perdere con la nuova zelanda è una vergogna!
avrebbero dovuto chiedere scusa, invece che risentirsi per le critiche (vedi lippi nella conferenza stampa)
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Mentre ero a Bologna, ho sentito che forse Buffon ha terminato i mondiali a causa di un’ernia al disco (motivo per cui, è stato sostituito durante la prima partita dell’Italia).
Ora, io non sono medico, ma che io sappia un’ernia al disco non ti viene dall’oggi al domani. Quindi mi chiedo: perchè convocare gente che sta fisicamente messa male (vedi anche Pirlo), invece di dare spazio ad altri?
Oramai le scelte sono fatte e forse ha poco senso lamentarsi, però la rabbia è tanta
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Ciò che mi resta della partita di ieri sera è la dimostrazione, per l’ennesima volta, del livello infimo del nostro giornalisto.
Non è una novità che il commento di bagni rasenti il ridicolo (dovrebbe spiegarmi perchè, mentre gioisco per il gol del pareggio, mi ricorda della gomitata di 4 anni fa) …
Però mi chiedo: ma se vi lamentate di Argentina ed Inghilterra che secondo voi avrebbero fatto prestazioni indecorose, perchè devo avere fiducia in una squadra che non è riuscita a fare un tiro in porta (se non verso la fine e sotto 1-0) ?
E soprattutto, ma che me ne fotte ad un mondiale che i padani tifano contro l’italia.
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Qualcuno, recentemente, mi ha fatto notare che la tessera del tifoso sia a pagamento.
Decido quindi di farmi un giro sui siti delle prime 4 classificate nel campionato italiano appena terminato (più la Juventus, per la sua storia e per essere l’unica attualmente a possedere uno stato di proprietà) , al fine di reperire maggiori informazioni in merito.
Il sito dell’Inter, tra le 5, è quello che rende più facile la consultazione delle informazioni sulla tessera del tifoso. Non parla dei costi, ma la promuove anche come carta di credito Mastercard ricaricabile ( !!! ). La società Inter specifica, inoltre, che la tessera del tifoso sostituirà in toto l’abbonamento per la stagione 2010/ 2011, promettendo un accesso allo stadio più veloce (senza, ovviamente, spiegare come avrebbero intenzione di farlo).
Il sito della Roma (scandaloso), non ne parla affatto. Sono stato costretto a trovare la pagina tramite google: ma in questo caso, come anche nei siti delle altre squadre di calcio, non si va oltre un laconico comunicato stampa.
Il sito del Milan, nasconde il nome “Tessera del tifoso” con “Cuore Rossonero”, camuffando tale tessera come una normale carta bancomat.
Il sito della Sampdoria specifica che il costo della tessera del tifoso è gratuito, a patto di sottoscrivere l’abbonamento, mentre i tempi di rilascio (unica a specificarli) sono pari a 50/60 giorni ( !!! ). Si spiega anche che, senza la tessera del tifoso (altresì detta Samp Card) non sarà possibile accedere al settore ospiti.
Il sito della Juventus, chiama la tessera del tifoso, “Stadium Member”, sebbene sia specificato a chiare lettere che ad oggi non è possibile sottoscriverla. La società afferma che diramerà presto le modalità per sottoscriverla per la stagione 2011. La Juventus è l’unica società a specificare chiaramente che il costo della tessera è di 10 euro, a meno che non si sottoscriva l’abbonamento; in quest’ultimo caso, il costo promozionale è di 5 euro.
Quindi, in sintesi, tralasciando l’inutilità della tessera del tifoso e il fatto che, ad oggi, nessuno ha ancora risposto al mio post, dove chiedevo se esistesse qualcuno a favore di questo strumento, la domanda che mi pongo è: chi ci guadagna?
In tutti i siti sopra elencati, si pone molta enfasi sul fatto che la tessera del tifoso sia anche e soprattutto una carta di credito ricaricabile. Per cui, a primo acchitto, a guadagnarci pare saranno le banche che si troveranno una montagna di liquidità a disposizione da re-investire a scopo di lucro.
Altre idee?
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Che la tessera del tifoso sia uno strumento inutile, che ci riporta ad un’epoca in cui tutte le persone venivano schedate (pubblicamente), probabilmente anche in assenza di prove precise, beh, è un fatto assodato.
Mi chiedo però: c’è qualcuno che è d’accordo? vorrei proprio capirne le ragioni.
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Mourinho se ne va.
Snejider afferma che se ne andrà.
Milito che nel calcio non si sa mai.
Moratti, addirittura, che non si farà più prendere in giro da nessuno.
