Aug
20

Reggio Calabria: estate 2008, meteoriti e … “c’è la criminalità organizzata”

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Riflessioni

Quest’anno le vacanze son durate davvero poco – purtroppo per un motivo o per un altro ho dovuto far rientro dopo solo 14 giorni di permanenza in patria; tuttavia sono stati più che sufficienti per comprendere meglio la situazione e l’aria che si vive in città.

Il sindaco Scopelliti si è molto impegnato negli ultimi anni a dare una parvenza di città turistica, di centro del divertimento – almeno agli occhi di coloro i quali non danno troppa importanza ai dettagli.

La verità sta altrove o, forse, nel mezzo.
In quattordici giorni, ho perso il conto delle macchine effettivamente bruciate.
In quattordici giorni, ho perso il conto delle macchine rubate e poi ritrovate.
In quattordici giorni, ho visto esplodere un locale con ingenti danni sia alle macchine parcheggiate nelle vicinanze, sia al palazzo che lo ospitava; e tutto questo, di fronte alla caserma della Polizia Municipale e a poca distanza dagli uffici distrettuali della DIA. Della serie: qui governiamo noi e si fa come diciamo noi. Punto.

A parte i soliti problemi noti, che come minimizza lo stesso sindaco:

C’è la criminalità organizzata che, comunque, è un fenomeno che va fronteggiato. Il problema è legato alla mafia ma tocca i cittadini solo attraverso questi episodi

è altro ciò che mi ha lasciato davvero perplesso.

Questione Pulizia:
Passeggiando tra il Corso Garibaldi e la via Marina (o viale Falcomatà – o come volete chiamarlo), si nota un’incredibile quantità di cufe, altresì dette blatte, segno che, forse, la città non è poi tanto pulita come si vuol far credere.
Questo va chiaramente in controtendenza con una città che a poca distanza ospita artisti di livello internazionale, una radio in collegamento h24 e tanta tanta gente venuta per turismo. Non è bello accogliere le persone e dare l’idea di sporcizia e disordine che la città mi ha lasciato in questo breve soggiorno.

Questione Trattamento con il turista:
Dei calabresi tutto si può dire, meno che non siano ospitali. Questa regola vale se non sei un esercizio pubblico.
Mi è capitato un paio di volte di sedermi all’interno dei gazebi allestiti dai vari bar/gelateria della via marina (vedi sottozero, vedi sireneuse) e, incidentalmente, sono sempre stato trattato con i piedi. L’assurdità, ma forse non lo è poi tanto, è che sono stato trattato meglio dai camerieri stranieri, piuttosto che da quelli del luogo. Chi era con me può confermare la questione: in linea generale il cliente deve essere trattato in un certo modo, con i guanti, con tutti i riguardi, e non con un tono saccente e scorbutico (spero che sia io ad essere stato fortunato e non sia la norma).

Questione Lidi:
ok, l’idea dei lidi era carina all’inizio. Era la novità, era un divertimento alternativo, aggiuntivo per chi viveva la città quotidianamente – sebbene siano in mano ai soliti noti.

Purtroppo, sull’onda dell’abitudine e del dare per scontato determinati atteggiamenti, i gestori non hanno saputo migliorarsi. Quest’anno erano assolutamente inavvicinabili: drink card all’ingresso, variabile tra 5 e 10 euro, una birra 5 euro, un cocktail 10. Prezzi inspiegabili per una delle città più povere d’Italia (ma questo sarà argomento di un altro post).
In tal senso mi ha piacevolmente colpito la festa organizzata dalla Banda Falò, ingresso gratuito, musica sulla spiaggia, con capannine ed ombrelloni costruiti dai ragazzi di Villa San Giovanni. Sono pronto a scommettere che in una sera abbiano incassato molto in più rispetto ad un generico lido di Reggio. Daltronde è fisiologico, la gente spende se la sai far spendere.

C’è ancora tanto da fare, tanto da migliorare. Credo però, che se non si parte dall’alto, dando il buon esempio, la città continuerà ad incanalarsi in quel tunnel dal quale, poi, sarà diffile uscire.

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2 Commenti al post: “Reggio Calabria: estate 2008, meteoriti e … “c’è la criminalità organizzata””

  1. krelian scrive:

    Sorvolando sulla “questione mafia” due degli argomenti che hai sollevato mi mandano davvero in bestestia:
    1) Le Cufe. Che insetti orrendi, penso che quanto schifo mi fanno loro poche cose le superano, e vederle correre spensierate per il centro come fossero turisti mi evoca immagini surreali da b-movie post olocausto nucleare. Una volta ricordo che un paio di anni fa mentre assistevo ad uno spettacolo di ballo in prossimità della Rosa dei Venti ne vidi una che correva come se niente fosse per la via Marina in mezzo alla gente. Bleah!
    2) I lidi. mi piace che la via marina sia diventata una zona davvero animata nella serate estive, ma come dici anche tu le drink card da 10¤ no! E’ un lido, cavolo, mica il Grand Hotel! In tutte le città estere in cui sono stato erano i p.r. a offrire da bere per portare i clienti dentro i locali, qui invece la gente si ammassa dove costa di più quasi che fosse più esclusivo. E dove la mettiamo la zona franca a 5 metri dalla battigia in cui dovrebbe essere concesso il libero transito? Hai ragione che la gente spende se la sai far spendere, una sera a pentimele in un lido hanno fatto una festa davvero niente male ad ingresso libero (a parte la “solita” lista) in cui alla fine chiunque aveva almeno consumato un cocktail. Giorni fa mi sono messo a ridere davanti ad un cartello esposto all’ingresso di un lido in via marina “ingresso libero, consumazione obbligatoria” mi sembra un ossimoro.

    Ciao!

  2. Rossella scrive:

    Che dire….
    ho sollevato le stesse obiezioni in un forum cittadino, risposta: è la mentalità dei reggini e non possiamo farci nulla, e poi tu (vivo al Nord) come ti permetti a darci lezioni di civiltà?
    Appunto…è questione di mentalità!!!

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