“Mi piace” questo elemento?

Mi piace. Non mi piace più. Per politically correcteness il “non mi piace”  secco neanche c’è. Questo è tutto.

Visto come Facebook ha ucciso la comunicazione in virtù dell’interazione di tipo meccanico? Sì perché leggiamo un post, un link, addirittura un commento carino ed invece di sprecare un minimo di neuroni per rispondere o commentare in modo da alimentare la discussione, in modo da fare si che tra il serio ed il faceto si arrivi un po’ più lontani da dove si è partiti, in modo, insomma, di dire qualcosa, cosa si fa? Si clicca su “mi piace”. Fine. Nessuna discussione,  nessuna evoluzione, solo il meccanico far dire che ti piace. Ma scriverlo? Scrivere un commento positivo che faccia capire che piace ciò che è stato condiviso? Avere il coraggio di scrivere una stroncatura o la sagacia di mettere un commento sarcastico e critico? Trovo che sia una delle opzioni più odiose di Facebook, capisco quando sia relativo a pagine, così uno fa sapere in giro cosa gradisce del variegato Zoo di pagine di Facebook, ma trovo talmente snervante il non avere quasi alcun tipo di feedback che ormai mi passa quasi la voglia di condividere. Come si fa a non provare una immensa tristezza quando si trova un video divertente e lo si condivide taggando qualcuno, con una descrizione anche pensata magari e quel qualcuno clicca su “mi piace”? Quando si pubblicano le foto delle feste? Io la sento, quando la spia rossa delle notifiche si accende e si vede che qualcuno ha cliccato “mi piace” che cosa da? Cosa restituisce? Nulla! E infatti neanche vado a vedere cosa è stato “piaciuto”. Mi meraviglio soprattutto delle donne, così sensibili e comunicative. Pensate se quando si prova un vestito, si sceglie una borsa, si attende che dicano se la torta cucinata è buona o meno alla domanda “ti piace?” si ricevesse solo un secco “si” di risposta, piacevole vero? Se fosse il vostro fidanzato lo mandereste a quel paese per la sua mancanza di sensibilità. La cosa triste è che il motivo per cui si sia diffuso è comprensibile. La gente è di base insicura e pigra, questo porta ad utilizzare una sorta di comoda paletta che indica il proprio gusto e che non fa sbilanciare troppo sulla propria preferenza, per rimanere socialmente al sicuro da critiche sulle proprie preferenze, allo stesso tempo quella preferenza automatizzata garantisce che si è ricevuto un apprezzamento, una sorta di gratificazione automatizzata che ci si scambia in continuazione, come cortesia personale. Ma forse è anche vera un’altra cosa… la gente mediamente non ha più niente da dire e quindi lascia che sia un link a dirlo al posto suo…

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La casa monegasca del cognato di Fini e la truffa che “non c’è”

E’ di ieri la notizia che la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per l’affair della casa di Monaco intestata al cognato di Fini.

Questi i titoli dei giornali:

l’Unità: “Caso Montecarlo, «niente truffa» procura chiede l’archiviazione”

Il fatto quotidiano: “Casa Montecarlo chiesta.Fini era indagato”

Corriere della Sera: “«Casa di An, nessuna truffa» I pm: archiviazione per Fini”

Il Giornale: “Montecarlo, Fini indagato in gran segreto La procura: casa svenduta. Ma archivia tutto”

Repubblica: “Casa di Montecarlo, la richiesta dei pm da archiviare, non c’è reato”

Libero: “Casa di Montecarlo, Fini graziato dai PM”

Questione di punti di vista 🙂

Infine, bisognerebbe spiegare al sig. storace che non c’è stato alcun processo, per cui è incoerente in termini affermare che solo a fini si applica il “processo breve”

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (3): i giornalisti RAI

Da dove iniziare?
Forse dall’aver pensato che il gesto del 3 volesse significare perdere 3 a 0 a tavolino, quando invece bastava andare su wikipedia (ed in questo mi trovo d’accordo, per una volta con aldo grasso) per evitare pessime figure.

O forse, dall’aver incitato l’inviato a bordo campo a sfondare il cordone di sicurezza per capire cosa si stessero dicendo i delegati uefa?

O forse ancora, dall’aver inventato la storia che la partita non fosse ancora sospesa (quando lo stadio era già completamente vuoto) solo ed esclusivamente per aspettare che succedesse il fattaccio per poter fare lo scoop (tanto che mazzocchi afferma ‘teniamo la diretta’)?

O forse, dall’aver litigato con il responsabile sicurezza a seguito della nazionale italiana, cercando di difendere le affermazioni di cui sopra?

ridicoli!

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (2): i giocatori serbi

Sui fatti di genova, pesa come un macigno anche la posizione assunta dai giocatori serbi (in primis stankovic, non solo perchè forse il più noto ai tifosi italiani ma anche per essere stato in prima fila).

