Oramai in TV non si parla d’altro: i fatti di Catania, il morto di Catania, le scritte sui muri di Livorno (poco a dire il vero), gli ultras, i teppisti, calcio malato ecc. ecc. Ed è un susseguirsi di ospiti che, in tutte le salse, propongono la loro soluzione epocale al problema ‘calcio’.
Dalle prime indicazioni sembrerebbe che la linea da seguire sia quella di far giocare a porte chiuse tutte quelle partite che si terranno negli stadi non a norma – il che, tradotto, vuol dire che si giocherà a porte chiuse in tutti gli stadi d’Italia tranne 4 (Roma, Torino, Siena, Palermo). Il che vuol dire, tradotto, che se mai dovesse riprendere il campionato di calcio questa domenica, Inter-Roma sarà giocata a porte chiuse.
Ora, stasera ho ascoltato attentamente le parole del ministro melandri (anche lei non merita il mauiscolo e, oddio, ho avuto notevoli difficoltà a capire l’italiano ed i concetti che voleva esprimere): secondo il melandri-pensiero non verranno inviati poliziotti o forze dell’ordine in quegli stadi considerati non a norma. Benissimo, mi voglia gentilmente dire il ministro cosa pensa di fare davanti al certissimo spiegamento di ultras e tifosi fuori lo stadio.
Mi vogliano dire, gentilmente, i signori del governo come la vogliamo mettere con le migliaia di spettatori che hanno pagato l’abbonamento anche e soprattutto per vedere partite come Inter-Roma. Chi glielo rimborsa? Moratti? Lo Stato? Pulvirenti? L’ultras che ha ucciso il poliziotto? (ah, mi pare di aver capito che non sia morto per la bomba carta, ma a seguito di un pestaggio – ci vogliamo mettere daccordo prima di rilasciare le informazioni??).
Per mesi ci avete riempito la testa che si doveva fare qualcosa per non allontanare la gente dallo stadio, e ora che fate? Ma sì, giochiamo le partite a porte chiuse, così chi vorrà vedere una partita di calcio, dovrà per forza vederla su Sky – bello no?! Allora lancio una provocazione: perchè invece che semplicemente giocarle a porte chiuse non impedite anche la visione su sky così che i teppisti a casa evitino di danneggiare le proprie abitazioni??
Forse perchè, al contrario di quanto sostiene il ministro dello sport di questo staterello chiamato Italia, qui non viene messa al primo posto la sicurezza del cittadino, ma il lato economico. Non dimentichiamoci che squadre come Inter e Milan prendono una cifra colossale da Sky per i diritti TV e credo che andranno incontro a non pochi problemi in caso di sospensione continuativa del campionato (poi ovviamente, volta la medaglia e dici che noi utenti sky non verremo mai rimborsati per le mancate visioni delle partite in tv – ma daltronde si sa, in questo paese è sempre il consumatore ad andarci di mezzo).
Mi terrorizza poi il voler introdurre un daspo preventivo: il daspo è l’impedimento ad entrare allo stadio per tutti coloro i quali si siano macchiati di reati precisi. Ora il fatto di farlo diventare preventivo un pò mi atterrisce: chi, ma soprattutto sulla base di cosa si deciderà l’attuazione di questo provvedimento? Voglio riportare un fatto di cronaca avvenuto qualche anno fa. Lo scenario è l’amichevole pre-campionato tra Messina e Reggina, al termine della partita i tifosi fanno ritorno alla nave sugli autobus messi a disposizione dal comune di Reggio Calabria (tralasciamo questo aspetto…), vengono improvvisamente fermati e diffidati tutti (indistintamente vecchi, giovani e bambini) sulla base del nulla – senza, cioè, alcuna prova. Risultato, visto che tra questi 96 diffidati c’erano pure alcuni figli di ufficiali dell’Arma, si è pensato bene di soprassedere.
