Joost: nuovo sito

Come avevo anticipato ieri, è online, credo da oggi, la nuova versione del sito di joost. Era atteso da tempo, anche in vista dei cambiamenti che si vociferavano da tempo sul rivoluzionario programma di iptv …

Il cambiamento grafico era, secondo me, necessario visto che il sito, in precedenza, seppur ricco di informazioni e sufficientemente usabile, era abbastanza spartano da un punto di vista grafico.

Tuttavia, la nuova versione non mi soddisfa per nulla … si ora è graficamente molto attraente, con una presentazione flash di joost fatta davvero molto bene. Ciò di cui non mi capacito è la pesantezza in termini di prestazioni: spero sia un mio problema, ma cercando di visualizzare il sito in questione, il processo di firefox schizza al 99% di utilizzo della cpu, aumentando la richiesta di ram e appesantendo tutto il sistema oltremodo, rendendo, di fatto, inutilizzabile il tutto.

Non capisco, poi, la scelta di mappare la tastiera americana nelle due aree di testo per effettuare il login. Ma secondo voi, cari webmater, quanti degli utenti di joost sanno che shift+2 dà la @ (invece di altgr+ò) ??

Quindi ricapitolando: i due finanziano un mega progetto con i milioni incassati dalla vendita di skype ad ebay. Assoldano i migliori programmatori in ambito P2P sulla piazza, tirano fuori una beta, anche abbastanza contestata sia per il basso numero di canali, sia per i recenti problemi di visualizzazione, e poi non riescono ad investire qualche migliaio di euro sul sito che dovrebbe essere la vetrina di tutto questo?

Per ora il sito, nonostante la cura alla grafica, è assolutamente bocciato!

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N73: cambiare la cover

Recentemente ho acquistato da ebay, via Honk Kong, una cover nera per il mio n73.

N73 - silver N73 - black

Smontare la cover di un cellulare serie N è un attimo più complesso rispetto alla stessa procedura effettuata su vecchi cellulari nokia. Quindi, memore dell’esperienza fatta su di un N70 di un amico, sono subito andato su youtube dove, a mio malincuore, ho scoperto che sono stati eliminati tutti i riferimenti causa copyright da parte di Nokia. Ovviamente non mi sono scoraggiato e cercando su google, ho trovato questo interessante sito che offre un filmato dove viene spiegato passo passo come smontare completamente la cover. Tuttavia il procedimento di estrazione del retro della cover è abbastanza complesso e incorpora anche alcuni componenti della scheda del cellulare. Per tutte queste ragioni ho preferito cambiare solo la parte di sopra e lo sportellino della cam (quello, per intenderci, che una volta smontato consente di accedere al vano della batteria).

La prima volta, questa procedura è un pò difficoltosa per tutta una serie di motivi, primo fra tutti sicuramente la "paura" di distruggere componenti di un apparecchio da oltre 300 euro.

Nella figura qui sotto, notate lo strumento blu:

N73 - tools

Si tratta di un oggetto di plastica dura, con un piccolo "becco" a semi-uncino sulla punta, che sostituisce le usatissime carte di credito nell’atto di smontare la parte superiore della cover. Difatti, agendo sugli angoli della stessa e facendo un pò di forza, si riesce ad estrarla facendo scattare i dentini:

N73 - keyboard corner

Una volta estratta la parte superiore, non resta che togliere la tastiera, sostituire il tutto ottenendo il risultato che potete vedere in testa a questo post.

Ultima considerazione: la fattura della cover è ottima, pare proprio originale – l’unico appunto è da fare sulla tastiera che non dà lo stesso grado di sensibilità offerto da quella presente in origine.

Nota: l’ultima foto è stata presa da thenokiablog, dove viene descritta la stessa identica procedura con la piccola differenza che loro fanno uso di una carta di credito per estrarre la parte superiore della cover (che poi è la parte più complessa di tutto il procedimento).

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Joost work in progress

Attualmente la pagina iniziale di joost è under construction … già da tempo si parlava di una rivoluzione sia a livello di sito web che di software (una nuova sfavillante versione 0.9 è in arrivo … e si prevedono grosse novità per maggio) …

sono proprio curioso di vedere cosa si sono inventati 😀

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BlogLab: si parte!

