Il meglio della settimana #39

La scorsa settimana, causa eccessivi impegni lavorativi, ho saltato l’appuntamento con il meglio di olympuslabs, cioè i post più cliccati. Ho quindi deciso di modificare leggermente questa sorta di “rubrica” [il virgolettato è d’obbligo].

Da oggi diverrà un mix, tra ciò che è successo durante la settimana appena passata e ciò che è stato il gusto dei lettori del blog.

La settimana appena trascorsa è stata sicuramente segnata dalla morte di Michael Jackson. Volente, o nolente, che vi piaccia o meno, era il re del pop e sicuramente un’icona per tantissime persone in giro per il mondo e la rete, per l’ennesima volta, da ottimi spunti: guardate questo grafico che rappresenta le ricerche su google alla voce Michael Jackson.

E’ stata anche la settimana dei risultati elettorali, della bocciatura del referendum e soprattutto della presentazione ufficiale del tanto famigerato logo Magic Italy (un obrobrio con pochi precedenti).

Su OlympusLabs si confermano queste le voci più ricercate:

facebook il porno le escort e la mafia e la loro evoluzione sul social network del momento;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Related Posts:

Considerazioni sul tema “Vivere a Reggio Calabria”

Durante la quotidiana lettura degli organi di informazione, siano essi giornalisti professionisti o blogger, mi sono imbattuto in due interessanti punti di vista, nei quali si trovano dei punti di raccordo interessanti.

Da un lato c’è la lettera di Nino Mallamci pubblicata da strill*, dall’altra le considerazioni di Salvatore Salvaguardia pubblicate da liberareggio.

Sintetizzando i due punti di vista, si evince una comune oggettività nel leggere la realtà lavorativa di reggio calabria e soprattutto quel filo di speranza che attanaglia tutti noi reggini, sia quelli che la vivono questa maledetta quotidianità, sia quelli che per scelta se ne sono allontanati.

Sono uno di quelli che per scelta ha fatto i bagagli e a 18 anni ha lasciato la propria città, i propri amici e soprattutto i propri familiari per andare a studiare fuori [Bologna], nella speranza di avere un futuro migliore di quello riservato a chi resta. Con questo non voglio dire che ho abbandonato la mia terra o che io non la ami. Voglio dire e affermare, con forza, che sono fortemente convinto del fatto che sarà anche grazie a noi fuori sede che la città troverà un giorno quella svolta che la farà risorgere da quella coltre di ceneri nella quale sta morendo. Questo discorso vale sia per noi reggini, che per tutti quei calabresi che sono stati costretti, per un motivo o per un altro, a lasciare la propria terra.

Ciò di cui incolpo maggiormente chi resta, è la poca apertura verso chi se n’è andato. Invece di avere un atteggiamento costruttivo, non appena si sente parlare delle ragioni per le quali ce ne siamo dovuti andare ci tacciano dicendo che siamo “i tipici reggini che una volta andati via, non sanno fare altro che sparare merda sulla propria città”.

Niente di più falso, quantomeno nella maggior parte dei casi che ho riscontrato.

Non credo, al contrario di Nino Mallamaci e Salvatore Salvaguardia che la questione sia da ricercarsi nell’accostarsi a questo o quel politico nella speranza di avere un posto fisso. O comunque non solo in esso. E’ un discorso troppo poco reggio-centrico per vederlo come IL male della nostra amata terra. Certo la politica rientra in questo discorso per tutta una serie di ragioni, però non dobbiamo sottovalutare il nostro contesto culturale.

In Calabria esistono tutta una serie di realtà commerciale ed imprenditoriali che sanno distinguersi e che fanno dell’eccellenza dei loro servizi [dai quali la ndrangheta è estranea] un nostro vanto (giustamente, aggiungerei). E’ da queste possibilità che dobbiamo ripartire e non,invece, soffermarci a pensare che tanto c’è l’amico che ci aiuta per l’esame o per trovare un posto di lavoro.

