Serie A: si ricomincia … finalmente!

11 ore, 660 minuti e si ritorna allo stadio.

Agognato, temuto ma sicuramente desiderato come pochi altri eventi … mesi e mesi passati senza calcio: un vero tormento!

Il campionato reinizia là dove era finito, nella più totale assenza di logicità nelle decisioni da parte di chi comanda. Si inizia con alcuni stadi (vedi Udine, vedi Siena) non a norma. Si inizia con la decisione dell’Osservatorio del Viminale di vietare ai tifosi milanisti di andare in trasferta a Genova, temendo ripercussioni per un fatto accaduto oltre 10 anni fa.

E questa sarebbe una soluzione saggia? Da qui, verrà sicuramente impedito ai genoani di andare a Milano. E quando i napoletani andranno in trasferta? E quando ci sarà Catania-Napoli? Lazio-Napoli? Juve-Napoli? Juve-Fiorentina? Catania-Palermo? Catania-Reggina? Reggina-Napoli?

Vietiamo direttamente di andare allo stadio, così faremo felici Sky che raccoglierà ancora più soldi dagli abbonati … Ma non si doveva riportare la gente allo stadio?

Dicevo che si reinizia là dove era finito. Si perchè non è cambiato nulla: nonostante le leggi vigenti, nonostante i decreti Pisanu ed Amato, è possibile acquistare biglietti per lo stadio senza esibire carta d’identità (e sicuramente non verranno effettuati controlli in tal senso). Ma daltronde chi comanda il mondo del pallone non è cambiato, chi legifera senza aver mai messo mezzo piede dentro uno stadio, se non forse in tribuna vip, è sempre la stessa classe poltiica, per cui non ci si poteva aspettare di più.

Resta la passione, resta la smania e la curiosità e resta il fatto che già oggi, in mezzo pomeriggio, ho visto 2 partite e mezzo di calcio inglese, e due partite di calcio italiano … !!!

Era ora!!!

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‘ndrangheta: Calabria e Duisburg una linea continua

Parlando con Vito mi ha molto colpito una sua affermazione in risposta alla mia intenzione a recarmi a Caulonia per la Tarantella Power (manifestazione dedicata alla musica popolare che si svolgerà dal 26 al 31 agosto).
Sostiene Vito:

tira brutta aria in calabria

La domanda sorge spontanea: perchè, che aria tira? E’ cambiato qualcosa?

Si, forse, effettivamente, qualcosa è cambiato. Il cambiamento è che di "questo" specifico eccidio ne ha dato risalto la stampa e allora tutti in Italia si son ricordati che esiste un problema noto con il nome di ‘ndrangheta. Per noi che viviamo questa terra, per noi che la adoriamo, non è cambiato assolutamente nulla.

Tira la stessa identica aria di sempre.

Aria fatta di pizzo, appalti edilizi in mano alle cosche, gestione di tutto il traffico di droga proveniente dalla Colombia con destinazione Europa, gestione dei più grossi appalti di mezza Italia, gestione del traffico d’armi proveniente da chissà dove e destinato in qualche altro luogo sperduto.

Contestualmente, leggo sul blog di Giusva:

Eppure ancora – in Italia e non solo – ci si sorprende della potenza della ‘ndrangheta.
Eppure già sul finire degli anni ’60 le ‘ndrine avevano messo mani e piedi sulla Salerno-Reggio, nel 1970 rappresentavano il braccio armato di Borghese per il golpe, nel 1973 si permisero il lusso di sequestrare nientemeno che Paul Getty III, la presenza di un uomo dell’ndrine sul teatro della strage di via Fani, nel 1978, è cosa pressocchè certa.
E poi, ancora, il dominio assoluto del mercato della droga mondiale, il controllo degli appalti pubblici, gli investimenti immobiliari in tutta l’Italia settentrionale e gran parte dell’Europa nord-orientale, tutte cose note e stranote, sapute e risapute. Eppure c’è ancora qualche politico che cade dalle nuvole.

parole sacrosante!
Mi permetto di aggiungere un piccolo commento.
Caro Giusva, personalmente, più che del comportamento di chi fa dello stupore e dell’ipocrisia uno dei mestieri più redditizzi della deleritta Italia,  mi stupisce il modus operandi dei giornalisti.

