Sulle “Parentele Rock n Roll” di Diaco

Che non tutti siano disposti al contraddittorio, è cosa risaputa soprattutto in Italia.
Che poi questa sia una pratica piuttosto comune lo dimostra anche Diaco, noto giornalista (radio giornalista) calabrese, il cui blog è spesso fonte di interessanti punti di vista.

Ciò che non concepisco è la completa assenza di poter commentare, a meno che io non sia diventato cieco tutto in una volta. Ad esempio: sono interessanti le argomentazioni di Diaco in merito al recente caso dei giocatori del San Luca, scesi in campo con il lutto al braccio per commemorare la morte di ‘Ntoni Gambazza (potente boss della ‘ndrangheta, recentemente scomparso).

Diaco scrive che gli suona strano il fatto che decine di migliaia di calabresi si siano ribellati alle esternazioni di Venditti, per poi restare completamente al silenzio davanti ad un caso altrettanto grave.

C’è poco, pochissimo di cui stupirsi. Ed è altrettanto con poca ironia che colgo la satira finale “Meravigliosa la Calabria”.
Non c’è di che stupirsi, chi lo fa o chi cade dalle nuvole vuole solo dimostrare l’ignoranza che ci circonda. Il mondo dei paesi, di certi paesi, è difficile per chi lo vive nella sua quotidianità. Non si può pensare di prescindere da certi dogmi culturali che, nel bene e nel male, tutti noi ci portiamo nel nostro DNA.

Questo non vuole dire sostenere il comportamento dei giocatori del San Luca, questo non vuole significare che io li giustifichi. Vuole semplicemente dire che io li capisco e come me, sarebbe il caso lo facessero tutti quelli che si sono indignati per un gesto del genere – che poi sia da stigmatizzare, è un altro paio di maniche

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