Poveri tifosi interisti …
L’inter è la squadra che, almeno in Italia, rappresenta meglio il calcio moderno. Una massa di mercenari con un attaccamento alla maglia che rasenta lo zero assoluto.
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Questo è uno dei motivi per cui sabato notte tutti gli italiani non interisti, o gran parte di essi, ha tifato Bayern.
Se gli altri sfottono, loro criticano e chiedono sanzioni – nella migliore delle tradizioni di “puliti” che si sono costruiti in questi anni, anche grazie alla gogna mediatica contro gli altri.
Se invece sfottono loro direttamente (ed il sig. Materazzi non ha perso occasione nè per lo scudetto nè per la Champions), tutto è permesso.
Saper vincere è una dote che non tu possiedono. Se poi non si vince per mezzo secolo, beh, allora, è comprensibile lo sfogo.
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Domani si giocherà una partita che i tifosi interisti aspettano da “soli” 50 anni. Ci sono due cose che non mi spiego, e forse ho tardato un pò a scriverlo.
La prima è che una settimana così particolare, che si aspetta da così tanto tempo, è stata vissuta in modo paradossale, parlando solo ed esclusivamente della partenza (oramai certa) dell’allenatore – praticamente si da per scontato che la champions verrà vinta. E’ incredibile come non si sia parlato della partita, ma solo della dipartita dell’allenatore più odiato d’italia e del suo “non sentirsi a casa”.
La seconda è una vicenda tutta italiana. A differenza del Bayern, che ha messo in vendita tutti i biglietti sul proprio sito web, l’Inter ha destinato solo 5 mila biglietti alla vendita diretta per i tifosi. I restanti sono stati destinati ad amici, compari, vip e politici vari. Non bastasse, i biglietti sono stati venduti in un unico punto, sperduto nella periferia milanese. Bel modo di far partecipare i propri tifosi ad un evento eccezionale.
Mi ero già lamentato in passato della gestione “tifosi” della società interista, noto con piacere che nulla è cambiato.
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Tutti noi che frequentiamo abitualmente gli stadi di tutta italia, lo sosteniamo da sempre: il biglietto nominativo non è la soluzione. I tornelli non sono la soluzione. Vietare le trasferte non è la soluzione.
In generale ci è sempre parso che chi fa le leggi in materia di stadi (maroni e pisanu in primis) non sia mai effettivamente stato in uno stadio. Il che, per carità, può anche starci. Il dramma è che non lo sono mai state nemmeno le persone di cui si circordano.
La partita Genoa – Milan giocata a porte chiuse ne è solo l’ultimo esempio.
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Prendo spunto dal primo post scritto da Marco su questo blog, per presentare un esempio pratico di ciò che lui descriveva.
L’altro ieri sera ho visto la tanto discussa finale di Coppa Italia tra Inter e Roma allo stadio Olimpico. In fase di premiazione finale ho subito individuato due figure che poco hanno a che fare con il mondo dello sport: il presidente del Senato Schifai ed il ministro della difesa La Russa.
Ora, che ci fosse Schifani potrei anche capirlo (al limite). Ma la presenza di La Russa, noto tifoso interista, proprio non me la spiego.
Ecco che, quindi, assume un ruolo importante l’osservazione scritta da Marco in questo blog: il ministro tifa Inter e fa di tutto per essere sul palco, in prima linea, per poter festeggiare i propri beniamini
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Premesso che questo scudetto l’ha perso la Roma e l’Inter non lo merita (perchè se hai 14 punti ed una squadra di 20 titolari ultra-milionaria e senza nemmeno un italiano, non lo meriti. Punto.).
Fatte le dovute premesse, stasera ho assistito ad una delle scene più scandalose e vergognose degli ultimi N anni. Che laziali e romanisti si odino ci sta. Lo capisco e lo condivido, come d’altronde io odio (calcisticamente) i messinesi ed i cosentini.
Che però il tifoso laziale debba esultare quando la propria squadra subisca un gol, è una delle più brutte pagine di questo sport in tutta la sua storia.
Quale valore sportivo e di lealtà dovrebbe trasmettermi questo gesto?
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“siete tutti figli di puttana” – in risposta a tutti quegli interisti che lo fischiano al primo errore della sua partita.
Come si fa a fischiare l’unico italiano in campo?
Come si fa a non riuscire a godere nemmeno dell’aver vinto col Barcellona creando tutto questo trambusto?
