Calabria: potere giudiziario

Montesquieu fu il primo a descrivere lo stato di funzionamento delle democrazie moderne in base alla separazione dei tre poteri (esecutivo, politico e giudiziario).
Per via di tutta una serie di esperienze personali ha pochissima fiducia nei magistrati italiani, avendoli sempre considerati troppo presuntuosi nell’esercitare il potere a loro disposizione e sempre troppo poco duri nell’applicare la legge in determinate situazioni (vedi reati di mafia).

Se però andiamo a guardare la situazione più nello specifico non si può non considerare che: se lotti contro la mafia, vieni "protetto" dallo stato per quanto possibile, ma sei sempre costretto a vivere una vita da rifugiato. Se, invece, lotti contro il lerciume della nostra politica, ti trovi inevitabilmente solo e sotto un pressing mediatico non facile da gestire – senza dover contare le pressioni di "altro" tipo.

Questa appena descritta, è una situazione che rispecchia molto bene la situazione dei magistrati in Calabria.
Da un lato troviamo i magistrati della Procura di Reggio Calabria che, secondo le ultime intercettazioni, sono sempre più nel mirino della ‘ndrangheta (vedi soprattutto Boemi e Gratteri). Dall’altro lato troviamo, invece, il Procuratore Capo ed il sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro, rispettivamente tale Lombardi e tale De Magistris, che si combattono a suon di denunce ma che, e il discorso vale prevalentemente per De Magistris, sono arrivati a toccare interessi forti (vedi Prodi, vedi Mastella).

Anche in questo caso i giornalisti non hanno di certo brillato per obiettività: sono stati pronti ed attenti fin quando c’è stato da diffondere la notizia su un possibile coinvolgimento di Prodi nell’indagine degli intrecci tra massoneria, alte cariche della guardia di finanza ed imprenditori calabresi, ma ora che Mastella ordina l’allontanamento di De Magistris dalla Procura di Catanzaro, nessuno di loro ha avuto la benchè minima idea di pubblicare alcunchè.
E questa richiesta di allontanamento pare anche più strana se pensiamo che, negli ultimi giorni, circolava insistentemente la voce che fosse coinvolto anche Mastella nelle intercettazioni telefoniche tramite le quali stanno indagando giù a Catanzaro.

I politici si prottegono così.
I giornalisti proteggono i politici ed annebbiano la vista del popolo.

Non posso fare a meno di chiedermi: ma se nemmeno i magistrati sono realmente liberi di indagare sulla sporcizia del mondo della politica, potremo mai uscirne?

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