Viva lo stato, viva l’INPS

Da un pò di tempo, tra i miei clienti figura (tramite giri traversi) l’INPS.
Bene, dovete sapere che negli ultimi due mesi [di caldo torrido a Roma], va spesso via la luce perchè, non potendo avere l’aria condizionata i signorini dipendenti hanno ognuno di loro un personalissimo pinguino che gli rinfresca i neuroni.

Noi consulenti ovviamente dobbiamo stare in stanzette anguste, dove non arriva un filo d’aria.

Succede che quando se ne va via la luce, la gente resta bloccata negli ascensori [non a norma].
Oggi l’idea geniale: sospendiamo il servizio degli ascensori, dicendo a tutti che non funzionano, così la gente non può restare bloccata e non dobbiamo chiamare gli ascensoristi.

Morale della favola: curnuti e mazziat’

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Apple vieta Google Voice sugli IPhone

The thing that really bothers me about the move is that Apple is now actively stifling innovation. Google Voice is the kind of service that can actually have a positive impact on your life, and not in a frivolous, entertainment-related sense. It makes it easier to connect with people, and to manage those connections. Apple can point to the App Store’s 50,000 applications all it wants, but how many of them could truly be called groundbreaking? Are they really putting a dent in the universe?

via techcrunch.com

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Ibrahimovic: simbolo della poca riconoscenza

Arrivato in Italia come signor nessuno; giocando nella Juve pareva più un circense che un utile giocatore di calcio.
Quando la juve scese in B, da buon mercenario, passò all’Inter dove ottenne la sua consacrazione (in italia), restando comunque un’inutile circense in europa – dove in realtà non fu mai determinante come gli chiedeva il popolo interista.

Poco avvezzo all’amore della maglia e dei suoi tifosi, passa al Barcellona – dove se vincerà qualcosa non sarà sicuramente per merito suo, piuttosto, forse, per un certo Messi che rispetto a lui è sicuramente di un altro pianeta (anche come atteggiamento).

Ecco cosa ha dichiarato il signorino:

Quando ho cominciato a pensare di voler cambiare aria? A dicembre, prima di Natale.
Più vedevo giocare il Barcellona, più volevo andare via.

E poi ero stufo dell’Italia, di Milano, del vostro calcio: si gioca male, c’è troppo stress. Insomma, avevo bisogno di altro… L’Inter mi pagava più di ogni altro calciatore? Non parlo di soldi. E comunque se la società ha accontentato le mie richieste, vuol dire che era soddisfatta del rendimento sul campo…

viva la riconoscenza!

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C# 3.5 LINQ: restituire una lista tipizzata LIST<T>

Ipotizziamo di creare una solution in Visual Studio 2008 che strutturi
la nostra web application su n layer con un Object Model.
Il progetto Object Model conterrà l’Entity Model generato da VS2008.

Il DAL contiene, invece, il cuore dell’accesso ai dati: è nel DAL che
andremo a creare i metodi con le query LINQ per estrarre i dati secondo
le nostre esigenze.

L’obiettivo è quello di estrarre un sottoinsieme dei campi contenuti
nella tabella
, dalla quale VS2008 ha creato il modello delle Entity.

Chiamiamo AEntity l’entity definita nel modello.
Intuitivamente vorremmo scrivere un blocco di codice di questo tipo,
dove BaseDataAccess contiene la dichiarazione dell’oggetto context:

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public class DizionarioDataAccess : BaseDataAccess
{
    public List<objectmodel.AEntity> GetAll()
    {
       var items = from t in context.AEntity
                       select new
                       {
                           Nome = t.TABLE_NAME,
                           Cognome = t.TABLE_COGNOME
                       };
 
       return items.ToList<objectmodel.AEntity>();
    }

Il compilatore tornerà questo errore:

‘System.Linq.IQueryable<anonymoustype #1>’ does not contain a
definition for ‘ToList’ and the best extension method overload
‘System.Linq.Enumerable.ToList<tsource>
(System.Collections.Generic.IEnumerable<tsource>)’

has some invalid arguments

L’errore deriva dal fatto che con la direttiva select new, stiamo andando
a definire un nuovo oggetto che poco ha a che fare con l’Entity definita nel nostro modello.
Per risolvere il problema possiamo seguire due strade: o imponiamo che il
tipo tornato dal nostro metodo sia IQueryable, o creiamo un oggetto customizzato che abbia al suo
interno solo le proprietà che vogliamo valorizzare ed estrarre dal db.