*: voglio precisare che la lettera di Nino Mallamaci è scritta in risposta ad una di tale Ciccio Spanò, nella quale l’autore porterebbe delle critiche alla scarsa affluenza alla presentazione del testo “L’isola felice”. Purtroppo, a causa della scarsa accuratezza tecnica del sito strill.it non mi è stato possibile reperire tali considerazioni. Chiunque fosse a conoscenza del link in questione, farebbe una grande cortesia al sottoscritto se lo segnalasse.

Related Posts:

Magic Italy

Tempo fa, il nostro amatissimo e apprezzatissimo ministro del turismo, aveva preannunciato, durante uno dei tg filo-governativi, il nuovo logo che promovuerà l’immagine dell’Italia all’estero.

Logo Magic Italy

Sentiamo cosa dice l’amatissimo ministro sul sito del Corriere della Sera:

«Per la sua ideazione – ha detto ancora la Brambilla – ci siamo orientati su due concetti forti: l’eccellenza del Made in Italy, arte, moda e design, e l’essenza del Made in Italy, natura, sapori, bellezza». Quindi, ha spiegato il ministro del Turismo, «abbiamo scelto ordine e rigore, unito però alla leggerezza e alla musicalità del nostro paese, a quella morbidezza e sinuosità che rendono duplice e di difficile sintesi ma anche unico il nostro stile di vita»

Commenti?
Evitiamo che è meglio

Related Posts:

Cronaca di una morte annunciata

Gli ultimi mesi dell’intensa vita politica italiana, hanno segnato un solco dal quale difficilmente se ne potrà uscire.
Che il popolo fosse già abbondantemente stanco di sentire le porcate di chi ci governa [sia esso di sinistra o di destra] era un dato di fatto. Adesso, credo, sia diventato realtà – soprattutto alla luce del non-voto al referendum.

Non credo che bastino 2 righe di un blog per spiegare ciò che sta avvenendo in Italia.
Da Noemi alla rivolta delle veline-escort, passando per il lodo Alfano e la censura dei vari tg, si è raggiunta una bassezza di argomenti tale da scoraggiare oramai chiunque, allontanandolo definitivamente dal dibattito politico, pensando ai problemi quotidiani che ci affliggono.

Se poi guardi Matrix e senti affermare dal capogruppo del partito politico che ha preso più voti alle ultime tornate elettorali, tale Fabrizio Cicchitto (non riporto le parole esatte, per cui per il famoso ddl sono soggetto a rettifica):

Andare a scavare nella vita privata dei politici è molto pericoloso. Si inizia da Berlusconi ma non so dove si può andare a finire

Inutile ricordare che ai tempi già le Iene scoprirono che la maggior parte dei politici che ci governano fanno uso di sostanze stupefacenti in generale, cocaina nello specifico.

Il problema vero di tutte queste faccende, è che il nostro capo del governo sta subendo attacchi da veline ed escort, quando sarebbe attaccabile per reati ben più seri (vedi corruzione del giudice Mills), mentre noi, ed i giornalisti, preferiamo pensare al gossip.

Questo è il simbolo dell’Italia di ieri, oggi e forse anche di domani.

Gli iraniani che, bontà loro, abbiamo sempre additato come bestie selvagge ed ignoranti, hanno in questi giorni la forza d’animo e di spirito di ribellarsi al proprio regime.
Gli italiani, invece, preferiscono arrendersi.

E’ la cronaca di una morte annunciata, diceva Fini. Si la morte del popolo italico e della sua capacità di reazione.

Related Posts:

Brasile Italia: umiliati?

Di questa partita, di questo 3-0 se ne parlerà tanto, soprattutto nei prossimi mesi pre-mondiale. Molti stasera parlavano di umiliazione, ma trovando tante scuse, tante giustificazioni sia per l’allenatore sia per il gruppo, non senza insinuare ci siano stati degli errori.

