Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da molti avvenimenti che, a parte le escort del presidente, hanno fortemente scosso l’opinione pubblica italiana: mi viene da pensare sia alle rivolte in nordafrica con il conseguente rischio immigrati [rifugiati], sia al tremendo terremoto che ha colpito il Giappone.
Uno dei punti cardine di questo governo è sicuramente il tentativo di darsi un piano energetico grazie alla costruzione di alcune centrali nucleari sul territorio nazionale. Il sisma che ha colpito il giappone ed i conseguenti danni provocati agli impianti giapponesi, ha creato una ridda di dichiarazioni di politici e scienziati che, a vario titolo, si pongono pro e contro la creazione di nuove centrali sul nostro territorio.
Credo che gli ultimi fatti debbano farci riflettere.
La domanda che dovremmo porci è: dobbiamo imparare dall’esperienza??
Cerco di spiegarmi.
Abbiamo davanti due alternative: costruire le centrali nucleari, fregandocene della storia recente, investendo [tanti] soldi sperando di avere un ritorno energetico considerevole (sebbene si parli di un 4% di produzione interna); in alternativa, potremmo pensare di rivedere completamente il nostro modo di vivere. Potremmo pensare che sia meglio rivedere come noi utilizziamo le risorse a nostra disposizione, invece di effettuare azioni di boicottaggio di questa o quella compagnia petrolifera.
Ha senso utilizzare l’auto sempre e comunque anche per brevi spostamenti?
Ha senso tutto questo spreco d’acqua?
Ha senso mantenere sempre accesi elettrodomestici e luci?
L’esperienza del giappone, l’esperienza dei paesi del nordafrica, dovrebbe servirci per capire che forse è giunto il momento di cambiare radicalmente il nostro stile di vita.
La germania lo sta facendo, ma lì c’è una classe politica ben diversa dalla nostra (anche e soprattutto per estrazione culturale).
Infine, una battuta sarcastica.
Sarà forse il caso di evitare di nucleare in questo paese? Ogni qualvolta affrontiamo l’argomento succede qualche catastrofe epocale (e sempre a ridosso di un referendum). Ricordate Chernobyl?


















March 15th, 2011 at 1:09 am
In italia vedo sempre predicare “no al nucleare, il nucleare è pericoloso” e intanto:
-non si fa la raccolta differenziata
-si prende l’auto per andare da casa fino al panettiere o a prendere il caffè al bar a 100 metri da casa (sopratutto quando sono in calabria noto questo)
-si continua a gettare carte, mozziconi ovunque
-si mettono ovunque condizionatori d’aria (micidiali per l’ambiente anche quelli eh)
Premesso questo vorrei far notare che il giappone ha subito un terremoto tra i piu’ potenti che possano colpire, che ha devastato mezzo paese e su 50 centrali nucleari solo un paio hanno subito gravi danni, danni derivati dallo tsunami e non dal terremoto in se, e ricordiamoci anche che erano le centrali piu’ vecchie in funzione (40 anni). Direi che ragionando bene la sicurezza del nucleare ne esce anche bene. Sul disastro in giappone c’è molta cattiva informazione, infatti mai e ripeto MAI si sarebbe potuta ripetere un altra cernobyl, basta chiedere a qualcuno dell’infn o del cnr o qualcuno che SA veramente le cose per farsi spiegare bene il perchè, son due cose diverse, ma cernobyl fa sensazionalismo quindi ripetiamolo, i giornalisti da questo punto di vista sono stati disgustosi come al solito….
In ultimo, la germania è stradipendente dal nucleare, le elezioni sono vicine e si parla solo di posticipare i lavori di rinnovamento di 2 vecchie centrali. Figurati se abbandonano il nucleare, voglio vedere dopo le elezioni se la penseranno ancora così.
March 15th, 2011 at 2:48 pm
quindi ne deduco che tu sei per non imparare nulla dall’esperienza?!
io preferisco cambiare le mie abitudini e mi farebbe piacere che ci fosse una campagna di sensibilizzazione in tal senso.
March 18th, 2011 at 12:45 pm
[...] Ci pensa la prestigiacomo, ministro dell’ambiente, a dare risalto a quanto ho scritto giorni fa sulla diatriba del nucleare. [...]