Ieri sera discutevo con una cara amica che studia alla Sapienza su ciò che sta avvenendo nel mondo della scuola ed universitario. Mi ha perplesso come si possano travisare le informazioni e ciò che effettivamente è.
Leggo dalla legge finanziaria DL 133:
Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.
6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.
8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.
9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.
13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.
Detto e riportato questo, mi stupisce come professori, rappresentanti degli studenti, rettori e quant’altro, indicano manifestazioni pubbliche effettuando voli pindarici.
Mi è stato detto che era certo che le Università diventassero private, quando invece il testo sopra riportato parla chiaramente di “possibilità di divenire Fondazione privata” – che è ben diverso da società privata.
Mi è stato detto che saranno alzate le tasse – non vedo scritto questo da nessuna parte.
Mi è stato detto che l’Università sarà comprata da privati – anche questo non lo vedo scritto da nessuna parte.
La verità, ed inizio a convincermene sempre di più, è che in questo paese tutti si lamentano ma nessuno propone qualcosa di costruttivo. Probabilmente sarebbe meglio restare in questa stasi da terzo mondo.


















October 30th, 2008 at 5:44 pm
caro ciccio,
come ti dicevo ieri prima dell’indegna partita a cui abbiamo assistito, ritengo il punto delle fondazioni private quello migliore di tutta la “riforma” Gelmini (questi paroloni usati a venvera da media e contestatori: si tratta di un decreto legislativo che possiamo chiamare anche programma di attuazione, cosa che fanno tutti i ministeri dopo l’approvazione delle leggi finanziarie e che serve, molto semplicemente, ad attuare effettivamente e nei settori specifici le indicazioni provenienti dalla fonte del diritto gerarchicamente superiore). La trasformazione dei carrozzoni universitari in fondazioni private, mettendo dunque al centro dell’attività amministrativa non la personalità giuridica dell’ente, ma la personalità giuridica del patrimonio, non farebbe altro che togliere dalle mani dei rettori e di chi orbita intorno a loro l’estrema discrezionalità utilizzata fino ad ora nella gestione dei fondi (che siano pochi, insufficienti e spesso risibili siamo tutti d’accordo).
Mi sembra giunto il momento di cominciare a ragionare diversamente in questo paese: una volta che la responsabilità giuridica passa al patrimonio non ci sono santi. O sai amministrare bene o te ne vai a casa. Però non c’è niente da fare: siamo e resteremo il paese delle corporazioni. Nessuno, in nome del bene pubblico, è pronto a rinunciare ad un pizzico del potere acquisito e – questo è il punto più grave – cristallizzato.
Ai sindacati – che ovviamente fanno gli interessi dei loro iscritti e non della società in generale, come vanno millantando da anni – chiedo solo una cosa, estremizzando molto per far cogliere l’intento polemico: cosa scegliereste tra il futuro di alcune centinaia di migliaia di precari e il futuro di intere generazioni di bambini e studenti? Ma si sa, questi ultimi non hanno tessere.
Avete mai sentito parlare un sindacato di meritocrazia? E se lo avete sentito parlare vi sfido a dimostrarmi che dopo quella parola non ci sia stato un “ma”.
Mi ritengo una persona con orientamenti a sinistra e credo fortemente nel valore storico ed ideale dei sindacati. Ma i sindacati attuali nulla hanno a che vedere con quelle idee.
Scusate lo sfogo, ma sono veramente stanco di questo teatrino dell’assurdo e dell’osceno.
October 30th, 2008 at 6:03 pm
Questa non è una protesta politica ma nell’interesse di tutti, ma gli studenti per ora sono gli unici a interessarsi del problema insieme ai ricercatori e ai professori. questo decreto potrebbe cambiare irrevocabilmente l’aspetto dell’istruzione italiana e quindi del paese.
DOCUMENTO UFFICIALE: il decreto legge 112/08 articolo 16 Gazzetta Ufficiale ( http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm )
Il decreto è già stato pubblicato da più di un mese sulla Gazzetta Ufficiale quindi È GIÀ LEGGE!
