Jan
16

L’incidente nello stretto di Messina

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Riflessioni


4 e morti ed 88 feriti, a mia memoria è sicuramente una delle più gravi sciagure degli ultimi 25anni nello stretto di Messina. A prescindere dalle colpe, a prescindere dal fatto che ora saranno mesi di inferno per la gente che lavora quotidianamente nel trafficatissimo lembo di mare che separa Sicilia e Calabria (commissioni di inchiesta, occhi di mezza italia puntati contro, irrigidimento delle norme di sicurezza, giornalisti impiccioni e chi più ne ha più ne metta) per poi tornare, inevitabilmente, alla vita reale …

A prescindere da tutto ciò e da tutto quello che è stato scritto e detto e da tutto quello che verrà scritto e detto, mi chiedo:

    a) perchè nessuno dice che le ambulanze non potevano entrare nel porto (lato via marina) perchè i cancelli dello stesso sono stati chiusi anni orsono (giustamente o meno, sgarbo al sindaco di Reggio Calabria o meno) e non si trovavano le chiavi?

    b) perchè nessuno dice che la portacontainer "Susan Borchard" navigava nello stretto senza piloti? Intendo: è obbligatorio, per attraversare lo stretto, essere "scortati", per così dire, dalle pilotine, navi più piccole, ma notevolmente potenti, note anche con il nome di rimorchiatori, che consentono l’attraversamento di un pezzo di mare assolutamente non facile da navigare. Allora perchè i piloti fatturano ugualmente la loro presenza pur non essendoci stati nel momento dell’incidente?

La verità è che come in tutte le storie, ci sono verità scomode che non possono essere raccontate, ci sono storie che è meglio tacere perchè si andrebbero ad intaccare i cosidetti "poteri forti". Non lamentiamoci, però, se poi succedono questi incidenti!!

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1 Commento al post: “L’incidente nello stretto di Messina”

  1. Vito A. Bonardi scrive:

    Infatti ste cose non le ho lette o sentite nè sui giornali che leggo nè sui TG che ascolto e guardo. Vabbè lo stretto fa parte dell’Italia, non è una novità (che vengano omesse certe notizie).

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