Il capo dei capi

Locandina Il capo dei Capi

Di questa fiction si è molto parlato ultimamente, grazie anche alle dichiarazioni – sconclusionate per tempistica, aggiungerei – del ministro Mastella. Ho atteso l’ultima puntata prima di fornire i miei "two cents" su questa miniserie tv, perchè non avrebbe avuto senso dare un giudizio senza averne una visione globale – e mi chiedo come facciano le persone a discuterne senza averla vista per intero.

La particolarità di questa serie tv è il raccontare un anti-eroe, una figura che traspone situazioni ben note a tutti quelli che come me hanno vissuto,e  vivono tuttora, in contesti analoghi. Inutile raccontare la storia, i più già la conoscono. Alla fine ne esce una persona, Totò Riina (‘u zu totò), dal carattere fortissimo e da un’ambizione sfrenata, nella migliore delle tradizioni machiavelliche de "il fine giustifica i mezzi". La fame, si sa, rende tutti più accaniti nella ricerca dei propri obiettivi – e sicuramente fa apprezzare maggiormente ciò che la vita ti offre, sia che tu stia da una parte della barricata piuttosto che dall’altra.

Ammetto che durante le prime puntate l’effetto è stato una sorta di ammirazione per questa figura, un pò perchè le efferatezze compiute venivano non sottolineate a dovere, molto perchè rappresenta ciò che viviamo noi meridionali, fa vedere chiaramente cosa voglia dire uno stato nello stato, cosa voglia dire quando da noi si ritiene che alcuni boss siano "Lo Stato". La gente di giù si sente abbandonata nella sua fame e nella sua miseria e la furbizia, accoppiata all’ambizione, di Riina gli ha consentito di conquistare il potere di Cosa Nostra.

Effettivamente il punto è che se uno spettatore avesse visto solo le prime puntate, avrebbe avuto una visione distorta del quadro, ma bastava poi osservare la puntata nella quale si pente Buscetta per capire, tramite la ricostruzione veloce di tutti gli omicidi commissionati.

Sinceramente non capisco quale sia il senso di sollevare tutta questa polemica alla 5° puntata, dico, potevano pure pensarci prima di mandarla in onda (per inciso, caro Sig. Marziale, lo mandi pure il porno in prima serata – ma magari non ha gli attributi per farlo .. verba volant caro mio). Credo invece che questa serie tv sia stata molto istruttiva per tutti quei non meridionali che non hanno la più pallida idea di cosa sia il fenomeno mafia (che tra parentesi i giornalisti passano come debellato, quando invece opprime ancora la nostra amata terra d’origine). Mi chiedo: ma mastella che paura aveva? Aveva paura che la gente sapesse che lo stato in più occasioni ha avuto bisogno della mafia * ? Aveva forse paura che la gente sapesse dell’esistenza di un anti-stato? Aveva forse paura che la gente sapesse che la mafia ha usato, ed usa tuttora, la politica per i propri scopi?

Se proprio dobbiamo trovare un appunto da fare, è l’aver trattato troppo velocemente gli omicidi di Borsellino e Falcone e l’arresto da parte del Capitano Ultimo .. ma forse, questo ha una sua logica da ricercarsi nelle innumerevoli fiction che trattarono l’argomento.

*: ricordarsi dell’arrivo degli americani in Italia nel secondo dopoguerra, del caso Moro, dell’aiuto chiesto per arrestare Riina, ecc. ecc.

Aggiornamento: pare che la famiglia Riina abbia chiesto i danni per l’immagine LESIVA fornita dalla fiction .. oramai, dopo i Savoia, tutti chiedono i dannil. Ho già chiamato il mio avvocato

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