Eros Ramazzotti – Ciao pà

Sono io come stai
ti telefono da qui
qui da una
camera d’albergo
scusa se è da un po’
che io non ti chiamo più
ma sai, sai già come son fatto
io però ti penso spesso
fortemente come adesso
io sto bene come no
ho mangiato dei panini
e sto riposando un po’
il lavoro va così
tutti dicono
c’è crisi
ma io, io non mollo no
non ti devi
preoccupare
ormai mi so arrangiare
stai tranquillo
non frequento
quelle che chiami brutte compagnie
ne sto lontano
dai lo sai che sto attento
ci sono in
giro certe malattie
ma sì, sì che guido piano
tu dimentichi che sono
ogni giorno un po’ più uomo
e quand’è che ritorno
forse un salto a fine mese

ma sai dipende
ti dirò sono un po’ a corto
ho avuto delle spese ultimamente
non è il caso che ti scaldi
io non butto vai i miei soldi
sì però dagli un taglio
con le prediche se no
io metto giù

anche tu se non sbaglio
quando avevi la mia stessa età
chi ti teneva più
e non dire altri tempi
coi tuoi soliti esempi
questo qui è il mio tempo
che ti piaccia oppure no
è la mia vita
e io vado
fino in fondo
la mia strada seguirò
io no, non ho
chiuso la partita
tu mi hai chiesto di capirti
ora io lo chiedo a te
non so più che cosa dirti
ci vediamo ciao, ciao pà…

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Moloko – I want you

I want you
Though you dare to deny it
I’m always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

Morning comes upon us
To impose another day
Though I might try to force myself to sleep

Why should I
Face up to
Another waking day
When there’s a chance you’ll come to me
In dreams

The world just keeps
Right on
Turning anyway
While I stay home and watch the shadow play

Innocence is lost into the dark
If I were dynamite would you provide the spark?

Oh
I want you
Though you dare to deny it
I am always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

I don’t know what to do
If you dare to deny it
I’m always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

If only you could see my life
Turning inside out
A heart that keeps attacking me
Always in my mouth

And if my skin were glass my love
You would see a heart that keeps on beating
Only in the hope that you’ll return, to me

I don’t know what to do
Though you dare to deny it
I’m always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

I want you
Though you dare to deny it
I am always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

I don’t know what to do
Though you dare to deny it
I’m always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

I want you
I am always reminded of you
I want you
Always reminded of you
Reminded of you
Always reminded of you

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Della serie: alle volte ritornano

Personalmente non credo alle coincidenze, non più. Non credo che le cose accadano così, senza un motivo particolare. Non so se esista un disegno preciso dietro a ciò che ci succede, non so se è già tutto scritto, ma non ci credo.

Credo, però, che ci siano delle persone alle quali siamo connesse da un filo sottile, da una particolare forma di energia invisibile dall’occhio umano. Queste sono persone che segnano la nostra vita in modo indelebile e, per quanto possano dire, noi segniamo la loro. Mi piace vedere questo flusso di energia come un tunnel con due estremità collegate alle due entità in gioco: all’interno di questo tunnel fluisce l’energia in modo più o meno intenso a seconda dei periodo, a seconda delle circostanze ma, soprattutto, a seconda dell’energia che una delle due persone immette nel tunnel, alimentandolo nuovamente.

E allora risulta scontato affermare che le coincidenze non esistano; risulta quasi banale, invece, affermare che ciò che comunemente chiamiamo coincidenze, sono piuttosto degli stati di connessione con persone a noi legate in maniera davvero unica e rara. Solitamente, ma questa è una mera esperienza personale, sono persone con le quali si è condiviso parti importanti della nostra esistenza, o brevi, ma molto intense circostanze.
Grazie ad una di queste persone capisco perchè una delle frasi che più spesso, nell’arco degli ultimi mesi,  ricorre nella mia vita è:

Nella vita bisogna assumersi la responsabilità delle proprie azioni, nel bene e nel male