Il giornalista, quantomeno nella mia visione delle cose, dovrebbe essere il motore della società verso la realtà dei fatti. Capisco bene che, anche il giornalista deve pur vivere e, per poterlo fare dignitosamente, è costretto a vendere le notizie che gli consentano di far tirare più copie al giornale cui è asservito.

Però mi chiedo: se non si tratta di un eccidio, il fenomeno ‘ndrangheta non esiste per la vostra categoria?

Forse un pò più di onestà morale, forse un vostro parlarne assiduamente (e non mi venite a raccontare la storiella che non c’è alcunchè di cui parlare), forse tutto ciò consentirebbe al resto dell’Italia di farsi un’idea più precisa di come sia la situazione da queste parti.
Voglio anche aggiungere che è inutile lamentarsi ora, quando, in tempi non sospetti, la regione Calabria ha sponsorizzato (si parla di 1,5mln di euro) una pubblicità assurda dove ci dipingevamo da soli come mafiosi. Al tempo nessuno si ribellò, abbiamo avuto anche l’onore di invitare Oliviero Toscani a Reggio e nessuno, dico nessuno, ha detto mezza parola contro questa infamia (di suo, non doveva nemmeno essere invitato).

E allora se vogliamo onestà morale dai politici, facciamo sì ad essere i primi a dare questa onestà morale al popolo! Ad iniziare dalla classe dei giornalisti

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A3 Salerno-Reggio Calabria: l’essere costretti a fare inversione ad U

Un’assoluta follìa ..

non c’è altro modo per esprimere ciò che son stato costretto a fare oggi per poter raggiungere Reggio, in tutto durato oltre 5 ore e mezza, da Isola Capo Rizzuto (ss106 da Isola Capo Rizzuto a Catanzaro Lido, un’altra statale di cui ignoro il numero fino a Lamezia, A3 da Lamezia a Reggio, 231km).

Dopo le solite code a Botricello e Catanzaro Lido, e le code per le deviazioni a Pizzo Calabro (che bella cosa i camion che circolano a 40km/h sull’autostrada quando si viaggia su di un’unica corsia), giungo finalmente all’altezza di Rosarno. Qui si pianta tutto il traffico sull’atavica corsia singola che conduce fino a Palmi e poi da lì fino a Bagnara Calabra. E quando scrivo "piantare", intendo che siamo stati fermi a metà strada tra Rosarno e Gioia Tauro oltre un’ora senza alcun motivo apparente e senza che arrivassero macchine nell’oppposto senso di marcia.

Non ho intenzioni di trovare giustificazioni, perchè non ce ne sono .. Dico solo che per noi calabresi e per tutti coloro i quali percorrono quello scempio di asfalto quotidianamente, il limite di sopportazione è stato portato alle estreme conseguenze. Estreme conseguenze che si son tramutate in un’inversione ad U all’altezza di Gioia Tauro, da dove poi ho proseguito per il centro, girando sulla statale per Palmi. Altri chilometri di statale e di code per giungere finalmente all’entrata dell’A3 all’altezza di Palmi (dove la coda in direzione opposta, direzione Gioia Tauro era infinita).

5 ore e mezza per percorrere 200km !!!

Sciacquatevi la bocca quando parlate dei calabresi. Se non lo siete, non potreete mai capire cosa vuol dire!
Sopportiamo angherie di ogni genere, viviamo in una delle regioni più povere d’Europa (sicuramente la più povera d’Italia), non abbiamo diritto ad alcun tipo di servizio pubblico. Siamo stati prima depredati dai Savoia, e successivamente dai Lombardi (ah, comunque, prego per i nostri impianti tessili). Siamo stati dimenticati dallo Stato,a ma continuiamo a pagare regolarmente le tasse come qualsiasi altro cittadino italiano che si rispetti (al contrario di Valentino Rossi, Pavarotti ed un altro migliaio di "furbetti").

Ed il risutato qual è?

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‘ndrangheta: l’eccidio di Duisburg

Ieri sede della nazionale italiana agli ultimi campionati del mondo, oggi sede di uno dei primi pluriomicidi all’estero attuato dalla ‘ndrangheta.

E ne siete tutti stupiti?
Non voglio giustificare ma non voglio nemmeno condannare. Perchè è criminale che solo oggi tutti, giornalisti in primis, si ricordino dell’esistenza della ‘ndrangheta. Perchè è criminale che il problema ‘ndrangheta, piaga sociale fin da metà dell’800, diventi una priorità di questo governo solo dopo che vengano uccisi 6 persone in Germania.

Mi chiedo: ma i restanti 364 giorni cosa pensate? Che le attività commerciali calabresi non siano costrette quotidianamente a pagare non solo le tasse allo stato ma anche le "tasse" [note come pizzo] allo stato nello stato? Qualsiasi attività commerciale reggina o calabrese che sia, deve convivere ed agire in un tessuto socio-economico dove non ha libertà di movimento perchè questa le viene tolta da chi comanda quella particolare zona di riferimento.

Queste cose le so io e queste cose le sa chi di dovere. La differenza è che io non ho modo di contrastare il fenomeno, checchè ne dica quel criminale di Prodi (cosa dovrei fare? Andare dal sig. X e dirgli: guardate c’è tal dei tale che gestisce questo traffico di droga? Così poi mi faranno o saltare la macchina o, bene che mi andrà, subirò una serie infinta di minacce che renderanno un inferno la vita mia e di chi mi sta intorno).

L’obiettivo principale di questo eccidio era tale Marmo, lo stesso Marmo convocato sabato scorso dal questore di Reggio Calabria. Perchè, vi chiederete voi? Perchè il questore era convinto fosse in pericolo di vita, a causa del suo aver partecipato all’omicidio di Maria Strangio la notte di Natale. In questo avviso orale, il questore aveva invitato il suddetto a non lasciare San Luca e a non uscire di casa la sera. E cosa ci faceva in Germania? Come ci è arrivato?

Importa poco che Prodi o de Sena si vantino di aver eseguito oltre 100 arresti negli ultimi 11 mesi? Ciò ha provocato degli squilibri nella suddivisione del potere che, inevitabilmente, stanno aprendo una guerra di mafia. Non potete prendere che la gente, già vessata da voi Stato sociale, già vessata da queste famiglie, si rivolti contro tutti e tutti.

Siete VOI a dover intervenire dall’alto e SERIAMENTE. E se non lo fate non posso non pensare che anche VOI abbiate degli interessi in questo stato di cose. Dimostratemi il contrario …

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Mele, Caruso e l’ipocrisia di chi ci governa

Sostiene l’on. Caruso:

Tiziano Treu e Marco Biagi sono assassini

certe leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza

(via corriere.it)

E fu polemica ..

sì, perchè in Italia se qualche parlamentare viene "beccato" in hotel con prostitute e tanta cocaina da stendere chiunque non gli si fa nulla – è sufficiente che si dimetta dal partito e resti in Parlamento in un gruppo misto (il che vuol dire che continuerà a prendersi i suoi fottuti soldi, le sue fottute libertà istituzionali e le sue fottute indennità e tutti a pensare che sia un martire).
Poi se invece qualcuno fa una dichiarazione un pò "fuori" dal seminato, si scatena l’ipocrita morale di 945 ladroni

Oddio, tirare in ballo un morto ammazzato non è mai una bella cosa ed è sicuramente una frase da stigmatizzare e da non biasimare. Però credo che queste dichiarazioni dovrebbero aprire un dibattito un attimo più sensato.

