Berlusconi aumenta l’iva a Sky

passa dal 10 al 20%.

lo ringrazio, a questo punto delle due l’una: recedo sky e mi guardo tutte le partite e tutti gli sport illegalmente su internet (ringraziando, nuovamente, lo stato per indurmi a comportarmi illegalmente) o decido di uscire più soldi da regalare a sky.

ah dimenticavo: non posso recedere perchè sky, in questo sì, è l’unica società in italia che non rispetta il decreto bersani per cui il suo contratto vale un anno e non posso recedere in qualsiasi momento.

invece di tagliare, qui ci fanno spendere sempre più soldi.

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Bocciato il figlio di Bossi all’esame di maturità

e sono tre

ora cosa faranno? invieranno l’esercito e licenzieranno tutti i professori?
si accettano scommesse su quanto ci vorrà prima di vedere questo bell’esempio di diligenza e cultura sugli scranni di montecitorio

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Nerone bruciò Roma, noi bruceremo Milano

Si presentano così, i tifosi del Panathinaikos, ieri sera a San Siro … e mai striscione fu più veritiero.

Sinceramente non ho visto la partita, ho preferito guardare la roma che giocava nella terra di dracula, piuttosto che l’ “armata” nerazzurra. Evito, quindi, di commentare la sfida contro i greci.

Mi limito a dire che, come si dice dalle mie parti, gli interisti si sono “mbriacati di minchia“, nel senso che dopo aver vinto con la Juve, forse, si ritenevano imbattibili … Con due squadre in organico capaci di competere in ambito europeo senza troppi problemi, lo special one ha fatto giocare per l’ennesima volta gli stessi elementi ..

Si qualificano con un ruolino in casa di tutto rispetto: hanno sofferto, ma vinto, in casa contro una squadra cipriota [l’Anorthosis] che, alla fine, è forse quella che ha giocato meglio il girone B di champions league; hanno pareggiato, in casa, con il Werder Brema e perso, sempre in casa, con il Panathinaikos – non c’è che dire, se è vero com’è vero che l’obiettivo champions si raggiunge vincendo fuori casa, l’inter è proprio sulla strada giusta.

Un plauso, infine, a Moratti che è riuscito nell’ardua impresa di farmi diventare simpatico Mancini. E’ facile riempirsi la bocca di paroloni (leggasi “il calcio italiano non è un prodotto che si vende bene all’estero”) quando poi ti imponi per avere quel fenomeno di quaresma, giochi con 5 attaccanti (più che special one è l’oronzo canà di san siro) e lanci lunghi dalla difesa … bell’esempio mister!

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Vladimir Luxuria vince l’Isola dei Famosi 6

Lo ammetto, l’ho visto. Certo non tutto, non potevo non guardare Romanzo Criminale, ma la tentazione di vedere chi avrebbe vinto tra Vladimir Luxuria e Belen è stata più forte di me.

Che dire, che sono schifato? Mamma mia che spazzatura allucinante !!!

Vogliamo parlare del “finto scemo” di bologna? (in caso non sia vero chiedo scusa, ma pretendo le prove di ciò che mi direte) … troppo troppo forzata, a me pare una caricatura di sè stesso.

Vogliamo parlare di Luca Giurato? no, non credo meriti nemmeno di essere citato.

Vogliamo allora parlare di quelle due gemelle di napoli o dintorni? che arpie assurde.

Vogliamo infine parlare del buonismo disarmante delle risposte alla domanda della vendicativa ed “umile” Simona Ventura, che ha invitato i concorrenti a dire ciò che non avevano fino a quel momento detto ad entrambi i finalisti ?!

Alla fine vince l’EX onorevole, ex direttrice artistica del mucca assassina, trans dichiarata (merito a lei, per il contesto dal quale proviene non deve essere stato sicuramente facile la sua vita) e non poteva non essere così. L’ho detto prima: siamo buonisti, figurarsi se andava a vincere la ragazza argentina, bella, giovane e fortunata. Per la mentalità italiana, ne avrà di tempo per rifarsi.

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Le dimissioni di Irene Tinagli dal PD

Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee.
Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo.
Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto.
E di quello porteremo la responsabilità.

Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilità delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilità di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.

Illuminante !!