Inizia venerdì alle ore 10, caserma Sani (Aula 9) presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, un’interessante iniziativa ideata da Stefano Epifani.

Si tratta di BlogLab, un laboratorio didattico in cui blogger e studenti si confronteranno e aiuteranno vicendevolmente per creare la struttura di un blog; sarà poi compito degli studenti di questo laboratorio curarne i contenuti fino alla fine del corso (credo in giugno).

L’idea non è male, anzi per la struttura atavica dell’università italiana, è ammirabile come un professore dia una spinta talmente innovativa – anche considerato che, in generale, l’informatica, i blog ed internet sono spesso snobbati e sottovalutati dalla didattica di tutte quelle facoltà che non rientrano nella sfera dell’informatica.

Il mondo è bello perchè è vario, e quindi l’aver trasformato questa idea in un corso con tanto di crediti a disposizione degli studenti o di quanti vi parteciperanno, e l’aver messo in palio uno stage presso una famosa azienda del settore ha creato qualche critica, più o meno velata.

C’è chi, come Enzo Santagata, critica l’essere arrivati in ritardo, soprattutto se consideriamo che oramai sono 4anni che esiste una blogsfera abbastanza folta e che in alcuni paesi esteri si parla, da un pò di tempo a questa parte, di blog aziendali (vedi Cisco). Sempre Enzo afferma che:

I blog "progettati" a tavolino (soprattutto i blog aziendali, o business blog) non hanno funzionato granchè finora. Specialmente in italia, dove la logica del profitto è sempre prevalente. Quanto alla realizzazione, non serve essere dei web designer nè tantomeno dei grafici o programmatori. Basta semplicemente registrarsi gratuitamente in una delle decine di piattaforme disponibili ed aprirlo in 5 minuti, senza competenze alcune se non nei contenuti. La gestione invece è solo passione. Pura e semplice passione e bisogno di comunicare qualcosa a qualcuno.

Sono parzialmente daccordo con questa affermazione: anche io ritengo che, spesso, le cose progettate a tavolino finiscono inevitabilmente nella spazzatura perchè, comunque, non essendo stati spinti da una passione iniziale, la stessa viene a mancare nel momento cruciale, quando più serve. Tuttavia, credo che la collaborazione e la passione esterna, portata dai blogger, sia un buon incentivo e magari uscirà qualche nuovo blogger interessante. Inoltre, c’è da considerare che non tutti sanno cosa sia un blog e quindi creare un laboratorio di questo tipo potrebbe essere una buona occasione per farli conoscere anche a chi con Internet ha poco a che fare ma che, dalla sua, ha una gran voglia di comunicare (e dove, se non nella facoltà di Scienze della Comunicazione, poteva nascere un’idea del genere?! :D).

Personalmente appoggio l’iniziativa di Stefano, e darò la mia disponibilità, nel limite del possibile, per portare avanti questo progetto.

Mi preme, tuttavia, fare un unico appunto: negli anni a ridosso del nuovo millennio ci fu la bolla detta della "new economy", grazie alla quale prima fiorirono una innumerevole quantità di aziende, tutte in ambito informatica ed Internet. Un bel giorno si arrivò alla saturazione di un mercato ancora, forse, non pronto a questa esplosione improvvisa e molta gente si ritrovò per la strada.
Da un pò di tempo tutti ci riempiamo la bocca con parole come web2.0, blog, ecc. ecc. una sorta di ritorno al socialismo più puro nel quale ognuno di noi contribuisce alla diffusione di un certo tipo di cultura e grazie al quale siamo in grado di dire la nostra, più o meno liberamente, su ciò che avviene nel mondo. Abbiamo tutti noi, forse inconsapevolmente, un grande potere per le mani e credo che, se saremo bravi ad imparare dall’esperienza della bolla della new economy, si potrà apportare un gran bel  miglioramento in termini di efficienza alla nostra società.

ps: chissà se un giorno si potrà aprire un bloglab qui a Bologna 😀

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Loiero-Gasparri: storia di uno sfruttamento politico

