Archivio per la categoria ‘Technology’

Jan
24

Sony: pessima gestione ecommerce

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Technology

Il mio DELL sta morendo e, dopo solo due anni, è davvero una pessima notizia.
In linea generale, il customer care della DELL è stato sempre impeccabile, il problema è nella componentistica generale del notebook che è di pessima qualità (ho cambiato due volte tastiera, il monitor e la scheda video hanno iniziato a fornire segnali di cedimento dopo soli 16 mesi di utilizzo, i piedini in gomma li ho persi dopo un paio di mesi).

Decido quindi di tornare al caro vecchio Sony Vaio – che ancora è lì, anzianotto, ma funzionante ed integro (pur essendomi *caduto* a terra almeno una volta).
Mi collego allo store Sony e configuro un sony vaio serie SB, giunto al carrello scopro a malincuore che il prodotto non è più disponibile. Il sistema mi propone di contattare il customer care o, in alternativa, posso scegliere un orario da un gradevole calendario, per far sì che sia la Sony stessa a telefonarmi.

Scelgo di essere contattato ieri pomeriggio tra le 14 e le 15 ma, quasi scontato, non ricevo alcuna telefonata. Vista l’urgenza, contatto direttamente il customer care: dopo un’attesa di circa 15min, perchè l’operatore non riusciva a capire per quale motivo il sistema non dava disponibilità, scopro che non sono più disponibili CPU e RAM e che dovrò aspettare almeno un’altra settimana.
Poco male, a me serve il notebook, chiedo di poter bloccare l’ordine pagando anticipatamente, ma l’operatore mi risponde che non è possibile farlo.

Delle due l’una: non capisco perchè il sistema non spieghi all’utente/cliente per quale motivo non si possa portare a termine l’ordine. Capisco anche meno per quale motivo io non possa bloccare l’ordine – con questa politica, la Sony rischia di perdere clienti. Non credete?

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Dec
13

Consulenza: il cliente non ha sempre ragione

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Technology

Il “mercato” web, da non confondere con il mercato del pesce (molte web-agency hanno ancora qualche dubbio in merito), è in continua evoluzione: sempre più persone capiscono le potenzialità di questo canale di business per cui decidono di realizzare il sito web personale o della propria azienda.

La parte di accounting (passatemi il termine) è molto complessa, perchè se a portarla avanti non è un esperto del settore o anche solo una persona che abbia una certa idea di come funzioni il mondo web, si rischia di “andare sotto” al budget del progetto o di vendere funzionalità molto complesse da realizzare, quindi sotto-dimensionando la rilevanza di ciò che si propone.

Questi sono problemi classici, che però non vogliono essere il tema di questo post.
Voglio piuttosto concentrarmi sulla sottile linea che divide chi fa ciò che il cliente vuole e chi invece riesce nell’intento di fornire una vera consulenza.

Partiamo da quanto scrive Alessandra Colucci sul suo blog:

Se un’organizzazione o un professionista si rivolge a un consulente o a una agenzia è (o dovrebbe essere) spinto dalla consapevolezza di averne bisogno per il fatto che non possiede le competenze necessarie per provvedere da solo a delineare e implementare le opportune strategie per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato [esattamente come nel caso di medici e avvocati].

Esistono varie tipologie di clienti; nella mia vita professionale mi sono interfacciato con almeno due di loro:

- i clienti che pensano di saper sviluppare un sito perchè in passato hanno usato Dreamweaver o FrontPage e quindi si sentono in diritto di mettere bocca su tutto;
- i clienti che tirano sul prezzo di ogni singola virgola;

La prima tipologia è quella più pericolosa, perchè saccente e presuntuosa; una tipologia di persone/clienti che credono di poter decidere cosa sia meglio o peggio senza ascoltare il consiglio di chi lo fa per professione. Un po’ come quando si va da un medico, riceviamo la ricetta per delle pillole per il mal di testa e di nostra sponte decidiamo che lo stesso mal di testa sia provocato da altro, per cui assumiamo medicine che, magari, si rivelano veleno.