(via IlRiformista)

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Il meglio della settimana #11

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HTC HD;

Windows Live Messenger errore 80048831: come risolverlo

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Reggina Calcio: una serie di post sull’aspetto societario e sportivo che caratterizzano la gestione di Lillo Foti;

I debiti dell’inter

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Il porto di Gioia Tauro: lettera aperta dei dipendenti Serport

I dipendenti della Serport Gioia Tauro scrivono una lettera aperta a tutte le pseudo-personalità, politicanti, di questo ridicolo paese. Ne traggo alcuni passi, i più significativi a mio avviso, considerato che la stessa è molto lunga (ne trovate la versione completa sul sito strill.it):

Due mesi o poco più sono trascorsi dal momento in cui il Terminalista del porto di Gioia Tauro ha deciso di ridisegnare la mappa del traffico commerciale di navi container spostando, come si fa su una scacchiera di dama,

[cut]

In quei giorni tale manovra veniva giustificata chiaramente in termini di scelte strategiche di natura economica e commerciale: “Il terminalista del porto di Gioia Tauro accontentava i suoi clienti e partners più esigenti, i colossi del mare MSC e MSK, dirottando le superstiti compagnie di navigazione scalanti il porto di Gioia Tauro sul porto di Cagliari”. Questa versione era contrastata in parte da voci di corridoio che parlavano di cassaintegrati nel terminal di Cagliari a cui il gruppo CSA doveva pensare e di una possibile perdita della concessione del porto di Cagliari da parte di CSA se lo stesso fosse rimasto ancora senza lavoro. (Ma questo cosa significa? Che un posto di lavoro nella regione Sardegna ha più valore di un posto di lavoro nella regione Calabria? I sardi valgono di più agli occhi dei loro amministratori di quanto valgano i calabresi agli occhi dei loro?).

In quei giorni altre voci ancora sussurravano della mancata concessione ad MSC della banchina disponibile nel porto da parte di MCT…della serie meglio avere MSC come cliente che come concorrente. Altre voci ancora indicavano la volontà precisa di Grand Alliance stessa di spostarsi da Gioia Tauro, volontà ai nostri occhi poco comprensibile considerato che la Sardegna è un’isola, quindi priva di quell’entroterra che consente uno smistamento veloce della merce via strada e via intermodale come di fatto avveniva a Gioia Tauro. E in quei giorni ancora si sentiva dire: “questi sono giochi ad alti livelli, questa è la politica dei grandi numeri, questa è la globalizzazione”, termine diventato ormai di uso comune ad indicare che cosa? Non si sa bene. Forse il progresso di pochi e regresso di molti?

[cut]

Chi siamo noi? Siamo le vittime indirette dei giochi di potere precedentemente descritti.

Siamo lavoratori e abbiamo investito ben tredici anni di fatica e sacrifici in un progetto in cui abbiamo creduto insieme ai nostri datori di lavoro, imprenditori locali schiacciati dalla politica dei grandi numeri. Siamo i DIPENDENTI della prima agenzia marittima operante nel porto di Gioia Tauro “Serport Gioia Tauro Srl” dal momento in cui la prima nave ha sbarcato il primo container nel piazzale del porto. Questa immagine è ancora presente nella mente di molti che all’epoca osavano, seppur scetticamente, sperare che qualcosa finalmente stesse cambiando nell’immobilismo economico e lavorativo a cui purtroppo la nostra terra ci ha abituati da sempre.

Ebbene si! Abbiamo cominciato a sognare e a credere ad una enorme possibilità di sviluppo che veniva data alla nostra Calabria e ad una provincia, quella di Reggio Calabria, per troppo tempo bistrattata e dimenticata.

[cut]

Era il lontano 1995. I nostri sogni all’epoca non erano differenti da quelli di tanti giovani calabresi come noi assunti dal terminalista MCT nel corso di questi anni. Giovani strappati anch’essi all’enorme serbatoio di disoccupazione calabrese. La nostra ritenevamo fosse però una sfida più ardita. Noi, al contrario di loro, non avevamo alle spalle i colossi mondiali del settore ma degli imprenditori calabresi, provenienti da realtà distinte del settore marittimo della regione, che finalmente avevano la possibilità di uscire dall’ambito locale e dimostrare a livello internazionale il loro valore professionale, grazie all’inaspettata apertura di questa enorme finestra sul Mediterraneo che improvvisamente si collegava commercialmente al resto del mondo. Il loro valore professionale questi imprenditori lo hanno dimostrato. NOI lo abbiamo dimostrato insieme a loro.

