Feb
19

I bronzi di Riace al G8

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Politica, Riflessioni

I Fatti: presto, molto presto si svolgerà un incontro del G8 sull’isola della Maddalena. Il “nostro amato” presidente del consiglio, da sempre fissato con uno dei pezzi di maggior richiamo turistico della città di Reggio Calabria (leggasi Bronzi di Riace), ha chiesto ufficialmente, tramite il proprio ministro dei beni culturali, di poter esporre le statue in loco. Il sindaco Scopelliti ha subito affermato che se ne può parlare, solo dopo che la città abbia espresso le proprie preferenze in merito.

E fin qui i fatti …

A me non tornano un paio di questioni:

1. Perchè esporre proprio i Bronzi di Riace, in mezzo alle migliaia di opere artistiche di massimo richiamo?
2. Non è che Berlusconi vuole portarseli a casa, magari affiancandoli al suo mi[s]tico mausoleo?

E poi ancora, se questa gente vuole proprio rifarsi gli occhi per vederli, ma che venisse a Reggio Calabria, sono siti presso il Museo Nazionale della Magna Grecia, adiacenti lo splendido chilometro più bello d’Italia [dove potete trovare anche le statue di Rabarama]. Non capisco per quale ragione dobbiamo portarglieli fin sotto il naso, con conseguenti spese [immani] di spostamento. E oltretutto: chi mi garantisce che poi ci sia un effettivo ritorno di pubblicità per la città?

Magari c’è qualche pseudo-accordo-promessa sottobanco … e potrebbe anche starmi bene a patto che poi la città possa beneficiarne.

Sono lontani i tempi in cui i cittadini si ribellavano ai saccheggi perpetrati dallo stato nei loro confronti.
Oramai non sappiamo fare altro che calare la testa di fronte a tutte le decisioni prese dall’alto.

In tal senso, voglio ricordare a tutti quanto disse l’altrettanto “amato” Chiaravalloti quando fu proposto di clonare i Bronzi di Riace:

«Ci è andata bene che la Reggina ha vinto con l’ Atalanta e si sono calmati. Perché altrimenti quelli accusavano la Lega o chissà chi e facevano le barricate, come negli anni ‘ 70».

«i reggini sono così, pigliano fuoco facilmente. E’ gente orgogliosa e permalosa. Fanno i soloni, si accigliano, sfiorano il ridicolo».

«Sono generosi. A modo loro»

(via corriere.it)

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10 Commenti al post: “I bronzi di Riace al G8”

  1. Peppe scrive:

    Ma a Lillo Foti non lo vuole nessuno?? E’ un bel Bronzetto anche lui…
    Confido nella gente orgogliosa e permalosa, incazzosa e a tratti quasi ridicola che almeno quando serve usi la ragione e si opponga a certe cose, io, essendo della categoria lo farò!!
    Che amarezza…

  2. Guinea scrive:

    Auspici e Polmeni, del programma Chisti Simu, ipotizavano proprio stasea sulla cessione dei bronzi in cambio di 3 punti alla Reggina, o comunque della salvezza in automatico..secondo me gran parte dei reggini farebbero volentieri a cambio…Ciccio conoscendo la tua passione saresti tentato anche tu vero?? :P

  3. Milea scrive:

    Permettetemi, da nativo reggino, di andare un pò controtendenza rispetto a questa faccenda.

    Tutti riconosciamo il valore artistico inestimabile dei Bronzi e il lustro che danno alla nostra terra. E’ importante averli in Calabria, ma è avvilente vedere quanta gente li visita al Museo. Diciamoci la verità: a Reggio ci devi andare apposta. Non c’è pianificazione turistica, poche strutture e la totale assenza di tour operator che lavorino costantemente per la promozione della città (ai turisti, quelli veri, non ai soliti emigrati che benefici effettivi per l’economia non ne portano affatto). Aggiungiamoci la situazione delle infrastrutture legate alla mobilità calabresi e ci accorgiamo che la frittata è fatta.
    Bisogna permettere a tutti di vedere i Bronzi, non tenerseli come proprietà privata o manufatti legati all’ingegno e all’orgoglio calabrese (che, guarda caso, viene fuori sempre quando c’è qualche aspetto legato alla convenienza, ergo soldi). Perchè non appartengono nè a Scopelliti, nè a Reggio Calabria, nè a Berlusconi. Ma appartengono all’umanità. Quindi ben venga, a mio parere, chi riesce a dargli il massimo possibile di visibilità effettiva.

    Un’ultima nota sarcastico-amara: avete visto l’ultimo spot della Regione Calabria (quello del cuore e di Gattuso)? Bè, giusto grazie ad un pò di attori sono riusciti a far sembrare il museo abbastanza frequentato.

  4. Guinea scrive:

    MIlea son daccordo, ma invece di spostarli si pensi a risolvere il casino che c’è con chi detiene il monopolio alberghiero a reggio, e si spendano i soldi per intensificare e migliorare le strutture che servono per far aumentare le visite nella citta.

    D’estate reggio è piena di turisti, e nel museo, stivati in magazzini, c’è un patrimonio artistico inestimabile che non viene neanche tirato fuori…sono riusciti perfino a perdersi un’opera di Antonello da Messina.