La seconda tipologia, invece, è quella che non capisce che creare un sito web o una web application, non è nelle capacità di tutti. Noi siamo gli artigiani del duemila: affidarsi alle web agency che vendono siti web a 500 euro o agli amici che te lo fanno gratis, è un pò come comprare la cucina in quei mobilifici sotto marca dell’Ikea.

In entrambi i casi, per la troppa foga di vendere o per la poca personalità/esperienza nel far capire al cliente quale sia la strada migliore da seguire, rischiamo di perdere il nostro ruolo di artisti/artigiani, in favore di uno status che potrebbe diventare anche controproducente. Difatti la domanda da porsi è: una volta terminato il lavoro, è degno dell’immagine della mia azienda o della mia attività da freelance?

Se la risposta è no, beh, allora abbiamo fatto davvero un pessimo lavoro.

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Nov
27

PEC: prorogata la scadenza del 29 novembre

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Nov
23

Ministro degli Esteri Giulio Terzi apre un profilo Twitter

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Politica, Technology

Oggi il ministro degli esteri Giulio Terzi ha aperto un profilo su twitter.
Manca il bollino blu, che Twitter utilizza per certificare gli account di personaggi pubblici / riconoscibili, però se fosse vero e ci fosse uno staff dietro questo profilo, sarebbe davvero una bella prova di comunicazione digitale da parte del nuovo governo.

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Nov
20

Italian Agile Day 2011

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Technology

Stamattina io ed Andrea siamo stati all’Italian Agile day, qui a Roma.

Purtroppo ho potuto partecipare solo alle sessioni della mattina: nonostante il poco tempo dedicato, mi è sembrato tutto molto ben organizzato. Oltretutto c’era tantissima gente, non solo di roma, anzi, tantissimi venivano da fuori …
Molto ben fatti tutti i 3 talk cui ho partecipato, voglio segnalare i primi due, per ragioni diverse:

Back to Basics: OOP and Design di Paolo Polce uno dei più bei talk cui ho assistito negli ultimi anni: sia per la leggerezza con cui Paolo ha spiegato alla platea argomenti anche piuttosto articolati, sia per la sua simpatia. Davvero molto istruttivo

Is Software Evolution really Effective? di Francesco Cirillo: questo è stato un talk davvero molto tecnico, nel quale si sono affrontati molti dei punti del ciclo di vita del software. Purtroppo sul finire, su una battuta di Francesco (sui professori che spiegano l’Agile su libri fondati su principi Solid), c’è stata una mezza diatriba con un signore seduto in aula (presumibilmente un professore) – davvero stucchevole.
In generale, però, quello che non è mi piaciuto è stato che potenzialmente poteva essere un gran bel talk, però ha fallito le attese dei presenti (o forse, le ha solo fraintese), non ha spiegato in che modo si possa ripulire il codice dagli if inutili.

Ho anche un dubbio, che però non ho avuto modo di derimere parlando direttamente con Francesco (che è stato letteralmente assediato alla fine dello speech): ci si è molto soffermati sull’eccessivo costo di un app per iphone, sebbene i requisiti fossero davvero banali. Beh, si è tenuto troppo in conto che il costo dipenda solo ed esclusivamente dall’experience del team che lo sviluppa – il costo, in generale, è una serie di fattori di natura diversa, non ultimo il valore che il brand vuole trasmettere sul mercato (il che spesso si traduce in un aumento dei costi delle varie soluzioni).

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Oct
29

searcheeze: un esempio di ricerca collaborativa

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Riflessioni, Technology

usa Searcheeze e vinci un IPhone4s

Quanti di voi hanno già sentito parlare di Ibrii?
Quanti di Searcheeze?

Sapete cos’è la content curation? Cercherò di spiegarvelo in poche parole.

Tutti usiamo google per effettuare ricerche, ma quali alternative avete per salvare un link (un sito, chiamiamolo come preferite) interessante? I preferiti? mh, una scelta soggetta a molte problematiche, non ultima questa: cosa succede se cambiate PC, siete ad esempio a lavoro e vi serve proprio quel sito?

