Gli autori della “Casta” sui porti italiani

Oggi è uscito un interessante articolo sul corriere della sera edito dagli autori della “Casta“: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.

Sinteticamente: il governo italiano non ha investito nel settore dei trasporti marittimi negli ultimi 10 anni, per cui oggi ci ritroviamo con 8 porti (Gioia Tauro, Genova, La Spezia, Taranto, Livorno, Venezia e Trieste) che movimentano poco più di Anversa, ma molto meno di Rotterdam.

La mia esperienza personale, lavorando direttamente nel porto di Gioia Tauro, è che lo Stato tendenzialmente preferisce lo scalo di Genova. Un pò perchè lì risiedono i poteri forti dell’economia dei trasporti marittimi italiani; un pò perchè l’interporto di Genova è direttamente collegato con l’HUB di Malpensa e un pò perchè noi calabresi siamo regolarmente cittadini di serie B.

Da quando è nato il porto di Gioia si sente parlare di porto franco (con conseguente detassazione delle merci in transito), si sente parlare della costruzione di un nuovo interporto e del potenziamento dell’area industriale. Ad oggi, non è successo nulla di tutto ciò; ad oggi lo stato sovvenziona lo scalo di Cagliari (praticamente acquistato dall Maersk-P&O, prima compagnia di navigazione al mondo); ad oggi Gioia è destinata, speriamo di no, ad una fine prematura – forse lo stato fa finta di non accorgersene, ma sta per nascere un nuovo porto giusto all’imbocco del canale di suez e lì saran dolori.

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