Ultras incidenti a Torino e Napoli

Incidenti a Napoli: tifosi forzano il cordone di polizia messo lì a controllare i biglietti (!!!) dei partenti.
Incidenti a Torino: tifosi granata assaltano pullman del lecce.

Sarebbe interessante conoscere queste storie dai diretti interessati.

Bentornato campionato 🙂

ps: oggi ̬ saltato fuori skysport24, la versione sportiva di skytg24 РFAVOLOSO!!

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Vietato … Vietato … Vietato: nuovo sport in Italia. Vietiamo tutto!

Gli inglesi ne hanno fatto un accenno che ha scatenato non poche [ipocrite] polemiche.

La mia esperienza personale risale un pò agli ultimi due anni vissuti tra Bologna, Roma e Reggio Calabria. Sto notando un degrado sempre maggiore della libertà personale a dispetto di molti fatti di sangue [leggasi incidenti autostradali], alcuni di gravità inaudita.

ok è vero, ognuno è libero di fare ciò che vuole, anche fracassarsi la testa, nel limite, però, della libertà e sicurezza altrui.
ok lo stato deve intervenire per cercare di contrastare questo stato di diffusa microcriminalità che ha reso tutte le città italiane mediamente poco sicure.

Tuttavia la strada intrapresa è quella della repressione [pseudo-fascista] dei fenomeni che si crede siano alla base di ciò che sta avvenendo nel nostro [ridicolo] paese da 4 soldi. Repressione non seguita da un’adeguata fase di educazione civica.

Non vorrei che questa ventata di autoritarismo sia dettata più da motivi economici che di reale difesa della nostra pubblica sicurezza. Mi chiedo difatti quale sia il senso di disporre posti di blocco della stradale vicino l’uscita delle discoteche [o dei lidi] e sequestrare regolarmente la patente a tutti.

E’ vero: guidare ubriachi è un reato [penale] ed è giusto che qualcuno sorvegli quest’aspetto della questione.
In realtà non si da, però, alle persone una valida alternativa. Mi spiego: tizio va in disocoteca; tendenzialmente tizio ed i suoi 4 amici [in italia] non hanno la cultura di ipotizzare che, a turno, uno dei 5 non beva per poter poi riaccompagnare gli amici a casa. Tendenzialmente in italia, se ci si deve fare una canna, una striscia di coca, o 5/6 cocktail, lo si fa tutti assieme, nessuno escluso. Per cui tutti, nessuno escluso, saranno soggetti a provvedimenti penali seri, se fermati dalla polizia stradale.

L’alternativa non esiste. L’alternativa è restare a casa, non andare in discoteca, non andare ai lidi, non andare al pub. L’alternativa è ubriacarsi a casa, drogarsi a casa, farsi del male a casa … e restarci.

Considerato che è assodato che nè il divieto di vendere alcolici dopo le 2, nè tutte le leggi contro lo spaccio di droga* sono servite a diminuirne la loro diffusione [anzi, direi che l’hanno nettamente aumentata], direi che si debba dare alle persone un’alternativa.

Ok, vuoi uscire? vuoi andare in discoteca? bene, allora io ti metto a disposizione i taxi, le navette, un qualsiasi mezzo di locomozione, sinanche un asino, affinchè tu possa far ritorno a casa. Poi se ti fermo alla guida e sei ubriaco, sono 10 volte più duro di adesso, perchè, io stato, l’alternativa te l’avevo fornita.

Così si risolvono i problemi, non reprimendo tutto e tutti e passando da un estremo lassismo all’estrema repressione opposta.

*: mi riferisco alla geniale legge emanata da Fini a suo tempo. L’illuminato attuale presidente della camera, decise di rendere penali la detenzione di sostanze stupefacenti comunemente note con il nome di “droghe leggere”. Ciò ha portato gli spacciatori a fare un discorso di questo tipo: chi me la fa fare di rischiare 5/10 anni di galera per gli spiccioli, quando vendendo droghe pesanti mi faccio nettamente più soldi? Bene, a distanza di [5 credo] anni, 9 su 10 si fanno di cocaina in questo paese. Trovarla è di una banalità disarmante – è praticamente ovunque.

ps: cosa succede se la stradale sbaglia e ferma un politico e lo trova positivo alla droga? se lo porta in caserma per perquisirlo e fare un esposto penale?

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Facebook: come modificare il nome di un gruppo ( rinominare )

Strano ma vero, non è possibile farlo.
L’assurdo è che sia una scelta precisa, come confermato dal webmaster di FB.

Si può creare il gruppo, si può sbagliarne il nome ma NON si può modificarlo, ufficialmente per non creare disorientamento negli utenti. L’unica soluzione per poter rinominare un gruppo, anche nel caso in cui l’abbia fondato proprio TU, è quello di eliminare tutti gli utenti che ne fanno parte, lasciare il gruppo e aspettare che muoia per poi ricrearne uno nuovo.

Mah, resto perplesso. Come giustamente mi ha fatto notare Marco, si può violare la privacy su FB ma non rinominare un gruppo.

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Telecom Italia Alice ADSL: l’odissea continua. Capitolo bolletta

Succede che torni dalle 2 sole settimane di ferie che ti sono concesse, il cervello è fresco riposato, sei pronto a tornare alla dura realtà. Apri la buca delle lettere e ti trovi questa bella missiva bianca, targata Telecom Italia con una stupenda scritta in rosso “contiene un conto Telecom”.

Benissimo. Apri e scopri che l’ammontare è pari a 235¤ (più spiccioli). Me ne fotto, son tornato ora dalle vacanze, la butto lì sulla scrivania poi se ne riparlerà.

Succede, poi, che torni stanchissimo a casa, ti butti sul divano cercando di riposare le tue stanche membra ma non ce la fai. Decidi dunque di chiamare il 187 per chiedere spiegazioni su alcune voci:

1. Anticipo conversazioni = 8¤
2. Canone Linea Telefonica e Alice ADSL a partire da giugno 2008 (peccato me l’abbiano attivato giorno 14 luglio);
3. Canone?? si canone.
4. Installazione Alice Home TV (??)

Beh che dire, scopri che devi versare questa geniale caparra alla Telecom di 8 ¤, di cui nessuno ovviamente ti aveva mai parlato e che forse un giorno ti rimborseranno, quando non sarai più loro cliente (spero molto presto).

Scopri anche che nonostante al telefono, quella stronza del call center mi avesse detto di sottoscrivere l’offerta Alice Tutto Incluso perchè non avrei pagato il canone, in realtà il canone lo paghi e solo DOPO, a partire dal 1° Gennaio 2009 Telecom Italia provvederà a rimborsarti (sarei curioso proprio di vedere sto film).

Infine, forse l’aspetto più esilarante, mi hanno addebbitato il costo del canone di Alice Home TV E della sua installazione. Ovviamente non ho quel servizio (la mia linea non lo supporta) nè tantomeno ho mai visto un tecnico installarmi il loro decoder e vederlo in azione ..

Truffe Truffe, Sole, Patacche .. Venghino Siori Venghino .. Telecom Italia svende!!

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Telecom Italia SPA (ex TIM??): pessimo rapporto

Ora è ufficiale: il mio rapporto con Telecom Italia SPA è pessimo, sotto ogni punto di vista e sotto ogni forma di comunicazione che intercorre tra me e loro.

Nel mese di luglio avevo contattato il servizio clienti per chiedere il cambio di indirizzo sulla destinazione della fattura del contratto della mia utenza sul cellulare.

“Si, si tutto ok” – domanda/affermazione: “vi ho contattati giusto perchè non vorrei trovarmi in una spiacevole situazione di insolvenza” …

Mi chiamano ieri comunicandomi che c’è una fattura non pagata e che se non saldo entro il 29 (con relativo fax) mi staccano tutto.

Meno male che li avevo avvisati ..

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Lillo Foti (Pasquale Foti) e la Reggina Calcio: aspetto marketing

Il calcio di oggi è business.
Il calcio di oggi è marketing.

Quante volte avete sentito queste [tristi] parole? Direi spesso, anche considerando che ci stiamo sempre di più avvicinando al modello americano, presentatoci dalle leghe professionistiche, NBA su tutte.

Manchester Utd, Real Madrid, Juventus e Milan sono state sicuramente le apri-pista di questa invertenza di rotta. Hanno creato degli stadi ad-hoc per poter sviluppare al massimo il loro concetto di “centro polifunzionale”; hanno spinto tantissimo sia nello sviluppo dei propri siti web che sul merchandising (magliette, gadget e ammenicoli vari).

Certo, non mi sogno lontanamente di paragonare la Reggina Calcio a questi mostri sacri del calcio del duemila; tuttavia, mi sento di dire che per una realtà piccola e senza un presidente petroliere, l’aspetto marketing andrebbe valutato correttamente.

Tralascio il discorso sito web, come già detto nel caso di strill.it è gestito da una webagency (???) che ha già dimostrato di non essere il massimo dell’efficienza. In tal senso, però, i problemi non sono tanto di natura tecnica quanto di natura contenutistica.
Il sito spesso latita (credo per volere del presidente Lillo Foti) nella comunicazione verso l’esterno (ma questo sarà il terzo atto di questa mia digressione sulla Reggina Calcio); il sito non ha un suo shop degno di questo nome nè tantomeno fornisce riferimenti diretti ed affidabili per risolvere tutta una serie di problematiche. Ricordo, ad esempio, che quando un generico tifoso contatta la sede centrale per chiedere informazioni, siano esse relative al rinnovo degli abbonamenti, alla situazione dello stadio, all’acquisto dei biglietti per le trasferte, si viene regolarmente tacciati con risposte evasive ed inconcludenti.

Sponsor Tecnico:

Dopo vari anni passati con la Asics, il presidente decise di passare alla Onze. In un atto di funambolico sentimento patriottico-regionale, scelse una piccola realtà del cosentino per la produzione delle proprie attrezzature tecniche.
Se pensiamo a ciò che la Reggina Calcio deve rappresentare non solo per la città di Reggio Calabria ma anche per la regione Calabria tutta, allora la scelta della Onze è stata oculatissima. Una squadra di calcio militante nella massima serie, deve fungere anche da traino per l’economia locale.
Non possiamo però non pensare all’aspetto economico-societario: la scelta della Onze, da questo punto di vista, è stato un vero e proprio dramma. Chiaramente non sono a conoscenza dei bilanci della Reggina Calcio, tuttavia mi viene da pensare che una piccola realtà della Onze sicuramente non potrà mai sponsorizzare la Reggina come la Nike, l’Adidas, la Puma o la Asics stessa.
Non è tanto una mera questione di soldi, quanto, piuttosto, una questione di prospettive. Sottoscrivere contratti di sponsorizzazione tecnica con le più grandi industrie del settore, vuole anche dire avere a disposizione i loro shops per la diffusione e la vendita del proprio materiale. Ad oggi è praticamente impossibile acquistare materiale tecnico della Reggina Calcio al di fuori della città di Reggio Calabria. Qualcuno chiamò in sede per chiedere spiegazioni e la risposta fu che la società Reggina Calcio non si occupa direttamente di merchandising ma, per tale aspetto, bisogna rivolgersi alla Onze (mi ripromesso di trovare il link per maggiori delucidazioni).

Sponsor ufficiale:
Una volta “entrato” in difficoltà l’impero Mauro (le virgolette son d’obbligo), fu fatta la scelta di affidarsi a Gicos, una società di import/export con sede a Cinquefrondi (RC). Anche qui, vale lo stesso discorso fatto in precedenza: se pensiamo alla Reggina Calcio come motore dell’economica calabrese, mai scelta fu più azzeccata. Tuttavia, se pensiamo alla Reggina Calcio come SPA, allora mi chiedo quale possa essere il reale pro in una forma di sponsorizzazione di questo tipo.

A chi mi dice che le grandi aziende non verranno mai a Reggio Calabria per via della mancanza del bacino d’utenza, beh ricordo che la Viola Basket Reggio Calabria ebbe come sponsors ufficiali la Pfizer e la Panasonic, che non sono sicuramente le ultime due arrivate. Per cui, credo, che ci siano i margini di riuscita di operazioni di questo tipo, sempre premesso che ci debba essere la reale volontà nel progredire e nel non accontentarsi di una salvezza all’ultima giornata.

Logo:

Questione abbastanza ingarbugliata. La società fu acquistata nell’86 da Lillo Foti ed altri imprenditori reggini, ma in realtà nasce nel lontanissimo 1914 con il nome di Unione Sportiva Reggio Calabria, successivamente divenuto Reggio Football Club nel 1920.
Il presidente non ha dato mai adito alla soddisfazione dei tifosi e si è sempre proclamato in favore della nascita della Reggina nel 1986. In tal senso, tende a voler sottolineare sempre e comunque che la Reggina è sua, l’ha fondata lui e, probabilmente, morirà con lui.
Il logo, tuttavia, non ha mai subito serie fasi di restyling; sinceramente è anche un pò bruttino, quella R buttata lì su un misero sfondo amaranto. Sicuramente si potrebbe fare molto di più che piazzarci una stellina a commemorazione (forse) dei 10 anni di serie a. Il logo, daltronde, deve rappresentare anche una parte della mission societaria: non puntare su un forte restyling del logo, vuol dire non voler puntare sul marketing societario; vuol dire non curare uno degli aspetti economici che risultano fondamentali per qualsiasi società; vuol dire accontentarsi.

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La tessera ( carta ) del tifoso

In completa crisi d’astinenza da stadi e calcio, ieri sera ho visto Inter-Roma, finale di supercoppetta italiana.
Nel preambolo della partita, molto distratto da altro, la mia attenzione è stata attirata dalla notizia dell’utilizzo della tessera, o carta, del tifoso.

Ne avevo già parlato in passato della tessera del tifoso, adesso pare che abbiano davvero dato corpo a questa follìa.

Ho fatto un bel pò di ricerche su google e, a parte il sito del Milan, nessuno parla di come si possa sottoscrivere questa tessera nè tantomeno se sia obbligatorio farla.