A rigor di logica, la legge dovrebbe valere per tutti – a prescindere dal ceto sociale e dalla posizione di potere che ricopre. Nello specifico,queste 945 persone che ci dovrebbero rappresentare, dovrebbero essere dotate di un comportamento ineccepibile perchè NOI decidiamo di porle su uno scranno doro dal quale difficilmente escono poveri e con le tasche bucate. Quindi tutti, nessuno escluso, dovrebbe tenere un comportamento ineccepibile e, possibilmente, in linea con quelli che sono i principi cardine del partito cui appartiene.

Non voglio qui difendere nessuno, preferisco attaccare il politico come figura in sè. Si parla tanto di non privilegiare la "casta", si parla tanto di eliminare gran parte dei loro privilegi per diminuire la spesa pubblica, ma alla fine?

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Spilinga: sagra della ‘nduja (Notte Rossa)

[flv:/video/spilinga-notterossa-080907.flv 250 220] Cartina Spilinga(VV)

La voglia di cambiare è troppa – non se ne poteva più della solita solfa offerta dalla movida reggina: lidi, lidi ed ancora lidi ..

Uno dei miei più grossi rammarichi è sempre stato quello di non aver mai avuto nè occasione nè volontà per girare la Calabria in lungo e in largo, ma soprattutto al di fuori della provincia di Reggio Calabria. Ed è stato questo il motivo principale che mi ha spinto fino a Spilinga, paese della provina di Vibo Valentia, famoso in tutto il mondo per la produzione di ‘nduja.

Raggiungere Spilinga da Reggio è abbastanza semplice: basta percorrere la A3 fino a Rosarno, da qui proseguire per nicotera superiore e seguendo le indicazioni per Joppolo si arriva infine a Spilinga. Diciamo che ci si accorge subito di dove sia, soprattutto la notte della sagra della ‘nduja, grazie al fiume di macchine parcheggiate lungo la strada per salire al paese.

Entrati nella strada principale, il corso Garibaldi di Spilinga, veniamo accolti da una serie infinta di stand, bancarelle dove è possibile comprare sia panini con salsiccia che panini con nduja, o ancora maccheroni con nduja, fileja con nduja .. Inoltre è possibile trovare altri prodotti tipici del posto – non si possono non citare in primis il formaggio ed il tartufo di Pizzo Calabro.

La nduja, per chi non lo sapesse, è un tipico salame calabrese che, come tutti i suoi simili, viene prodotto dalla carne di maiale. Si crede che il suo nome derivi dal francese "andouille" e che sia stato introdotto in periodo napoleonico. Successivamente, le popolazioni del luogo lo fanno proprio, inserendo l’ingrediente che lo caratterizza e lo rende unico in tutto il mondo: il peperoncino! Al contrario di quanto si possa credere, la nduja di Spilinga si differenzia dalle altre per non essere eccessivamente piccante e per il retrogusto di peperoncino che lascia in bocca un sapore favoloso.

La sagra si chiude con lo spettacolo che si può vedere nel filmato in cima a questo post. Si tratta del cosiddetto "camijuzzo i focu", un cavallo di legno pirotecnico portato da una persona che balla seguendo il ritmo della tarantella calabrese.

ps: nota positiva per l’economia calabrese. A breve verrà aperta nella zona di Monte Poro – Spilinga, la prima industria di nduja in tutta la Calabria

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Dieci minuti di puro terrore

Dopo aver avuto la geniale idea di eliminare la partizione con Debian (ahimè) causa problemi di spazio, è successo esattamente ciò che temevo succedesse: errore con l’MBR ed impossibile avviare il sistema …

Il panico mi ha pervaso perchè sono in vacanza ed il portatile è l’unico posto dove ho tutto il software e tutti i dati necessari sia per la tesi che per il lavoro. Poi mi è venuta l’idea di usufruire della console di ripristino di windows xp: fixboot e fixmbr e tutto è tornato alla normalità (nonostante i messaggi intimidatori di questi due tool).

