Apr
6

BlogLab: qualche considerazione

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Riflessioni, Technology

E’ da un pò di tempo che pensavo di scrivere qualcosa sull’esperienza di BlogLab, ed il fatto che a tuttoggi ho letto poco e nulla da parte di chi vi ha partecipato (se non un sintetico ed acritico resoconto di ciò che è stato) mi lascia abbastanza perplesso; e, nel mio essere perplesso, spero vivamente che il navigare di notte mi stia impedendo di trovare i post dove i partecipanti abbiano scritto la loro opinione sulla giornata introduttiva.

Ciò che mi ha colpito più di tutto il resto è stata la capacità comunicativa e il modo di porsi di Stefano Epifani. Provengo dal mondo di Ingegneria, dove tutti i professori sono monotoni (e nel non specificare l’accento, la parola vuol dire sia monòtoni che monotòni) nel loro spiegare astruse formule matematiche, astrusi algoritmi tramite i quali ti promettono un giorno di risolvere chissà quale problema nel pessimo mondo nel quale viviamo. Nel mondo di Ingegneria non è consentito, ai professori, alcuna battuta nè l’uscire da certi ben delineati limiti, onde tacciarli di chissà quale infame accusa. Stefano Epifani ha invece l’innata dote di saper attrarre a sè l’attenzione di chi l’ascolta in modo assolutamente unico – e credo che per un professore di Scienze della Comunicazione non possa che essere così! Questa sua capacità si notava soprattutto dopo alcuni interventi abbastanza noiosi e tedianti che, purtroppo o per fortuna, esistono in qualsiasi "conferenza" di questo genere, e che, purtroppo o per fortuna, riducono la gente allo stremo delle forze a chiedere una pausa.

In linea generale è stato molto interessante anche e soprattutto per gli argomenti trattati, tutti correlati al concetto di blog e tutti riportanti la propria esperienza nel settore: c’era chi ne ha fatto una professione, chi invece una passione (con tanto di video sul gf7 e ovazione da stadio in aula), chi invece si posiziona in una via di mezzo.

Ciò che invece non mi è piaciuto è la sottile impressione che tutto sia passibile di sfruttamento da parte delle società coinvolte – excite in primis. Non ho ben capito se gli studenti siano obbligati o meno a sfruttare la piattaforma di excite o meglio: c’è stato un piccolo omissis, nel senso che durante la presentazione del laboratorio ho avuto la netta sensazione che gli studenti fossero obbligati ad usare la piattaforma di excite per realizzare i loro blog, il che mi ha fatto storcere il naso e non poco! – alla fine della giornata, invece, Stefano Epifani, mi ha confermato direttamente che gli studenti saranno liberi di scegliere le modalità che preferiscono per realizzare la loro piattaforma di blogging).

Il nodo principale della questione è la mia idea di blog, ripresa in parte da Mauro Lupi, durante il suo intervento. Il blog è, ad oggi, l’unico vero mondo dove ognuno di noi ha la possibilità di comunicare, di raccontare, qualcosa in modo assolutamente libero ed esente da censura.
Durante gli interventi si è parlato spesso del parallelismo tra giornalisti e bloggers, ma nessuno ha posto la domanda fondamentale: cos’è, o meglio: chi è un giornalista? Per me un giornalista è una persona che racconta o riporta una notizia, magari aggiungendovi il proprio pensiero critico. Ad oggi, la legge di mercato impone che ogni testata giornalistica abbia un certo indirizzo: quindi l’Unità sarà il giornale di sinistra per eccellenza, seguito da Repubblica, Il Giornale di destra e via discorrendo. Cioè, ad oggi, i giornalisti sono delle persone asservite al potere, persone non in grado di esprimere liberamente il proprio pensiero, persone che perdono il loro spirito critico pur di poter lavorare per un giornale.

Reputo quindi abbastanza preoccupante il costringere uno studente ad utilizzare una specifica piattaforma soprattutto in un modo libero e libertario come quello rappresentato dai blog, e da Internet più in generale. Con questo non so se excite eserciterebbe una certa forma di pressione o censura, anche in considerazione dei temi che potrebbero trattare gli studenti (oddio, dubito che qualcuno vada ad aprire un blog politico o "scomodo" visto che stiamo sempre parlando di un corso universitario), ma credo sia giusto rendere noto agli studenti l’esistenza di tutta una serie di piattaforme che consentono di creare un blog da zero in modo abbastanza semplice (splinder, blogspot, ecc. ecc.) o, ancora, come sia semplice realizzare un blog da zero senza far ricorso a scelte esterne (per intenderti, un pò come faccio io qui su olympuslabs).

A parte questa piccola nota polemica, anche in questa occasione ha vinto la mia timidezza e nonostante l’invito di Stefano, non ho avuto il coraggio di parlare davanti a tutta questa gente – ma diciamo che più o meno tutto ciò che avrei voluto dire lo trovate scritto qui.

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1 Commento al post: “BlogLab: qualche considerazione”

  1. edicolante scrive:

    grazie per il riassuntino dell’incontro..ho notato anch’io che hannos critto in pochi..fa sempre piacere trovare qualcuno che ha voglia e coraggio di dire la sua! Io ho aderito anche perchè nel mio blog potrò scrivere quello che mi pare a differenza di quello che mi imponevano le mie fonti quando scrivevo nella carta stampata.il mondo del giornalismo non si merita di essere sognato, ma purtroppo chi lo ama deve fare i conti con lui magari modellandolo anche alla rete che oggi ci offre immense possibilità! :-)

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