Antefatto: la Calabria è una regione difficile, molto difficile, sfruttata, fin dai primissimi anni del costituente Regno d’Italia. Sfruttata da tutte quelle regioni (vedi Piemonte e Lombardia) che oggi traggono benefeci anche grazie ai patrimoni e allo scibile sottratto a tutti noi calabresi (impianti tessili in primis). In questo difficile stato di cose, oramai divenuto atavico, si inseriscono tutta una serie di personaggi politici, o pseudo tali, che, piuttosto di risolvere la situazione drammatica in cui versa la regione, preferiscono legiferare per ottenere successivamente tutta una serie di profit (l’amico che siede a capo di una certa asl, l’altro amico a capo dell’associazione industriale, ecc. ecc.).
Dopo un disastroso governo di destra (Chiaravalloti), si sentiva dire: "Nessuno potrà mai fare peggio di Chiaravalloti … ci ha rovinato … ha rovinato una Regione intera".

Tuttavia, forse, i calabresi non ricordavano la pubblicità dell’Adidas che dice: "Impossible is nothing" – e, difatti, convinti di poter andare incontro ad un effettivo cambiamento, alle ultime elezioni, il 60% dei calabresi vota Loiero quale governatore della Calabria, senza sapere che questa sarà la loro/nostra disgrazia. Due giunte regionali cadute entrambe a causa delle denunce da parte dei magistrati per corruzione in ambito di pubblica amministrazione o per reati di stampo mafioso. La terza, in piedi da poco, ripresenta una serie di personaggi discutibilissimi.

Però c’è anche da dire che noi calabresi siamo un pò strani: sì, perchè come nostro rappresentante in Parlamento scegliamo Gasparri, o forse, in una regione storicamente di destra, ci viene imposto Gasparri (il che forse è anche più vero della prima affermazione). Ovviamente il sig. Gasparri si è guardato bene dal fare gli interessi di noi calabresi visto che, alla fine dei conti, Lui la poltrona ed i corrispondenti benefit, l’ha già ottenuto.

Fatto sta che un  bel giorno l’on. Gasparri si sveglia e decide di iniziare una polemica con il presidente Loiero, incentrata proprio sull’assurdità della situazione attuale: un governatore che nomina 30 consiglieri regionali, 25 dei quali indagati per mafia. Tutti ne chiedono le dimissioni, ma lui se ne guarda bene. E visto che la Calabria non è considerata importante a Roma, Prodi e i suoi compari si guardano altrettanto bene dall’imporre le dimissioni al dittatore loiero (compare di d’alema, fin dai tempi del primo governo presieduto dallo stesso d’alema nel 98).

A questo punto, però, si inserisce Callipo, ed è questo l’obiettivo reale di questo post. Callipo, per chi non lo sapesse, è uno degli industriali calabresi più in vista. Già presidente degli industriali, è da tempo in polemica aperta con loiero per via delle ultime designazioni di quest’ultimo alla presidenza dell’aeroporto e della zona industriale di Lamezia Terme (ovviamente amici degli amici del governatore). La notizia sorprendente è ciò che Callipo dice, però, a Gasparri:

Cosa ha fatto il centrodestra per i calabresi? Nulla. Quali problemi ha risolto? Nessuno. E’ stato, in Calabria, come un’azienda fallimentare, cosi diremmo noi imprenditori … Questa e’ ormai la regione delle emergenze, ed in queste condizioni l’illecita’ e’ dilagante: il binomio politici-prenditori, a danno della collettivita’, genera profondi guasti.
Visto che ci conosciamo e possiamo essere franchi, mi permetta una domanda: lei e’ stato eletto in Calabria con i voti dei calabresi, pur non appartenendo a questa terra, ma che cosa ha fatto per la Calabria e per i suoi cittadini? Quali problemi ha risolto? Ha fatto diminuire la disoccupazione? Ha fatto diminuire la poverta’? Ha lottato la mafia con la pistola e quella, altrettanto pericolosa, con la penna? Ci elenchi due o tre cose sostanziali che hanno procurato effetti positivi.
Naturalmente, per la par condicio, questa domanda la rivolgo a tutti i parlamentari, di destra e di sinistra, non calabresi ma eletti in Calabria. Mi verrebbe da dire: per il futuro statevene a casa vostra, noi abbiamo i nostri campioni, noti in tutto il mondo per la loro capacita’ di stupire, e, a questo prezzo, non credo ci sia l’esigenza di importarne da altre regioni.

