Valencia

Valencia stemma cittadino

La decisione di andare a Valencia è in larga parte dovuta allo smisurato amore di Vittorio – mio carissimo amico – verso questa città.

L’aereo da Pisa arriva a Valencia in un orario abbastanza scomodo per le abitudini cittadine: tra le nove e mezzanote la città si svuota. Decidiamo di recarci all’Hotel, sito a ridosso della old town, con un taxi – paghiamo circa 10 euro, non troppo se paragonato ai prezzi italiani (scopriremo successivamente che la metro, al costo di 1,35€, consente di percorrere la tratta aeroporto-centro città abbastanza agevolmente).

Ciò che colpisce immediatamente è la caratteristica prettamente mediterranea della città: il mare e le grandi spiagge, le palme e gli innumerevoli giardini mi hanno ricordato tremendamente la mia amata Reggio Calabria.

Valencia offre innumerevoli attrattive: dal lungomare Malvarosa, dove si può degustare il piatto tipico (paella valenciana, una versione con pollo e coniglio della celeberrima paella spagnola), fino al porto che ha ospitato la Coppa America di vela. Girare per Valencia è piuttosto semplice e salta subito all’occhio come la città sia costruita a passo d’uomo: la città vecchia si percorre facilmente a piedi in pochi minuti. Se poi si vuole andare verso la marina o verso la città delle Arti e delle Scienze, basterà prendere la metro o i tram che tagliano tutta Valencia.

Dalla cattedrale – un misto di arte araba, gotica e barocca, fino a plaza de la Reina con i suoi locali che offrono le buonissime tapas (una sorta di bruschetta con salsicce, salsine varie, salmone), passando per via San Miguel, e Xativa/Colòn centro commerciale della città.

Succede poi che una sera esci non sapendo dove andare e ti ritrovi all’arena: una sorta di riproduzione del colosseo dove, dal 1° al 4 novembre, è presente un mercatino medioevale. Entrare in questo mercato è stato, davvero, come essere catapultati nell’atmosfera di quel tempo: tutti i mercanti abbigliati in vestiti tipici, bancarelle caratteristiche, cibarie del luogo tutto con un sottofondo di musica molto calda. Usciti dal mercato veniamo ri-catapultati nella vita moderna, fatta di bar e viuzze assiepate di gente intente a degustare paella e tapas e bere birra.

Colpisce il non parlare l’inglese: nessuno nessuno nessuno parla la lingua commerciale per eccellenza e, considerando che lo spagnolo è la lingua più parlata al mondo, non so nemmeno dargli torto. Per noi è stato abbastanza semplice farci capire, visto che la parlata spagnola è molto simile al nostro dialetto arcaico.

Impossibile non visitare la città delle arti e delle scienze ed il museo oceanografico (che poi altro non è che l’acquario più grande d’Europa). Suddiviso in aree ben distinte (mediterraneo, mar rosso, oceano, artico ed antartico), è tutto un tuffarsi in mezzo ai pesci in una sorta di gigantesco acquario. Percorrendo brevi scalinate, si accede alle sale dove le pareti sono delle enormi vasche a tema, con habitat marino riprodotto perfettamente. Vi sono poi dei tunnel-acquari che consentono di passare da una sala alla successiva come se si camminasse sui fondali marini. Ho visto per la prima volta nella mia vita gli squali e i trichechi ed è stata un’esperienza davvero indimenticabile.

Nel 1957, poi, il fiume Turia straripò provocando numerose morti. Per questa ragione, i valenciani decisero di deviarne il corso tramite un complesso sistema di chiuse nella zona sud della città. Sul letto del fiume hanno costruito una gigantesca e lunghissima passeggiata, tutta immersa nel verde e inframezzata da parchi giochi, campi di calcio, rugby e pallavolo.

In accoppiata con il non parlare l’inglese, ho notato che non solo la benzina costa pochissimo (1,1€/l. la verde), ma anche le sigarette costano ben 1 euro in meno rispetto all’italia. E a proposito di sigarette, in Spagna pare non esista il divieto di fumo nei locali pubblici – o quantomeno pare sia a discrezione del commerciante di turno. Essenzialmente si tratta di sborsare euri per i sistemi di aerazione: assenti in Italia, presenti in Spagna – non è poi tanto complicato da capire.

Bella esperienza, consiglio a tutti di andare a Valencia – rimarrete incantati dalle bellezze di una città sì poco turistica, ma molto attraente.

 

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