Il nuovo governo, approfittando dell’estate, ha approvato il 25 giugno con la fiducia un decreto (poi legge 133) che modifica profondamente la struttura dell’università:
1. Ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università. per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura.
Altrimenti:
2. Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno.
PERCHÈ DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE?
3.Per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti, che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l’anno, sul modello delle università americane.
Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi.
Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!!
E IL FUTURO?
4. Università di serie A e di serie B in base alle disponibilità economiche degli studenti, quindi titoli di studio dal differente peso e possibile perdita del valore legale di questi.
I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondire le conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da governi sia di destra che di sinistra di anno in anno, che minacciano quella che DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITÀ LIBERA PUBBLICA E DI MASSA.
Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i corsi quest’anno non partono per protesta, ma un problema così grave è ancora poco conosciuto.
Infatti il problema più grave è che nessuno sa niente, i media non ne hanno parlato, se non per screditare a titolo di ‘minoranza’ chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge!
Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione, sia chiaro!!) per far sapere, perché tutto questo non passi indifferente!!
..UN POPOLO IGNORANTE E’ PIU’ FACILE DA COMANDARE!!..noi non diventeremo le loro pecore!!..
October 30th, 2008 at 8:50 pm
caro marco1986,
perchè riportare il volantino???
October 31st, 2008 at 1:41 am
dimmi cosa c’è di sbagliato e ne parliamo…sono tutti dati ufficiali..forse è esagerata la cifra per l’iscrizione ma il fatto che non ci sia più un tetto massimo per legge non significa che non sia futuribile. il discorso è che l’istruzione pubblica e la ricerca di base sono criteri superiori ai miseri concetti di sinistra e destra. non c’è un piano educativo dietro questo DL. è solo la risposta ad un’esigenza economica. le magagne dell’università non si risolvono solo tagliando i fondi(500 milioni per i prossimi tre anni e un miliardo e 400 milioni entro il 2012). tutti i precari verranno lasciati a casa non appena gli finirà il contratto in corso(che come dice la legge è intoccabile, ma non dice che debba essere rinnovato, ergo: niente soldi niente rinnovi) mentre invece i baroni e i nepotisti saranno ancora lì. i corsi superflui oltretutto sono quelli generati dalla riforma moratti, riforma con appena un lustro di vita.
e i tagli che da quindici TUTTI i governi che si sono succeduti hanno sistematicamente scaricato sull’istruzione, oltre a far notare che questa classe politica è più interessata a sfasciare le basi del futuro di questo paese piuttosto che risparmiare là dove abusano(finanziamenti a giornali e partiti, stipendi d’oro, provincie e comuni coi conti da far venire i brividi), dovrebbero anche svegliare e incoraggiare la gente a dire semplicemente BASTA.
October 31st, 2008 at 10:18 am
Caro Marco ovviamente non ci conosciamo…Il punto e’ un’altro credo e rimarra’ sempre quello…
Io non dico che queste manifestazioni per quanto siano colorate e festanti, non siano da apprezzare, ma affermo con forza e forse anche durezza che dietro queste manifestazioni sappiamo bene cosa si nasconde.
Tu dici queste manifestazioni non sono politiche, mi dici chi ci sta per la maggior parte delle volte alla testa del corteo…io credo gia’ di sapere la risposta….
Mi dici perche’ ogni volta che si manifesta poi si scade nello schifo piu’ assoluto?
Mi dici perche’ si vede sempre la stessa gente riciclata, parlo di studenti stiamo bene attenti?
Non credi che queste forse di manifestazione siano molto obsolete?
Non credi che si prestino molto ad essere strumentalizzate da partiti politici?Vedi il fatto che dopo il voto sono scesi davanti il Senato la societa’ dei magniaccioni di sinistra con a capo la Finocchiaro..
Mi dici come mai si criticano cosi’ tanto i giornali e poi ogni giorno si mandano le fotine ricordo..come fosse una gita scolastica?