Non ci si può comportare sempre impulsivamente, non si può sempre seguire il proprio istinto – si rischia di far male alle persone che si amano, e questo perchè l’istinto è la nostra parte più egoica, è l’espressione del nostro egoismo più inconscio.
Ci sono dei limiti al comportarsi istintivamente, e questi limiti sono imposti dai legami affettivi (non per forza amorosi) con altre persone. Mai al mondo, ma forse qui pecco di superbia, influenzato dai miei schemi mentali, tendiamo a fare del male alle persone che ci sono vicine sentimentalmente, è più forte di noi, è ciò che ci distingue dagli animali.
Certo, con questo non voglio affermare che non si debba seguire il proprio istinto, anzi! Agire istintivamente è spesso bellissimo, fantastico, ti permette di vivere la vita sentendo tutto ciò che ti circonda come parte di un tutto più grande, ampio e intenso. Dico solo che in certe situazioni bisognerebbe fermarsi a riflettere con meno superficialità.
Questa straordinaria sfida che è la vita, questo straordinario continuo affrontare montagne che sembrano insormontabili e che solo in punto di morte si realizzeranno in un gigantesco puzzle, la dobbiamo affrontare impegnandoci al massimo. Non ci sono date seconde chances, non ci è consentito tornare indietro per modificare le conseguenze ai nostri "errori", non è possibile sottrarre il dolore che abbiamo generato in persone a noi care con atteggiamenti superficiali e spesso troppo istintivi.

Ricordo una canzone dei Coldplay, cantanta dalla bellissima voce di Chris Martin, che mi fa tornare alla mente un’estate bellissima di circa due anni fa (oramai stanno per diventare 3):

Nobody said it was easy
Oh, It’s such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be this hard
Oh, take me back to the start

Nessuno dice che assumersi le responsabilità delle proprie azioni è facile. In verità è una delle azioni più difficili che ci è dato da eseguire. Spesso non le teniamo in considerazione, preferendo vivere "senza regole", semplicemente perchè non siamo in grado di affrontare gli ostacoli che ci si parano davanti, chi per un motivo chi per un altro. Purtroppo questa è la vita, non tutti riescono, alle volte incontriamo persone incredibili che, ci sorprendono, persone che ci danno una voglia di vivere incredibile. Sono le persone che probabilmente maggiormente riescono a connettersi a noi.

Si arriva ad un punto, però, dove tutto quanto si sia generato, si può dissolvere: in questo momento le entità in gioco cambiano, rimangono connesse ma sono semplicemente distanti e distratte per alimentare il tubo energetico che li connette ed è, forse qui, che commettono il più grande ed irrimediabile errore della loro vita.

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Le prime sensazioni

Alle volte la vita è proprio strana.
Being humans often sucks.

Hai tutto ciò che vuoi: vuoi partire e lo fai, senza dover dare conto a nessuno. Vedi una persona a te cara, colui che per primo è entrato a far parte della tua famiglia virtuale, ma il tempo è tiranno e bisogna partire. Riesci a prendere l’aereo nonostante un traffico indiavolato (al Nord devono costruire le 4° corsie, quando giù ancora preghiamo per avere quella di emergenza!!). Arrivi in una città viva e ti senti spaesato. Allora ti fermi a pensare: ma cosa c’è che non va?

C’è che si fanno spesso le cose per inerzia, spesso non è proprio ciò che si vuole fare. Ma d’altronde come fare per sapere cosa fare davvero? Forse seguire il proprio istinto e le proprie sensazioni è la strada da seguire in certi contesti.

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Evolution

Today is gonna be the day
That they’re gonna throw it back to you
By now you should’ve somehow
Realized what you gotta do
I don’t believe that anybody
Feels the way I do, about you now

I don’t believe that anybody
Feels the way I do about you now
And all the roads we have to walk are winding
And all the lights that lead us there are blinding
There are many things that
I Would like to say to you but I don’t know how

I feel like the hurricane is gone away, even if it sometimes comes back.
Time is now. Time to change. Time to live

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Antonello Venditti – Ci vorrebbe un amico

Stare insieme a te è stata una partita,
va bene hai vinto tu, tutto il resto è vita.
Ma se penso che l’amore è darsi tutto dal profondo
in questa nostra storia sono io che vado a fondo.