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Il meglio della settimana #43

Il post più commentato si conferma anche quello più cercato dai lettori di olympuslabs: e se il superenalotto fosse truccato? :)

Ecco le voci più ricercate della settimana su Olympuslabs:

Rai Mediaset La7 ed il nuovo decoder TiVuSat

La rinascita della Viola Basket Reggio Calabria;

– Alcuni estratti delle intercettazioni delle conversazioni tra Berlusconi e le escort

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Tivusat ed il nuovo decoder Rai-Mediaset-La7

La battaglia per la piattaforma satellitare si fa pesante.
Tra ieri ed oggi è stata presentata la nuova piattaforma Tivusat, consorzio creato da Rai, Mediaset e La7.

A prescindere dal fatto che accordi commerciali tra Rai e Mediaset fanno sempre più intravedere un attore unico alle spalle, resto molto perplesso dai contenuti di questo accordo.

Io detentore di abbonamento sky, dovrei comprarmi un nuovo decoder per poter vedere i canali Rai (pare infatti che la Rai non abbia trovato l’accordo con sky per far si che i suoi canali entrino nel bouquet della tv di Murdoch).

Ricordo che ai tempi di Telepiù-Stream si fece un gran parlare del doppio-decoder e si giunse ad una legge chiamata “decoder unico”.

Ora che facciamo?! Torniamo indietro?
Chissà se sarà la solita faccenda tutta italiana o torneremo a poter avere dei nostri decoder, non legandoci esclusivamente a quelli di sky (che tecnologicamente parlando sono proprio pessimi)

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Berlusconi “non sono un santo” ma sono “unto dal signore”

Il 25 novembre 1994 dichiarò:

Io sono l’unto del Signore, c’è qualcosa di divino nell’essere scelto dalla gente. E sarebbe grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l’unto del Signore, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini

Oggi, 22 Luglio 2009, dichiara (con riferimento alle sue doti sessuali, alla sua incapacità di prendere malattie e quindi la possibilità di non usare il preservativo quando si incontra con le escort):

“Ci sono un sacco di belle figliole e di imprenditori”.
“Io non sono un santo, lo avete capito, speriamo lo capiscano anche quelli di Repubblica”

Non si sa se ridere o piangere.

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Rai3 GAP: Bertinotti

serata zapping. Finisco su rai3, c’è una trasmissione che si chiama GAP.

Non la conosco, mi riprometto di informarmi meglio.

Vedo Bertinotti e decido di ascoltare cosa dice.
Scopro man mano, che è una sorta di Amici di Maria De Filippi (per carità: la primissima versione) con un qualcuno, Bertinotti appunto, che risponde alle domande di tanti ragazzi che gli siedono intorno.

Interessante.

Finora mi pare di aver colto solo un’assurdità che rasenta la banalità. Dopo una serie di domande nelle quali i ragazzi “attaccano” i sindacati (e dove Bertinotti si trova per certi versi d’accordo), una ragazza gli fa uno spaccato del mondo del lavoro italiano che si può ridurre in una sorta di forma di schiavitù della gioventù.

E qui Bertinotti si chiede: ma perchè l’imprenditore non fa l’interesse della società (non la sua, ma quella composta dai suoi dipendenti). Una logica prettamente comunista ma molto lontana dalla realtà.

La ragazza sbalordita dalla banalità della risposta gli dice: “eh magari perchè l’imprenditore fa i suoi interessi”.

Bertinotti si chiede perchè l’imprenditore non rispetti l’eticità insita in ogni forma di società.
Io mi rispondo che Berlusconi continua a vincere anche grazie a queste tesi molto fumose e distanti da ciò che realmente è.

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Berlusconi escort D’Addario: Repubblica pubblica le intercettazioni

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Il meglio della settimana #42

La settimana è stata caratterizzata da alcuni eventi: lo sciopero della blogosfera contro il ddl Alfano, lo scandalo della sentenza Sandri contro Spaccarotella, la pubblicazione di Magic Italy.

