“Puia”: da San Luca a Tor Bella Monaca il volo de “Il Gabbiano di Jonathan Livingston”

Ieri sera siamo stati tutti al teatro di Tor Bella Monaca, su consiglio di Milea, alla rappresentazione teatrale “Puia” tratta da “Il Gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach.

L’iniziativa parte da Michele Placido e, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, del Teatro di Roma, il Comune di San Luca e della Prefettura di Reggio Calabria, ha lo scopo di creare attività culturali nel territorio, ponendo in relazione territori diversi ma accomunati da problemi di eguale gravità.

I protagonisti di questa rappresentazione teatrale sono i bambini di San Luca: davvero tanti, credo tutti, per la prima volta a Roma e forse su un palcoscenico. Sono stati davvero bravissimi. Voglio sottolineare l’energia positiva che emanavano durante tutta la rappresentazione: dalla sorpresa iniziale – quando il teatro è stato letteralmente invaso dai bambini che son venuti a raccontarci una storia (ognuna rigorosamente diversa dall’altra) – a quella finale – quando hanno tirato fuori fisarmonica e tamburello e si son lanciati in una tarantella sfrenata (oh il bambino che suonava il tamburello era davvero un mostro – bravo !!).

Significativa anche la scelta di rappresentare il gabbiano jonathan livingston, simbolo universale di libertà. Non si fa mai riferimento diretto al problema [forse sarebbe più corretto chiamarla piaga] della ‘ndrangheta, ma il continuo metaforizzarne la visione tramite i concetti di libertà, amore e crescita corale di un gruppo di bambini, non posso negare che mi abbia suscitato non pochi brividi.

Molto molto bello.

E veniamo alle note negative – perchè purtroppo ci sono sempre. La rappresentazione era rigorosamente gratuita, eppure a parte noi ( eravamo 8 ) e qualche altra coppia, la sala era gremita dai soli parenti dei bambini. Mi chiedo per quale ragione una così lodevole manifestazione culturale, non venga pubblicizzata a dovere.

Dov’erano le varie associazioni che si fregiano di combattere la ‘ndrangheta e/o di portare avanti il nome della Calabria? Dov’era l’associazione dei calabresi nel mondo? Dov’era il movimento ammazzateci tutti (considerato che non si è presentato nemmeno alla cerimonia in ricordo di Fortugno)?

Forse, ma aspetto smentite, l’assenza di telecamere e visibilità non interessa a questi signori. Forse questi signori non sono realmente interessati al bene comune, forse non sono interessati a portare avanti un progetto serio come questo di Michele Placido.

Ieri sul blog di Dario Salvelli [nei commenti] si è parlato di questi e altri argomenti, partendo dalla storia recente su Roberto Saviano. Mi è stato chiesto cosa farei per debellare questa piaga. Beh, credo che progetti di questo tipo valgano molto di più di mille manifestazioni di protestsa. Se Michele Placido riuscirà a portare fuori dalla logica ndranghetista anche uno solo dei bambini di San Luca, sarà un successo enorme – epocale.

Related Posts: