Personalmente non credo alle coincidenze, non più. Non credo che le cose accadano così, senza un motivo particolare. Non so se esista un disegno preciso dietro a ciò che ci succede, non so se è già tutto scritto, ma non ci credo.
Credo, però, che ci siano delle persone alle quali siamo connesse da un filo sottile, da una particolare forma di energia invisibile dall’occhio umano. Queste sono persone che segnano la nostra vita in modo indelebile e, per quanto possano dire, noi segniamo la loro. Mi piace vedere questo flusso di energia come un tunnel con due estremità collegate alle due entità in gioco: all’interno di questo tunnel fluisce l’energia in modo più o meno intenso a seconda dei periodo, a seconda delle circostanze ma, soprattutto, a seconda dell’energia che una delle due persone immette nel tunnel, alimentandolo nuovamente.
E allora risulta scontato affermare che le coincidenze non esistano; risulta quasi banale, invece, affermare che ciò che comunemente chiamiamo coincidenze, sono piuttosto degli stati di connessione con persone a noi legate in maniera davvero unica e rara. Solitamente, ma questa è una mera esperienza personale, sono persone con le quali si è condiviso parti importanti della nostra esistenza, o brevi, ma molto intense circostanze.
Grazie ad una di queste persone capisco perchè una delle frasi che più spesso, nell’arco degli ultimi mesi, ricorre nella mia vita è:
Nella vita bisogna assumersi la responsabilità delle proprie azioni, nel bene e nel male
Non ci si può comportare sempre impulsivamente, non si può sempre seguire il proprio istinto – si rischia di far male alle persone che si amano, e questo perchè l’istinto è la nostra parte più egoica, è l’espressione del nostro egoismo più inconscio.
Ci sono dei limiti al comportarsi istintivamente, e questi limiti sono imposti dai legami affettivi (non per forza amorosi) con altre persone. Mai al mondo, ma forse qui pecco di superbia, influenzato dai miei schemi mentali, tendiamo a fare del male alle persone che ci sono vicine sentimentalmente, è più forte di noi, è ciò che ci distingue dagli animali.
Certo, con questo non voglio affermare che non si debba seguire il proprio istinto, anzi! Agire istintivamente è spesso bellissimo, fantastico, ti permette di vivere la vita sentendo tutto ciò che ti circonda come parte di un tutto più grande, ampio e intenso. Dico solo che in certe situazioni bisognerebbe fermarsi a riflettere con meno superficialità.
Questa straordinaria sfida che è la vita, questo straordinario continuo affrontare montagne che sembrano insormontabili e che solo in punto di morte si realizzeranno in un gigantesco puzzle, la dobbiamo affrontare impegnandoci al massimo. Non ci sono date seconde chances, non ci è consentito tornare indietro per modificare le conseguenze ai nostri "errori", non è possibile sottrarre il dolore che abbiamo generato in persone a noi care con atteggiamenti superficiali e spesso troppo istintivi.
Ricordo una canzone dei Coldplay, cantanta dalla bellissima voce di Chris Martin, che mi fa tornare alla mente un’estate bellissima di circa due anni fa (oramai stanno per diventare 3):
Nobody said it was easy
Oh, It’s such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be this hard
Oh, take me back to the start
Nessuno dice che assumersi le responsabilità delle proprie azioni è facile. In verità è una delle azioni più difficili che ci è dato da eseguire. Spesso non le teniamo in considerazione, preferendo vivere "senza regole", semplicemente perchè non siamo in grado di affrontare gli ostacoli che ci si parano davanti, chi per un motivo chi per un altro. Purtroppo questa è la vita, non tutti riescono, alle volte incontriamo persone incredibili che, ci sorprendono, persone che ci danno una voglia di vivere incredibile. Sono le persone che probabilmente maggiormente riescono a connettersi a noi.
Si arriva ad un punto, però, dove tutto quanto si sia generato, si può dissolvere: in questo momento le entità in gioco cambiano, rimangono connesse ma sono semplicemente distanti e distratte per alimentare il tubo energetico che li connette ed è, forse qui, che commettono il più grande ed irrimediabile errore della loro vita.


















June 25th, 2006 at 7:56 pm
Premetto una cosa: non dovevi fare l’ingegnere, ma lo scrittore. Chiusa parentesi. Concordo con quanto tu dici, ma le persone agiscono così per un proprio tornaconto personale, fregandosene se quella scelta può o meno ledere qualcun’altro. Forse uno dei tanti scopi della vita, è cercare le giuste persone di cui attorniarsi, quelle che mai ti volterebbero le spalle spinti da propri interessi. Bisogna guardarsi intorno, la gente spesso agisce senza pensare. Comunque la vita va avanti, forse non tutto il male vien per nuocere.