Il limite tra la repressione e la democrazia, tra lo stato di polizia e la democrazia è molto sottile e stiamo seriamente rischiando di superarlo. Non mi si può costringere ad andare a vedere un Messina-Reggina o un Atalanta-Messina o che so io un Lazio-Reggina o Palermo-Reggina, partite notoriamente a rischio, in un qualsiasi settore dello stadio, obbligandomi a comprare il tagliando privatamente. Non è che dall’oggi al domani si cambia la cultura e l’educazione di una società, non è che impedendo le trasferte organizzate dai club si fermerà il problema: tuttaltro! Andando ad eliminare i settori ospiti non si farà altro che creare maggiori problemi, perchè i tifosi saranno direttamente a contatto – dimostrazione del fatto che per l’ennesima volta stanno legiferando su materia che non compete loro.


















February 6th, 2007 at 11:40 pm
Il silenzio, credo, sarebbe più opportuno!…ovvio ognuno è libero di esprimere la propria idea/opinione, ma la realtà che vedo io è che negli ultimi giorni ci sono state 2 persone che non torneranno più dai loro cari: uno è un signore che era al proprio lavoro. Faceva il poliziotto?! ok! ai miei occhi un lavoro come un altro, no?!? guadagnarsi uno stipendio per sfamare due figli piccoli!!! e che ora li ha lasciati con un misero sussidio di 500 euro perchè non aveva maturato ancora la pensione!…troppo giovane! (ho 3 cugini che fanno lo stesso lavoro ed un cognato… e se ‘domani’ accadesse a lui, le mie nipotine rimarrebbero senza il papà!…nooo!!!). Morto con una bomba carta o con un calcio allo stomaco che differenza fa?!?! è sempre morto!!! Perchè prendersela sempre con le istituzioni se ci forniscono informazioni non corrette!?…non potrebbero essere magari i giornalisti che non informano bene? o perchè puntare sempre il dito su uno piuttosto che l’altro?!?! Io lo punterei solo contro chi ha procurato la morte!!!!
L’altro signore invece non faceva il poliziotto, ma non tornerà più dai propri cari perchè pestato dai stessi calciatori durante una partita!!! E qui ce nè da riflettere!!!…non cè stata guerriglia tra poliziotti e tifosi, ma tra calciatori o presunti tale!!!
Alcuna polemica ad alcuno, alcuna morale o retorica, per carità! Penso, però, che si è arrivati ad un punto tale di assurdità che non si può ritenere più il calcio uno sport! nè uno sport da praticare e nè da veder giocare!
Il mio pensiero è questo: non possiamo prendercela se si chiudono gli stadi non a norma, se saltano dei turni di partite ecc… se, cmq, si cerca di prendere provvedimenti più o meno corretti! (chi può dire, a questo stato di cose, quale può essere la cosa più giusta da fare?!). C’è tanta violenza, tanta ignoranza, tanto odio!!!
E se i ‘sacrifici’ di quei pochi tifosi rimasti (tifosi no teppisti) che non potranno assistere alla partita della propria squadra del cuore possono servire per far passare la voglia di violenza e di odio a degli imbecilli…allora ben vengano! Chissenefrega della politica, di sky, dei soldi!… l’importante è che si dica: BASTA!!!
Parlo da tifosa ma parlo anche e soprattutto da persona che non trova più nulla di sportivo in una partita di calcio e che a malincuore rinuncia volentieri ad andare a vedere una partita se poi costretta a lasciare lo stadio, in preda al panico generale, perchè qualche imbecille, che ha la presunzione di ritenersi tifoso ultras, si inventa, e dico inventa propositamente al punto di far interrompere una partita di calcio (derby…), che un ragazzo è morto perchè investito da una volante di polizia…
Sinceramente le parole di saluto di quella ‘povera’ bimba rivolte al suo papà e gli occhi tristi di quel bambino di soli 8 anni vestito con la divisa da poliziotto mi hanno spinta a rispondere a questo tuo post dove da una parte percepisco tanta voglia di ‘ricominciare’ in qualche modo cercando di trovare una motivazione a quanto accade ed una soluzione, ma dall’altra avverto anche ancora tanta polemica contro un ‘sistema’ che difficilmente si può cambiare se siamo noi i primi a non voler cambiare continuando ad inveire e puntare il dito!
February 7th, 2007 at 11:51 am
Scusami, ma non credo proprio che il silenzio sia più opportuno: anzi! Credo che bisogna parlarne, non come fanno i giornalisti e cioè sparando a zero per parte presa o per pregiudizi. Bisogna informarsi, bisogna capire, conoscere e poi parlarne.