(via strill.it)

Raramente ho letto un intervento tanto accorato contro la politica di oggi, soprattutto da una persona così in vista. E’ un piccolo, piccolissimo passo positivo; la mia unica speranza è che i calabresi inizino davvero a capire che solo rivoltandosi seriamente contro questo stato di cose la nostra regione potrà tornare a splendere come in passato.

Non abbassate … Non abbassiamo la testa!

ps: come potete vedere, la notizia è di due giorni fa, ma l’on. Gasparri si è guardato bene dal diffondere una nota di risposta alle parole dell’imprenditore vibonese …

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Calabria: campagna pubblicitaria – siamo terroni? NO

Calabria - campagna pubblicitaria

Oliviero Toscani è uno dei fotografi italiani più conosciuti al mondo, ultimamente salito alla ribalta mediatica per tutta una serie di campagne pubblicitarie passate al vaglio dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (tra queste ricordo Ra-Re, Benetton). Lo stesso Toscani è stato assunto dalla Regione Calabria per creare una campagna pubblicitaria i cui frutti sono questi:

– "Malavitosi?, si siamo calabresi"

– "Incivili?, si siamo calabresi"

– "Ultimi della classe?, si siamo calabresi"

– "Inaffidabili?, si siamo calabresi"

– "I peggiori?, si siamo calabresi"

– "Terroni?, si siamo calabresi"

Questa campagna pubblicitaria è stata presentata tempo fa a Roma dall’attuale ed inamovibile presidente della Regione, agazio loiero (e non ti meriti nemmeno il maiuscolo caro mio!). Ecco cosa afferma il dittatore di Santa Severina:

Non nego che da noi ci siano gravi problemi, tra cui una diffusa criminalità. Però è anche vero che i calabresi sono genericamente inseriti in un contesto mediatico che identifica tutti come criminali. Spesso le cose cattive convivono con le cose eccellenti che restano nel silenzio. Purtroppo i media sono selettivi e una notizia cattiva entra più facilmente nelle pagine dei giornali.
Di questa brutta immagine ne soffrono per primi proprio i calabresi onesti, i calabresi che vivono fuori e all’estero. Per questo abbiamo cercato una campagna choc. Al punto in cui siamo arrivati, alla luce di quanto è accaduto negli ultimi mesi, abbiamo fatto la scelta di restituire fiducia e speranza. Anche perché in Calabria si stanno facendo cose importanti e positive che trovano ostacoli per il cambiamento.

Ovviamente in Rete si è alzato un gran polverone di critiche verso questa campagna denigratoria, ed io, da reggino, non posso non associarmi. Leggo che Maurizio Goetz, consulente di marketing milanese, afferma sul suo blog:

Non sono assolutamente d’accordo con le critiche. La Calabria è una bella Regione, ma ha tanti problemi e per risollevarsi ha soprattutto bisogno di volontà e di orgoglio. Ecco perchè ritengo il progetto del Governatore Loiero lodevole. Come giustamente afferma: "cambiare le cose è difficile, noi vogliamo ripartire dai giovani. Questo deve essere un segno affinchè i pregiudizi del passato che identificano la nostra terra, possano essere archiviati". La comunicazione superficiale non serve a molto, è giusto partire dalla propria identità per lanciare nuove sfide e nuovi obiettivi.

Rispettabilissima affermazione soprattutto da chi con il marketing ci lavora e ci si sfama. Però mi viene da controbbattere: viviamo in una delle regioni più povere d’Italia, abbiamo un presidente della Regione che ha nominato 25 assessori (su 30) implicati in storie di mafia, ha piazzato "amici" in posti strategici (vedi l’associazione industriale per lo sviluppo della Piana di Lamezia, vedi l’aeroporto di Lamezia, vedi le ASL). Il tutto confortato dalla recente puntata di W l’Italia (andata in onda l’11 marzo su Rai3), dalla quale ho appreso, tra le altre cose, che la Regione Calabria sta attualmente pagando l’affitto di un palazzo a Catanzaro come sede della Regione stessa, quando lo Stato paga già per la sede ufficiale di Reggio Calabria.