Tuttavia non posso non chiedermi perchè windows xp, ad oggi uno dei sistemi operativi più utilizzati in tutti i sistemi desktop non dia la possibilità di avviare il sistema da cd, come avviene con Linux fin dagli albori (rescue e via ogni paura di fare errori drammatici).

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Reggio Calabria: i lidi

Oggi ero al bar con degli amici, e ho notato affisso su una delle pareti il manifesto di una manifestazione organizzata dal movimento "ammazzateci tutti". Titolo: "Legalitàlia: 1° meeting nazionale dei giovani antimafia".

Ne approfitto per qualche riflessione.

Reggio Calabria è una città molto particolare, come daltronde tutta la sua provincia. E’ ampiamente dimostrato dai fatti, e ove non arrivino i fatti lo è dalle voci che corrono da queste parti, che tutto o gran parte del tessuto socio-economico di reggio e provincia sia gestito dalle famiglie della ‘ndrangheta. Silenzio e omertà, accoppiate ad una struttura di tipo orizzontale (grazie alla quale è praticamente assente il fenomeno del pentitisimo), ne fanno una delle strutture più potenti esistenti al mondo.

Le famiglie hanno praticamente il controllo completo su ogni tipo di attiivtà, sia essa lecita o illecita; le famiglie per la società calabrese e per quella reggina rappresentano una sorta di stato nello stato. Se da un lato la loro presenza assicura l’assenza di fenomeni di microcriminalità ben presenti nel nord d’Italia (vedi lo spaccio di sostanze stupefacenti per le strade della città, vedi stupri), dall’altro lato della medaglia non si può dimenticare come essa soffochi la gente di questi luoghi imponendo delle regole assolutamente fuori da ogni logica.

Tutte queste considerazioni vengono suffragate da fenomeni piccoli ma molto significativi.
Ad esempio: è usanza organizzare delle "feste" nei lidi presenti sulla via Marina. Come in ogni altro lido d’Italia non esiste un biglietto di ingresso ma la ben nota "drink card": praticamente il biglietto d’ingresso viene pagato alla cassa nel momento in cui si acquista da bere. Sia essa una semplice bottiglietta d’acqua o un coctkail costosissimo, il prezzo è sempre di 10 euro. Ineccepibile, avviene in tutta Italia e non vedo perchè non debba avvenire pure qui a Reggio.
La stranezza si ha nel momento in cui alla cassa non rilasciano scontrino fiscale: e si badi bene, questo non avviene nè al momento del pagamento del primo cocktail (quello per intenderci che da diritto all’uscita dal lido) nè per i successivi. Per cui, se ipoteticamente in un lido entrano mille persone, queste consumeranno bevande per almeno diecimila euro esentasse per i proprietari del lido.

Per chi la legalità la conosce, la domanda più stupida da porsi è: perchè non chiamare la Guardia di Finanza? La risposta che viene fornita da un qualsiasi reggino che vive la quotidianità di questa terra disgraziata è, più o meno, che la Guardia di Finanza non ha alcun potere o interesse a intervenire o che qualcuno ha fatto sì che questo sistema sia assolutamente legale.

Faccio notare che le licenze a questi locali (ed attenzione, i lidi non hanno licenze nè per somministrare bevande nè per passare musica ad alto volume) sono state assegnate dal comune, nella persona del sindaco Scopelliti. Lo stesso sindaco che, se da un lato autorizza l’illegalità permanente in città, allo stesso tempo accoglie a braccia aperte a piazza Duomo i ragazzi del movimento di Locri per ricordare Antonino Scopelliti (magistrato ucciso il 9 agosto di sedici anni fa).

A Reggio Calabria qualsiasi attività è soggetta al controllo delle famigllie, dalla semplice colonnina di benzina alla struttura turistica, dal negozio di abbigliamento alla ditta appaltatrice; quelle stesse famiglie che si spartiscono il territorio della città di modo da massimizzare gli introiti.