Sicuramente è già dall’Europeo che non stiamo rendendo onore al nostro status di campioni del mondo, sicuramente i nostri giocatori, drogati dai soldi, dal loro essere ‘star’ e dal poco attaccamento alla maglia, stanno facendo sfigurare la maglia azzurra (per intenderci: non quello scempio di maglia con la quale abbiamo giocato questo trofeo inutile, inventato ad uso e consumo degli sponsors).

Certo è che ci sono tanti problemi, soprattutto in difesa (e se ne deve preoccupare anche la Juve). Certo è che gente come Zambrotta, Camoranesi, Cannavaro e compagnia cantando ha fatto il suo tempo e dovrebbe lasciare il posto ad altri.

Già, ad altri. Ma a chi?
La verità è che non c’è nessuno che sia veramente a quel livello, per cui non ci resta che sperare che da qui ad un anno scenderanno in campo in una forma un pò migliore e con tanta convinzione in più.

Per ora ce ne torniamo a casa con 3 gol e l’umiliazione di aver perso con l’Egitto, ma con la consapevolezza che ai convocati alla Confederation saranno contenti di aver raggiunto il loro obiettivo: andarsene in vacanza.

Related Posts:

Google Wave: primi video

Inizia a chiarirsi lo scenario di Google Wave.
Phillip Lenssen ha pubblicato su vimeo alcuni video, di cui questo è sicuramente quello che rende meglio l’idea.

Personalmente mi pare si possa veramente trattare di quella killer application che andrà a modificare profondamente il nostro modo di comunicare.

stay tuned

Related Posts:

No al bavaglio!

La camera dei deputati [il minuscolo è voluto, ndr] ha recentemente approvato un ddl che prevede l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto per l’editoria a tutti i “siti informatici”.

Inutile dilungarmi in spiegazioni, quando c’è Gianluigi Cogo che lo può fare molto meglio di me.
A voi non resta che firmare la petizione.

Related Posts:

CareerBuilder.it

Sono sempre alla ricerca di nuovi canali per scovare clienti e lavori nuovi.
Oggi ero in metro e leggendo “Metro” ho notato l’inserzione del sito careerbuilder.it per cui decido di iscrivermi.

L’impatto grafico non è male, forse fa un troppo infojobs, ma oramai la creatività dei webdesigner è pari allo zero, riducendo i vari servizi web ad una mera copia gli uni degli altri.

L’iscrizione è standard: dati anagrafici, contatti mail, password, lettura dei Terms of Condition e compagnia cantando. La sorpresa arriva all’atto dell’inserimento del CV. Rispetto alla linea seguita da monster ed infojobs, careerbuilder non consente la creazione di un proprio cv personalizzato, ma solo di caricare online il proprio cv (in formato word).

Ciò che è davvero seccante e che, credo, mi porterà a non utilizzarlo se non come mera ricerca, è il limite di 200KB sui file da caricare. Il mio CV è tre volte più grande e non credo proprio di volerlo cambiare e ri-dimensionare solo ed esclusivamente per poterlo caricare su careerbuilder.

Sarebbe stato molto più apprezzata la possibilità sia di poter caricare il proprio cv, sia di poterlo creare online, proprio come avviene sui siti di riferimento del settore.

Related Posts:

Save the children

Oggi ero a Termini, nel degrado e la povertà più assoluta.
Si avvicina un ragazzo, a convincermi sarà stato il sorriso sincero, l’aspetto confortante o quella maglietta rossa con la semplice scritta “save the children”, fatto sta che ho deciso di supportare la loro causa con 20€ al mese.

Se ci pensiamo bene cosa sono 20€ al mese per noi? Poco, pochissimo.
Buttiamo via na marea di soldi in cazzate: dalle sigarette ai caffè e colazioni al bar, passando per gli aperitivi e le birre con gli amici. E mentre noi spendiamo i nostri soldi per far felice chi ci dice che bisogna spendere, milioni di bambini stanno morendo.