Per non parlare poi del fatto che è stata votata una legge per la quale un qualsiasi cittadino può crearsi il proprio partito, garantendosi un vitalizio di quindici anni da mille euro al mese, o degli scambi di pacchetti di 300/400 voti che consentono alle diverse figure poltiiche calabresi di passare da un partito all’altro.

Personalmente sono il primo che dice che riportare uno scenario troppo positivo della mia terra è fuorviante, perchè comunque è giusto che la gente sappia che la ‘ndrangheta esiste. E’ giusto che la gente sappia che se a Reggio Calabria vuoi aprire un’attività commerciale hai due strade da seguire: pagare il pizzo o avere delle amicizie nelle "famiglie" che ti proteggano. E’ giusto che la gente sappia che a Reggio Calabria  c’è uno Stato nello Stato che protegge la popolazione (non esiste l’ombra di un extra-comunitario, non esistono spacciatori per la strada, non esistono numeri di stupri paragonabili alla Bologna di oggi), esiste uno Stato nello Stato che offre da mangiare alle famiglie più disagiate quando invece lo Stato, quello vero, non offre altro che disoccupazione, povertà e menefreghismo!

Tuttavia, non riesco proprio a capire quale sia la finalità di questa pseudo-campagna pubblicitaria.
Da reggino mi vergogno profondamente per i ragazzi che compaiono in quelle foto, tutti rigorosamente selezionati da diversi licei di Reggio Calabria; me ne vergogno perchè hanno venduto l’amore per la propria terra per due lire; me ne vergogno perchè è lì che si vede che noi stessi, noi calabresi non apprezziamo la nostra terra e non sappiamo lottare per essa. Siamo dei caproni, e forse è frutto del nostro essere caproni se oggi siamo allo sbando.

Ma un giorno, spero, risorgeremo.

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TouchGraph: crea la mappa dei tuoi link

Napolux segnala sul suo blog, un interessante servizio: touchgraph. Si tratta, essenzialmente, di un’applet java che consente la creazione di una mappa grafica contenente tutti i siti collegati ad un dato url passato come parametro.

Ecco la mia:

OlympusLabs links maps

L’applet è abbastanza semplice, poco curata graficamente, però usabile: presenta al centro la textarea contenente la mappa creata sulla base dell’url fornito, sulla sinistra, poi, vi sono due sezioni separate: la prima contiene una sintesi degli ultimi contenuti pubblicati sul sito in esame; la seconda, invece, contiene tutti gli url dei siti ad esso collegati.

Parallelamente, è anche possibile creare una mappa analoga ma sulla base dei contenuti di Amazon:

Explore related books or albums, see how similar items form clusters around common subjects, and discover how the clusters themselves are connected within the information space.

Potete trovare qui un comodo screenshot.

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Programmer personality type: DHSB

Your programmer personality type is:

DHSB

You’re a Doer.
You are very quick at getting tasks done. You believe the outcome is the most important part of a task and the faster you can reach that outcome the better. After all, time is money.

You like coding at a High level.
The world is made up of objects and components, you should create your programs in the same way.

You work best in a Solo situation.
The best way to program is by yourself. There’s no communication problems, you know every part of the code allowing you to write the best programs possible.

You are a liBeral programmer.
Programming is a complex task and you should use white space and comments as freely as possible to help simplify the task. We’re not writing on paper anymore so we can take up as much room as we need.

(via doolwind e Vito)

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Lettera a Sky

Leggo e riporto:

Spett.le Redazione Sportiva di Sky,
Alla c.a. del Sig. José Altafini

Mi  presento subito, sono Gigi Miseferi, l’attore della Compagnia del Bagaglino di Roma con la quale ho appena terminato la trasmissione televisiva del sabato sera su Canale 5 “E io pago!”.