Tu parli di queste due persone che sono morte recentemente, un poliziotto ed un dirigente del calcio. Io ti nomino questi:
Vincenzo Paparelli, Vincenzo Spagnolo, Sergio Ercolano. E la lista sarebbe ancora lunga. Tutti ragazzi morti allo stadio. Tutti morti per chissà quale motivo.
Non voglio giustificare nessuno nè tantomeno la violenza che invade di domenica in domenica gli stadi italiani.D’altro canto, però, non mi sento assolutamente, in merito all’ultima morte a Catania, di dire cose del tipo “è morto eroicamente, era un esempio per tutti, ecc. ecc.” – non lo conoscevo, non ho idea di che persona fosse, quindi non mi permetto di “giudicare” – e qusto perchè nella mia esperienza ne ho viste troppe di situazioni in cui gli scontri sono iniziati a causa della polizia, semplicemente perchè quelli che voi chiamate tifosi normali volevano uscire dallo stadio dopo ore di attesa (difatti chi va allo stadio sa bene che finita la partita, gli ospiti stanno dentro per ore per questioni di ordine/disordine pubblico).
Ho troppa poca fiducia in questa classe politica per poter dire, sì, riusciranno a cambiare il sistema.Mi sento troppo poco rappresentato da questi signori che in media hanno 70 anni e sono di generazioni che hanno palesemente fallito agli occhi di tutti. Non si può pensare di affrontare il problema aumentando la repressione, perchè questo è un problema della società non del solo calcio. Perchè abbiamo a che fare con un disagio giovanile creato e generato dalla politica stessa, e che difficilmente sarà risolto con uno stato di polizia.
February 7th, 2007 at 12:03 pm
…una sola piccola osservazione e poi chiudo l’argomento (almeno io!): il Sig. Vincenzo Paparelli (il cui figlio fatalità abita nel mio ex-condominio) , mi sembra di ricordare (potrei anche sbagliare…ma non proprio visto che C’ERO!!!), sia stato ucciso perchè colpito da un razzo sparato da un tifoso che era in curva sud ed arrivato in curva nord durante un derby!!!… cosa c’entra la polizia!!!! mha!!!…
P.S.: opinioni/visioni diverse….ma il mondo è bello perchè è vario, no?!?!…
February 7th, 2007 at 1:37 pm
Francesco, se uno vuole andare a vedere la partita per il piacere di vedere una partita di calcio si compra il biglietto privatamente, si organizza il viaggio privatamente, si guarda la partita assieme ai tifosi della squadra avversaria e non crea casini: il suo obiettivo è vedere una partita di calcio, che sia dalla tribuna o dalla curva non fa differenza l’importante è godersi lo spettacolo della partita.
Io sono milanista per antonomasia, sai quante volte sono andato a vedere Juve-Milan al delle Alpi nel settore dei tifosi juventini… ormai non le conto più: non è mai successo niente di niente a me e tantomeno a chi mi stava vicino perchè eravamo tutte persone civili più o meno sfegatate con la stessa passione.
Permettimi di dire che chi non è disposto a fare qualche piccola rinuncia per il bene del calcio allora può starsene pure a casa che è meglio. Se uno è un amante del calcio e ci tiene ad andare a vedere la partita della sua squadra può benissimo adattarsi ai cambiamenti imposti dalla legge. Se non è disposto a farlo allora è perchè non ama il calcio e se se ne sta a casa ci guadagnano tutti lui compreso.
E’ come quando ti piace una ragazza… se ti piace davvero sono sicuro che saresti disposto a rinunciare a qualsiasi cosa pur di poter stare con lei, o sbaglio?
Poi se con le nuove norme non si può più andare allo stadio basta una radiolina, un gruppo di amici un pallone e tanta tanta passione: vedrai che vi divertirete lo stesso giocando a pallone e sentendo nel frattempo che fa la vostra squadra, anzi vi divertirete di più.
Il calcio come tutti gli sport va praticato e non guardato. Ok se hai un parente, un amico, un conoscente e a lui fa piacere avere il tuo supporto ogni tanto quando gioca va bene. Se per problemi di salute non puoi giocare e hai la passione per questo sport, ok va bene ci sto che vai allo stadio: ma qual è il modo migliore di provare certe sensazioni, certe emozioni se non praticandolo? E non c’è bisogno di giocare in serie A io spesso mi diverto tantissimo anche a tirare 4 calci ad un pallone in un viicolo di periferia con 2 o 3 amici: a me piace il CALCIO.