Poi devono ancora spiegarmi come pensano che questo badge elettronico possa risolvere il problema della violenza negli stadi.

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Roma: le dichiarazioni di Alemanno sullo stupro subito dalla turista olandese

Dichiara il sindaco Alemanno:

“Non stavano uscendo da una stazione ferroviaria né andavano sulla ciclabile.
Si sono andati ad accampare in un posto abbandonato da Dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati.
La loro è stata una grave imprudenza“.

Ovviamente sono partite polemiche ferocissime soprattutto da parte della sinistra.
Tutta pura ipocrisia – io stesso non so dare torto alle dichiarazioni del sindaco.

Chiunque viva a Roma sa bene che ci sono delle zone dove già il solo girare da soli è sufficientemente pericoloso. Queste zone sono generalmente le periferie più degradate ed abbandonate a se stesse. Incidentalmente questo succede in qualsiasi altra città del mondo: chi di voi andrebbe ad accamparsi nel Bronx o ad Harlem? Chi andrebbe ad accamparsi a Scampia?

La verità è che le città sono insicure, le periferie di più.
La verità è che tu turista che arrivi in una città devi seguire le norme del buon senso, a prescindere che ti trovi a Roma, Milano, Napoli, New York.

Ma la politica, si sa, è fatta di ipocrisia e per gli ipocriti. Daltronde non vedo come altro commentare le dichiarazioni che accusano Alemanno .. a meno che la stessa sinistra non voglia il ritorno del fascismo (e siamo già sulla buona strada)

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Subsonic 2.1: GetCount() e GetRecordCount() System.InvalidCastException

Dopo una serie di polemiche sul forum, pare che finalmente siano stati risolti i problemi di Subsonic, relativi ai due metodi GetCount() e GetRecordCount() che potete richiamare sull’oggetto Select.

In realtà, la versione 2.1 final non è fixata. Potete farlo manualmente, modificando i sorgenti, facendo un rebuild della solution e sovrascrivendo il file Subsonic.dll che state utilizzando.

Fix:
Modify SqlQuery/SqlQuery.cs : line 1241
from
count = (int)scalar;
to
count = (int)Utility.ChangeType(scalar, typeof(int));

(via codplex)

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Lillo Foti (Pasquale Foti) e la Reggina Calcio: aspetto societario

Una premessa è doverosa: quando il presidente Lillo Foti “acquistò” la Reggina Calcio nel 1986 assieme ad altri personaggi reggini, nessuno e dico nessuno sperava o poteva lontanamente immaginare che ci avrebbe portato in serie A. Di questo, almeno personalmente, gli sarò sempre grato non solo perchè ci ha permesso di vedere grandi campioni sul terreno del Granillo, ma anche perchè ha portato una realtà come quella reggina agli onori della cronaca non per i soliti fatti.

Purtroppo, però, la gratitudine ha un limite che viene oltrepassato nel momento stesso in cui l’oggetto di tale sentimento viene a mancare in alcuni passi fondamentali.

In questo primo post itinerante sulla società, voglio trattare l’aspetto societario.
Tutte le società degne di questo nome, operanti in campo sportivo o meno, possiedono una struttura societaria prefissata, più o meno rigida.

Nel corso degli anni, quella della reggina calcio è andata assottigliandosi nella persona unica del presidente Lillo Foti. Non esiste la figura del general manager, nè tantomeno quella del direttore sportivo. Colui il quale avete visto per anni sulla panchina della Reggina di fianco all’allenatore, che molti ritengono essere il ds della squadra, in realtà compare alla voce “Responsabile segreteria Generale” nell’organigramma societario – figura non meglio specificata.

La mancanza di persone che si assumano le proprie responsabilità direttamente, fa sì che tutto si concentri sulla figura del presidente che deve occuparsi di tutti gli aspetti: dal settore giovanile al calciomercato della prima squadra, passando per la cura del Granillo e del “marketing”, finanche nelle relazioni con la stampa.

Se da un lato potrebbe essere una tattica interessante, dall’altro fa sì che il sottoscritto tenga delle riserve perchè ci si chiede come possa una persona sola gestire tutti gli aspetti della squadra, della società e delle società private a lui facenti capo (dai negozi di abbigliamento, all’attività di import/export verso l’estero).

Daltro canto, però, si presentano dei problemi di anno in anno:

  • molti giocatori partono a parametro zero senza che la società incassi mezzo cent (si dice per ripicche presidente-calciatore-procuratori);
  • il manto erboso è regolarmente in condizioni precarie in corrispondenza dell’inizio del massimo campionato;
  • lo stadio è fatiscente: non c’è acqua (il che a Reggio Calabria è un Problema), non esistono i sediolini, i tabelloni pubblicitari impediscono ai tifosi di seguire correttamente la squadra (soprattutto per coloro i quali sono abbonati alle prime file – sempre che ce ne siano), ci sono voluti anni prima di vedere sostituito il vecchio tabellone elettronico e quello nuovo soffre di tutta una serie di problemi tecnici;

Problemi su problemi che, assieme agli aspetti di cui parlerò successivamente, non fanno altro che allontanare la gente dall’ambiente Reggina.