Mi dici perche’ si dicono tante di quelle cazzate,come questa della privatizzazione dell’Universita’?
Mi spieghi perche’ molti di questi professori che protestano tengono, 4, 5, 6 corsi ?
Mi dici perche’ negli anni passati la protesta non e’ stata cosi’ dura?
MI dici perche’ non si aspetta che si faccia la riforma organica dell’universia’,magari (anche se ne dubito) uscira’ qualcosa di positivo.
Queste e migliaia di altre domande ti potrei porre, da uno come me che avrebbe mille ragioni per protestare ma preferisce rimanere a casa a farsi il culo e a migliorare se stesso attraverso lo studio.
Avrei voluto manifestare ma scusate il mio essere scurrile,mi sono veramente rotto i coglioni di vedere sempre le stesse scenette all’universita’.
Con affetto e con la consapevolezza che rimarro’ sempre al fianco degli studenti,ma di quelli che veramente hanno la voglia di fare qualcosa…
Ciao
October 31st, 2008 at 12:55 pm
@ marco
vedi che le argomentazioni valide ci sono. Io non sono preconcettualmente contrario a questa protesta. Sono contrario alle forme terroristiche di imbonimento della piazza e alla disinformazione pilotata. Quel volantino purtroppo assume quelle forme e leggerlo come risposta su un blog mi ha fatto pensare:”allora è vero che la protesta è veramente senza argomenti e ragiona esclusivamente per slogan”.
“non c’è un piano educativo dietro questo DL. è solo la risposta ad un’esigenza economica”: questo è il concetto più importante e che mi sento di condividere. Però accanto a questa considerazione mi piacerebbe leggere qualcosa di propositivo. in questa protesta il messaggio che passa è: ci dovete dare i soldi che ci spettano e al resto ci pensiamo noi. E così non va bene.
Io voglio un piano educativo, un sistema di valutazione stringente degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, insegnanti motivati e non che scelgono questa professione come ripiego, meritocrazia vera nelle università. Per quest’ultimo punto, però, il concetto di università di massa attuale non va più bene. Ci rendiamo conto che andiamo tutti all’università, che un sacco di gente fino a 25 anni non va mai a lavorare, che tantissime professioni scompaiono ogni giorno? La selezione è essenziale e snellire i numeri è il punto di partenza. Questo passaggio è delicatissimo: all’università dovrebbero entrare solo le eccellenze e non i vari figli, figliocci e quant’altro.
Io queste cose volevo sentire dalla protesta. E sarei sceso in piazza anche io.
November 1st, 2008 at 7:00 pm
Come mai in TV non si è mai parlato della 133 ma si è volutamente CONFUSO il ddl 137 sul grembiulino delle elementari con le agitazioni di universitari e ricercatori? I giornalisti non sanno fare il loro lavoro?
Ci sono interessi in gioco: alle fondazioni private andranno AGGRATIS le proprietà di TUTTI i beni immobili dell’ateneo…
La trasformazione in fondazione privata rispecchia la volontà di copiare le facoltà anglosassoni, dove se è previsto che se tu devi frequentare un’università, allora i tuoi genitori cominciano a mettere da parte i soldi già alla tua nascita…
Là l’università è un lusso, e vorrebbero imporre la stessa logica anche qui in Italia. È una vergogna.
REPUBBLICA = “RES” + “PUBLICA”
Tenete a mente una cosa importante: TAGLI e PRIVATIZZAZIONI non sono mai positivi. Sono sconfitte per lo Stato, che perde servizi e proprietà pubblici, a favore dei creditori del debito pubblico, che non sono altro che banchieri sovranazionali in possesso della BCE.
Il politico non sa fare altro che tagli e privatizzazioni, di qualunque colore sia, poiché in realtà il potere effettivo è nelle mani di chi controlla il valore dei nostri soldi, ovvero chi emette la moneta.
Perché noi siamo un popolo di schiavi, che abbiamo una moneta DEBITO già all’atto dell’emissione, poiché viene creata e prestata.
Saluti
Damiano