[cut]

La domanda che poniamo è la seguente: Qual’ è la nostra colpa? Quella di avere tentato e creduto di poter emergere e crearci uno spazio vitale nella nostra terra? Quella di avere realtà gestite totalmente da calabresi e create per dare lavoro ad altri calabresi? Noi non rappresentiamo i grandi numeri. Siamo le formiche laboriose del settore, siamo quella voce onesta di una Calabria che per l’ennesima volta rischia di rimanere afona. Vorremmo chiedere a chi ci rappresenta localmente e a livello nazionale se contestualmente alla mafia in Calabria si combatte, anche semplicemente con l’indifferenza, chi con tutte le proprie forze, i propri investimenti personali (studio, cultura, formazione) alla mafia e ad un certo tipo di mentalità mafiosa si oppone con forza. E la mentalità mafiosa in Calabria non è solo quella della “ndrangheta”,………….

Vorremmo chiedere anche se un italiano nato in Calabria, nel 2008 è ancora costretto ad emigrare per poter sopravvivere.
Vorremmo chiedere se per essere presi in considerazione da qualcuno in Italia un lavoratore debba come minimo lavorare per FIAT o ALITALIA. E se così fosse, vorremmo sapere come mai ogni mese vengono detratti dalla nostra busta paga gli stessi soldi che vengono detratti ai lavoratori italiani che godono di diritti e di quell’attenzione di cui i dipendenti di piccole ditte private non godono.

La cosa certa, aldilà di tutte le chiacchiere fatte in questi due lunghi e sofferti mesi, è che noi oggi siamo sul punto di perdere il nostro posto di lavoro. Delle strategie commerciali dell’uno o dell’altro, degli errori commessi, dello scarica barile tipico di queste situazioni a noi poco importa. Per noi la posta in gioco è troppo alta.

[cut]

Ma a questo punto il nostro grido si rivolge soprattutto verso chi dovrebbe tutelare il territorio. Gli enti preposti al controllo e alla promozione dell’area portuale, quale per esempio l’Autorità Portuale di Gioia Tauro che non riesce a portare avanti un tavolo di discussione con tutte le parti in causa per affrontare in modo fattivo e produttivo l’attuale condizione di esubero di personale dell’area stessa.

[cut]

Ebbene qualcuno deve darci delle risposte!!! I soldi dei finanziamenti pubblici che lo stato ha concesso in questi anni al terminalista sono anche soldi nostri.

[cut]

La solita storia di assoluta sudditanza della Calabria alle decisioni e al volere di chi ripetutamente nel corso dei secoli ha invaso il nostro territorio sfruttandolo e depredandolo lasciando a noi solo briciole e a volte neanche quelle non può e non deve ripetersi.

Forse la nostra terra non è più appetibile perché non ci sono più fondi da sfruttare? Si veda la pubblicazione del 29 maggio 2008 sul sito del governo italiano (presidenza del consiglio dei ministri) in cui all’interno del pacchetto fiscale si trova: “……abrogata la dotazione assegnata per il piano di sviluppo per il porto di gioia tauro pari ad euro 600.000 per l’anno 2008 e ad euro 750.000 per l’anno 2009″

Per quanto tempo ancora dobbiamo rappresentare merce di scambio? I politici e il sindacato a quale prezzo ci vendono?

Noi non intendiamo arrenderci. Abbiamo seguito in silenzio nel corso di questi due mesi l’evolversi degli eventi. Il tempo necessario per poterci rendere conto dell’effetto devastante che tali strategie commerciali avrebbero avuto sul nostro territorio è trascorso. Lo tsunami è arrivato con tutto il suo carico di morte. Il Porto di Gioia Tauro è in crisi e la crisi è grave.

Qualcuno deve dare delle risposte. Il silenzio non può calare per l’ennesima volta nella speranza che eventi simili passino inosservati. Per questo motivo il nostro accorato appello arriverà sulle scrivanie di tutti , piccoli, medi e grandi uomini. Partiremo dal basso, da dove sicuramente quanto scritto sarà maggiormente compreso fino ad arrivare alle più alte cariche di questo nostro Stato troppo spesso disattento e incurante della sorte dei suoi cittadini. Siamo stanchi di vivere in un paese dove lo Stato chiede di continuo ai cittadini ma in cambio dà molto poco.

[cut]

Il Nulla è la dimostrazione che gli umani non sognano più, cosa auspicata dai signori del male perché è più facile assoggettare chi non ha degli ideali.” Liberamente ispirato a: “La Storia Infinita” di Michael Ende.