    Nel reto del mondo ci sarebbe la fila fuori sempre

  5. Guinea scrive:

    Ps. Intendevo resto :P

  6. Milea scrive:

    Che turisti sono quelli che visitano reggio d’estate? Anche io sono d’accordo con quanto dici: infatti come evidenzi nel tuo commento, centri un problema che sta a monte di tutto il resto..io,se devo essere sincero, li preferirei a Roma o a Milano, dove ci sono strutture e grandi numeri..il nostro vittimismo calabrese sta gia’ presentando i suoi conti (vd. questione Sa-Rc, unica autostrada dove ancora non si paga il pedaggio per scelta politica)..e non vorrei che i bronzi vengano utilizzati come ulteriore pretesto per giustificare l’immobilismo doloso e non della nostra societa’

  7. Francesco Biacca scrive:

    Ciao Milea,
    non mi trovi assolutamente daccordo .. le opere d’arte sono ad uso e consumo del territorio che li ospita.

    Non vedo il motivo per cui bisogna spostarle in posti con una maggiore affluenza turistica. Il concetto dovrebbe essere inverso: ho poca affluenza turistica? Bene, sfrutto *meglio* le opere d’arte che insistono sul territorio

  8. Milea scrive:

    E infatti questo ‘uso e consumo’ ha portato alla situazione attuale, dopo 35 anni di esposizione..c’è una differenza di fondo nei nostri ragionamenti:per me i bronzi non appartengono alla calabria e alla cittá di reggio calabria quindi va trovato il modo migliore per valorizzarli e renderli accessibili al maggior numero di persone possibile..il problema dello spostamento non si sarebbe neanche mai posto se reggio calabria fosse stata in grado di assolvere dignitosamente a questo compito..del resto il ragionamento potrebbe essere esteso a Mimmo Rotella, a Tommaso Martini e a tutti quegli artisti calabresi le cui opere stanno sparse per il mondo..capisco che i bronzi siano un simbolo ed un’occasione economica importante, ma la colpa grave sta nell’aver pensato che avrebbero richiamato turismo da soli..per me opere così importanti non meritano di stare in una cittá che per la maggior parte li ignora, per poi riscoprirli suoi a convenienza..

  9. Francesco Biacca scrive:

    beh scusa, io continuo a non essere daccordo con quanto scrivi.

    e c’è una differenza di approccio in questo: tu guardi allo specifico dettaglio dell’usufrutto dei bronzi, io guardo e faccio un discorso più generale.

    se l’ “uso e consumo” ha portato a questa situazione, mica la colpa è da ricercare nei bronzi che stanno a reggio e non in giro per il mondo. La colpa, semmai, è da ricercare in coloro i quali non sono riusciti a valorizzarli come si deve. E, onestamente, perseguendo questo punto di vista, non vedo cosa possa cambiare se questo “bene dell’umanità” [ed in questo mi trovi daccordo] venga spostato (*temporaneamente*) di sede.

  10. Milea scrive:

    Io non guardo al dettaglio dell’usufrutto dei bronzi, ma faccio una valutazione sulla loro gestione in questi 35 anni. Gestione che si è dimostrata fallimentare. Ergo, trovare soluzioni alternative. Se le Amministrazioni della città sono in grado di tener testa a questa sfida, ben venga. Altrimenti si lascino queste opere d’arte a chi sa fare il mestiere dell’esposizione museale. E’ ovvio che il problema è sistemico: non c’è turismo, è difficile raggiungere la calabria e reggio in particolare. Mi fa impressione immaginarli ancora in quella sala, con i visitatori che si contano sulle dita di una mano e sotto lo sguardo quotidiano del solo custode. Preferirei vederli in un museo pieno di gente, con guide che si alternano con gruppi di turisti affamati d’arte e di conoscenza, pronti a ricordare per il resto dei loro giorni quella esperienza. Se questo avvenisse a Reggio, ripeto, ben venga. Ma se Reggio non è in grado di farlo, continuo a vedere di buon occhio luoghi alternativi.

    Lo spostamento alla Maddalena non mi trova d’accordo, perchè sarebbe solamente lo spottone di Berlusconi di fronte agli amichetti del G8, venendo meno le premesse di ‘disponibilità al maggior numero possibile di persone’. Questa nuova vicenda (ne ricordo una su tutte di quelle passate, le Olimpiadi di Los Angeles ’84) deve servire da spunto di riflessione e da stimolo per far sì che il problema venga risolto a monte, cioè “a Reggio sono stati così bravi nel valorizzare i Bronzi che più che spostarli invito la gente a continuare a riempire le sale del Museo nazionale”.

    La mia domanda è questa: ritieni che i Bronzi appartengano alla città di Reggio Calabria, oltre che all’umanità, cioè che spetta a questa città il compito di esporli e renderli disponibili ai visitatori?

    La mia risposta: c’è gente che ha chiesto la restituzione della Gioconda all’Italia: il mondo ha riso in faccia a chi ha fatto questa proposta, perchè il Louvre è il museo più visitato al mondo e non c’è assolutamente luogo migliore per esporre un simbolo (se non ‘il’ simbolo) dell’arte.

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