Voti capitolini 2013

Se hai scrollato fin qui, meriti un applauso …
Quella che vedi in foto è la scheda elettorale sulla quale dovranno votare tutti i cittadini romani. Mentre tutti i giornali si cimentano in questa “lotta” a chi sia riuscito nella mirabile impresa di svuotare le piazze (la qual cosa sembra la solita ridda sui numeri tra questura/manifestanti), mentre il senato della repubblica (che merita di essere scritto in minuscolo) si ricorda di accordare le dimissioni ad uno dei candidati, che casualmente è lo stesso candidato che ha proposto un biglietto per i mezzi pubblici da 5 euro per tutti i non residenti, mentre succede tutto questo, i romani, cosa fanno ?!

I Romani, residenti o meno che siano, subiscono in perfetto silenzio e si cimentano , a loro volta, nel più classico “vota antonio” di decurtissiana memoria: c’è chi fa una causa di vita contrastare Alemanno (esponente PDL), c’è chi fa lo stesso contro Marino (esponente PD) … Insomma, è una città in cui le elezioni contano tantissimo. E sapete perchè la gente si anima tanto per le elezioni?
Perchè le elezioni a Roma sono un business più che in altri comuni. Avere un proprio “amico” al Comune, o al Municipio che sia, vuol dire avere garanzia di soldi a pioggia per la propria azienda, cooperativa o famiglia. Sì perchè nell’incivile Roma, gran parte dei lavoratori sono attaccati alla mammella dello Stato, e ne succhiano linfa vitale a più non posso, non preoccupandosi di come siano arrivati nel loro bel posto di lavoro, non preoccupandosi delle conseguenze dei propri gesti.

In sostanza, Roma è una città morta, ma è morta perchè lo sono i suoi cittadini, affetti dal virus dell’inciviltà e di un menefreghismo egoico che quasi mi fa terrore. Non sarà certo un sindaco a poter risolvere un tale grado di bassezza morale e civile, ma sicuramente sarà un sindaco a far contenta questa o quella famiglia, perchè da martedì qualcuno avrà tanto di cui gioire.

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Milano

La scorsa settimana sono stato a Milano per un paio di giorni per motivi di lavoro ed è stata occasione per molti spunti di riflessione. Una città sicuramente europea, sotto tanti aspetti; un cantiere aperto in vista dell’Expo con costruzioni molto europee: la torre Unicredit, il più alto grattacielo d’Italia progettato da César Pelli, è davvero affascinante, soprattutto perchè affiancato da un classico esempio di architettura eco sostenibile (vedere alberi piantati sui grattacieli ti dà veramente delle strane sensazioni).

Poi, però, giri per la città, ti confronti con varie realtà e le persone che la vivono e scopri che, come spesso accade, non è tutto oro ciò che luccica.
Appena arrivato a Milano, esco dalla stazione e scopro che un ragazzo di 23 anni (se non sbaglio) si è suicidato buttandosi sotto la metro. Provo subito grande tristezza per questo gesto ma, parlando con la tassista che mi porta in ufficio ed alcuni miei amici, scopro che per loro è più un fastidio, per il disagio causato da questo estremo gesto.

Questo modo di vedere la vita, questo modo di vedere ed interpretare ciò che gli altri fanno, è l’ennesima dimostrazione di una società che ha in definitiva perso la propria bussola. Stiamo sempre più andando verso un modo di vivere dove vengono esaltati i singolarismi e quindi inevitabilmente il distacco della società, facendo probabilmente aumentare il disagio di chi, invece, avrebbe sempre più bisogno di una parola di conforto.

Tristezza

(foto urbanlife)

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Investimenti in italia nel 2013

Ricordo che da piccoli giocavamo sempre con le figurine, sedendoci sul muretto, a terra o dove capitava. Non c’era alcun premio in soldi, l’obiettivo era vincere le figurine dell’avversario.

Poi si cresce, inizi a fare sport, ti avvicini magari agli stadi, hai una squadra del cuore e vuoi o non vuoi senti parlare di totocalcio prima, di scommesse poi. Inizi a curiosare in giro per l’europa alla ricerca di informazioni interessanti, in modo da avere maggiori possibilità di vincita. E di nuovo, sebbene qui il premio in soldi c’era (ipotetico), non era quello l’obiettivo, il vincere si racchiudeva nel gusto di superare una sfida.

Poi si cresce ancora, vivi in un sistema capitalistico e non puoi non notare l’importanza che la società dà ai soldi. Apri un’azienda e, per quanto si cerca di portare avanti un business etico, devi comunque confrontarti con termini che, vuoi o non vuoi, abbiano come obiettivo quello di portare moneta sonante.

Gli investimenti in Italia, già questi sconosciuti.
Ci sono varie forme di investimento, magari il superenalotto?
No, direi che quella è evidentemente una scommessa a perdere, da tutti i punti di vista.

Ci sono poi personaggi che finanziano partiti con 710 mila euro e poi diventano magicamente sottosegretari.

Beh che dire, era molto meglio giocare alle figurine

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