La mia premessa non ha uno scopo narcisistico ma il nocciolo della questione che mi permetto di sottoporre alla Vostra cortese attenzione è contenuto proprio nel titolo della trasmissione di cui sopra “E io pago!”, proprio così pago l’abbonamento a Sky, anzi due abbonamenti!!!

Sono un portatore sano di “Calciofilia” al punto da conoscere a memoria numerose formazioni di svariate squadre da quelle di club alle nazionali fino a quella del Camerun di Spagna ’82  (a prova di Almanacco), insomma amo il Calcio.
Ma ho un grave “difetto”, sono tifosissimo della Reggina e proprio per questo oggi dopo il pareggio della mia squadra per 2-2 a Parma sono arrabbiatissimo poiché  sono sempre stato contro la teoria del complotto ma davanti all’ennesima rapina non riesco a pensare ad altro! Il problema è che probabilmente abbiamo sorpreso “qualcuno” con il nostro rendimento e quel “qualcuno” pensava che la penalizzazione ci avrebbe affossati sin dall’inizio ed invece siamo ancora in corsa per non scivolare in B e allora cosa fa quel “qualcuno”? Ci taglia le gomme per non farci correre, ci stacca la spina per non farci splendere e ogni settimana, sempre quel “qualcuno” ci manda un sicario non un arbitro e così dai e dai ci spinge sempre più nei bassifondi della classifica ed infatti eccoci qua ad assistere passivamente all’ennesima ingiustizia, a mandare giù un altro boccone amaro! Ma se oggi a questo si somma il commento “contro” da parte del sig. Altafini che stimo e seguo in qualità di commentatore sin dagli albori della Pay TV nel nostro Bel Paese, che nella parte finale della gara non aspettava altro che il pareggio non capisco per quale strano meccanismo di Par condicio visto che non ci si è soffermati più di qualche fotogramma sul gol con il  pugno di Budan che considero un gesto antisportivo ancor di più se avviene a pochi giorni dalla passerella di calciatori e dirigenti che recitavano i buoni propositi di cambiare “questo mondo” dopo la tragedia di Catania e ciò oggi nessuno l’ha commentato durante la telecronaca.
E allora per me tifoso Reggino, il danno subito si trasforma in beffa e ciò non lo posso accettare poiché fino a prova contraria eguale valore hanno gli Euro spesi per il canone mensile di Sky dagli abbonati Ducali e quelli spesi dagli abbonati dello Stretto sponda Reggio Calabria.
Vi dimostro la stima e l’ammirazione che nutro nei confronti del sig. Altafini perché conservo i suoi commenti come fossero “Vangelo” ed infatti ricordo che la sua “Parola” durante un incontro, commentando un palo colpito da un attaccante, recitava così: “Non chiamiamola sfortuna perché nel calcio la sfortuna non esiste si tratta solo di precisione”. Totalmente d’accordo con Lui.
Però nel corso del match odierno il mitico Altafini commentando un colpo di testa dell’attaccante del Parma che solo davanti alla porta della mia squadra sparava alto, domandava: Che Santi deve avere la Reggina per non subire un gol così?”
Quindi Le chiedo Magico José, cosa le ha fatto cambiare idea visto che fino ad ieri per Lei il calcio doveva sottomettersi anch’esso alle “leggi della fisica” ed invece, oggi, improvvisamente, sempre secondo Lei  è gestito da una “lobby” di Santi che proteggono questo o quel club?  Ma alla domanda mi permetto di aggiungere una considerazione: Purtroppo credo che i Santi da Lei citati non tuteleranno la mia Reggina da quel “qualcuno” che ha già deciso in agosto di penalizzarci, facendo finalmente luce sul marcio nel mondo del pallone e scoprendo così che è la Reggina il male del calcio con tutti i suoi scudetti ed i  trofei “rubati” in Italia e in giro per l’Europa e che adesso deve restituire alla comunità pallonara con gli interessi!
E allora egregio sig. Altafini visto che contribuiamo anche noi di Reggio Calabria a nutrire il Suo conto in banca La invito ad essere più coerente negli interventi perché si ricordi che non solo “la legge è uguale per tutti” ma anche il canone mensile di Sky! “E io pago!”.