Lo sciopero dei blogger, per me, è stato un fallimento. E lo dico in tutta onestà, anche alla luce del fatto che non ero d’accordo nel suo svolgimento. L’aver registrato una partecipazione di qualche migliaio di blogger, in un panorama, quello italiano, ben più ricco delle poche celebrità (aka blogstar) che lo rappresentano. Non mi si venga a dire che è stato difficile organizzarlo nè tantomeno che è stato rivoluzionario in quanto il primo in assoluto. Tutte fandonie: i blog nascono, vivono e muoiono, per la voglia di comunicare dei soggetti che ci scrivono. Ed è lo scrivere la forza dei blogger, non il loro silenzio.

Per l’ennesima volta lo stato, dopo la sentenza sull’omicidio di Federico Aldrovandi e la sentenza sull’omicidio razzista Abba, ha dato una prova di ingiustizia, condannando l’agente Spaccarotella omicidio colposo con l’aggravante della “colpa cosciente”. Un non-senso giuridico, che ci dimostra per l’ennesima volta che lo stato protegge come sempre i suoi adepti e castiga quando ad andarci di mezzo sono i suoi servitori (leggasi sentenza di Genova, leggasi sentenza omicidio Raciti).

Per Magic Italy, italia.it o dirsivoglia, onestamente, sono troppo disgustato per parlarne.

Ed ecco le voci più ricercate della settimana su Olympuslabs:

facebook il porno le escort e la mafia e la loro evoluzione sul social network del momento;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

La rinascita della Viola Basket Reggio Calabria;

Il post più commentato si conferma anche quello più cercato dai lettori di olympuslabs: e se il superenalotto fosse truccato? :)

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19 Luglio ’92 strage di Via D’Amelio – Io ricordo Paolo Borsellino

Io lo voglio ricordare così.

Un video profetico:

e cosa pensa veramente il popolo dello stato e dei politici che ci “rappresentano”:

Io sono vissuto in una società in cui, quando avevo 15 anni, un mio compagno di scuola si vantava di essere figlio di un capo mafia del suo paese e io lo invidiavo.
Oggi, aldilà di quello che sarà lo sbocco giudiziario delle indagini, aldilà delle eventuali condanne le inchieste hanno avuto, di riflesso, una valenza culturale proprio perchè sono state diffuse, rese pubbliche, perchè la gente se n’è interessata.
Oggi probabilmente non ci sono più a Palermo giovani come me, che a 15 anni invidiavano il compagno di classe figlio di un mafioso. Sono diventato giudice perchè nutrivo grandissima passione per il Diritto Civile e entrai in magistratura con l’idea di diventare un civilista, poi il 4 Maggio 1980 uccisero il capitano Manuele Basili e il Consigliere Chinnici volle che mi occupassi io dell’istruttoria, nel mio stesso ufficio frattanto era approdato il mio amico d’infanzia Giovanni Falcone e sin d’allora capii che il mio lavoro doveva essere un altro.

Avevo scelto di rimanere in Sicilia e a questa scelta dovevo dare un senso, i nostri problemi era quelli dei quali avevo preso ad occuparmi quasi casualmente, ma se amavo questa terra di essi dovevo esclusivamente occuparmi.

La Mafia è un’organizzazione criminale unitaria e verticisticamente organizzata che tende a esercitare sul territorio la stessa sovranità che su i suoi eserciti poteva esercitare lo Stato. Il conflitto irreversibile con lo Stato cui Cosa Nostra è in sostanziale concorrenza è risolto condizionando lo Stato dall’interno, con infiltrazione negli organi pubblici.

Ma io sono ottimista perchè vedo che nei confronti della Mafia i giovani, siciliani e non, hanno oggi un’attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni fino ai 40 anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta…

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Italia.it, Magic Italy: online!

La notizia è fresca fresca.
Con un giorno di ritardo sull’annuncio [in pompa magna] della nuova versione beta [perchè fa figo dirlo] di italia.it.

Se il buongiorno si vede dal mattino.