Messa così, pare non ci sia via di scampo.
Messa così, pare come se a Reggio Calabria siano tutti ndranghetisti o affiliati a qualche famiglia. Per fortuna non è così, per fortuna c’è ancora il tipico "fesso", colui il quale preferisce un onesto stipendio da mille euro al mese ed una vita mediocre piuttosto che uno stipendio sporco ed una vita fatta di lusso.

Il problema è che le istituzioni sono anch’esse marce. Il problema è che lo stato ci prende per il culo. Il problema è che non esistiamo a livello nazionale. Questo silenzio, questa omertà fa sì che nelle restanti zone d’Italia credano che il problema sia stato risolto – ma così non è !!!

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Reggio Calabria: il cambio di prefetto (via De Sena, arriva Musolino)

il Prefetto arrivò a Reggio subito dopo l’omicidio Fortugno, al cospetto di una terra in ginocchio in cui lo Stato non riusciva più a mostrare con orgoglio e dignità la propria bandiera.
De Sena ha preso questa bandiera strappata, l’ha messa a posto e, soprattutto, l’ha rimessa al proprio posto, per una battaglia dura ma che lo Stato in Calabria sta portando avanti, come dimostrato dalle numerosissime operazioni contro le organizzazioni criminali che sono state compiute e che hanno assicurato alla giustizia pericolosi criminali tra i quali, ad esempio, i responsabili dell’omicidio di Franco Fortugno

L’esempio di Luigi De Sena fa il paio con quello, eroico, di Luigi Rende; entrambi, sia pure in modo diverso nella genesi (facendo riferimento alla commozione ed all’affetto verso la città in precedenza sottolineati da De Sena n.d.r.), sono figli di Reggio.

(via strill.it)

Il viceministro Minniti, lui sì figlio di Reggio, deve aver fatto un corso accelerato a zelig ot similia … Innanzitutto il prefetto De Sena non è e non sarà mai, per quanto mi riguarda, figlio della mia città. Non sono assolutamente daccordo nel "regalo" fattogli dal comune delle chiavi della città! Ma stiamo scherzando?

E’ vero, non vivo la quotidianità della vita della mia città ma certi meccanismi li conosco fin troppo bene.
Ricordo perfettamente che quando De Sena arrivò a Reggio, qualcuno disse che gli sarebbero stati dati poteri illimitati nella pia illusione di risolvere il problema ‘ndrangheta. Nella pia illusione che un uomo, da solo, potesse cambiare una cultura, uno stato di cose che da troppo tempo avvelena la società calabrese, e reggina nello specifico, fin nei suoi figli più piccoli.

Quali sarebbero stati questi poteri illimitati? Il poter gestire le altre prefetture? Coordinare le forze dell’ordine di tutte le province? Cosa avrebbe fatto De Sena fino a oggi?

Torno spesso qui, nella mia terra natìa, eppure lo stato di cose non cambia: i commercianti continuano a pagare il pizzo; la ‘ndrangheta continua a fare il bello ed il cattivo tempo nella mia città – senza nessuno che possa opporvisi.

E De Sena dovrebbe essere un esempio? Perchè?

Solo perchè, a pochi giorni dalla sua rimozione (e già lo vedo gongolante nel lasciare questa città), avrebbe eseguito tutta una serie di arresti contro una famiglia rea di governare il tessuto socio-economico della zona sud della città? E si ricorda solo dopo tot anni di fare arresti? Lo sapete che ora ci sono oltre 100 latitanti in giro per l’Italia?

A Roma sono realmente convinti che sia cambiato qualcosa?
In tal caso invito ufficialmente qui a Reggio, a mie spese, Prodi, Fassino e chiunque altro,  tra quei 900 ladroni (circa),  voglia venire nella città dal più bel chilometro d’ìitalia; giusto per fargli vedere come girano le questioni da questa parte (viaggio rigorosamente alla guida con obbligo di percorrenza di TUTTA la A3) … 

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Nokia n73: non aggiornate quel firmware (V.4.0726.2.0.1)

Il mio N73 ha avuto fin dall’inizio una marea di problemi, legati prevalemente ad un malfunzionamento del tasto verde – quello, per intenderci, che tutti noi usiamo per far partire le telefonate.