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La morte del presidente Sensi: paladino del calcio “pulito”

Mi ero ripromesso di non parlarne, ma dopo aver sentito i napoletani applaudire il minuto di silenzio di ieri sera per il presidente Sensi, senza nemmeno l’ombra di mezzo fischio, mi sono talmente nauseato che ho deciso di scrivere giusto due/tre cosette.

Innanzitutto, pur avendo il massimo rispetto per una persona scomparsa, credo che per l’ennesima volta i giornalisti siano finiti nella loro solita ipocrisia da quattro soldi.

Ci hanno presentato Sensi come il paladino del calcio pulito, ce lo hanno ricordato come fosse stato promotore di un calcio del sud italia, ce lo hanno presentato come se avesse fatto il bene della collettività calcio.

Forse ci siamo, o vi siete, dimenticati troppo presti che Sensi è sempre quello dei Rolex doro donati agli arbitri per un natale di qualche anno fa, è sempre quello che acquistò il Palermo ed il Foggia per poi rivenderli quando vide che non gli davano gli sperati frutti (finanziari s’intende – altro che passione calcistica).

Forse ci siamo, o vi siete, dimenticati che Sensi è proprietario di ItalPetroli una discussa società petrolifera che possiede depositi un pò in tutta italia (compresa Vibo Valentia); ci siamo, o vi siete, dimenticati che Sensi è sempre stato “amico” di persone un pò “particolari”: vedi Mezzaroma, vedi Moratti (con il quale ha fatto i migliori affari della sua vita) e vedi altri presidenti delle squadre del nord, da lui tanto aspramente contestate.

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Reggio Calabria: estate 2008, meteoriti e … “c’è la criminalità organizzata”

Quest’anno le vacanze son durate davvero poco – purtroppo per un motivo o per un altro ho dovuto far rientro dopo solo 14 giorni di permanenza in patria; tuttavia sono stati più che sufficienti per comprendere meglio la situazione e l’aria che si vive in città.

Il sindaco Scopelliti si è molto impegnato negli ultimi anni a dare una parvenza di città turistica, di centro del divertimento – almeno agli occhi di coloro i quali non danno troppa importanza ai dettagli.

La verità sta altrove o, forse, nel mezzo.
In quattordici giorni, ho perso il conto delle macchine effettivamente bruciate.
In quattordici giorni, ho perso il conto delle macchine rubate e poi ritrovate.
In quattordici giorni, ho visto esplodere un locale con ingenti danni sia alle macchine parcheggiate nelle vicinanze, sia al palazzo che lo ospitava; e tutto questo, di fronte alla caserma della Polizia Municipale e a poca distanza dagli uffici distrettuali della DIA. Della serie: qui governiamo noi e si fa come diciamo noi. Punto.

A parte i soliti problemi noti, che come minimizza lo stesso sindaco:

C’è la criminalità organizzata che, comunque, è un fenomeno che va fronteggiato. Il problema è legato alla mafia ma tocca i cittadini solo attraverso questi episodi

è altro ciò che mi ha lasciato davvero perplesso.

Questione Pulizia:
Passeggiando tra il Corso Garibaldi e la via Marina (o viale Falcomatà – o come volete chiamarlo), si nota un’incredibile quantità di cufe, altresì dette blatte, segno che, forse, la città non è poi tanto pulita come si vuol far credere.
Questo va chiaramente in controtendenza con una città che a poca distanza ospita artisti di livello internazionale, una radio in collegamento h24 e tanta tanta gente venuta per turismo. Non è bello accogliere le persone e dare l’idea di sporcizia e disordine che la città mi ha lasciato in questo breve soggiorno.

Questione Trattamento con il turista:
Dei calabresi tutto si può dire, meno che non siano ospitali. Questa regola vale se non sei un esercizio pubblico.
Mi è capitato un paio di volte di sedermi all’interno dei gazebi allestiti dai vari bar/gelateria della via marina (vedi sottozero, vedi sireneuse) e, incidentalmente, sono sempre stato trattato con i piedi. L’assurdità, ma forse non lo è poi tanto, è che sono stato trattato meglio dai camerieri stranieri, piuttosto che da quelli del luogo. Chi era con me può confermare la questione: in linea generale il cliente deve essere trattato in un certo modo, con i guanti, con tutti i riguardi, e non con un tono saccente e scorbutico (spero che sia io ad essere stato fortunato e non sia la norma).

