Dopo anni di trepidante attesa, finalmente sono riuscito nell’epica impresa di partecipare al concerto del primo maggio a Roma.
Da sempre considerato, almeno dal sottoscritto, uno dei rari momenti di vera "piazza" cui si può partecipare in Italia, ha un pò deluso le attese per tutta una serie di ragioni.
Innanzitutto l’organizzazione: molto ma molto approssimativa, o quantomeno dalla tv, il tutto, sembrava organizzato molto meglio. E’ pur vero che gestire un flusso di gente di questa portata (si parla di circa 700mila persone – per la cronaca molto meno del solito) non è cosa da tutti, però quantomeno la qualità audio poteva sicuramente essere migliorata, anche alla luce del fatto che stiamo parlando di un concerto.
Tuttavia, la vera delusione è arrivata dalla piazza: momento di espressione popolare l’avevo sempre associata a canti continui di "Bella Ciao" di partigiana memoria, canti contro il governo o forse sarebbe più corretto dire contro la persona di Berlusconi, intesa quale proprietario e onnipotente/onnipresente sull’intera penisola italica.
Ma oggi che Berlusconi non è più al governo, la piazza cosa dice? Nulla, assolutamente nulla. I girotondini dove sono finiti? Scomparsi.
Come se il popolo di sinistra avesse perso il suo spirito critico tutto d’un botto – scomparsa dalla scena principale la persona più odiata, il capro espiatorio dei mali italiani, adesso la gente non ha con chi prendersela. Eppure mi pare che di problemi questo paese ne abbia ancora molti, non ultimo il conflitto di interesse che, si vede, interessa ben poco alla sinistra, dato che in un anno e qualche mese di governo, questi signori non hanno mosso mezzo dito per sistemare questo atavico male.
E’ inoltre "singolare" come gli unici veri momenti in cui si è sentita la piazza, sono stati quello in cui Andrea Rivera se l’è apertamente e, aggiungo io, giustamente, presa con il Vaticano, e quando la Gerini ha avuto la geniale idea di invitare i ragazzi a non scaricare la musica dalla rete. Non la si è sentita per non si sa quanti minuti, al termine di questa selva di fischi, lei già parlava di tutt’altro (bella idea Claudia!).
I veri momenti di divertimento si sono avuti quando c’erano gli stacchi pubblicitari e passavano musica ska alla radio – lì sì, che si è sentita la piazza e ci si è profondamente divertiti, quasi a dimostrazione che siamo stanchi di tutto e di tutti (politici in primis) e abbiamo solo una gran voglia di stare tranquilli senza troppi pensieri per la testa.


















May 3rd, 2007 at 6:23 pm
Mah, uno degli eventi a cui io non parteciperò mai. Non è la festa dei lavoratori, ma la festa della “libertà”. Ognuno fa quello che vuole in quella piazza, mangia beve fuma e spara cazzate.
Non son daccordo con te quando dici che uno dei momenti veri è stato quello in cui Rivera ha parlato contro il Vaticano: da quanto ha detto lui stesso, il suo discorso è stato preparato. Che culo, ha detto cose che qualcun’altro ha pensato, forse per fare share e polemica.
Un’altra cosa sui girotondini, anche loro girano a seconda del vento (forse vanno a vela), non credo che tutt’ora le cose vadano bene; ora due sono i casi:
1-Anche loro girano perchè qualcuno ha deciso per loro di girare;
2-Aspettano che tiri davvero la bora per muoversi
Chi vivrà vedrà.
May 3rd, 2007 at 7:33 pm
Ti confermo che sembrava la street rave parade, ben conosciuta da tutti quelli che abitano vivono e muoiono a Bologna.
Però devi convenire che non esistono molti altri momenti in cui riesci a portare centinaia di migliaia di persone in uno stesso posto. E devi anche convenire che al tempo in cui Cofferati era ancora uno degli esponenti sindacali più conosciuti, il concerto del primo maggio veniva sfruttato proprio quale momento di protesta contro il governo.
Glisso sul discorso Rivera, perchè credo che sebbene spinto da motivazioni corrette (oddio, lui o chi per lui, perchè alla fine solo lui sa se veramente gli son state scritte quelle cose), non era quello il contesto in cui dirle per il semplice fatto che si sarebbe finito (come poi è successo) per parlare solo di quello, sollevando un inutile polverone (che poi, parliamoci chiaramente, lui o chi per lui si è limitato ad esprimere ciò che pensano la maggior parte degli italiani, o comunque la maggior parte delle persone che conosco – ma ci sarebbe da scriverci un libro sopra).
Infine il discorso girotondini: son daccordo con te. Alla fine i girotondini si sono dimostrati una massa di caproni, scomparso l\’ariete principale (moretti), si son dispersi come neve al sole. Senza offesa, ma non credo che i problemi di questo paese siano tali da poter essere imputati ad una singola persona. Quantomeno il loro spirito critico poteva sopravvivere. hai ragione, chi vivrà vedrà, ma dubito rivedrà gioiosi girotondi