Tutti quei santoni che parlano a sproposito di fatti e misfatti, che non riescono a stare senza IL CAMPIONATO e non IL CALCIO (che è cosa ben diversa) è gente che è meglio che andasse a lavorare piuttosto che fomentare disordini e disgrazie.
February 7th, 2007 at 5:02 pm
@3princess: secondo me non ci siamo capiti. La polizia non c’entra nulla, non volevo nemmeno farci riferimento. Il ragazzo in questione è morto nelle circostanze da te descritte, l’ho nominato solo perchè è uno di quei malaugurati morti durante una partita di calcio (e già il solo scriverlo è un controsenso colossale). Poi vabbè tu vivi la curva, so che vai allo stadio e immagino tu sappia come vadano certe cose quindi credo ci sia ben poco da aggiungere.
@Davide: guarda il discorso è che se vogliamo fare ipocrisia su questo argomento, ben venga! Se invece vogliamo parlarne seriamente sono a disposizione. Il discorso è che tu hai un certo tipo di esperienza, dipende fondamentalmente dal settore dove hai visto le partite. Ti sfido pubblicamente, OGGI, ad andare in curva a guardare una partita di pallone tifando la squadra avversaria e voglio proprio vedere se non succede nulla. E lì il fulcro. Per quanto sia brutto dirlo, e per quanto io sia daccordo con te che queste cose non dovrebbero mai succedere per una partita di pallone, purtroppo è lo stato delle cose ed è innegabile.
Che poi, come scrivi tu sul tuo blog, fino a prova contraria ha ragione la polizia o le forze dell’ordine in generale, vista la mia personalissima esperienza riguardante le trasferte, mi dispiace ma non sono assolutamente daccordo. Per me, fino a prova contraria hanno torto entrambi
February 7th, 2007 at 9:53 pm
Ascolta, carissimo… ho cercato di ‘vedere’ la situazione dal tuo punto di vista e per certi aspetti ‘forse ti capisco’.
Ma non capisco e ti chiedo cortesemente di farmi capire:scrivi “abbiamo a che fare con un disagio giovanile creato e generato dalla politica stessa, e che difficilmente sarà risolto con uno stato di polizia… e poi di poca fiducia nella classe politica…”. Spiegami tutto questo comè possibile possa accadere nella testa/mentalità di ragazzini di appena 14/15/16… anni!!! cosa ne sanno di politica? cosa avrà mai fatto loro questa polizia? è un’età quella in cui si dovrebbe ancora giocare con la play-station e lo psp (ai miei tempi c’era i cartoni tipo Goldrake, Jeeg Robot d’acciaio…si scrivono così, bhooo!! io vedevo Candy-Candy…) e non andare allo stadio a….fare quello che vediamo purtroppo quotidianamente…anche uccidere!!!
Ok! non abbiamo fiducia nella classe politica, nelle forze dell’ordine ecc…, ma hai mai pensato invece ad una mancanza di Valori (e ritorno sui miei Valori…sorry!), ad una mancanza soprattutto di una famiglia alla spalle di queste persone/ragazzi-ini?!?! ad una mancanza di affetto e di amore?!? Nooo, caro amico! non dirmi che un 14enne soffre di disagio per mancanza di fiducia nella politica o nelle istituzioni!!! Ma che cosa ne sanno!!!!
Credo invece che non abbiamo mai sofferto la fame, non hanno mai fatto sacrifici veri e…un di pò di ‘regole’ ne hanno davvero bisogno! e non solo loro anche i loro padri e le loro madri!
Tutto questo per cercare di farti capire che tutto è ‘malato’: lo sport, chi parla di sport, i dirigenti, i tifosi, tutti insomma…ma anche e soprattutto la Famiglia!!!
Discorso folle il mio?!?!…forse! ma se avessi avuto la fortuna di avere un figlio o se mai un giorno l’avro!… conoscendo ‘l’ambiente’ e conoscendo soprattutto a come ci si prepara prima di una partita, a come si viene ‘caricati mentalmente’ ad affrontare una partita…e dico ‘affrontare’ non vedere…non l’avrei MAI mandato in mezzo ad ultras o pseudo-ultras!!!…in trasferta o altro!
Ti parla un’amica che ha vissuto direttamente certe situazioni… ed ora sentir dire da suo fratello piccolo “no, allo stadio preferisco non andare più e non voglio neanche che mio figlio (ndr: ha 4 anni) vada perchè troppo pericoloso!…” bhè , a me fa davvero pensare che… è meglio fermarsi un attimo!!!…
February 8th, 2007 at 4:17 pm
Francesco, vedi come tu hai detto più volte siamo in uno stato democratico. Lo stato democratico è basato sul principio che per garantire libertà e sicurezza ai cittadini onesti e corretti si debba in qualche modo punire chi crea disordini, caos, violenza omicidi ecc ecc.
Siccome conosco centinaia se non migliaia di persone che vanno tranquillamente allo stadio tutte le domeniche in curva e si comportano civilmente e sportivamente e a loro non è mai successo niente di niente e non hanno mai e poi mai avuto problmi con al polizia, anzi, non capisco tutta quella gente che pur di dare ragione alle forze dell’ordine si farebbe uccidere.
Le forze dell’ordine hanno fatto un giuramento sulla costituzione se non erro e sino a prova contraria hanno ragione loro. Siccome in questo caso non c’è neanche lontanamente un alone di incertezza non vedo perchè ci debba essere tutta questa diffidenza verso coloro che sono disposti a sacrificare la vita per svolgere il loro dovere.
Questi atteggiamenti di diffidenza e di sfiducia verso coloro che rappresentano lo stato piuttosto che verso i violenti ed i delinquenti non porteranno mai e poi mai ad una soluzione delle questioni basilari dello stato. Sono atteggiamenti che ci porteranno piano, piano allo sfascio. E la storia del disagio sociale è una scusa inesistente. Forse se molti di questi delinquenti che devastano ogni domenica stadi, treni e autobus andassero a lavora al posto di farsi mantenere comodamente dai genitori le cose cambierebbero.
L’altra sera sui muri di Livorno sono apparse queste scritte: “10,100,1000 Filippo Raciti” e “2/2/2007 vendetta per Carlo Giuliani”. Questa è la gente che tu difendi fino a prova contraria. A me sinceramente fa schifo persino parlarne.
Finchè ci schieriamo dalla parte del colpevole perchè riesce a prenderci per il culo dimostrandosi apparentemente più debole degli altri qui non andremo mai e poi mai avanti.
Se poi mi dici che la polizia avrebbe dovuto farsi i cazzi suoi e dopo che le due tifoserie si fossero scannate ben bene sarebbero dovute andare a raccogliere i cadaveri posso anche essere d’accordo. Ma secondo me è il solito trambusto creato da coloro che allo stadio non ci possono entrare oppure ci vogliono entrare con le bombe a mano e quindi vogliono evitare i controlli da parte della polizia. Quante volte è accaduto così? Un’infinità di volte.
February 9th, 2007 at 11:29 am
Cercherò di essere chiaro, così da non creare ulteriori fraintendimenti nè con te nè con chiunque altro capiti qui per caso.
Innanzitutto mi preme sottolineare che non voglio assolutamente difendere gli ultras, nè tantomeno giustificare ciò che successe a Catania qualche settimana fa. Non credo nella violenza, e non credo che sia giusto macchiare una partita di calcio, massima espressione dello sport nazionale, con violenza o fatti di sangue.
D’altro canto, però, non mi sogno e non mi sognerò mai di giustificare la violenza della polizia: ciò che ho visto e vissuto sulla mia pelle in questi anni di trasferte mi basta e mi avanza per giustificare quanto scrivo. Esperienze che tutti quelli che erano con me possono testimoniare senza alcun problema – e sono pronto a portare avanti questo modo di vedere le cose ad oltranza, perchè, come la violenza non è giustificata in un senso, non lo è nemmeno nel senso opposto.