I DIPENDENTI della Serport Gioia Tauro Srl

Non credo ci sia altro da aggiungere

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‘ndrangheta: tra omertà e denuncia

lorenzo qualche giorno addietro parlava di omertà sul suo blog.
ecco, però, qual è la reale situazione in italia e a cosa andiamo incontro noi che viviamo quotidianamente certe piaghe.

Prodi disse che per sconfiggere la ‘ndrangheta bisogna partire dai giovani. E si … bella la retorica

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Siamo in onda, Concertone alla Sapienza per non fermare l’onda

Sono tornato da poco dal concerto organizzato alla Sapienza dai collettivi studenteschi.

La serata è iniziata piuttosto male già all’ingresso. Si viene accolti da un grande striscione con scritto “ingresso libero .. gradita donazione anche di 2 euro”. Bene, decido di non versare la donazione per tutta una serie di motivi: primo dei quali da ricercarsi nel fatto che io lavoro e mi faccio il culo per arrivare a fine mese. Chi mi spiega come verranno investiti questi soldi? Auto-finanziamento, parola di cui spesso si abusa, è troppo aleatorio per regalare un euro.

Non l’avessi mai fatto, vengo veementemente fermato da una ragazza che mi inizia a parlare per frasi fatte ” ma la politica .. ma il movimento .. autofinanziarsi ” .. le dico “guarda che c’è scritto ingresso libero e io liberamente non verso un cent”. Non avendo voglia di proseguire la polemica, me ne vado … mi verrà riferito in seguito che mi è stato detto “sei una merda”.

Questo è il modo di esprimersi e convincere la gente ad entrare nel movimento. O fai come dicono, o vieni etichettato. Questo è fascismo e fatto da gente che si vanta di essere di sinistra, sinceramente, mi fa un pò specie.

La serata era molto affollata, ci saranno state almeno 5mila persone, sparse per l’immensa e maestosa città universitaria (a un euro a capocchia …). Ovviamente i 2/3 fumavano erba e hashish, niente coca (almeno io non ne ho vista) – ma visto l’ambiente ci sta tutto.

Nella piazza era sistemato un mega palco (da dove sono stati presi i soldi per montarlo?) da dove persone a me ignote parlavano dei problemi del paese, chiaramente con toni violenti e altrettanto chiaramente anche troppo ideologici. Un esempio su tutti: ci si lamentava che in italia gli immigrati vengono sfruttati per raccogliere pomodori. Bene, giusto, vero! Però perchè non diciamo anche che lo fanno perchè per loro l’alternativa è l’illegalità e poi noi, in fondo, siamo troppo ‘signori’ per fare quel tipo di lavoro !?

Ho anche scoperto che il cpt di modena prende 100 euro dal governo per ogni immigrato che accoglie. Questo cpt è diretto dal fratello di giovanardi (mi riprometto di fare ricerche per verificare che sia il vero). Eppure ora alla Sapienza, si sta presentando come senatore accademico, Aldo Pecora. Per chi non lo sapesse, quel ragazzetto che si vanta di aver fondato il movimento “Ammazeteci tutti” e che tra una comparsata in tv e l’altra, ha ben deciso di scendere in politica. Ma questa, forse, è un’altra storia.

In giro c’era il delirio di sporcizia, e la maggior parte dei muri erano imbrattati di scritte. Ora io mi chiedo: state protestando per la riforma universitaria. Sapete dell’esistenza dei baroni e degli sprechi e che fate? Costringete l’università a spendere ulteriori soldi [che non ha] per ripulire il tutto. Questa sì che è coerenza.

In linea generale mi pare che il movimento si stia disperdendo, avvicinandosi pericolosamente i mesi degli esami. Era prevedibile, ma sempre deludente come fine per un ambiziosa idea.

La tristezza più grande è che in realtà mi trovano anche daccordo con molte delle idee alla base della loro protesta. Purtroppo però, a mio parere, sbagliano i modi. Non si può pensare che l’attuale classe politica abbia l’onestà morale di sovvertire il sistema. E’ giusto protestare, vuol dire che la gente ha ancora la ‘semi-libertà’ di esprimere la propria opinione, però siamo davvero sicuri che si raggiungerà l’obiettivo? Onore a loro se ci riescono, io resto dell’idea che è nelle banlieu che troveremo la risposta ai nostri perchè.