I tifosi interisti, per l’ennesima volta, hanno perso la buona occasione di essere … tifosi
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Ancora mi chiedo, a distanza di giorni, come possano aver consentito un’irregolarità del genere. Giocare Inter Juve due giorni prima del derby di Roma, quando Inter e Roma si contendono lo scudetto è sicuramente una scorrettezza (a favore dell’Inter).
Mi chiedo: ma non c’era una regola che le ultime N partite dovessero essere giocate tutte in contemporanea?
ps: visto che ci siamo, dovrebbero anche spiegarmi cosa cambia tra giocare il derby alle 20.45 e le 18.30
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Premesso che io, di aspetti legali, ne so davvero poco soprattutto in riferimento al reato di omicio.
Da cittadino onesto, non mi capacito di come si possano dare 14 anni ad un ragazzo (Speziale) che avrebbe ucciso un poliziotto (Raciti) durante gli scontri di Catania-Palermo, e solo 6 anni ad un agente di polizia che ha ucciso un ragazzo sparando da una carreggiata all’altra dell’autostrada.
Sempre di omicidi si parla, solo che:
- da una parte un cittadino avrebbe ucciso un poliziotto.
- nell’altro caso un poliziotto ha ucciso un cittadino.
Voi non vedete qualcosa di diverso?
ps: il condizionale è volutamente utilizzato, relativamente a Speziale, perchè non esistono prove che dimostrino le sue effettive colpe
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Balotelli nel post-partita di Chievo Inter del 6 gennaio 2010:
«Voglio dire una cosa: ogni volta che vengo qui a Verona mi rendo conto che questo pubblico mi fa sempre più schifo».
Chiaramente il popolo calciofilo/giornalista/politico ipocrita si è ribellato, prendendo le distanze da queste dichiarazioni.
Nei mesi passati tutti lo difendevano per i “buuu” razzisti e per i cori “non esiste un negro italiano” ed oggi che dice semplicemente ciò pensa …
Personalmente non ci vedo nulla di male.
Ricordando le trasferte a Bergamo, per vedere Atalanta-Reggina, l’epiteto più gentile con il quale ci si riferivano i bergamaschi era “africa” o “terroni”, sarebbe forse il caso di smetterla con quest’ipocrisia da quattro soldi e cercare di dare una risposta seria a questo problema (sempre che lo si voglia fare realmente).
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La fase a gironi è finita ed il calcio italiano ne è uscito a pezzi.
L’unica a salvarsi realmente è stata la Fiorentina: ha vinto un girone bello tosto con Lione e Liverpool affermandosi con ben 15 punti senza dimenticare che si è anche tolta la soddisfazione di andare a vincere a Liverpool.
La juve è stata umiliata, il Ferrara allenatore è stato umiliato: troppo presuntuoso ed inesperto per competere a certi livelli. Ad oggi, si può dire che Ranieri ha sicuramente fatto meglio con un organico più scarso.
Il milan si è qualificato per miracolo, pareggiando in svizzera: è passato con 9 punti il che è tutto dire in un girone dove c’era solo il Real come unica vera squadra di calcio.
L’inter credo che, paradossalmente, sia quella che assieme alla juve ne esce peggio. 9 punti in un girone ridicolo, senza dimenticare la lezione di calcio infertale da un Barcellona che, seppur privo di giocatori di primo livello, ha dato l’impressione di essere di un altro livello. Aveva la possibilità di eliminare il Barcellona e se l’è lasciata sfuggire, sicuramente la pagherà cara.
In linea generale, quindi, noi italiani dobbiamo convincerci del fatto che il nostro non è più il miglior calcio del mondo. Il nostro è un campionato mediocre, un livello molto basso che si evince soprattutto quando andiamo a calcare palcoscenici europei.
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Oggi ero al no-b day (una delusione profonda, ma ne parlerò altrove) e mi sono perso uno di quegli avvenimenti storici che segnano il calcio italiano: ascoli-reggina.
In sintesi, in seguito all’infortunio di un giocatore della Reggina (valdez), la palla viene buttata fuori (come sono soliti fare tutti i calciatori), solo che Sommese intercetta la palla e porta un giocatore dell’Ascoli al gol. Qui scoppia una mega rissa, con l’espulsione finale di un giocatore della Reggina: Costa. Lo stesso Costa inizia a dialogare con il suo ex allenatore, quel Bepi Pillon che tanto male fece a Reggio Calabria. Ne scaturisce il gesto clamoroso: l’ascoli si ferma e la reggina può pareggiare, ottenendo il risarcimento per il torto subito.
Questo è sport, questo è fair-play. Altro che il ladrocinio della francia o la rissa di juve-inter.