Non sto qui a sindacare sull’aspetto grafico/tecnico, c’è chi l’ha già fatto.
Andrea Giammarchi; Dario Salvelli.

giusto un appunto: l’ACI, l’ente che lo ha sviluppato, si “vanta” di averlo fatto gratis. E si, con un budget variabile da 5 a 10 milioni anche io l’avrei fatto gratis in 14 giorni (e sicuramente meglio) !!

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L’ennesimo scandalo italiano: 6 anni a Spaccarotella

Ieri sera, rincasato dopo una partita a pallone scopro che è uscita la sentenza sul caso Gabriele Sandri.

La aspettavo: tutto ieri è stato un attendere questa stra-benedetta sentenza.
E alla fine è successo che come sempre lo stato di polizia, lo stato italiano ha preferito non incolpare un poliziotto. Era già successo nel caso Aldovrandi, era già successo dopo il G8 di Genova, e chissà quante altre volte succederà.

Sono stufo. Mi fa schifo questo stato, mi fa schifo questa legge e mi fa schifo il sistema giudiziario.

Un poliziotto estrae la pistola dalla fondina, la impugna, spara da una parte all’altra della carreggiata di un’autostrada (e poteva fare una strage), uccide un ragazzo e il risultato qual è: omicidio colposo con l’aggravante della “colpa cosciente”. Carlo Bonini fa un bell’esempio su repubblica per spiegare il reato:

“È come dire: Spaccarotella non voleva uccidere, ma era cosciente di tenere un comportamento pericolosamente colposo.”

Assurdità del sistema giuridico / legislativo italiano.

Lui, Spaccarotella, non andrà nemmeno in prigione.
Ed un ragazzo è morto.

Lui, Spaccarotella confessa di voler tornare in servizio.
Ed un ragazzo è morto.

E nell’assurdità generale di tutto questo schifo, il sindacato di polizia non sa fare altro che emettere un comunicato nel quale si afferma che i genitori di Gabriele Sandri aizzano la folla.

senza parole.

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14 Luglio 1970 – 14 Luglio 2009

Nel 2005, 35 anni dopo la rivolta di Reggio Calabria, riportavo le parole del Sindaco Scopelliti.

Nel 2006, invitavo la gente a non dimenticare.

Nel 2007, 37 anni dopo la rivolta, ancora mi illudevo e ne parlavo con toni aulici.

Nel 2008, ho omesso di parlarne per chissà quale motivo.

Nel 2009 voglio criticare la gente di reggio. A distanza di 39 anni siamo rimasti con la testa sotto.

Non è cambiato assolutamente niente.
Non abbiamo appreso nulla dal gesto dei nostri genitori.

Siamo un pò più modaioli di ieri, un pò più “fashion”, guardiamo un pò di più all’apparenza invece di dare la giusta importanza alla sostanza. E’ un male riconducibile alla società italiana in generale, ma quella reggina ne è uno specchio interessante.

Forse sto convincendomi che abbiamo realmente perso un’ottima occasione, quantomeno per imparare una vera lezione di vita

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Sciopero dei blogger contro il ddl Alfano

Oggi è il giorno in cui molti blogger scioperano (tra cui anche Alberto) contro il ddl Alfano che, essenzialmente, prevede il dovere di rettifica anche per i blog.

Io stesso non mi trovo d’accordo con questo ddl e ne avevo già espresso le perplessità circa un mese fa.

Non credo però che restare in silenzio, scioperare, possa avere degli effettivi benefici.
1) i blogger non sono nè un partito politico, nè associazioni, nè enti nè tantomeno altre forme socio-politiche riconosciute dallo stato;
2) i blogger hanno apportato un effettivo cambiamento nel modo di comunicare (poi scaturito nei social network) che difficilmente mi fa accettare questo tipo di protesta.

Avrebbe avuto sicuramente più senso (ed è questa la linea che terrò) continuare a parlare, perchè solo parlandone e comunicando a tutti cosa sta avvenendo, si potranno raggiungere degli obiettivi.

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Microsoft .Net 3.5 Entity Framework WhitePaper

Documento vecchio, che ho avuto occasione di leggere solo oggi.