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Panchina d’oro 2008 a Roberto Mancini

Si sapeva.
Già nel pre-partita di domenica, l’inviato da Milano ci informava che gli allenatori si erano tutti messi daccordo per eleggere Roberto Mancini quale migliore allenatore della passata stagione.

Rivolta contro Mourinho?
Rivolta per il fatto che l’allenatore campione d’italia sia disoccupato (anche se un disoccupato con un stipendo mensile da brividi per non fare nulla nella vita se non guardare il Bologna) ??

Andrò controcorrente – come sempre.

Mi pare troppo facile eleggere Roberto Mancini: con quello squadrone vincevano tutti.
Che il miglior allenatore della passata stagione sia lui è segno distintivo del calcio che cambia. Il calcio dei ricchi, il calcio di coloro i quali non sanno cosa voglia giocare e vincere in provincia.

Che dovrebbe dire Mazzarri, quando salvò la reggina da -15? Che dovrebbe dire Spalletti, che per anni ha portato la roma al secondo posto pur avendo un organico nettamente inferiore a quello interista? Che dovrebbe dire Eddy Reja, che prese il napoli in C quando tutti i signorotti, gea o non gea, si rifiutavano di andare a giocare in campi tipo cavese, casarano e via discorrendo. Oggi si sta prendendo le sue soddisfazioni, il napoli gioca un gran calcio, ma un pò di considerazione in più da parte dei colleghi non sarebbe stata rifiutata (anche alla luce del fatto che ogni domenica viene bistratto dalle tv, per far parlare gli allenatori delle cosiddette “grandi”).

Questi sono gli allenatori che dovrebbero vincere la panchina d’oro, perchè il loro impegno è sicuramente più difficile di quanto possa esserlo quello di un Roberto Mancini o di un Josè Mourinho*

*: a chiosa di tutto, il signore qui citato ed asteriscato, venuto dal portogallo via inghilterra, sostiene che il prodotto “calcio italiano” non “vada” all’estero e che tutti dovrebbero impegnarsi per migliorarlo. Bene. Benissimo. Tutti daccordo.
Ma lui cosa sta facendo? Non mi pare che l’inter esprima questo gran gioco.
Per cui, prima di lamentarsi e fare lo special one, farebbe bene a lavare i panni di casa propria.

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Reggio Calabria 1970: in ricordo di Ciccio Franco

Ieri era l’anniversario della morte di Ciccio Franco.
Ai più questo nome dirà ben poco. Chi, invece, è più attento alla politica reggina si ricorderà della figura del senatore missino, vero trascinatore della rivolta condotta per ottenre il capoluogo di regione (poi soffiatoci per motivi politici e pseudo-logistici).

Ne approfitto per segnalare il film “Liberarsi: figli di una rivoluzione minore”, della cui esistenza io stesso sono venuto a conoscenza tramite il blog di Milea (dove potete trovare anche il trailer del film).

Il film pare sia una sorta di rivisitazione della rivolta tra presente e passato con l’innesto di immagini e video dell’epoca assolutamente inediti.

Ecco la storia, tratta direttamente dal sito della produzione:

Pietro è un giovane giornalista, di origini italiane, che vive a Toronto.
Alla morte della madre, torna a Reggio Calabria per seppellirla accanto al padre, Antonio, morto quando lui era appena nato. In Calabria conosce gli amici dei genitori e scopre che il padre è morto durante la rivolta di Reggio Calabria del 70’, rivolta scoppiata per rivendicare il diritto della città dello stretto ad essere capoluogo di regione ed ad avere un adeguato sviluppo economico.

Questa verità a lui fino a quel momento sconosciuta, gli fa decidere di rimanere in Italia per indagare sulle vere ragioni della morte del padre. Attraverso l’amicizia con Alba, una giovane bella ragazza, figlia del migliore amico del padre, a Don Pino, prete del gruppo di amici ed alle notizie fornitegli da Maria, una donna dal passato tumultuoso,

Pietro inizierà il suo viaggio nel passato, alla scoperta di quella verità che sconvolgerà la vita di tutti i personaggi .

Ciò che più di tutto deve saltare all’occhio è come questo film sia uscito addirittura ad Aprile, cioè a dire quasi 7 mesi fa senza che nessuno, e sottolineo nessuno, ne abbia parlato. Nemmeno uno straccio di presentazione, di trailer o di trafiletto sparato su un qualsiasi giornale. Eppure leggendo il cast non è poi tanto di secondo piano.