Una scelta alternativa, oramai non più troppo valida, potrebbe essere delicious che, però, fa URL curation: vi consente di salvare tutti i vostri link di interesse all’intero di un sito web, per poi condividerlo con un network di persone che riteniamo affini per interessi o, che magari, lavorano con noi.

Già meglio, eh :)

Searcheeze, dal mio punto di vista, è la scelta definitiva: grazie ad un semplice drag&drop, sarà possibile salvare i nostri link interessanti all’interno di collection, per poi successivamente invitare altri membri (colleghi, amici, familiari) a condividere con noi quel sapere, ed eventualmente integrarlo con altri siti di simile interesse. Questo conduce alla creazione di miriadi di giornali (altresì chiamate collection) tematizzate, curate dagli utenti, la cui rilevanza, quindi, è sicuramente notevole rispetto ai risultati forniti dai motori di ricerca.

Un’ultima chicca: il team di evermind si è occupato dello sviluppo grafico del look&feel di Searcheeze e della pagina contest :)

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Oct
18

Addio a Dennis Ritchie

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E’ risaputo che viviamo in una società dove il vero business è quello del “apparire” – e quindi è lapalissiano che tutti i giornali ed i blogger abbiano dato grandissimo risalto alla morte di Steve Jobs e abbiamo praticamente tralasciato quella di Dennis Ritchie, avvenuta quasi una settimana fa.

Credo che tutti gli studenti di informatica o ingegneria informatica abbiano letto almeno una volta il libro riportato nell’immagine sopra: senza Dennis Ritchie non ci sarebbe stato [probabilmente] il C ed Unix, conseguentemente non saremmo potuti arrivare ai moderni linguaggi di programmazione.

A me piace ricordarlo così:

At the same time, much of it seems to have to do with recreating things we or others had already done; it seems rather derivative intellectually; is there a dearth of really new ideas?

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Oct
13

Condividi anche tu i contenuti del sole 24 ore

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Riflessioni, Technology

Complimenti a Quinta che invita tutti a condividere i contenuti pubblicati su Il sole 24 ore.

Assoluta controtendenza [positiva] rispetto a tutta l’editoria italiana

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Oct
8

Htc Desire Z da Gingerbread a Cyanogen Mod 7 via downgrade a 1.34.405.5

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Qualche mese fa ho aggiornato froyo (android 2.2) sul mio htc desire z a gingerbread (android 2.3).
In generale, l’usabilità è aumentata nettamente, tuttavia sono saltati fuori tutta una serie di bug:

  • impossibile visualizzare le ultime foto scattate all’interno della galleria
  • spesso, uscendo da alcune applicazioni, android eseguiva un soft reset, mostrando lo sfondo bianco e la dicitura HTC
  • lentezza nell’apertura degli sms
  • utilizzando la tastiera qwerty, succedeva che premendo B si apriva il browser, premendo G si apriva l’app di gmail, premendo S si aprivano gli sms (con relativi tempi di attesa)

Per tutte queste ragioni e per una generale lentezza del sistema, oggi ho deciso di installare una ROM moddata: la Cyanogen 7 che, a detta di molti, è la ROM più performante (sebbene il look&feel non sia effettivamente paragonabile a gingerbread liscio).
L’operazione non è molto semplice ed in rete esistono una moltitudine di tutorial che, tuttavia, non sempre mi hanno portato alla soluzione definitiva (per poi ogni volta abbandonare l’installazione di CM7).

Questo tutorial vuole essere un merge tra tutti i docs che ho recuperato online e che, almeno nel mio caso, mi ha portato ad installare con success la Cyanogen mod 7 sul mio htc desire z.

Il primo step è riportare la versione del software dalla 1.7x alla 1.34.405.4.