Con stima
Gigi Miseferi

(via strill.it)

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Parma – Reggina: grazie!

Ho un pò di persone da ringraziare:

L’arbitro Farina per aver reso questa partita una farsa. Si sa che è scarso e come tutte le persone scarse nel proprio lavoro andrebbe declassato, ma i poteri forti del calcio lo tengono lì a far avvelenare ogni santa e maledetta domenica i tifosi delle varie squadre bistrattate.

La lega calcio e la figc per aver fatto in modo che questo campionato diventasse una farsa: prima con Calciopoli, dove hanno girato e rigirato le cose, punito chi volevano loro, punito chi dava loro più fastidio. Poi dicendoci che il calcio ora è pulito, quando invece è sempre il solito giro sporco: squadre gestite dallo stato fino a qualche mese fa (leggasi Parma), squadre che passano impunite sotto scandali messi a tacere (leggasi Milan e Inter e la storia delle plusvalenze), dirigenti e presidenti che non fanno altro che protestare e inveire contro uno o l’altro quando basterebbe semplicemente andare in silenzio stampa (il che poi si traduce automaticamente in rigori regalati nella partita successiva allo "scandalo" di turno – leggasi Parma).

Ed infine un grazie sentito a tutti i giornalisti sportivi – ci prendete quotidianamente per il culo avete rotto il CAZZO. Non se ne può più di leggere o sentire le troiate che il vostro cervello, in evidente stato di decomposizione, va ad inventarsi.

State rovinando una passione, una fede e poi vi lamentate della violenza negli stadi …

ps: oggi a Parma, stadio considerato a norma, i sensori dei famosi tornelli non funzionavano, quindi gli addetti strappavano i biglietti per poterli validare (alla faccia di chi come me, ne fa collezione). Ma la norma non prevede che i tornelli debbano funzionare in modo diverso? Ah, scusate, dimenticavo che siamo in Italia …

Update: ieri sera mi sono abbassato a guardare le trasmissioni "sportive" o pseudo-tali. Durante un allucinante discussione (sia su rai che su mediaset) incentrata tutta su Milan e Inter, derby coppa campioni, coppa campioni derby (vi dimenticate che ci sono altre 18 squadre che fanno finta di giocare questo campionato??), ho visto il labiale di moratti dopo l’espulsione di mancini:

 
stronzo, ma vai a cagare coglione, pezzo di merda
 

ovviamente la prova televisiva non si può applicare, ovviamente moratti non va punito – il bambino buono e unico mecenate italiano nel calcio moderno non può essere punito e non deve nemmeno chiedere scusa. Questi atteggiamenti sarebbero da stigmatizzare anche e soprattutto se li tiene un presidente di una grande – ma in Italia, si sa, vige la regola del "due pesi e due misure"…

 

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Benvenuti nella repubblica delle banane

Premessa: con il presente non si vuole assolutamente offendere alcun abitante delle cosiddette repubbliche delle banane – tipicamente popolazioni latino-americane!!

Sono giorni e giorni che medito sulla pubblicazione di questo post e ciò per tutta una serie di motivi. In primis, all’inizio di questa avventura mi ero posto come primo vincolo il non trattare mai il tema politica: troppo soggetto a facili polemiche e liti, troppo acceso per un posto che vuole semplicemente essere un’ulteriore esperienza di vita e di raffronto con il mio mè nascosto. Inoltre non può non essere presente, quale ulteriore motivazione, il fatto che non sia facile esprimersi correttamente su certi argomenti senza provocare dubbi e false affermazioni.

E’ curioso come si possano individuare determinati periodi storici nelle diverse ere che si succedono. La nostra Patria ha vissuto l’esperienza delle colonizzazioni (greci e normanni prima, austriaci e tedeschi poi), ha visto nascere e innalzare alla gloria il più grande ed efficiente Impero che l’intera Terra abbia mai potuto ammirare. Dopo ci fu il buio assoluto, rovine e violenze ovunque, fino al ritorno di un minimo di tranquillità.

