Mastella, la Casta e … Dante

Oggi Mastella si è commosso durante la sua conferenza stampa, ricordando come fosse giovane sua moglie, emigrata, quando la conobbe – ragazzo sbarbatello in viaggio premio degli zii. Che bel quadretto familiare.

Oggi Mastella ha confermato ciò che disse ieri sera a Matrix, cambiando leggermente toni. Oggi sfida tutti i giornalisti degni di questo nome – sottintendendo che siano pochi – a trovare prove che dimostrino che l’UDEUR non abbia più vizi morali di altri partiti. Già la frase di ieri, mi ha lasciato abbastanza scosso, questa mi ha ricordato un passo dell’Inferno di Dante.

Il vate scriveva:

A vizio di lussuria fu sì rotta
che libito fè licito in sua legge,
per torre il biasmo in che era condotta.
Ell’è Semiramís, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che ‘l Soldan corregge.

Per chi non lo sapesse, Dante si trova nel girone dei lussuriosi, coloro che in vita furono vinti dalla passione. Nei versi citati, fa riferimento a Semiramide, regina degli Assiri, sposa di Nino cui succedette al trono e che promulgò una legge che autorizzava l’incesto, di modo da giustificare le sue stesse perversioni sessuali.

Come la Semiramide dantesca, la casta politica, oggi, applaude chi lancia ferme e gravi invettive contro la magistratura, rea di avergli arrestato la “povera” moglie (sì, sempre quella del Columbus Day da 900mila euro). Come la Semiramide dantesca, Mastella ed i suoi colleghi, oggi, adottano la tattica difensiva del “mi sento una persona per bene, quantomeno quanto altri miei colleghi” (discorso alla Camera di qualche giorno addietro) per giustificare i loro reati, i loro torti ed i loro vizi lussuriosi a spese dei contribuenti italiani.

Sì, sig. Mastella noi crediamo nella magistratura. Nella magistratura pulita: non quella pagata dalla mafia o dalla ndrangheta per coprire certi delitti; nè in quella pagata da voi politici o dalla Chiesa cattolica per coprire certi altri reati (diciamo così …). Le chiedo: possibile che in soli 5/6 mesi si siano sbagliati così tanti magistrati sul suo conto (ad iniziare da De Magistris)??

Rimango allibito: un politico già non dovrebbe fare il politico se in odore di reato, pensiamo poi come faccia a fare il ministro della GIUSTIZIA con plurime accuse di concussioni che gli piovono da ogni dove.

Ah scusate, dimenticavo che viviamo nella repubblica dove un certo andreotti, condannato per mafia (e poi caduto in prescrizione), siede comodamente al Senato e decide, tuttoggi, del destino di questo staterello grazie al suo voto da senatore a vita!

(in collaborazione con Nunzia Calderazzo)

Related Posts: