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Reggio Calabria: il cambio di prefetto (via De Sena, arriva Musolino)

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Riflessioni

il Prefetto arrivò a Reggio subito dopo l’omicidio Fortugno, al cospetto di una terra in ginocchio in cui lo Stato non riusciva più a mostrare con orgoglio e dignità la propria bandiera.
De Sena ha preso questa bandiera strappata, l’ha messa a posto e, soprattutto, l’ha rimessa al proprio posto, per una battaglia dura ma che lo Stato in Calabria sta portando avanti, come dimostrato dalle numerosissime operazioni contro le organizzazioni criminali che sono state compiute e che hanno assicurato alla giustizia pericolosi criminali tra i quali, ad esempio, i responsabili dell’omicidio di Franco Fortugno

L’esempio di Luigi De Sena fa il paio con quello, eroico, di Luigi Rende; entrambi, sia pure in modo diverso nella genesi (facendo riferimento alla commozione ed all’affetto verso la città in precedenza sottolineati da De Sena n.d.r.), sono figli di Reggio.

(via strill.it)

Il viceministro Minniti, lui sì figlio di Reggio, deve aver fatto un corso accelerato a zelig ot similia … Innanzitutto il prefetto De Sena non è e non sarà mai, per quanto mi riguarda, figlio della mia città. Non sono assolutamente daccordo nel "regalo" fattogli dal comune delle chiavi della città! Ma stiamo scherzando?

E’ vero, non vivo la quotidianità della vita della mia città ma certi meccanismi li conosco fin troppo bene.
Ricordo perfettamente che quando De Sena arrivò a Reggio, qualcuno disse che gli sarebbero stati dati poteri illimitati nella pia illusione di risolvere il problema ‘ndrangheta. Nella pia illusione che un uomo, da solo, potesse cambiare una cultura, uno stato di cose che da troppo tempo avvelena la società calabrese, e reggina nello specifico, fin nei suoi figli più piccoli.

Quali sarebbero stati questi poteri illimitati? Il poter gestire le altre prefetture? Coordinare le forze dell’ordine di tutte le province? Cosa avrebbe fatto De Sena fino a oggi?

Torno spesso qui, nella mia terra natìa, eppure lo stato di cose non cambia: i commercianti continuano a pagare il pizzo; la ‘ndrangheta continua a fare il bello ed il cattivo tempo nella mia città – senza nessuno che possa opporvisi.

E De Sena dovrebbe essere un esempio? Perchè?

Solo perchè, a pochi giorni dalla sua rimozione (e già lo vedo gongolante nel lasciare questa città), avrebbe eseguito tutta una serie di arresti contro una famiglia rea di governare il tessuto socio-economico della zona sud della città? E si ricorda solo dopo tot anni di fare arresti? Lo sapete che ora ci sono oltre 100 latitanti in giro per l’Italia?

A Roma sono realmente convinti che sia cambiato qualcosa?
In tal caso invito ufficialmente qui a Reggio, a mie spese, Prodi, Fassino e chiunque altro,  tra quei 900 ladroni (circa),  voglia venire nella città dal più bel chilometro d’ìitalia; giusto per fargli vedere come girano le questioni da questa parte (viaggio rigorosamente alla guida con obbligo di percorrenza di TUTTA la A3) … 

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1 Commento al post: “Reggio Calabria: il cambio di prefetto (via De Sena, arriva Musolino)”

  1. PORCASI GAETANO scrive:

    PORCASI GAETANO (2 comments) Dice:

    23 Giugno 2008 at 08:50 – Citazione –
    L’ARTE CONTRO LE VIOLENZE MAFIOSE. LE OPERE RACCONTANO LA STORIA DAL 1943 AL 2007 http://WWW.GAETANOPORCASI.IT

    L’impegno nel sociale.La parola legalita’ è stata a tal punto usata da provocare nei cittadini,quando la si sente un senso di fastidio.Applicare la legalità ed affermare di rispettare le legge dello Stato dovrebbe essere il primo passo che ogni cittadino dovrebbe fare come osservare i suoi doveri,per poi chiedere di avere garantiti i suoi diritti.L’arte cosi come la legalità sebrano due entità astratte ma non è cosi.Sono stato sempre convito che l’arte non è solo estetica,ma quando fa riflettere sui problemi sociali e dell’umanità diventa uno strumento per risvegliare le coscienze,Cosi l’artista che è sensibile ai temi sociali non può esimersi dal denunciare con lo strumento che ha a disposizione le discrasie della società ed in essa delle lobby di potere.Il potere infatti non ama essere criticato, qualunque ideologia proclami e di qualunque colore si veste. Il potere ama conservare e preservare se stesso e può influenzare ed indirizzare la politica,la società. Nelle mie opere ho cercato di segnalare e sottolineare il ruolo devastante del potere sulla politica,sull’ambiente,sulle persone.Il denaro alleato stretto del potere pur di svilupparsi tende a calpestare la dignità dell’uomo e la bellezza della natura e spesso la salute stessa di ciascuno.Per questo ho pensato alle mie opere come strumento di denuncia sociale.E quando ho segnalato l’inquinamento di cui siamo noi stessi vittime ogni giorno puntuale è arrivata la reazione con denuncia,con ostracismi,e con l’indifferenza alle mie opere che talvolta sono state delle provocazioni,proprio per dimostrare come le generiche affermazioni di legalità a nulla valgono quando si dice di voler fare una cosa e poi si realizza l’esatto opposto.Recentemente con amici,giornalisti,politici di buona volontà stiamo provando a mettere in campo un laboratorio culturale trasversare che ha alla base l’onestà ,l’osservanza dei valori umani,il rispetto delle diversità l’impegno per conservare alle generazioni future un pianeta ed un ambiente vivibile fatto da persone solidali nei fatti.Per questo abbiamo pensato di dover accerttare il confronto con gli uomini di buona volontà.E’ in questo spirito che ho deciso di accertare questo riconoscimento che viene da chi vuole intestarsi un progetto che possa migliorare la qualità della vita della nostra terra.E’ una la sfida che lanciamo a voi e che facciamo a noi stessi.Pittore antimafia Gaetano Porcasi.www.gaetanoporcasi.it

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