Ci vorrebbe un amico
per poterti dimenticare,
ci vorrebbe un amico
per dimenticare il male,
ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco
,
ci vorrebbe un amico
nel dolore e nel rimpianto.

Amore, amore illogico, amore disperato,
lo vedi sto piangendo, ma io ti ho perdonato
.
E se amor che a nulla ho amato, amore, amore mio perdona
in questa notte fredda mi basta una parola.

Ci vorrebbe un amico
per poterti dimenticar,
ci vorrebbe un amico
per dimenticare il male,
ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco,
ci vorrebbe un amico
nel dolore e nel rimpianto.

Ma vivere con te è stata una partita
il gioco è stato duro comunque sia finita
ma sarà la notte magica o forse l’emozione
io mi ritrovo solo davanti al tuo portone.

Ci vorrebbe un amico
per poterti dimenticar,
ci vorrebbe un amico
per dimenticare il male,
ci vorrebbe un amico
qui per sempre al mio fianco,
ci vorrebbe un amico
nel dolore e nel rimpianto.

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Chenpress 3.0 su WordPress 2.0.x

Installare questo plugin correttamente è stato abbastanza un bagno di sangue.
Il procedimento in sè è piuttosto semplice, solo che ho dovuto effettuare dei piccoli hacks, per far sì che la ricchissima barra di FCKeditor rispettasse correttamente i miei gusti.

Dunque innanzitutto per scaricare il nuovo Chenpress, dopo vari giri, ho scovato questo link, mentre qui potete leggere un facile howto.
Si deve decomprimere lo zip dentro wp-content/plugin, dove verrà creata la directory chenpress. Dopo aver settato correttamente i permessi e gli owner dei file e delle directories appena create, possiamo subito passare a moddare la nostra barra di FCKeditor.
I file di interesse sono, chenpress.php (all’interno del quale si deve creare l’oggetto FCKeditor), fckeditor.js e fckconfig.js rispettivamente il file editor ed il file all’interno del quale possiamo definire la nostra toolbar personalizzata.

Personalmente mi si è presentato un problema piuttosto fastidioso, dopo aver installato ed attivato il plugin, entro nella sezione "write" di wordpress e noto due textarea, quella di chenpress (appena installata) e quella di default sotto. Per eliminare quella di wordpress, bisogna andare nella sezione Options/Writing e togliere il check da Users should use the visual rich editor by default.

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Blow (2001)

locandina

george jung

Blow: la storia di come fare 100milioni di $, tra gli anni 70 e gli anni 80, grazie allo spaccio di marijuana e cocaina (blow per l’appunto). E’ la vera storia di George Jung (interpretato da un fantastico Johnny Depp), tratta da un libro di Bruce Porter; è la storia del primo spacciatore ad aver portato direttamente la cocaina dalla Colombia fin dentro i confini degli Stati Uniti d’America. Ma è anche la storia di come finiamo per ricadere in certi modelli comportamentali, nonostante tutti i nostri sforzi per allontanarcene.

George Jung nasce in una famiglia poverissima, dove l’amore del padre verso il figlio non è sufficiente a garantire la necessaria stabilità economica e dove la madre è troppo presa dal proprio egoismo, e dal proprio voler appararire, per concentrarsi sui problemi del proprio nucleo familiare.

