E finalmente giunse … l’ora delle primarie

Se ne parla da mesi su tutti i giornali. Da mesi tutti aspettavano la giornata di domani.

Finalmente risorgerà la DC, quel partito politico che ha dominato incontrastato in Italia fino a portarla allo sfascio della cosiddetta "prima Repubblica".
All’inizio di tutto si disse che il Partito Democratico era un momento di svolta, una grande novità per il movimento politico italiano: tutti sarebbero stati in grado di partecipare all’elezione a segretario, a patto di portare un numero esiguo di firme in sede di domanda di presentazione; sarebbe stato il partito dei giovani (dove sono finiti?), il partito delle riforme.

Successe, poi, che i giochi della politica prevalsero: ci trovammo davanti a un consiglio di 45 "illuminati" che mi ricordano tremendamente la corte del Re Sole. 45 personaggi che hanno fatto e disfatto la politica di ieri e di oggi. Tra questi come non ricordare il governatore della Campania (Bassolino), o il tanto odiato governatore della Calabria (Loiero). Tralascio tutti i politici, e non, più illustri, che da tempo siedono sullo scranno del potere a Roma.

Ci ritroviamo oggi davanti ad uno schieramento politico inesistente durante le ultime elezioni politiche. Gli italiani, quindi, si troveranno al governo un partito politico che non hanno votato. O meglio: tecnicamente li hanno votati, praticamente espressero le preferenze per un altro tipo di partito, con un altro tipo di idee – ancora non capisco come la legge possa consentire un giochetto di questo tipo, degno del miglior trasformismo dai tempi di Depretis.

Credo che domani sia un giorno importante: è il primo vero momento, dopo il V-Day organizzato da Beppe Grillo, in cui la gente, almeno quella di sinistra (o di centro, non si capisce), avrà veramente il potere di dire la sua.
Che Veltroni vinca, mi pare scontato: si sono messi daccordo, si sono ritrovati ad essere tutti suoi alleati. Ma cosa succederebbe se Veltroni vincesse con una bassissima percentuale di scarto? O cosa succederebbe se pochissima gente andasse a votare?

Le piazze gremite da Beppe Grillo hanno fornito un segnale alla casta; segnale confermato dal voto dei lavoratori metalmeccanici – poco conta se il 70% ha aderito al patto, i lavoratori delle più grosse aziende italiane, Fiat in testa, erano in completo disaccordo.
Questo è il momento di far sentire la propria voce per l’ennesima volta, chissà se il popolo italiano ritroverà quel senso civico che pare aver smarrito da troppo tempo.

Related Posts: