Jul
14

14/07/1970 – 14/07/2007

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Riflessioni

Da quando è nata la Repubblica italiana (1861), Reggio Calabria è stata l’unica città che storicamente si sia ribellata allo stato delle cose, allo stato di questa politica che da troppo tempo è marcia dentro, allo stato delle decisioni di gente che nulla ha a che fare con il popolo.

Abbiamo fatto sentire la nostra voce, abbiamo eretto barricate, abbiamo creato delle Repubbliche autonome (vedi la Repubblica delle Sbarre), ci siamo autogestiti fin quando non ci hanno mandato i carri armati per sedare la nostra voglia di libertà. Ciò che ha contraddistinto la nostra rivolta, rispetto a quanto avvenne negli anni 70 a Roma, Bologna e Torino è che nessuna vetrina fu infranta. Il popolo reggino non se la prese con sè stesso, eresse barricate, bruciò macchine è vero, ma l’unico obiettivo erano le istituzioni ree di aver preso per il culo la città intera per l’ennesima volta, eleggendo Catanzaro a capoluogo di Regione, stabilendo in Cosenza la sede ufficiale dell’Università della Calabria e dandoci come contentino la sede del consiglio regionale (che paradosso!!!).

Parlo al plurale, è vero, ma purtroppo è un plurale maiestatis: non c’ero, non ero nemmeno nella mente di dio. Sulle barricate c’era mio nonno , c’era mio padre a guardare con i suoi occhi l’ennesimo scempio che subimmo ad opera di altri. C’erano gran parte dei genitori di gente conosco, amici o meno, e c’erano gran parte degli amici dei miei genitori. Tutta la città ha collaborato per raggiungere un fine comune: la libertà!

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5 Commenti al post: “14/07/1970 – 14/07/2007”

  1. Vito A. Bonardi scrive:

    Forse non era quello il mezzo per raggiungerla, infatti non è cambiato nulla. Solo che allo stato attuale delle cose, non saprei dire cosa serve per raggiungere la libertà.

  2. Vittorio scrive:

    Grandissimo. Ti aspettavo al varco. Noi siamo la culla della civiltà, e per quanto possano denigrarci possiamo solo essere fieri del nostro passato, benchè il presente dia qualche delusione. Ma se nel passato le delusioni più forti sono state combattute, quelle presenti non ci sfiorano nemmeno. La tempra reggina non può nemmeno essere paragonata al resto: sono i fatti che lo dimostrano. E se una dimostrazione del genere è stata negata all’informazione italiana, che ha sempre preferito movimenti sostanzialmente più superficiali, ma con un’apparenza più grande, possiamo solo andarne orgogliosi, perchè la sua superiorità ideale non si può discutere. Dovunque io sarò, dovunque andrò, la mia città, il mio punto di riferimento, sarà sempre Reggio Calabria

  3. alessio scrive:

    http://www.rivoltadireggio.cjb.net

    un piccolo sito per un grande passato

  4. Vinarelli scrive:

    Neanch’io c’ero, ma sono sicuro che i protagonisti della rivolta, in fondo, di meglio non potevano sperare che le generazioni future ricordassero e prendessero ad esempio le loro gesta. Forse non sono servite a molto, si potrebbe controbattere. E’ per questo che dobbiamo sempre continuare a lottare e non pensare che la rivolta sia finita.
    Orgoglioso di essere reggino.

  5. donnie scrive:

    sì siamo tutti orgogliosi, ma ora la smettete di farvi i pompini a vicenda?

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