If I can’t be my own …

We chase misprinted lies
We face the path of time
And yet I fight
And yet I fight
This battle all alone
No one to cry to
No place to call home

My gift of self is raped
My privacy is raked
And yet I find
And yet I find
Repeating in my head
If I can’t be my own
I’d feel better dead

Alice in chains

Siamo soli. Siamo indiscutibilmente soli a questo mondo.

Non c’è nulla da fare.
Non c’è nulla da obiettare.

Se mai riuscissimo a trovare una persona che ci voglia bene veramente, che ci voglia bene per ciò che siamo … beh, allora, sarà un bonus.
E’ una società malata, è una società in cui ognuno pensa a sè stesso, ognuno va per la sua strada ed i buoni, i pochi buoni che esistono, non fanno molta strada, perchè, bene o male, soffrono sempre. Perchè, bene o male, vengono sopraffatti dall’egoismo generale. Perchè, bene o male, c’è sempre chi se ne approfitta.

Bisogna convincersi del fatto che a questo mondo noi, siamo di noi stessi, e che se così non può essere … allora bisogna cambiare qualcosa, forse tutto. Ci deve guidare la ricerca continua di nuovi stimoli. Senza stimoli l’uomo non ha senso di esistere; nel momento in cui gli stimoli finiscono bisogna trovare il coraggio di cambiare. Cambiare il proprio percorso, ricominciare da zero non è la cosa più semplice che si possa fare. Daltronde, dicono, che sia la vita.

Ma la domanda del momento è: in un contesto generale in cui tutti fanno uso della parola amicizia a sproposito, è bene estraniarsi, è bene isolarsi e restare eventualmente soli (pur di non attorniarsi di gente di cui si sa di non potersi fidare), oppure forse è meglio ricercare i colori e le gradazioni di grigio e quindi attorniarsi di tanti compagni di giochi, che amici non sono e, probabilmente, non lo saranno mai?!

Bella o brutta che sia, questa è la vita … il giorno che sarà, vorrei solo andarmene con un sorriso e non con una lacrima impigliata nella rete delle mie ciglia.

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