Scheda Tecnica del Film

Produzione: Loading Production Srl
Regia: Salvatore Romano
Soggetto e Sceneggiatura: Salvatore Romano; Annarita Pinto.
Direttore fotografia: Elio Bisignani.
Costumi: Flora Brancatella.
Scenografia: Maria Grazia Bono; Aldo Zucco.

CAST
Monica Guerritore
Daniela Fazzolari
Gaetano Amato
Rosa Pianeta
Giuseppe Zeno
Giacomo Battaglia
Serena Rossi
Francesco Vitiello
Chiara Carnevali
Carmelo Assumma

Forse la storia del nostro paese, una determinata storia, è meglio che sia sepolta cosicchè i giovani non sappiano cosa fu la rivolta, cosicchè i giovani di oggi non abbiano sentore di ciò che lo stato fu e quindi capire meglio ciò che lo stato oggi è nella nostra terra.

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Nova su Facebook: le mie risposte

Se non usi Facebook: perché?

Se usi Facebook:

1. Che cosa ti piace di Facebook?

Un paio di fattori: la possibilità di comunicare con persone che non vedo da molti anni e con le quali, magari, mi sono ritrovato a passare periodi diversi in passato. In più, è interessante vedere le dinamiche di aggregazione e come le persone interagiscano.

2. Cosa invece non ti piace?

Dipende un pò dai punti di vista. Sicuramente non mi piace il fatto che si sia snaturata, a lungo andare, il concetto di “amicizia”.

3. Racconta un aneddoto che spieghi il tuo rapporto con Facebook.

Non ne ho nessuno di particolarmente significativo.

4. Lo usi soprattutto per: a) divertimento; b) amicizia; c) per lavoro.

Amicizia. Però effettivamente, sarebbe interessante poterlo utilizzare per lavoro anche alla luce del fatto che l’unico vero social network sul business non ha poi tanto attecchito in italia.

5. Hai letto le condizioni del servizio?

no mai. Avrei dovuto? 🙂

6. Quanti amici hai in Facebook?

Oltre 300.

7. Quanto tempo passi su Facebook ogni giorno?

un paio di ore

8. Quali servizi o funzioni utilizzi prevalentemente?

sicuramente l’aggregatore rss ed i gruppi. se qualcuno mi segnala qualche applicazione interessante, sono aperto a testarla 🙂

9. Consulti o aggiorni Facebook dal cellulare?

no.

10. Possiedi un blog?

e direi di si 🙂

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Una notte al San Camillo

Ieri notte l’ho passata al pronto soccorso del San Camillo Fornalini di Roma: un amico fraterno non stava troppo bene e ho fatto un saldo a dare supporto.

Bene, ho visto scene che sfioravano l’agghiacciante.
Tra le altre mi hanno colpito nell’ordine: le 8 ore che abbiamo attesa, avendogli assegnato un codice verde. La seconda, forse la più disarmante, la sala d’attesa è una sorta di casa d’accoglienza per barboni ed ubriachi. Uno di questi ha anche vomitato per tutta la sala costringendo familiari e amici, in attesa di notizie, ad uscire fuori sotto la pioggia.

Più di altre, mi ha colpito la frase di un signore: ” … e non puoi nemmeno parlare che poi ti danno del razzista … “.

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Quando ti muore un hard disk …

… e hai tutto il tuo lavoro lì sopra è un momento parecchio triste.

Allora pensi, vabbè ci sono società che si occupano del recupero dati. Contattiamole.

Mi reco sul sito della ontrack e chiamo il numero verde. E’ domenica, bisogna lasciare un messaggio sulla segreteria telefonica per poi essere richiamati.

Effettivamente, trascorsi pochi minuti vengo contattato da una gentile signorina che mi comunica che per il recupero dati su un hard disk da 500 GB la Ontrack prevede circa 500 euro per la progonosi (cioè per dirmi se possono recuperarli o meno, e cosa effettivamente recuperano) più un prezzo variabile tra 3500 e 4500 euro. Ha tenuto a precisare che il costo definitivo non varierà da questo intervallo.

Grazie, troppo costoso per chi come me lavora e non viene pagato regolarmente.