Mi dispiace sinceramente, ma non credo proprio che l’aver giurato sulla costituzione dia loro ragione a-priori: credi forse che si viva di principi? Credi forse che loro facciano il loro lavoro per amor di patria? Forse una piccolissima percentuale, e non mi venire a dire che chi è morto in Iraq o Afghanistan sia un eroe, perchè sappiamo tutti benissimo che altro non sono che mercenari, che fanno le missioni perchè danno loro la possibilità di avere un stipendio consistente e tornare in Italia con un bel gruzzolo (e mi spiace fare di tutta l’erba un fascio). Daltronde ti ricordo che vivi in un Paese, o pseudo-tale, dove il concetto di Patria se n’è andato a stra-benedire nel secondo dopo guerra (se vuoi davvero vedere applicato questo principio, ti consiglio di farti un viaggetto negli stati uniti).
E non mi venire a fare la falsa morale sulla condizione lavorativa degli ultras – se credi che siano dei mantenuti, penso proprio che tu abbia una visione sballata della realtà di questo paese (ed il minuscolo ci sta tutto). Ritieniti molto fortunato, non conosco la tua situazione familiare, ma vieni da una delle regioni più ricche d’Italia (e per chi conosce la storia, questo anche a discapito di regioni come la Calabria), hai la fortuna di studiare all’università e sicuramente questo ti garantirà la possibilità, un giorno, di trovare un lavoro che ti dia soddisfazioni anche economiche.
Vorrei ricordarti che viviamo in un Paese un pò particolare per distribuzione della ricchezza. Credi che lo sfogo sociale sia una scusa? Allora ti invito a fare un sondaggio sul reddito medio di un ultras (e non andare a vedere quelli di juve milan e inter, ti invito a vedere quelli di reggina, messina, catania, palermo) – scoprirai che è gente umile, che si spacca il culo dal lunedì al sabato, lavorando più di ciò che prevede la legge (ti ricordo che lo stato prevede non più di 8 ore lavorative al giorno) per poi arrivare a fine mese con un misero stipendio da mille euro (se gli va bene) con il quale probabilmente non riescono a mantenere nè loro nè la famiglia che, chi più chi meno, hanno alle spalle. Ti ricordo anche che in questo Paese, o pseudo-tale, riuscire a trovare un lavoro con una forma contrattuale legale è un miraggio. La maggior parte dei ragazzi che escono dai licei, da Roma in giù, non hanno altra possibilità che lavorare in nero o darsi alla criminalità organizzata (e sfido a provarmi il contrario – quando ti mettono in mano a 18anni 2mila euro al mese …).
Credi ancora che non sia uno sfogo sociale? Apri gli occhi…
February 10th, 2007 at 6:45 pm
Io sono cresciuto sulla base di principi e di una morale che ritengo giusta perchè mette davanti ad in miei interessi personali i doveri che ho nei confronti delle comunità in cui vivo.
Se c’è una legge e tutti non la rispettano non ritengo giusto non rispettarla perchè la maggioranza non la rispetta.
Il fatto che vivo in una regione “ricca” è tutta una favola. Vivo in una regione dove le cose funzionano perchè la maggioranza delle persone che ci abitano sa che esistono delle regole che sono state create per facilitare le convivenza in modo democratiche di svariati milioni di persone e per quanto possibile le rispettano senza farsi masturbazioni mentali sul fatto che siano giuste o meno: si devono rispettare finchè ci sono punto e basta.
Comunque le mie origini non sono affatto di queste parti. Mia mamma è di Melito Porto Salvo (RC) e mio papà di Noepoli (PZ) e quindi ho un fortissimo legame affettivo anche con quelle zone dell’Italia che tu definisci più povere. Sono molto legato alle mie origini quindi mi capita di andare spesso di andarci due o tre volte all’anno e se posso anche di più e quello che vedo è che c’è una trascuratezza e un lassismo tale che porta alla nascita di quei fenomeni che tu dici.
Purtroppo a quanto posso vedere io è una cosa insita nella mentalità delle persone e difficilmente sradicabile nelle vecchie generazioni. Qualcosa a mio avviso sta cambiando perchè i giovani d’oggi sono molto più inventivi e propositivi quindi mi auspico perche che questo divario si livelli presto. Ci vuole un pò più di coraggio, di ottimismo e di rispetto delle leggi che molto vedono come un’oppressione ma che sono la base per costruire una società economicamente sostenibile.