Sono stato spesso un fautore di forme di beneficienza, adesso era troppo tempo che non ne faceva.
Ho sentito che era giunto il momento.
Save the children mi ha dato fiducia!

Related Posts:

Il meglio della settimana #38

I post più cliccati della settimana:

Facebook il porno, le escort e la mafia: come si evolvono i gruppi [e la censura] sul social network più diffuso al mondo;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Cambiare la conver al Nokia N73: tutorial dove spiego come cambiare la cover dell’n73;

Accenture Technology Solutions: la mia esperienza sul colloquio di lavoro con Accenture Technology Solutions (anche: lavorare a 28 anni senza esperienza) e uno sguardo a come Accenture Technology Solutions si adatta al periodo di crisi;

Related Posts:

I leccaculo di Gheddafi

Vivo a Roma e sto subendo il delirio della visita di Gheddafi.
E’ vergognoso: elicotteri ovunque, traffico in tilt, Villa Pamphili praticamente chiusa perchè il signorotto libico deve dormire in tenda.

Accolto con tutti gli onori, gli hanno conferito una laurea in giurisprudenza per non si capisce bene quale motivo, si è pure permesso il lusso di scendere dall’aereo con la foto di un leader libico ucciso dai fascisti; della serie: vi prendo per il culo e vi dovete pure stare zitti.

E così fu.

Siamo un paese ridicolo, nelle mani di persone ridicole e senza palle. Farci rispettare no? Prima eravamo vassalli degli Stati Uniti, dovremo diventare vassalli della Libia?

Related Posts:

Addio Firefox, benvenuto Google Chrome

Basta! Non ne posso più di vedere 600 e passa mega di RAM utilizzati dal solo processo di Firefox.
Da oggi userò Google Chrome come browser predefinito con buona pace del vecchio Firefox.

Se poi un giorno mi si dirà che l’occupazione di memoria non sarà così esosa, vorrà dire che tornerò indietro su quel browser che tante soddisfazioni mi ha dato.

Related Posts:

Nokia E65: il problema del tasto verde delle chiamate mi perseguita

A causa della morìa che attanaglia la mia tecnologia telefonica, ho deciso, recentemente, di acquistare un Nokia E65 (di cui non ho ancora avuto tempo di scrivere alcuna recensione).

Qui voglio solo dire, che il problema del malfunzionamento del tasto verde mi perseguita: come già in occasione del nokia N73, anche l’E65 pare essere afflitto da questo bug.

La differenza è che, spulciando in vari forum, pare che basti associare ad ogni voce della rubrica un numero predefinito. Avendone oltre 300, impiegherò un pò prima di terminare questa operazione: vi tengo aggiornati 🙂

Related Posts:

Il meglio della settimana #37

I post più cliccati della settimana:

Facebook il porno, le escort e la mafia: come si evolvono i gruppi [e la censura] sul social network più diffuso al mondo;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Cambiare la conver al Nokia N73: tutorial dove spiego come cambiare la cover dell’n73;

– Recensione del ristorante sardo Mammutones, zona Nomentana, Roma

Related Posts:

Ristorante Marco Antonio, via dei Taurini, Roma

Uno dei migliori ristoranti di Roma dove io sia stato nell’ultimo anno.

Sito in una traversa di via dei Frentani, a ridosso di San Lorenzo e subito dietro la stazione Termini, il ristorante Marco Antonio è un posto caratteristico, tipica cucina romana, in una strada tranquilla. Molto rustico, verrete accolti dalla grande cordialità e simpatia del proprietario, potendo gustare le prelibatezze romane anche sedendo nei tavoli in strada.

L’ambiente, la location e la tranquillità del luogo ricorda parecchio zone dell’Europa Spagnola o quei tranquilli borghi di cui l’Italia è ricca.