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Scene di vita lavorativa

Negli ultimi mesi sto facendo delle giornate di consulenza e analisi dati da un cliente.
Come in ogni azienda, ci sono sviluppatori senior (o considerati tali). Oggi sento dire da uno di questi soggetti:

“sentiamo parlare de sto web 2 0 .. ma che cazzo è .. non conosco manco l’1 0”

e dopo questa posso tranquillamente andare a zappare la terra. C’è un’ignoranza disarmante in giro 🙁

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De rebus vitae

io non ho paura di rimanere solo, nè che quello che ho creato si perda, me ne frego di lasciare il segno, io voglio vivere l’esperienza condividerla e lasciarla andare perchè si evolva, non voglio qualcosa che dica “Anonimo ha creato questo” con monumento e targa, non ho paura di stare solo, perchè solo mi basto, sto bene con me stesso, mi diverto, tutto quello che gli altri mi possono dare è un di più, un di più importante acui mi affezioni ed a cui posso amare, ma la mia esistenza completa dipende solo da me…

senza contare… che l’idea di continuare a procreare in un mondo sovrappopolato non sia proprio geniale

Anonimo

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Pier Paolo Pasolini “Il pci ai giovani!”

È triste. La polemica contro il PCI andava fatta nella prima metà del decennio passato.
Siete in ritardo, figli. E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati…
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni) vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio delle Università) il culo. Io no, amici.

Avete facce di figli di papà.

Buona razza non mente.

Avete lo stesso occhio cattivo.

Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici.

Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti!

Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di esser stati bambini e ragazzi, le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non dà autorità. La madre incallita come un facchino, o tenera, per qualche malattia, come un uccellino; i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa (in terreni altrui, lottizzati); i bassi sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari, ecc. ecc.

E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci, con quella stoffa ruvida che puzza di rancio fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente, e lo stato psicologico cui sono ridotti (per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).

Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care. Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione risorgimentale) di figli di papà, avete bastonato, appartengono all’altra classe sociale.

A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! In questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici.

Ringrazio Marco e Tania per la segnalazione nel precedente post.

(via pasolini.net)

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HTC HD: la scheda tecnica, lo spot pubblicitario, htc hd disponibile nel listino TIM, prime impressioni;

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Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

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Htc HD disponibile nei negozi italiani: ecco le prime impressioni

E’ uscito.
L’hype è altissimo … come si può vedere dal forum di telefonino.net dove sono stati raggiunte oltre 83 pagine in pochi giorni: siamo tutti curiosissimi di avere informazioni sul gioiello di casa HTC.

Riporto le prime impressioni dal forum di telefonino.net:

schermo: 10 a 1 meglio l’hd. siamo di fronte a uno schermo che fa da capacitivo quando lo sfiori e da resistivo quando lo premi. l’omnia devi infilargli il dito dentro in confronto.

menu: se sull’omnia nn metti qualche rom cucinata, è ovvio che il manila 3d sia superiore e piu’ intuitivo. anche se manila puo’ sembrare troppo semplicistico come interfaccia.
materiali: 10 a 1 molto meglio l’hd. nessuno scricchiolio.

fotocamera: decente su entrambi. manca il flash su hd. il menu di omnia è piu’ completo a prima vista. il focus puntuale dell’hd è bello, ma nn so quanto lo usero’.

audio: htc è piu’ pulito. quando chiamo, se dall’altra parte uno nn parla, c’è il silenzio totale.

peso: preferisco il maggior peso di hd, lo rende piu’ consistente e meno frivolo.
opzioni setting: omnia batte hd. ho trovato piu’ impostazioni selezionabili senza smanettamenti su omnia.

gsensor: sensibilissimo e rapido. x ora ho visto che nn lavora sulla tastiera, ma ancora nn ci ho smanettato. omnia ha mille effetti, ma rompono e rallentano, dopo un po’ li odi.

qualità auricolari: hd batte omnia. si sentono puliti e cristallini.

pennino: nell hd è integrato e magnetico. niente piu’ pennini appesi alla cintura. lo usi solo esclusivamente in ambiente office. entrambi i device si usano solo con le dita senza pennino, ma hd ha x ovvie ragioni una maggiore facilità all uso delle dita. scarsi errori di digitazione anche con i pollici da orco. inoltre lo schermo è troppo sensibile, quindi nn serve spaccarsi le dita di pressione.

Il blog di tecnophone ci parla anche della brandizzazione tim e di cosa essa comporti: pare ci siano andati giù abbastanza pesanti, soprattutto relativamente alla configurazione della connettività ad internet.

Infine, sempre sul blog tecnophone, è presente una videorecensione dell’htc hd.

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