Un altro vizio che se ne va …

Di vizi chi non ne ha. Personalmente ritengo di averne in giusta misura; uno di questi, è quello di andare a prendere il caffè al bar.

Lo faccio per una serie di motivi, primo fra tutti il fatto che lavorando spesso e volentieri da casa, ne approfitto per prendere un pò d’aria fresca e scambiare quattro chiacchere con il barista di turno.

Fatto sta che torno a Bologna, vado al solito bar a chiedere il solito caffè, ricevo il solito shortino d’acqua, pago e …. SORPRESA .. il caffè è aumentato.
Non costa più 90cent (già un prezzo di per sè altissimo), bensì un euro. Chiedo motivazioni dell’aumento, risposta: “ci siamo adeguati”. Risposta: “vabbè, non verrò più”…

Esco dal bar abbastanza alterato, ma mi dico: “sicuramente sarà un caso”. Invece pare che un caso non sia: mi è capitato di prendere un caffè al bar vicino all’AB Tabaccheria, vicino la stazione: 1euro. Mi è capitato di prenderlo la mattina dopo vicino al S.Orsola: 1 euro .. più che una coincidenza pare un’emorragia …

Ma che poi dico: ma vi rendete conto che un euro per un caffè è un’enormità? Andandoci due volte al giorno, si parla di 60 euro al mese solo in caffè al bar. E poi ancora: quanto mai potrà costare un caffè al barista: 10cent? 15 al massimo .. e mi fate un ricarico del genere? E nessuno controlla?

Ultimo dettaglio: a prescindere dallo shortino d’acqua che, in tutta l’italia da roma in giù, equivale ad un bicchiere bello pieno, a Roma mi ha colpito che ti riempiono di creme e cremine e ammenicoli vari da aggiungere al caffè. A Reggio Calabria praticamente tutti i bar ti servono il caffè con uno cioccolatino … Paiono cose di poco conto, eppure rientra nel saper trattare il cliente. Comunque: dubito che i baristi di bologna mi vedranno più – a meno di cause di forza maggiore.

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