Tramite la guida a href=”http://www.dolen.org/2011/08/rooting-htc-desire-z-gingerbread/”>Rooting HTC Desire Z Gingerbread su pragmatico, ho scaricato, copiato ed eseguito i file fre3vo e misc_version. Exploitato il cellulare ed ottenuti i permessi di root, ho scaricato la Stock Rom dal link presente su pragmatico, dopodichè ho iniziato a seguire le indicazioni del tutorial HTC Desire Z: Rooting sul wiki cyanogen

Il secondo step, quindi, è stato quello più delicato perchè, tramite la shell del cellulare ed il comando ADB, mi ha consentito di effettuare il vero e proprio downgrade del software.
In realtà non tutti i passaggi sono stati esattamente uguali; difatti, ho avuto problemi con l’esecuzione del comando:

1
./gfree -f -b hboot-eng.img -y recovery.img

che restituiva l’errore “Error: failed opening input image” – per poi scoprire che comunque era andato tutto liscio.

La guida sul wiki non spiega in modo esplicito tutti i passaggi, ma sottintende un certo grado di conoscenza del comando ADB. In più, quando si giunge al check degli md5, a me risultavano tutti uguali tra di loro, mentre, sempre dalla guida, pareva ci potessero essere problemi.

Il terzo step è consistito nell’installazione di ClockWorkMod Recovery dal market
In un primo momento avevo seguito una strada alternativa, cercando di installare manualmente lo zip contenente CM7, tuttavia, avendo saltato il passaggio “wipe data cache”, il mio htc desire z si era freezato mostrandomi l’immagine sottostante (mi spiace, ma non sono riuscito a trovarne una decente)

CyanogenMod7.

Dopo qualche attimo di panico :P ho ripetuto tutte le operazioni ed alla fine, scaricando la ROM direttamente da ClockWorkMod l’installazione di Cyanogen mod7 è andata a buon fine.

L’ultimo step è stato quello dell’installazione delle Google App. Difatti, a causa delle licenze imposte da Google, i ragazzi che distribuiscono la Cyanogen non hanno potuto inserirle all’interno del package zip (e quindi, ad esempio, non sarebbe possibile configurare gli account gmail se non tramite Exchange). Poco male, ho scaricato lo zip dal link presente sul wiki cyanogen, e l’ho installato sempre grazie a ClockWorkMod.

Ora sto ri-sincronizzando tutti i contatti e dati :)

ps: non dimenticatevi di fare i backup, a me personalmente non sono serviti, ma almeno psicologicamente aiutano parecchio :)

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Oct
6

E’ morto Steve Jobs

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Steve Jobs è morto.

(fonte Ap)

Aggiornamento: Apple ha appena confermato, pubblicando sulla sua pagina una gigantografia di Steve Jobs (1955-2011)

Aggiornamento 2: ora che sono passati 10min e dopo lo sfogo per la notizia, vorrei spendere due parole per quest’uomo. Non ho mai apprezzato particolarmente la politica Apple nel corso degli anni, tuttavia non posso non provare profonda tristezza per la morte di Steve Jobs. E’ stato senza ombra di dubbio uno degli uomini che più hanno influenzato e stravolto il mondo con la propria visione della realtà.

Se oggi siamo qui, in un mondo totalmente interconnesso, lo dobbiamo sicuramente anche e soprattutto a lui

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Sep
23

Che fine ho fatto?

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Riflessioni, Technology

se vi state chiedendo che fine abbia fatto nell’ultima settimana … beh, sono stato parecchio impegnato assieme ai ragazzi di EverMind per una grossa prevendita (abbiamo proposto il nostro prodotto ecommerce ad un grosso brand operante nel fashion).

Sono tornato, più o meno, attivo :)

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Sep
12

Accenture Technology Solutions: il commento di un professionista del settore

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Riflessioni, Technology

Accenture Technology SolutionsOltre tre anni fa, scrissi un post su Accenture Technology Solutions e la mia prima esperienza. Poi ne scrissi un altro, dove raccontavo come Accenture Technology Solutions si comportò con i suoi stagisti e della [poca] cura che dedica al proprio corporate blog.

