e Martins subito accorsi vicino al giocatore di colore oggetto degli insulti, Zoro decide di continuare a giocare per, come avrebbe poi spiegato Mancini nelle interviste post-partita, non darla vinta a questi "maleducati" (così li definisce il giocatore giallorosso).

Commenti:

non riesco proprio a capire cosa possa saltare in testa ad un tifoso nerazzurro di andare ad insultare un ragazzo di colore.

Parliamoci chiaramente: fosse successo all’Olimpico ad opera dei tifosi della Lazio, non penso ci saremmo tutti scandalizzati così tanto – visto che siamo abituati a questi comportamenti da parte della curva Nord laziale [certo non è un bell’atteggiamento il nostro]. Però certi insulti provenienti da una curva di una squadra che si "vanta" di schierare 11 stranieri su 11 titolari (scandaloso nemmeno un italiano in campo!!!) mi sembra davvero tanto – anche considerando che l’Inter è piena di gente di colore.

Oltretutto non riesco a comprendere come un Adriano o un Martins possano aver invitato Zoro a continuare a giocare. Non si son sentiti offesi anche loro? Quei 4 tifosi non hanno insultato pure i propri beniamini? E allora non sarebbe il caso una buona volta di dare un segnale forte? Non sarebbe stato meglio che Zoro uscisse? avrebbe avuto sicuramente più risalto la cosa …

Certo è, invece, che nell’ipocrisia del calcio di oggi, i fatti di ieri non sono niente più che la normalità. Sic!

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