Il calcio di una volta: il capitano Rosario Sasso

Riporto un’intervista [bellissima] ad uno degli storici capitani della Reggina: Rosario Sasso.

ROSARIO SASSO

E’ stato il capitano di una Reggina che ha fatto innamorare tutti: una squadra spettacolare, capace non solo di riportare la serie B a Reggio dopo 14 interminabili anni, ma anche di sfiorare, contro ogni pronostico, il doppio salto dalla C1 alla massima serie.
La Reggina di Scala, la Reggina che riempiva il vecchio Comunale in ogni ordine di posto, la Reggina che faceva parlare di sé 7 giorni su 7, in ogni angolo della città.
Lui, Rosario Sasso, giocava nel ruolo di libero, e di quel meraviglioso gruppo era una delle massime espressioni, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto caratteriale. Novantacinque presenze in tre campionati, impreziosite da 7 reti: i tifosi di vecchia data, ricorderanno sicuramente quella datata 86-87, nell’accesissimo derby col Catanzaro, oppure quella che rimandò a casa battuta la Sambenedettese, 88-89, consentendo agli amaranto di ottenere la quarta vittoria di fila, e di irrompere definitivamente, a 6 giornate dalla fine, nella lista delle pretendenti alla serie A.
Aveva coraggio da vendere Rosario Sasso, e quando c’era da sacrificarsi, quando c’era da sudare il doppio per aiutare il compagno in difficoltà, lo vedevi sempre lì, in prima linea. Mai un cedimento, mai una volta che abbia “tirato indietro la gamba”. Piuttosto che mollare, preferiva uscire dal campo malconcio, come quando in un derby di Messina si presentò nel post partita con un ginocchio gonfio e sanguinate, ed ai giornalisti che gli chiesero cosa fosse successo, rispose candidamente “E’ stato un morso di Di Fabio. Forse pensava che bastasse così poco per impedirmi di giocare”.
Ricordi, aneddoti ed emozioni, di chi ha saputo conquistarsi un posto nella storia. La nostra storia…

Il capitano: Rosario Sasso

“Nell’arco di una carriera, ci sono molte tappe. Senza nulla togliere a tutte le altre esperienze fatte, quella con la Reggina, per l’intensità con la quale è stata vissuta, è come se fosse stata l’unica. Non ci sono parole adatte a descrivere l’amore che ho provato e che sento ancora per questa maglia. Sembrerò malinconico, magari esagerato, la verità è che vorrei augurare alle persone che ho più care di vivere un’esperienza simile a quella che ho vissuto io a Reggio. Non è stato un lavoro, non era giocare per un risultato, noi scendevamo in campo per qualcosa di molto più importante…”

Un aneddoto amaranto

Stagione 87-88: Torres-Reggina. Eravamo arrivati con largo anticipo allo stadio, ormai eravamo pronti a scendere in campo, era una gara importante quella di Sassari. Avevo percorso il tunnel accanto all’arbitro, appena sbucati in campo lo vidi fermarsi di scatto. Si voltò verso di me e mi disse: “Ma… quelli sono i vostri tifosi?”. Alzai lo sguardo e vidi un muro amaranto, non potevo crederci: era una trasferta lontanissima, un viaggio estenuante. Dissi soltanto di sì con il capo. Ricordo ancora il suo sguardo sconcertato quando, sgranando gli occhi, riuscì solo a dire: “Sono pazzi!”. Sì, lo erano. E noi eravamo pazzi di loro.
Rientrati in aereo aspettammo il loro rientro in nave al porto di Reggio per ringraziarli”

Nave stracolma di tifosi amaranto diretta a Sassari

Rosario Sasso & Reggio Calabria: la sua esperienza in città

“Reggio è la città dove ho trascorso gli anni più belli, la città dove ho conosciuto mia moglie, dove conservo amicizie che il tempo non può appannare. E’ un piacere enorme già solo sentir il nome, “Reggio”. E’ stato un periodo di grande riscatto, di rivincita, per tutti. Per la società, per la squadra, per tutto il popolo reggino”

La partita che non dimenticherà

“87-88: Cagliari-Reggina 0-1. Giocavamo in casa di una squadra assai più accreditata di noi, andammo a vincere in Sardegna con un gol di Lunerti. Lì abbiamo capito che potevamo davvero essere grandi”

La sua Reggina…la Reggina attuale

“Sono altri tempi, il sistema calcio odierno comporta una maggiore distanza tra la squadra e la città. Non è certamente un problema di Reggio, è un dato di fatto su scala nazionale. A Reggio, anzi, magari si conserva ancora una certa vicinanza tra le componenti. Forse, però, il livello della Reggina attuale è ormai consolidato, superiore a quello di un tempo: forse la gente si è abituata ad avere una grande squadra senza accorgersi che ogni traguardo per la Reggina resta sempre una grande conquista

2011-2014: che Reggina sarà quella del centenario?

“La Reggina è una realtà solida, mi auguro e sono convinto possa esser una Reggina da Serie A. Sarà necessario in questi anni il grande sacrificio di tutte le componenti, tutte dovranno dare il loro apporto. La società, la squadra, il pubblico, la stampa. Spero potremo celebrare tutti insieme il centenario, una splendida festa nella massima serie”

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