Su tutte le maggiori testate giornalistiche, nonchè su Facebook, si fa un gran parlare della possibile dipartita di Rutelli dal PD, per entrare nel partito di Casini (UDC).
Eppure oggi sul Corriere della Sera è uscita un’interessante intervista a Massimo Cacciari da parte di Monica Guerzoni, nella quale il politico filosofo annuncia il ritiro dalla vita politica.
Tra le varie, interessante quest’affermazione:
D: Massimo Cacciari si ritira?
R: Continuerò a dire la mia, ma non accetterò più impegni organizzativi. Ho già dato, serve realismo. Trent’anni fa speravo con altri di poter imprimere una svolta al Pci. Poi ci ho provato con Occhetto, quindi con il partito dei sindaci, con l’Asinello di Prodi, con la Margherita e infine con il Pd. Quel che ora dice Rutelli io l’avevo detto molto tempo prima. A chi dovrei continuare a predicare?[cut]
D: Cioè il Pd di Bersani?
R: Gli auguro successo, ma sarà la cosa 2, 3 o 4 di D’Alema. È un dramma quel che si profila nel Pd. L’intesa col centro è inevitabile e ‘sta frittata qui, un centrosinistra da prima Repubblica che è il vecchio disegno di D’Alema, non mi interessa culturalmente. Anche se è l’unica via per sconfiggere Berlusconi
Credo ci sia poco da commentare, soprattutto alla luce del fatto che pare sia Ciriaco De Mita l’ipotetico futuro candidato alla presidenza della Campania nelle liste del PD.
Tempo fa si parlava di rinnovamento, di facce nuove. Ciriaco De Mita è proprio una faccia nuova. Gli italiani se lo saranno sicuramente già dimenticato.
Infine due domande:
a) se Rutelli dovesse effettivamente lasciare il PD e passare all’UDC, come funzionerebbe per lo spostamento di voti che inevitabilmente ci sarà (non credo proprio che se ne vada da solo) [immagino sia un'operazione alquanto incostituzionale];
b) se Rutelli dovesse effettivamente lasciare il PD, lascerà anche la poltrona di presidente del Copasir? [ricordo che spetta al PD]


















November 5th, 2009 at 6:55 pm
non mi va di accodarmi al Taffazzismo di chi nel Pd gode nel vedere che le persone se ne vanno . L’uscita di Rutelli è un sintomo di un più vasto malessere che coinvolge i moderati di centro, che stanno traslocando verso Casini o addirittura verso il PDL. IL PD sta fallendo nel suo progetto di riunire le due anime della margherita e dei DS. Alla fine contandosi si rimarrà compiaciuti nell’essere rimasti in quattro gatti duri e puri
La fuga di Rutelli e la diffidenza dell’elettorato moderato verso il PD