Un must per tutti gli sviluppatori che vogliono introdursi al Framework .Net 3.5

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Il meglio della settimana #41

Su OlympusLabs si confermano queste le voci più ricercate:

facebook il porno le escort e la mafia e la loro evoluzione sul social network del momento;

Google Toolbar Chrome: si rileva l’impossibilità ad utilizzare il servizio Google Toolbar in Google Chrome, il nuovo browser distribuito da Google;

Il post più commentato si conferma anche quello più cercato dai lettori di olympuslabs: e se il superenalotto fosse truccato? 🙂

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G8 2001 (Genova) – G8 2009 (L’Aquila)

Questa è stata la settimana del G8 – evento contraddittorio dove le 8 teste più potenti del mondo (ma ci sarebbe da discuterne) si incontrano per [dicono] trovare un qualche accordo.

Non se ne capisce l’utilità, considerato che esiste un organismo chiamato ONU creato e preposto proprio a questo fine.

Non se ne capisce lo sperpero di soldi: eventi di questo tipo sono costosissimi e sebbene io possa al limite intravedere un qualche barlume di motivazioni di immagine, resto del tutto basìto anche e soprattutto alla luce del fatto che ad oggi molti non arrivano a fine mese [e ci dicono che soldi non ce ne sono].

Dal G8 di Genova del 2001 sono passati quasi 8 anni. Un morto (Carlo Giuliani), un massacro (Bolzaneto) e condanne irrisorie: di acqua sotto i ponti ne è passata, ed oggi, sia la censura sia la forza dello stato hanno palesemente vinto. Il G8 è terminato senza destare troppo scalpore [e noi in italia ne avremmo avuti motivi per protestare e, onestamente, ma fanculo all’immagine che di noi hanno all’estero – tanto siamo già sputtanati all’inverosimile].

Il post nasce da un documentario sul G8 di Genova trasmesso da Current sul canale 130 di Sky.

Agghiacciante.

E lo dico apartiticamente e apoliticamente: non mi ritengo nè di destra, nè di sinistra, nè tantomeno democristiano. Non mi ritengo una zecca comunista, nè un berlusconino, nè tantomento filo-andreottiano. Sono solo uno che legge e si documenta e, perchè no, si fa anche un’idea tutta sua.

Sulla sentenza di Genova si legge sui capi di imputazione [e cito testualmente]:

A) “avere tollerato e consentito nella sua veste di funzionario della Polizia di Stato più alto in grado presente nella struttura (e conseguentemente avere omesso nella sua veste il controllo necessario ad impedire) che le persone ristrette presso il sito penitenziario provvisorio della caserma di Bolzaneto fossero sottoposte a trattamento non conforme ad umanità, non rispettoso della dignità umana quindi umiliante inumano e degradante”;

B) “avere consentito, tollerato e non impedito [… cut … ], che le persone ristrette in Bolzaneto [… cut … ] fossero costrette a subire trattamenti vessatori inumani e degradanti sia all’interno delle celle (ove le persone senza plausibile ragione erano obbligate a mantenere per lungo tempo posizioni umilianti inumane e disagevoli), sia nel corridoio durante gli spostamenti e l’accompagnamento ai bagni (durante i quali le persone offese venivano derise ingiuriate colpite e minacciate senza alcuna ragione da personale che stazionava nel corridoio disposto in modo da formare due ali ai lati dello stesso)”;

C) “avere nella qualità sopraindicata consentito e tollerato (e comunque non avere impedito che, le persone ristrette presso la caserma di Bolzaneto subissero umiliazioni, offese e insulti in riferimento alle loro opinioni politiche (quali “zecche comuniste” “bastardi comunisti” “comunisti di merda” “ora chiama Bertinotti“ “te lo do io Che Guevara e Manu Chao” “Che Guevara figlio di puttana” “bombaroli” “popolo di Seattle fate schifo”ed altre di analogo tenore), alla loro sfera e libertà sessuale, e alle loro credenze religiose e condizione sociale, (quali ebrei di merda, frocio di merda ed altre di analogo tenore), e fossero costretti ad ascoltare espressioni e motivi di ispirazione fascista contrariamente alla loro fede politica (quali ascolto obbligato del cellulare con suoneria costituita dal motivo “faccetta nera bella abissina”, ascolto della filastrocca “un due tre viva Pinochet quattro cinque sei a morte gli ebrei”, pronuncia da parte delle persone offese contro la propria volontà di espressioni quali “viva il duce”, “duce, duce” ed altre di analogo tenore), così sottoponendo le persone offese ad un trattamento offensivo della loro libertà morale, politica e religiosa [… cut … ]”;

Risultato? Tutti assolti o condannati con pene lievi.
Oggi, 8 anni dopo, un governo di sinistra, un governo di destra, escort, figli leggittimi ed illeggitimi, festini con prostitute ed escort, cosa è cambiato?