Questione Lidi:
ok, l’idea dei lidi era carina all’inizio. Era la novità, era un divertimento alternativo, aggiuntivo per chi viveva la città quotidianamente – sebbene siano in mano ai soliti noti.

Purtroppo, sull’onda dell’abitudine e del dare per scontato determinati atteggiamenti, i gestori non hanno saputo migliorarsi. Quest’anno erano assolutamente inavvicinabili: drink card all’ingresso, variabile tra 5 e 10 euro, una birra 5 euro, un cocktail 10. Prezzi inspiegabili per una delle città più povere d’Italia (ma questo sarà argomento di un altro post).
In tal senso mi ha piacevolmente colpito la festa organizzata dalla Banda Falò, ingresso gratuito, musica sulla spiaggia, con capannine ed ombrelloni costruiti dai ragazzi di Villa San Giovanni. Sono pronto a scommettere che in una sera abbiano incassato molto in più rispetto ad un generico lido di Reggio. Daltronde è fisiologico, la gente spende se la sai far spendere.

C’è ancora tanto da fare, tanto da migliorare. Credo però, che se non si parte dall’alto, dando il buon esempio, la città continuerà ad incanalarsi in quel tunnel dal quale, poi, sarà diffile uscire.

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strill.it: sempre down

Non è servito a nulla nè il restyling grafico nè tantomeno quei giorni di down per aggiornare il loro servizio di hosting (credo).
Attualmente sul sito di strill campeggia laconico:

Database Error: Unable to connect to the database:Could not connect to MySQL

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‘ndrangheta: Der Spiegel sulla strage di Duisburg

Riporto da strill.it

La strage di Duisburg di Ferragosto 2007 non e’ avvenuta per una faida interna, ma per evitare che un gruppo prendesse il potere ai vertici della ‘ndrangheta. Lo afferma in un’intervista al settimanale ‘Der Spiegel’ realizzata a San Luca un capo cosca che si fa chiamare Fedele. “Noi non commettiamo errori“, spiega Fedele, “Duisburg si e’ resa necessaria per evitare altro spargimento di sangue. Non si e’ trattato di una faida, poiche’ i boss di San Luca non avrebbero mai dato il permesso. Le cose sono andate in modo diverso”.

“A Duisburg alcune persone che erano responsabili dell’omicidio di Maria Strangio del Natale 2007 hanno tentato di fondare una nuova societa'”, spiega ‘Fedele’, “contro l’espresso divieto dei boss, e hanno cercato di prendere il potere a San Luca. Se il piano dei traditori fosse riuscito, avrebbe messo a repentaglio l’ordine interno della ‘ndrangheta in tutto il mondo. Una cosa del genere non puo’ essere tollerata.

Con la strage di Duisburg abbiamo ristabilito l’ordine e adesso ognuno sa cosa gli succede se non si attiene agli ordini. Allo stesso tempo la faida e’ terminata. Si e’ trattato dunque di una strage d’onore e di vendetta. Adesso e’ tornata la pace”.

Il boss della ‘ndrangheta attacca poi le autorita’ italiane e spiega che la Calabria “e’ un paese occupato e noi ci prendiamo quello che ci appartiene. Lo Stato non si occupa della Calabria, noi invece procuriamo lavoro e manteniamo l’ordine. I politici sono corrotti e qui vogliamo governare noi”.

Alla domanda se la ‘ndrangheta sia presente anche in Germania, ‘Fedele’ spiega che “e’ la’ dove scorre il denaro”. “In Germania ci sentiamo particolarmente a nostro agio, poiche’ li’ si ha ancora rispetto gli uni degli altri”.

Alla domanda se ci siano politici tedeschi sul libro paga della ‘ndrangheta, il boss di San Luca risponde che “se non fosse cosi’, noi non ci saremmo. Si possono fare molti soldi solo se la politica ci sta“.

Retoricamente mi chiedo come possa – un giornale tedesco – intervistare un boss (autodefinitosi capobastone – massimo grado all’interno della gerarchia della ‘ndrangheta) che poi magari risulta essere anche uno dei soliti 30.

Lasciando stare la retorica, l’intervista dimostra una volta di più, il punto di vista della ndrangheta nei riguardi del territorio calabrese e dello stato. Lì è tutto di loro proprietà: la terra, la produttività, la vita delle persone cui sono LORO a dare lavoro, i politici stessi, poveri politici, mangiano e portano a casa i soldi dei boss.

Nulla di nuovo sotto al sole.

Per chi conosce il tedesco, può reperire l’intervista originale qui.

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Analogie tra il caso “ThePirateBay” ed il caso “Peppermint”

Ai più appena tornati dalle vacanze sarà scesa una mazzata sulla noce del capocollo – per dirla alla Lino Banfi – leggendo che il governo italiano, mosso da innumerevoli pratiche censorie negli ultimi tempi, ha deciso la chiusura o comunque l’irraggiungibilità del sito thepiratebay, punto di riferimento per chi scaricava e scarica torrent.

Era già successo in passato: quando esplosero i siti di scommesse online (vedi bwin, vedi unibet e compagnia cantando), il governo decise di applicare un balzello della serie “o paghi, o chiudi”. I più chiusero e solo dopo mesi bwin rilascio una [stabile] versione per l’Italia – altri, risultano tuttoggi irraggiungibili.

Risuccede ora: il governo decide [per chissà quale ragione] di chiudere SOLO piratebay lasciando inalterato l’accesso a tutti gli altri centinaia di siti per il tracking dei torrent. Questo da un lato ha fatto si che il famoso sito avesse un notevole incremento di utenza, dall’altro nascondeva un tranello stile Peppermint.

Il tutto viene sintetizzato magnificamente dalla segnalazione del presidente dell’ALCEI Andrea Monti al Garante della Privacy.

Personalmente resto allibito: ok, scaricare musica, films, software è pratica illegale. ok tu governo me lo vuoi impedire, ci sarebbe da dire, però, che forse hai cose più importanti a cui pensare e, forse, se hai avuto tempo di fare questa truffa in pieno agosto, avresti avuto tempo per pensare a problemi sicuramente più gravi. ok, io posso anche concordare con la decisione di rendere irraggiungibile thepiratebay, posso anche concordare che mi togli lo spasso delle scommesse online perchè a te STATO non te ne entra nulla (tassiamo tassiamo tassiamo), però diamine, da qui a tracciarmi stile US, stile grande fratello, ce ne passa !!!

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Odio

Vi odio, perchè mi avete costretto ad abbandonare la mia terra.
Vi odio, perchè mi avete costretto a lasciare i miei amici.
Vi odio, perchè per fare 66 fottutissimi chilometri in macchina impiego circa un’ora (se va bene).
Vi odio, perchè vi mangiate una marea di soldi e la mia terra resta in uno stato di arretratezza disarmante.
Vi odio, perchè vi odio .. perchè non se ne può più di continuare così. Noi ce ne andiamo, noi soffriamo la lontananza e quello che ne ricaviamo sono pesci in faccia tutti i giorni ..

Questa storia deve finire, in un modo o nell’altro

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‘ndrangheta: attentato a Reggio Calabria

Beirut? Gerusalemme? Ossezia del sud? NO, semplicemente Reggio Calabria.

Bomba viale Aldo Moro 4 Bomba viale Aldo Moro 3
Bomba viale Aldo Moro 2 Bomba viale Aldo Moro 1

Che dire? Sono senza parole. Erano anni ed anni che non succedeva qualcosa di talmente eclatante qui a Reggio Calabria. Daltronde, l’ho scritto e ri-scritto e non mi stancherò mai di rifarlo: se lo Stato crede che basti arrestare questo o quel boss per risolvere i problemi di questa terra, beh si sbaglia di grosso (o forse, più semplicemente, ci mangia troppi soldi e conviene sia così a tutti).

Nello specifico, da quando l’anno scorso hanno decapitato la famiglia Labate, egemone al rione Gebbione, si sono susseguite rapine (con conseguenti omicidi di guardia giurata di turno), macchine bruciate, pizzo, racket ed ora questo gravissimo attentato stile guerra civile.

Sono troppo choccato per commentare oltre, forse tra qualche ora, a mente lucida, dirò qualcos’altro.
Per la mera cronaca, visto che nè repubblica nè corriere nè ansa ne fanno menzione [troppo impegnati a parlare della Georgia], recatevi su strill.

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A3 Salerno – Reggio Calabria, tratto Villa San Giovanni – Palmi: una vergogna!

L’anno scorso, per chi si ricorda, avevo scritto che il tratto di A3 tra Gioia Tauro e Reggio Calabria, ti costringe ad effettuare manovre al limite dell’incredibile.

Ieri, a distanza di circa un anno, ho visto una scena agghiacciante: una fila unica di macchine ferme, che andava da Villa San Giovanni a Palmi (circa). Per chi non è del luogo, stiamo parlando di circa 30km di autostrada [a corsia unica].

La causa? Nessun incidente, è solo che lì l’autostrada è sempre peggio, ogni anno che passa. Chiaramente i quotidiani nazionali non se ne occupano, tanto, i problemi della Calabria non riguardano assolutamente i cittadini italiani.

Fatto sta che, per andare da Gioia Tauro a Reggio Calabria si impiegano dai 40 ai 60 minuti (se va bene) per percorrere circa 40km di autostrada. Una volta si becca il camion che procede a 30km/h, la volta successiva una macchina che procede ancora più lentamente perchè, magari, non abituata ad assurdità del genere.