Poi, improvvissamente, una mente illuminata decise che questo lembo di terra così diverso per cultura, storia passata, uomini e volontà, dovesse essere unito in unico regno: il Regno d’Italia. Da lì è stato un evolversi di qualche avvenimento positivo, contornato da tanta corruzione, tanto malaffere, tanto poco interesse verso le regioni meridionali (tanto da creare la cosiddetta "questione meridionale") ed infine una pratica, che perdura tuttoggi, quella nota con il nome di trasformismo!

Ricordo perfettamente tutti i dubbi della massa di caproni che abita questo Paese, ricordo perfettamente quanto detto e fatto nelle piazze durante l’ultimo governo di destra. Ricordo perfettamente che si accusava qualcuno di essere proprietario di tutto in questo Paese, e si osannava l’altro come il nuovo Salvatore. E oggi? Cosa è cambiato? Prima qualcuno sfruttava il potere apertamente, rubava soldi e faceva leggi ad personam (e credo sia innegabile). Oggi in quel posto siede una persona, prima a capo dell’IRI, poi del governo Italiano, poi coinvolto nello scandalo Telecom Serbia (messo a tacere – nessuno nemmeno ricorda cosa sia), poi a capo del governo europeo dopodichè tornato in Patria per salvare questa massa di caproni dal demonio in persona. Presenta un bel progetto, solo che ha di nuovo bisogno dell’ala estrema della sinistra che non è daccordo su molti punti (pacs o dico o come li vogliamo chiamare, guerra si guerra no, economia tasse liberalizzazioni, tav, ecc. ecc.).

Ricordo perfettamente che un certo Mieli disse in tempi non sospetti che il governo sarebbe caduto in Aprile, alla prova sulla guerra in Afghanistan. E così fu. Qualcuno (oddio erano due) ha votato secondo coscienza (è un diritto sancito da una costituzione, per lo più fascista, incoerente e vecchia come questo Paese) e questo qualcuno è stato addirittura buttato fuori dal proprio partito (e poi vorrei spiegato in cosa questi signori risultano diversi dagli uomini delle diverse fazioni politiche). Per questo qualcuno, ahilui, ci troviamo oggi a veder rinascere la vecchia classe dirigente della DC, che ci ha sottomessi, loro dicono governati, da oltre 50anni. E si, perchè il vero uomo di potere, il Salvatore, ha tirato fuori dal cilindro magico il trasformismo. Ha riportato a sinistra un uomo DC di centro che si era presentato alle elezioni con la tanto da lui odiata destra. E lo  ha fatto pur sapendo che quest’uomo non sarà assolutamente daccordo con tantissime posizioni della sinistra estrema, essendo lui (dice) un cattolico (e da qui la prima presa in giro, il non fare i pacs o i dico, che sarebbero stati un passo avanti notevolissimo per l’antiquata società italiana).

Ma daltronde cosa mi posso aspettare da un paese nel quale l’oligarchia politica divide il potere tra gli stessi identici soggetti da 20anni a questa parte. Cosa posso predentere da un paese nel quale viene ammazzato un politico, di nome Fortugno, sposato con una Laganà. Si proprio quella Laganà facente parte di quella famiglia che nella Locride fa il bello e cattivo tempo da anni e anni nel settore della sanità (si proprio quella sanità per la quale si dice sia stato ucciso il marito dalla ndrangheta). Cosa mi posso aspettare da un paese nel quale la stessa Laganà viene inquisita dalla procura antimafia per una storia di compravendita di farmaci mai pagati dalla ASL di Locri.

Ma soprattutto, cosa posso aspettarmi da un paese dove il Salvatore dichiarava nel 2005 "Calabresi non sentitevi soli" e ancora "Situazioni straordinarie richiedono risposte straordinarie: non possiamo limitarci all’ordinaria amministrazione". Ad oggi la mia regione è governata da un tizio, nome Loiero ma questo è un dettaglio, a capo di una giunta nella quale 25 (su 30) assessori sono inquisiti per storie di mafia e nessuno può farlo dimettere. E nonostante tutto ciò viene anche invitato a conferenze sulla ndrangheta, dal capo dello stato e passa sui giornali come un martire per via delle minacce di morte che continua a ricevere.

Cosa posso pretendere?

Benvenuti nella repubblica delle banane …

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