E per leggi intendo anche le piccole cose: dal non bittare l’immondizia per strada, al non cazzeggiare sul posto di lavoro (parlo dei dipendenti pubblici in particolare), al denunciare i soprusi ed i furti.
E’ tutto un discorso di mentalità. Per come è stata fatta l’Italia purtroppo nelle zone di cui stiamo parlando c’è una visione dello Stato-Padrone che secondo me è sbagliatissima.
Speriamo che le cose cambino perchè l’Italia è una e gli italiani con le loro differenze dovrebbero un attimo impararsi a compensare di più perchè se stiamo uniti è più facile raggiungere obiettivi concreti con uno sforzo che non sia sovrumno
February 11th, 2007 at 1:47 pm
Vorrei dire una cosa scontata.
Se quando cerco di muovermi secondo i principi della legalità, anche quando si scontrano con la cultura e con la realtà della gente che mi circonda, rischio solo il biasimo di pochi… posso pure rischiare.
Se andare contro la cultura che mi circonda mi può costare la vita o quella di un figlio o altre ritorsioni perchè lo stato NON SA prevenire certe forme, nè fornire garanzie… beh a sto punto chissene frega dello stato, la pelle è la mia.
Innovare, rispettare, avere una morale, sono cose belle e giuste che io condivido.
Ma è necessario capire che per molti non valgono la vita.
Il cazzeggio nell’azienda pubblica? C’è da Milano a Palermo!
Bravi lavoratori? Ne ho incontrati a Crotone che davano una pista a certi impiegati Torinesi (giusto per nominare degli estremi geografici)
Ho contatti giornalieri con circa 800 aziende di tutta italia e mi sento di dire l’Italia è una… una uniforme unione di volenterosi e di fancazzisti.
Come ho premesso… era un discorso scontato.
February 12th, 2007 at 8:39 pm
Il problema è che fino a che la penseremo così, che lo stato ti può portare via un figlio e non la malavita le cose non le aggiusteremo mai e poi mai. Forse si sceglie sempre l’alternativa più rapida e veloce perchè noi italiani siamo pigri e lassisti.
Per quanto riguarda il reso del discorso io ho fatto una panoramica basata su statistiche OCSE che sono dati non contestabili perchè riconosciuti come ufficiali a livello mondiale. Poi le mosche bianche ci sono dappertutto. Dipende solo da che punto di vista si guarda la situazione.
February 13th, 2007 at 9:25 pm
Le statistiche, lasciatelo dire da chi le ha studiate, non sono attendibili, sono fotografie molto, ma molto fuori fuoco.
Mi pare però di essermi spiegato male, non è lo stato che ti porta via un figlio, è la malavita.
Quello che dico io è che.. è facile parlare quando la canna della pistola è puntata verso un altro.
February 16th, 2007 at 11:50 am
[...] Prendo spunto dalla degenerazione della discussione (potete leggere qui, qui e qui) tra Marco e Davide, nata dal post sulle mie personalissime considerazioni sui fatti avvenuti dopo Catania-Palermo, per riportare una toccante lettera scritta da un ragazzo rimasto orfano del padre, ucciso dalla ‘ndrangheta nel giugno del ‘90. Credo che, sebbene sia molto lunga, valga la pena di leggerla perchè descrive appieno e senza ipocrisia la realtà nella quale sono cresciuto. Mi chiamo Gabriele S. Ho 17 anni. Dal 23 giugno del 1990, la peste sociale che ammorba la città di Reggio Calabria mi ha fatto entrare a far parte, travolgendomi, di una categoria purtroppo in continua espansione: quella degli orfani resi tali dalla mafia.E ho usato il termine categoria, pur sapendo che sarebbe stato più appropriato dire "paria".Sarà probabilmente inutile, infatti, cercare di spiegare come l’uccisione del proprio padre possa cambiare il modo di vivere di un ragazzo, specie se questa azione viene perpetrata secondo gli schemi disgustosamente vili dell’agguato a sangue freddo, schemi del resto che si adattano alla perfezione a chi crede di possedere poteri e diritti superiori a quelli degli altri cittadini per il solo fatto di essere un cultore della prepotenza, sottoclasse della codardìa; ma bisogna sempre parlare di una realtà, e soprattutto di una realtà come questa. [...]