George decide quindi di non voler ripetere questo tipo di vita e si trasferisce in California, dove inizia a spacciare marijuana insieme al suo amico Tonno (Ethan Suplee). Inizia la bella vita: ragazze bellissime, la-la land, feste, grandi ville ad Acapulco e divertimento divertimento divertimento. Fin quando non viene arrestato per la prima volta a Chicago, per possesso di 330kg di droga (solo!!). In cella conosce Diego Delgado (Jordi Mollà), colombiano di origini tedesche, con il quale stringe un intenso rapporto e dal quale imparerà tutto sul traffico di cocaina (George dirà che la prigione è LA scuola di illegalità). Non appena uscito George si rimette in contatto con Diego, che a sua volta lo presenta a "el machico" Pablo Escobar [del quale diventerà il prediletto, anche alla luce del suo matrimonio con una donna colombiana (Mirtha – Penelope Cruz)] – noto come uno dei fondatori del Cartello di Medellin.

La vita di George sembra aver preso la strada che lui cercava, fin quando Diego non decide di mettersi in proprio comprando Norman’s Cray e tagliando fuori George dal traffico di stupefacenti. Inevitabilmente i soldi finiscono, e la moglie di George gli ricorda terribilmente sua madre, come in un cerchio che si chiude George ritorna a rivivere da genitore, le pene passate da figlio.

Il film è abbastanza fedele alla vera storia di George Jung, chiaramente qui e lì ci sono degli adattamenti assolutamente normali. In realtà possiamo dividerlo in due parti: la prima racconta l’ascesa dello spacciatore e di un giovane uomo ricchissimo, la seconda, molto più lenta ed introspettiva, racconta il rapporto di George con la propria famiglia.
George Jung uscirà dalla prigione federale "Fort Dix Federal Correctional Institute" il 27 Novembre 2014 all’età di 72anni.
Una piccola nota a margine: al contrario di quanto detto nel film (sicuramente perchè girato prima che accadesse), la figlia ha visitato George in prigione nel 2002.

Ed infine una chicca

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Pezzi di ricambio IPOD

Alla luce della definitiva morte del mio IPOD, presto sostituito da un altro lettore, ho deciso di cercare di capitalizzare da questa disavventura.
Ho quindi messo in vendita su ebay tutto il vendibile, qualsiasi parte che possa servire da pezzo di ricambio per ipod. In particolare:

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Il viaggio di ritorno

Sono appena rientrato a Bologna dopo un viaggio allucinante durato non si sa quante ore.
Siamo partiti da Rosarno alle 12 circa, dopo un fantastico incontro familiare/genitoriale, stabilta immediatamente la regola di base del viaggio, ci sentiamo pronti ad affrontare questi 1100km.

Tutto fila liscissimo, si percorre l’Italia avendo la sensazione che durante quelle 10 ore tu sei in una dimensione particolare al di fuori della quale tutti stanno continuando a condurre la loro vita quotidiana. Però c’è tantissimo tempo per parlare, e viaggi del genere andrebbero fatti più spesso con le persone giuste :D

Purtroppo a Firenze abbiamo beccato una piccola, piccolissima coda fino a Bologna (ci abbiamo impiegato "solo" 4ore!!)… vabbè vado a dormire che son distrutto. Notte

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Che Viaggio!!

Aspettavo questo weekend da un bel pò di tempo: da un lato perchè è l’ultima settimana "corta" prima delle vacanze estive (ed il lavoro sta diventando opprimente nell’ultimo periodo), dall’altro perchè era come chiudere un cerchio di quest’ultimo anno di vita bolognese.

In un anno, da giugno 2005 a giugno 2006, di cose ne son successe e di acqua sotto i ponti ne è passata – anche troppa!
Gente che è entrata ed uscita dalla mia vita, gente che l’ha segnata talmente profondamente che non so se riuscirò mai a liberarmene (e probabilmente nemmeno voglio farlo).
E poi i miei compagni di viaggio, due ragazzi fantastici, due ragazzi senza i quali probabilmente non avrei potuto affrontare tutto quello che mi è successo e che in quest’ultimo anno mi hanno insegnato davvero moltissimo.

Bologna – Macerata – Taranto – Rosarno – Reggio Calabria: come si direbbe dalle mie parti => ma scialai! :D

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