Onore all’Ascoli ed al suo allenatore.
L’unico rammarico va ai tifosi dell’Ascoli presenti allo stadio, che credo proprio che non abbiano capito il perchè di tutto ciò.
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Questa è la settimana del derby Roma-Lazio e, per chi vive a Roma, è una settimana diversa.
Se sei “malato” di calcio, devi vivere in questa città per capire realmente cosa voglia dire
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In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport il 22 Novembre, Massimo Moratti dixit:
Non so cosa sia successo, non ero allo stadio ma – spiega il numero uno nerazzurro – mi dicono che Maicon sostiene di non aver detto parolacce al guardalinee ma di aver discusso. C’è stata un’incomprensione. Sarebbe una cosa antipatica – continua Moratti – che da questo equivoco venga fuori la squalifica. Spero che non debba saltare la gara con la Juve, ma io mi aspetto che non lo squalifichino
Lui sostiene di aver detto “Vai tu, vai tu”, si ma dove?! e soprattutto chi ci crede? Mi devo fidare di un calciatore?
Poi dovrebbe spiegarmi, la società Inter (che si lamenta tanto di calciopoli, erigendosi a statua morale del calcio “italiano”), cosa ci facevano branca e maicon negli spogliatoi degli arbitri, nel post bologna-inter.
Ci sono finiti per caso?
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Credo che anche i bambini conoscano la mitologica storia della lotta di Davide contro Golia, il pastore che sconfigge il gigante filisteo il cui sport preferito era quello di infastidire gli ebrei.
Il mondo del calcio è pieno di questi esempi. Tutti hanno visto il clamoroso fallo di mano di Henry; tutti sanno che la Francia andrà al mondiale perchè così è stato deciso dalle alte sfere del calcio (chissà come mai, infatti, sono state cambiate le regole in corso, introducendo le teste di serie per gli spareggi).
Che il sig. Blatter fosse un porco, si era già capito. Noi italiani ce lo ricordiamo bene in varie occasioni – mondiale di Corea a parte.
E poi c’è Le Roi, Michel Platini, a cui tanto piace parlare di fair play, di regole finanziarie di modo da rendere omogeneo il panorama calcistico europeo, e che poi, sotto sotto, godrà anche lui di aver rubato questa qualificazione, perchè possono dire ciò che vogliono, ma che manchi l’irlanda al mondiale non gliene fotte nulla a nessuno. Ma se fosse mancata la Francia, la gloriosa Francia, il cui tanto amato CT non vuole chiedere scusa, allora sì che il dio danaro sarebbe venuto a mancare.
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Che non tutti siano disposti al contraddittorio, è cosa risaputa soprattutto in Italia.
Che poi questa sia una pratica piuttosto comune lo dimostra anche Diaco, noto giornalista (radio giornalista) calabrese, il cui blog è spesso fonte di interessanti punti di vista.
Ciò che non concepisco è la completa assenza di poter commentare, a meno che io non sia diventato cieco tutto in una volta. Ad esempio: sono interessanti le argomentazioni di Diaco in merito al recente caso dei giocatori del San Luca, scesi in campo con il lutto al braccio per commemorare la morte di ‘Ntoni Gambazza (potente boss della ‘ndrangheta, recentemente scomparso).
Diaco scrive che gli suona strano il fatto che decine di migliaia di calabresi si siano ribellati alle esternazioni di Venditti, per poi restare completamente al silenzio davanti ad un caso altrettanto grave.
C’è poco, pochissimo di cui stupirsi. Ed è altrettanto con poca ironia che colgo la satira finale “Meravigliosa la Calabria”.
Non c’è di che stupirsi, chi lo fa o chi cade dalle nuvole vuole solo dimostrare l’ignoranza che ci circonda. Il mondo dei paesi, di certi paesi, è difficile per chi lo vive nella sua quotidianità. Non si può pensare di prescindere da certi dogmi culturali che, nel bene e nel male, tutti noi ci portiamo nel nostro DNA.
Questo non vuole dire sostenere il comportamento dei giocatori del San Luca, questo non vuole significare che io li giustifichi. Vuole semplicemente dire che io li capisco e come me, sarebbe il caso lo facessero tutti quelli che si sono indignati per un gesto del genere – che poi sia da stigmatizzare, è un altro paio di maniche
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Succede che ti svegli un sabato qualunque, ti colleghi a facebook e noti che un tuo amico (in questo caso il clubvaio della sony) mette in palio due biglietti per Inter-Barcellona al primo che riuscisse a scrivere correttamente il nome di un particolare dirigente della casa giapponese.
Bah, tra il preparare il caffè, leggere le notizie e farmi i cazzi degli altri su facebook, decisi di giocare. Finisce che vinco due biglietti di tribuna rossa per la mia prima partita di Champions League.
Il perfetto mix tra sagacia, tempismo, capacità di ricerca su google. Riassumendo in un’unica parola: culo!
San Siro è sempre San Siro. L’impatto che ti fornisce l’ingresso in questo stadio, non lo potrai trovare in nessun altro stadio d’Italia (come d’altronde l’audio perfetto al suo interno). Purtroppo andare a vedere una partita di calcio senza tifare una squadra in particolare, è una grande tristezza (almeno in Italia).
Ho visto un Inter non all’altezza, chiusa in difesa per non prendere troppi gol.
Ho avuto la soddisfazione di sentire tanti tanti fischi ad Ibrahimovic (e per chi come me, lo critica da una vita, vuol dire che prima o poi torna tutto).
Non ho ben capito, in mezzo alla borgesia milanese, per quale motivo si dovrebbero spendere 200 e passa euro per entrare in tribuna rossa e poi andarsene a 10minuti dalla fine. Mistero!
Infine un appunto: è inammissibile che io abbia due biglietti di tribuna rossa numerata, arrivi alle 20.30 allo stadio e non ci sia più posto. Se il biglietto è numerato, deve esserci il mio posto libero.
Poi i signorotti del calcio si lamentano delle curve, non mi pare che in mezzo al loro mondo la situazione sia tanto diversa.
Aggiornamento: mi viene chiesto di specificare meglio come sia andata in merito all’assenza di posti.
Giunti in tribuna rossa, si viene accolti da una miriade di steward tutti intenti ad aiutare chi ne faccia richiesta (e tendenzialmente si tratta sempre di donne avvenenti). Dopo aver chiesto dei miei due posti ad almeno 3/4 di loro, mi dicono che oramai il posto era occupato (non si sa bene da chi, non mi pare che i seggiolini siano numerati – al contrario dei biglietti). Fatto sta che veniamo fatti accomodare, sempre in tribuna, nelle poltroncine imbottite con lo stemma dell’inter, in un posto sicuramente non nostro – ma dal quale non veniamo più spostati fino a fine gara.
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Della tessera del tifoso avevo già parlato in passato.
Recentemente è risalita agli onori della cronaca perchè il ministro maroni (il minuscolo è voluto, ndr) l’ha resa obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2010. Si tratta essenzialmente dell’ennesima forma di schedatura, sotto il falso mito del cercare di contrastare i fenomeni di violenza che attanagliano il mondo del calcio.
Succede che la trasferta dei tifosi romanisti a siena era stata vietata dall’osservatorio preposto (come d’altronde anche mantova-reggina, per non si sa quale ragione); la presidente Sensi decide quindi, probabilmente per ingraziarsi i propri tifosi in un momento assai difficile, di garantire in prima persona.
La questura acconsente e fornisce la possibilità di andare a Siena predisponendo la vendita di 1500 biglietti.
Il discorso filerebbe tutto liscio se non fosse che stiamo parlando di trasferta blindata: i tifosi partiranno da roma, saliranno sul pullman preposto e scenderanno direttamente allo stadio di Siena, per poi risalire sul pullman e fare ritorno a Roma senza soste.
Da qui si scatena la protesta degli ultras romanisti, che decidono di non assecondare questo progetto. Protesta che il sottoscritto si sente di condividere.
Nessuno qui vuole dare man forte ai violenti o a chi si reca allo stadio solo ed esclusivamente per fare il teppista. Il discorso è più complesso: lo stato vuole schedarci tutti, quando basterebbe controllare chi compra il biglietto (e questo già avviene) di modo che in caso di DASPO non gli venga concesso di acquistare il tagliando per la partita.
Non si sente il bisogno di un’altra forma di repressione.
Abbiamo accettato i biglietti nominativi e le conseguenti assurdità e difficoltà per acquistarli; abbiamo accettato i tornelli allo stadio e le conseguenti peripezie sia per entrare che per uscire dalle strutture preposte; abbiamo accettato di partire con i nostri mezzi, vista l’impossibilità di realizzare i vecchi “treni dei tifosi”.
Ora è giunto il momento che anche il tifoso faccia sentire la sua voce; tifoso, su cui si regge tutto il sistema calcio. Non è ammissibile calare sempre la testa.
Vogliono schedarci? Lo facciano pure, ma io allo stadio non ci vado più.


















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