Bene, ieri Estiquaatsi ha scritto un commento su questo blog, che ritengo riesca a sintetizzare e riassumere perfettemante la [triste] situazione di tutti i i dipendenti Accenture ed , in generale, di tutti coloro i quali lavorano per grandi aziende di consulenza.

Io ho 30 anni, sono un consulente informatico e non lavoro in Accenture, ma in ufficio ci son tanti Accenture.
E ringrazio il cielo ogni sera dell’esistenza degli Accenture!

vi chiedete come mai?

perchè io OGNI SERA, alle 17.30 dopo aver lavorato duramente 8 ore, vado a casa e mi godo la vita!
(sto con mia moglie, mi son creato una famiglia, vado al cinema esco ecc… ecc.. ec…)
nel frattempo gli accenture sono ancora chiusi in ufficio per chissà quante altre ore (segnando sul timesheet sempre 8 ore)

forse se non ci fossero gli accenture che sgobbano 12/14 ore al giorno non potrei godermi così la vita! Grazie di esistere Accenture!
e buon aperitivo di lavoro, prima o poi ve ne offrirei uno, ma sono troppo impegnato a godermi la vita!

Conclusione: sono tanto contento che esista Accenture, quanto sono contento di non lavorarci

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Sep
5

Nasce EverMind

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Riflessioni, Technology

La settimana scorsa è partito ufficialmente il progetto EverMind.
Cosa sia, è molto difficile da riassumere brevemente, rischierei di tralasciare qualche aspetto particolare.

EverMind non è una web-agency nell’accezione più stretta del termine, non è un’agenzia di comunicazione o che eroga servizi di social media marketing. E’ tutti questi aspetti ed anche di più.

Il termine più appropriato è co-agency: cosa si intende? non esiste una definizione ufficiale, a noi piace pensarla come un network di freelance che si riuniscono per portare a termine un progetto, per condividere idee e progetti e tanto altro.

Vuol dire che, sebbene ci sia un gruppo ben definito, siamo in costante evoluzione.
Vuol dire che, se hai un’idea la puoi condividere con noi per vederla nascere, se vuoi collaborare al progetto EverMind puoi entrarne a far parte come EverMate condividendo il tuo profilo, oppure se vuoi solo dirci come la pensi rispetto ai temi che trattiamo, puoi farlo sul blog di EverMind.

EverMind nasce perchè tutti noi sentivamo il bisogno di liberarci dalle gabbie che ci trattenevano dal poter liberamente esprimerci. Nasce perchè vogliamo comunicare ai nostri clienti e a tutti voi, in puro approccio social, che è possibile produrre lavori di qualità elevata senza dover per forza di cose scendere a compromessi.

Insomma, fatevi un giro su EverMind, se vi piace ditecelo. Se non vi piace, ditecelo lo stesso perchè è tramite la condivisione che si cresce.

E visto che ci siete, cliccate “mi piace” che fate contento Marco :)

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Sep
3

Samsung Galaxy Note: una sfida interessante

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Non è uno smartphone, ma non è nemmeno un tablet: è un Note.
Chissà se riuscirà ad inventarsi una nuova fetta di mercato

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Jul
15

Google Plus cheat sheet

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Simon Lausten ha realizzato questa “cheat sheet” dove si riassumono alcune delle più importanti funzionalità (e sintassi) di Google+:

Google Plus cheat sheet

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Jul
13

socialstatistics: le statistiche su google plus

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Con questa mail ricevuta da Boris Veldhuijzen van Zanten, si annuncia il successo dell’iniziativa di Socialstatistics:

What a week! Only 7 days ago did we first launch SocialStatistics.com and it has been one hell of a ride since then! 300,000 unique visitors generated 1,000,000 pageviews on our site, and the servers didn’t even go down.

SocialStatistics si presenta con la top 100 di utenti su Google Plus, ordinati per numero di followers. Fino a ieri, con la presenza di Mr. Facebook in prima posizione, oltre un numerosissimo gruppo di Googlers (Sergey Brin, Larry Page, Matt Cutts), risaltava subito un dato molto particolare: tantissimi utenti avevano un gran numer di followers, ma 0 friends [ed è un discorso legato alla modalità di comunicazione in push).

