Ed alla fine ce l’ha fatta, si è riusciti incredibilmente ad avere una lista dei ministri con una tempistica quasi decente.
Mi pare di aver davvero fatto un salto indietro, come daltronde era prevedibile.
Vogliamo iniziare dai due viceministri? D’Alema+Rutelli.. Il primo indagato fino a due mesi fa in uno scandalo di cui non si sa più nulla (questo paese incarna il detto "il giornalista non è colui che riporta la notizia, ma colui che la crea"), ci rappresenterà nel mondo essendo pure ministro degli Esteri (forse aveva molto più senso fare la Bonino che di esperienza nel settore ne ha da vendere). Il secondo non ha bisogno di commenti, il bello della politica, colui che riuscì a perdere, ed in malo modo, elezioni già vinte nel lontano 2001.
Tra gli altri, scontato che il ministero dell’Ambiente vada a Pecoraro Scanio, con la speranza che riesca a spingere per le fonti di energia alternative nelle quali potremmo trovare un’incredibile fonte di ricchezza (soprattutto noi del Sud Italia).
Il ministero più triste è sicuramente quello delle Infrastrutture, dato a Di Pietro – sfuma così il sogno di tutti i calabresi di vedere terminata l’A3 – figuriamoci se uno che non sa nemmeno parlare in italiano può mai fare il ministro delle infrastrutture…
La voglia di emigrare è sempre maggiore…



















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