Nulla, se non, forse, che siamo ancora meno disillusi di prima e con ancora meno voglia di non farci mettere i piedi in testa.

riferimenti: la sentenza Bolzaneto
current tv

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Matteo De Augustinis: il calabrotto

L’indole calabrese è troppo proverbialmente conosciuta: fervida, iraconda, testarda.
Nessun ingegno eguaglia quello del calabrese.
Nessuno è più inesorabile di lui, non v’è vendetta che alla sua si rassomigli.

I calabresi non dimenticano e non perdonano.

Occorre, però, dire dell’ospitalità.

L’ospitalità calabrese ha veramente dell’ideale e del sublime; essa è la prima e la più venerata delle sue religioni; dopo questa vien quella dell’amicizia.
Fiero del suo io, il calabrese è poco devoto, poco cordiale, giammai rassegnato: egli cede, ma non si costerna, finge di deporre il suo pensiero, ma per tornarvi a miglior tempo.
Neppure i grandi tremuoti valgono a fargli abbandonare la sua stanza e i suoi disegni.

La sua taglia, generalmente è mezzana, l’agilità grandissima, bruna e contratta la fisionomia, nero l’occhio e scintillante.
Aspro ai modi, inciso alla favella, vorrebb’essere compreso senza parlare, ed a volo e perfettamente obbedito e secondato: alla seconda parola, al primo mancamento, il sangue gli bolle e la bile si altera e stravasa

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C# specifiche: gli operatori condizionali

Noi sviluppatori spesso ci troviamo ad usare, per comodità, gli operatori condizionali (operatori condizionali in c#).

1
a = condizione ? prima_espressione : seconda_espressione;

In passato ho anche affrontato la teoria relativa ai tipi nullable, che ricordo essere dei tipi che accettano il valore null.

Oggi mi è capitato un errore compile-time che, a prima vista, potrebbe sembrare piuttosto banale:

Type of conditional expression cannot be determined because there is no implicit conversion between ‘‘ and ‘System.DateTime’

Spulciando le specifiche del linguaggio c#, ho scoperto un’interessante regola di base che, onestamente, non conoscevo.

Regola:
Ipotizziamo che X ed Y siano i tipi del secondo e terzo operando nell’espressione condizionale.
1. Se X ed Y sono dello stesso tipo, ne consegue che questo tipo è il tipo dell’espressione condizionale.
2. Nel caso in cui X ed Y siano diversi:
2a. se esiste una conversione implicita da X ad Y ma non da Y ad X, allora Y è il tipo dell’espressione condizionale;
2b. se esiste una conversione implicita da Y ad X, ma non da X ad Y, allora X è il tipo dell’espressione condizionale;
3. Nei restanti casi, non è possibile determinare il tipo dell’espressione per cui il compilatore ritorna un errore.

Esempio:

1
2
DateTime? nullableDate;  
nullableDate = (condition) ? null : DateTime.Now;

In questo caso X è null, per cui non c’è nessun tipo ad esso associabile. Nè tantomeno esiste un cast che ci dice che sia un null riferibile ad un qualche tipo specifico.

Non esiste nessuna conversione implicita da X (null) ad Y (DateTime).
Non esiste nessuna conversione implicita da Y (DateTime) ad X (null).

Secondo la regola, quindi, il compilatore deve tornare un errore.

Ovviare a questo problema è semplice: bisogna far capire al compilatore quale sia il tipo dell’espressione condizionale. Per farlo possiamo: fare un cast di entrambe le espressioni a DateTime?, oppure ancora fare un cast di null a DateTime? o, infine, fare un cast da DateTime a DateTime? (in questi ultimi due casi, esisterebbe una conversione implicita)

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