Andare sotto la curva e fare il gesto del 3 (che ovviamente non voleva significare perdere 3a0 a tavolino, come qualche ignorante ha riferito in diretta nazionale) è equiparabile ad un di canio che, sotto la curva dei laziali, fa il saluto romano.

Non credo sia un gesto educativo, sempre che si voglia continuare a parlare, ipocritamente, di fornire segnali buonisti alle nuove generazioni.

Se vuoi veramente calmare i tifosi, non aspetti una buona mezzora prima di andare sotto la curva, non gli fai il saluto nazionalista e poi te ne vai dall’altra parte del campo. C’erano tante altre strade da seguire, ma forse a ben vedere i serbi sono molto più simili tra loro di quanto non si possa pensare 🙂

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Considerazioni sparse su Italia-Serbia (1): lo stato italiano

Volutamente, sono passati un paio di giorni prima che io scrivessi qualcosa relativamente ai fatti di Italia-Serbia. Essendo coinvolto emotivamente con le questioni legate allo stadio, non volevo essere trascinato dall’emotività nelle mie considerazioni.

Dividerei i fatti in 3 aree (e quindi 3 post): stato italiano, giocatori serbi, giornalisti RAI.

Lo stato italiano ha più colpe in tutta questa faccenda.
Non è ammissibile limitare la libertà delle persone/tifosi nell’andare allo stadio a meno di avere la tessera del tifoso, e poi consentire ad una manica di teppisti di entrarci senza essere perquisiti.

Non è ammissibile che si devasti una città e non si arrestino i fautori di tali distruzioni e, in più, gli si consenta anche di andare allo stadio.

Non è ammissibile che una qualsiasi persona possa stare oltre 20 minuti seduta su una balaustra a tagliare la rete metallica del settore ospiti con una tronchese e nessuno faccia niente – in altre situazioni, trasferte varie a cui ho partecipato, i poliziotti non hanno esitato a caricare (in primis le ragazze) – ma, forse gli slavi fanno più paura.

In aggiunta, ci stiamo facendo prendere per il culo dal governo serbo ma, questo, forse è anche quasi scontato visto che siamo governati da politici ridicoli.

Se i serbi fossero arrivati in forze, il giorno dopo ci saremmo potuti svegliare con le loro bandiere issate sui nostri palazzi istituzionali 😉

Ieri sera, poi, mi è capitato purtroppo di vedere uno spezzone di porta a porta dove erano presenti maroni e veltroni (tra gli altri). Il ragionamento del ministro, a spiegazione di quello che è successo, era fondamentalmente legato al fatto che lo stadio di genova non possedesse le zone di pre-filtraggio per cui, implicitamente, se ne deduce che marassi non sia a norma di legge.
Com’è possibile, quindi, che si giochino partite di campionato e partite internazionali?

Si parla tanto di tornelli, biglietti nominativi, tessera del tifoso quando, in realtà, la questione è una sola: le leggi si devono far rispettare anche di fronte a perdite pecuniarie enormi

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My two cent: premio Nobel per la Pace a Liu Xiaobo

Solo due considerazioni (una seria, una un pò meno).

La prima è che in un regime di fatto se vinci il premio nobel per la pace, ti arriva la polizia a casa dei tuoi familiari (mentre tu sei in prigione) affinchè non possano parlare. In un altro paese – il nostro – ci sono giornalisti (leggasi il triumvirato porro-sallusti-feltri) che parlano con i capi uffici stampa dei vari personaggi “importanti”, minacciandoli di far uscire dossier ad hoc, giusto per fare un favore al proprio padrone-sultano.

La seconda è che nemmeno quest’anno è andata bene al nostro amato premier. Non gli riesce proprio di vincere questo dannato premio (nonostante, tra gli altri, sia grazie a lui che le banche americane non sono fallite). Sarà che chi assegna il premio nobel è comunista?

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Inventarsi sparatorie nell’androne di casa

Qualcuno potrebbe spiegarmi perchè i giornali [di “destra”] abbiano parlato per mesi della casa a montecarlo e solo per pochi giorni di un ipotetico attentato alla vita di Belpietro (che mi pare una questione ben più grave)

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Dopo 153 giorni ecco a voi il nuovo ministro dello Sviluppo Economico!

Mi ero già occupato su questo blog della mancanza di un ministro dello sviluppo economico (più che altro in riferimento alla presa per il culo del presidente del consiglio, che alla reale esigenza di un nuovo ministro).

Bene, da ieri tale soggetto è Paolo Romani – interessante la sua pagina su Wikipedia dove già possiamo intravedere in quale direzione si muoverà per promuovere lo sviluppo economico del nostro paese.

Attendiamo con ansa il boom [economico] !

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