I piatti sono abbandonanti, sebbene la scelta dei primi e secondi sia minore rispetto ad altri luoghi. Dalla pasta all’amatriciana a quella pesto e pomodorini, passando per pasta zucchine e speck, per finire ad un filetto di carne di una qualità eccelsa, talmente morbido e gustoso che ne rimarrete colpiti ed estasiati.

Se a questo aggiungete che il costo di un primo, un secondo, dolce e caffè è di 16 euro a persona, beh, allora questo è sicuramente un ristorante dove dovete recarvi per apprezzare l’energia e l’unicità della città eterna.

Related Posts:

In un mese hai perso moglie, tifosi e Kakà, papi vendi la società

Questo lo striscione con cui la Curva Sud prosegue la sua personalissima battaglia contro la dirigenza milanista.
In questi giorni si fa un gran parlare della vendita di Kakà e di Ibrahimovic: le due storie, per quanto possano sembrare simili, risultano profondamente diverse ai miei occhi.

Da un lato c’è un’idolo della curva, un giocatore di quelli che le partite riesce a vincerle quasi da solo, uno di quei giocatori che ha lasciato il segno in Italia.
L’altro, il cugino meno vincente (seppur capocannoniere, mai decisivo in Europa, dove veramente conta esserlo) e sicuramente anche meno amato in Italia, grazie ai suoi atteggiamenti non poco ortodossi (l’ultimo sicuramente da stigmatizzare).

In entrambi i casi si tratta di una sconfitta per il calcio italiano: non siamo più un punto d’arrivo (almeno per Ibrahimovic è così, visto che ha dichiarato che in Italia ha già fatto tutto), le nostre società non hanno più il potere di attrarre i grandi campioni e farli restare.

Colpa sicuramente di quel calcio che è business, quel calcio dove i soldi valgono più del prestigio di indossare una maglia gloriosa (quella rossonera), oltre dei piccoli dirigenti che governano il nostro calcio (leggasi Galliani e Moratti su tutti).

Related Posts:

La Reggina prende Novellino

Il mio personalissimo mercato inizia con questa [ottima] notizia: il nuovo allenatore della Reggina Calcio sarà Novellino.

Ottima scelta che segna, oltretutto, un’inversione di tendenza: si torna agli allenatori con carisma, personalità e soprattutto esperienza.

Non vedo l’ora inizi il campionato di B

Related Posts:

Ristorante Cacio & Pepe vicolo del cinque, Trastevere, Roma

Ero alla ricerca di un posto dove cenare, quando mi è saltato in mente che più persone mi avevano spesso parlato bene del ristorante “Cacio&Pepe” a Trastevere, vicolo del cinque.

Il ristorante è situato in una location cool, nel bel mezzo del cuore pulsante di Trastevere, subito dietro Piazza Trilussa. I camerieri sono tutti abbastanza disponibili e, almeno nel mio caso, trovano un tavolo in tempi relativamente brevi (e per Trastevere è quasi un lusso).

Il menu offre una lunga opzione tra primi e secondi, tutti rigorosamente fedeli alla tradizione della cucina romana. Personalmente, ho scelto i classici bucatini alla amatriciana: serviti in un piatto di forma rettangolare, stile moderno, la porzione era abbondante (sui 200gr ca.) e molto molto gustosa.

Il vino della casa non era niente di speciale ed oltretutto servito freddo (e per un vino rosso può anche essere un segnale di ‘annacquamento’) il che ne ha ammazzato il gusto – ma l’errore è stato mio: mai e poi mai chiedere il vino della casa in determinati posti.

In generale ciò che mi ha dato realmente fastidio è stato che, seppur arrivato verso le 22.30/23, il ristorante non offriva più antipasti, non c’erano dolci e soprattutto gran parte dei primi e secondi proposti non erano più ordinabili. Alchè mi chiedo: come fa un ristorante in pieno centro a terminare i dolci o gli antipasti alle 23?

Quest’ultimo dettaglio fa sì che sicuramente non tornerò più da Cacio & Pepe, sebbene il livello qualitativo sia mediamente elevato.

Related Posts: