
E’ scoppiata una polemica mai vista a causa del saluto romano fatto da Di Canio alla sua curva, durante la trasferta di Livorno.
Si sapeva che sarebbe stata una gara a rischio per via delle fazioni politiche delle due curve (di estrema sinistra quella livornese, di estrema destra quella laziale). Onestamente mi sembra l’ennessima montatura dei giornalisti, e dei potenti di turno, su un caso che non sussiste proprio.
Se sono ammesse bandiere comuniste (falce e martello) negli stadi, se sono consentite manifestazioni politiche inneggianti ad un regime, quello comunista, che ha portato tanti dolori quanti quelli apportati dal regime fascista, non vedo perchè un giocatore di pallone - risaputamente istintivo nel suo modo di essere - non possa salutare la propria curva come meglio creda.
Si vuole tenere la politica lontana dagli stadi? Allora si proibisca alla curva livornese o laziale di esporre effiggi inneggianti a regimi che non esistono più -
I metodi? I biglietti nominativi? Ma non facciamo ridere i polli - si inizi a multare le società in questione seriamente e vedrete come le società si impegneranno maggiormente per eliminare i razzisti e la politica dagli stadi facendo tornare, si spera, il bellissimo giuoco del calcio a ciò che era una volta.

















December 16th, 2005 at 2:30 pm
“un regime, quello comunista, che ha portato tanti dolori quanti quelli apportati dal regime fascista”
Ma che cazzo dici brutto ignorante di merda, povero coglione, sei peggio tu di Di Canio, almeno lui sa quello che dice, tu sei solo un pirla che si beve tutto quello che gli dicono. Fai schifo merda.
December 21st, 2005 at 6:42 pm
ah.. questo me l’ero perso… uno che ne sa qualcosa di lanciare il sasso e nascondere la mano… direi!
June 9th, 2009 at 9:22 am
sono perfettamente daccordo , visto che in giro si vedono tante bandiere comunista e un saluto romano che in seguito venne utilizzato da mussolini …..e sembra che un giocatore o chiunque non possa salutare come meglio crede?