Probizionismo romano

Sono passati più di 5 anni oramai, da quando, vivendo a Bologna, commentavo le decisioni dell’ex sindaco della città felsinea, in merito a questioni di sicurezza pubblica.

Recentemente, mi è capitato di lamentarmi della decisione del sindaco Alemanno di imporre la chiusura dei locali alle 2 di notte (per poi, nel caso dei bar, poter riaprire alle 4).

Oggi arriva la notizia che la giunta romana ha approvato un’ordinanza anti-alcool definita “hard”, eccone un’estratto:

Il sindaco Gianni Alemanno ha predisposto un’ordinanza, in vigore dal 1° aprile al 30 giugno, che impone, nelle zone di Roma dove si fanno le ore piccole, due divieti: per chi gestisce i locali, divieto di vendita e somministrazione di alcolici “per l’asporto o il consumo al di fuori del locale e delle relative superfici attrezzate, pubbliche o private, di pertinenza del locale medesimo”, dalle 23 fino alla chiusura degli esercizi.

Personalmente sono contrario ad ogni forma di proibizionismo, se non altro perchè la storia ha più volte dimostrato l’inutilità di questa strada, portando sempre ad altre forme di criminalità e soprattutto all’arricchimento di taluni soggetti.

Sono contrario perchè queste ordinanze attaccano in primo modo i commercianti che, soprattutto in questo periodo di crisi, dovrebbero essere aiutati nella loro attività.

Sono contrario perchè, comunque, c’è sempre una via alternativa al “non-bere” per i locali (a bologna, dove la restrizione riguardava gli esercizi commerciali entro-le-mura, le persone acquistavano alcool fuori dalle mura di cinta della città per poi dirigersi a piedi verso il centro).

Sono contrario perchè non è così che si educa la gente a vivere in modo civile.
Infine, sarei proprio curioso di sapere cosa ne pensa Alemanno riguardo alla tanto decantata sicurezza che avrebbe portato nella capitale: mi pare di ricordare che aveva preso provvedimenti in merito ai problemi nelle zone limitrofe a Campo dei Fiori. Infruttuosi?

Magari è un sogno, ma sarei proprio interessato a sapere cosa ne pensano i romani.

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