Mi chiedo come facciano i pendolari a fare quella strada tutti i giorni. Una vera follìa .. e si lamentano del traffico a Roma 😉

Ah un’ultimo appunto: in una delle decine di volte che mi sono recato a Nicotera ultimamente, mi è capitato che una macchina mi si piantasse davanti per un guasto. Ovviamente, essendo l’autostrada a corsia unica, l’unico modo per evitare l’ostacolo è quello di andare nella corsia in senso opposto, con le macchine che ti vengono incontro, rischiando di fare un bel frontale.

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Pechino 2008 e la Rai

Se ne era parlato agli Europei e se ne riparlerà ora per le Olimpiadi .. I telecronisci rai (almeno quelli per il calcio) sono scandalosi … senza ulteriore possibile smentita (esempio: non sapevano cosa dire sul secondo gol di rocchi contro la corea, ma è normale??).

Detto questo …
A momenti dovrebbe esserci USA-CINA di basket, ma ovviamente pare che non la si potrà vedere – su rai2 c’è la replica di italia-corea (di cui, peraltro, si conosce il risultato).

Ora mi chiedo: tu Rai vuoi comprare i diritti delle olimpiadi? benissimo … però almeno dotati delle strutture necessarie per poter trasmettere tutti questi eventi in contemporanea. Non è pensabile che con tutti gli eventi da trasmettere, si possa immaginare di soddisfare la voglia di sport degli italiani con la sola rai2 ed il sito web. Non è pensabile dover passare sempre per quello stra-maledetto salottino da 4 soldi, dove siamo costretti a vedere la cravatta rosa di franco lauro … bah, la solita tristezza tutta italiana.

Speriamo che le prossime olimpiadi se le aggiudichi sky, così questa tristezza infinita finirà 🙁

Aggiornamento: alla fine, sto guardando la partita su Eurosport (e meno male che ho sky).
Aggiornamento dell’Aggiornamento 🙂 : cambiando, per sbaglio, ho visto che la partita di basket la stanno mandando effettivamente su rai2 … sarà stato un ritardo?

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People are strange

Sono passati oramai un paio di mesi dal mio trasferimento a Roma e credo si possa già tirare una prima linea su ciò che è successo, su ciò che ho visto, vissuto e sentito durante questi mesi.
Andarsene da Bologna non è stato facile e, detto in tutta sincerità, mi ha anche stupito. La città mi aveva stancato, la vita in quella città mi aveva stancato. Le persone con le quali ho condiviso tanti anni e tante avventure sono rimaste lì e, molte, le ho perse per strada. Un pò perchè difficilmente si fanno sentire per un modo tutto loro di essere, un pò perchè ognuno ha i suoi impegni e, nel bene o nel male, va per la sua strada indipendentemente da ciò che c’era ieri, guardando a ciò che ci sarà domani.

Arrivare e vivere a Roma lo volevo fortemente. Volevo cambiare aria, volevo fare nuove amicizie – per quanto possibile. Volevo vivere un’esperienza nuova. Come sempre nella mia vita, quando mi pongo un obiettivo cerco di raggiungerlo con tutte le mie forze. Oggi vivo a Roma e, insomma, ha i suoi pro e i suoi contro.

Non è la città il problema, forse lo sono le persone. In pochi mesi ho incontrato tante persone caratterialmente molto diverse tra loro. La mia strada si è incrociata con persone molto strane e profondamente diverse tra loro. Alcuni li ho proprio eliminati dalla mia vita, troppo diversi, troppo poco chiari e trasparenti per i miei gusti. Altri forse rappresentano il lato maschile della persona che, in questi anni, si è dimostrata essere la più affine alla mia personalità – spero continui ad essere disponibile al dialogo perchè credo che il futuro potrà riservarci ottime possibilità [basta crederci].

Il primo impatto è stato difficile: la città ti affascina, roma ti ammalia con i suoi 2mila e passa anni di storia. Purtroppo le persone che la abitano si fanno schiacciare dalla maestosità della città. In questo farsi schiacciare è complesso instaturare i rapporti umani per com’ero abituato a fare a Bologna – ma forse, questa sfida, rende il tutto più interessante.

E poi ci sono loro, ci siamo noi, ci sono i calabresi. Sinceramente, ditemi che sono massone, ditemi che sono razzista, ditemi tutto quello che volete, ma stare in un gruppo di calabresi (con qualche extra-comunitario) è come stare a casa per tutta una serie (lunghissima) di motivazioni. Gente di cuore, gente disposta a dare tutta se stessa per aiutare un amico in difficoltà. Ecco, forse, grazie a loro, a Roma mi sento veramente a casa dopo quasi 10 anni di permanenza fuori.

People are strange when you’re a stranger
Faces look ugly when you’re alone
Women seem wicked when you’re unwanted
Streets are uneven when you’re down

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