Durante la vacanza in Salento, ha iniziato a presentarsi un altro bug, altrettanto serio: impostato per collegarsi in modalità duale (gprs o 3G a seconda della rete), di punto in bianco si riavviava, probabilmente per cambiare modalità di connessione.

Preso dallo sconforto, ben sapendo che i centri nokia prima di 60giorni non ti restituiscono il cellulare, ho deciso di aggiornare il firmware (67MB di aggiornamento). Pur non essendoci un changelog, ho confidato che un’azienda seria come la Nokia rilasci un aggiornamento, con relativo cambio di versione, proprio per correggere bug seri.

A primo acchitto questa nuova versione è molto più veloce; il cellulare non impiega più 30 secondi per avviarsi e in generale presenta molti degli applicativi presenti sul Muic Edition (quindi senza ricorrere a pericolosi hack che farebbero decadere la garanzia). Tra le novità che ho notato:

  • Lettore multimediale di nuova generazione;
  • Applicativo per effettuare ricerche veloci su web (via yahoo.it, paginegialle ed altri motori di ricerca);
  • Assenza dello snake tra i giochi;
  • Migliore sensibilità del sensore ottico in condizioni di luce diurna (quindi migliore qualità delle foto);
  • Aggiunta l’opzione "zoom digitale" tra le impostazioni della macchina fotografica dell’N73 (devo ancora testarla);
  • Durante le chiamate, compare un cursore lampeggiante sull’estrema destra del display (cosa vorrai mai significare?)
  • Dopo l’aggiornamento compariva, tra i menu, la directory "Internet" – scomparsa in seguito al restore del backup dei dati che avevo fatto prima di far partire l’update;

Tuttavia, questa nuova versione porta con sè un bug colossale che, in base a quanto si legge in rete, penso sia una vera e propria scelta commerciale. Con la versione 4.0726.2.0.1, tutti i cellulari N73 non si possono agganciare via bluetooth alle antenne gps esterne che moltissimi usano per via del TomTom. Ovviamente non è possibile fare un banale downgrade del firmware, se non riportandolo ad un centro assistenza nokia e pagando una cifra che mi sembra sia pari a 25 euro.

Praticamente il ragionamento della Nokia è questo: noi vi diamo cellulari all’avanguardia, con tutto il software di questo mondo, MA se volete usare un’antenna gps esterna dovete acquistare la nostra. Complimentoni!

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Ritorno in patria …

E alla fine il figliol prodigo è tornato in patria … che bello!!

Non è stato nemmeno tanto facile, visto che la giornata è iniziata male ed è proseguita peggio. A devastare la mia routine ci ha pensato il disco sata che ha deciso di punto in bianco di fare le bizze – "errore di lettura del disco" disse .. mah! Esco di casa per andare alla posta, e sembrava che a Piazza Minghetti si fosse riunita tutta Bologna; morale della favola: due ore di fila per un vaglia di 15 euro, vabbè …

Torno a casa .. tra piatti da lavare, borsone da fare, amiche da salutare si son fatte le 3.20 e dovevo stare all’aeroporto alle 3.30 … chiamo il taxi e dopo una folle corsa (abbiamo rischiato due volte di morire per gente che non si fermava allo stop di turno) arrivo finalmente all’aeroporto. Non contenti di tutte le disavventure patite, mi ritrovo una fila chilometrica che, dopo mezzora, abbandono facendo l’italiano medio: la salto a piè pari e mi dirigo ai controlli di sicurezza dove trovo la poliziotta più bastarda che mi potesse capitare … "tanto l’aereo aspetta" – mi fa .. .sti gran cazzi … arrivo al controllo biglietti e mi prendo pure la cazziata per essere in ritardo "a chi aspetta lei" mi fa … mah!

Alla fine giungo a casa … difficile ma bello e stasera tutta vita reggina

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