Jun
10

Privatizzazione servizi idrici: il caso Marina di San Lorenzo

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Riflessioni

In questi giorni è iniziato il forcing finale dell’establishment economico-politico al fine di invitare il popolo a votare NO, quindi a non abrogare la legge che prevede la privatizzazione dei servizi idrici, al referendum del 12 e 13 giugno 2011.

La tesi del gruppo capitanato da Emma Marcegaglia è che votare SI, farebbe tornare indietro il paese di oltre 20 anni; confindustria, infatti, è convinta che l’acqua debba restare pubblica, ma che il servizio idrico debba essere liberalizzato anche e soprattutto per una sua gestione più efficiente e per poter creare nuovi posti di lavoro.

Porterò un caso esemplificativo del perchè, invece, secondo me bisognerebbe votare SI, e quindi abrogare la legge in vigore.

Succede che il comune di Marina di San Lorenzo assieme ad altri 5 dello stesso comprensorio, decidono di affidare la gestione del servizio idrico alla Sorical S.p.A. (società mista, con Veolia suo partner privato) . Purtroppo, questi comuni contraggono debiti con la Sorical, che decide di sospendere la fornitura dell’acqua.

Morale della favola?
I cittadini, che comunque pagano regolarmente le tasse (almeno immagino), restano senza acqua per ben 5 (CINQUE) giorni.

Decidete voi che cosa volete per il vostro futuro

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3 Commenti al post: “Privatizzazione servizi idrici: il caso Marina di San Lorenzo”

  1. fortunato scrive:

    Ma è una cosa legale?
    incredibile!

  2. Marco 3mendo Tosti scrive:

    Più parassiti metti.. più l’ospite si ammala e muore… I cittadini sono il povero ospite di politica ed affarismi vampiri!

  3. fcdarko scrive:

    abito a reggio cal. e capisco il “problema” avuto dagli abitati di marina di s.lorenzo. ogni estate dalle 7 in poi in città viene chiusa la fornitura di acqua. chi è provvisto di un serbatoio autonomo arriva alla nottata (per poi ricaricarlo la mattina) chi invece non ne ha uno deve lavarsi cucinare e fare tutto il resto con le bottiglie e l’acqua raccolta.
    Dicono sia perchè devono dare priorità ai raccolti… ma secondo me al sud la questione dell’acqua è ben più seria e lo stato fa finta di non vedere.

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