Aug
24

‘ndrangheta: Calabria e Duisburg una linea continua

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Riflessioni

Parlando con Vito mi ha molto colpito una sua affermazione in risposta alla mia intenzione a recarmi a Caulonia per la Tarantella Power (manifestazione dedicata alla musica popolare che si svolgerà dal 26 al 31 agosto).
Sostiene Vito:

tira brutta aria in calabria

La domanda sorge spontanea: perchè, che aria tira? E’ cambiato qualcosa?

Si, forse, effettivamente, qualcosa è cambiato. Il cambiamento è che di "questo" specifico eccidio ne ha dato risalto la stampa e allora tutti in Italia si son ricordati che esiste un problema noto con il nome di ‘ndrangheta. Per noi che viviamo questa terra, per noi che la adoriamo, non è cambiato assolutamente nulla.

Tira la stessa identica aria di sempre.

Aria fatta di pizzo, appalti edilizi in mano alle cosche, gestione di tutto il traffico di droga proveniente dalla Colombia con destinazione Europa, gestione dei più grossi appalti di mezza Italia, gestione del traffico d’armi proveniente da chissà dove e destinato in qualche altro luogo sperduto.

Contestualmente, leggo sul blog di Giusva:

Eppure ancora - in Italia e non solo - ci si sorprende della potenza della ‘ndrangheta.
Eppure già sul finire degli anni ‘60 le ‘ndrine avevano messo mani e piedi sulla Salerno-Reggio, nel 1970 rappresentavano il braccio armato di Borghese per il golpe, nel 1973 si permisero il lusso di sequestrare nientemeno che Paul Getty III, la presenza di un uomo dell’ndrine sul teatro della strage di via Fani, nel 1978, è cosa pressocchè certa.
E poi, ancora, il dominio assoluto del mercato della droga mondiale, il controllo degli appalti pubblici, gli investimenti immobiliari in tutta l’Italia settentrionale e gran parte dell’Europa nord-orientale, tutte cose note e stranote, sapute e risapute. Eppure c’è ancora qualche politico che cade dalle nuvole.

parole sacrosante!
Mi permetto di aggiungere un piccolo commento.
Caro Giusva, personalmente, più che del comportamento di chi fa dello stupore e dell’ipocrisia uno dei mestieri più redditizzi della deleritta Italia,  mi stupisce il modus operandi dei giornalisti.

Il giornalista, quantomeno nella mia visione delle cose, dovrebbe essere il motore della società verso la realtà dei fatti. Capisco bene che, anche il giornalista deve pur vivere e, per poterlo fare dignitosamente, è costretto a vendere le notizie che gli consentano di far tirare più copie al giornale cui è asservito.

Però mi chiedo: se non si tratta di un eccidio, il fenomeno ‘ndrangheta non esiste per la vostra categoria?

Forse un pò più di onestà morale, forse un vostro parlarne assiduamente (e non mi venite a raccontare la storiella che non c’è alcunchè di cui parlare), forse tutto ciò consentirebbe al resto dell’Italia di farsi un’idea più precisa di come sia la situazione da queste parti.
Voglio anche aggiungere che è inutile lamentarsi ora, quando, in tempi non sospetti, la regione Calabria ha sponsorizzato (si parla di 1,5mln di euro) una pubblicità assurda dove ci dipingevamo da soli come mafiosi. Al tempo nessuno si ribellò, abbiamo avuto anche l’onore di invitare Oliviero Toscani a Reggio e nessuno, dico nessuno, ha detto mezza parola contro questa infamia (di suo, non doveva nemmeno essere invitato).

E allora se vogliamo onestà morale dai politici, facciamo sì ad essere i primi a dare questa onestà morale al popolo! Ad iniziare dalla classe dei giornalisti

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