SocialStatistics è però molto di più: fornisce la possibilità di cercare utenti su google plus, potremo inserire il widget di SocialStatistics sul nostro sito web ma, ancora più importante, mette a disposizione di tutti noi sviluppatori le API per realizzare applicativi che si interfacciano con Google Plus (ed ancora prima che lo abbia fatto Google).

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Jul
13

Google Plus: comunicare in modo push

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Logo google plus

Attualmente esistono due diverse tipologie di social network: simmetrici ed asimmetrici.
I social network simmetrici sono quei place virtuali dove due utenti devono essere forzatamente in contatto reciprocamente, affinchè sia possibile farli comunicare. L’esempio più famoso di social network simmetrico è Facebook.

I social network asimmetrici, invece, partono dal presupposto che ascoltare e parlare non siano sullo stesso livello: per questo motivo, un utente può seguire la comunicazione di un altro utente, senza che questi debba per forza di cose fare lo stesso. Questo meccanismo è alla base del funzionamento di Twitter e Friendfeed.

In Google+ (Google Plus) c’è asimmetria, ma un asimmetria un pò particolare: il concetto di cerchie, a pensarci bene, riguarda in particolar modo la comunicazione in uscita (cioè io decido chi può visualizzare quello che io comunico) e non la comunicazione in entrata. Questo vuol dire che l’utente decide di comunicare in modalità push verso gli utenti inseriti in specifiche cerchie.

E’ un meccanismo un pò diverso da Twitter, che comunque resta il place virtuale dove riesco a comunicare meglio e più velocemente.

Come scrive giustamente Roberto Felter sul suo blog:

Twitter è cresciuto perchè è semplice e hai tu la scelta di quello che vuoi ricevere.
Facebook è cresciuto perchè permette di trovare persone di cui non avevi alcun contatto.
Con G+ non puoi fare ne l’uno ne l’altro.

Io credo che Google Plus si avvicini molto più alla vita reale di quanto non facciano Twitter e Facebook, proprio per questa sua modalità di comunicazione che potrei definire ibrida tra Facebook e Twitter.

Ed è anche vincente l’approccio: tutti gli utenti possono comunicare con il team di sviluppo, segnalare bug, segnalare migliorie e vedere cambiamenti giornalieri, e quindi evoluzioni importanti di Google Plus non può che rendere ancora più interessante questo prodotto (che non a caso, secondo le stime di Mashable, ha raggiungo oltre 10 milioni di utenti)

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Jul
9

Google plus: gestione perversa della privacy

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A distanza di qualche giorno di utilizzo di Google+ (google plus), inizio a capire meglio come funziona tutto questo meccanismo.

I circle nascondono un funzionamento che è meglio tenere in considerazione, onde evitare problemi:

- se create e pubblicate un post privato con una cerchia di amici, non c’è modo per evitare che ognuno di loro inviti chi vuole a leggere e commentare il post. Ecco l’estratto dalle norme sulla privacy di Google Plus:

È possibile scegliere il destinatario dei contenuti condivisi in Google+. Tutti i destinatari di un post possono essere in grado di vedere alcune informazioni sulle altre persone che lo hanno ricevuto. I partecipanti a una conversazione di gruppo possono visualizzare la cronologia di tale conversazione (inclusi i partecipanti aggiunti alle conversazioni di gruppo nella funzionalità Huddle del cellulare). Inoltre, è opportuno ricordare che quando si condivide un contenuto tramite Google+, chiunque lo riceva potrà condividerlo con altri.

- se taggate una persona in una foto che si trova in un album privato la persona potrà vedere tutto l’album (e se non ho capito male addirittura condividerlo, ma su questo sono ancora parzialmente dubbioso)

Inoltre, le norme sulla privacy di Google+ (molto più stringato di quello di Facebook), contiene alcuni passaggi un bel pò preoccupanti:

Registreremo le informazioni relative all’attività dell’utente, ad esempio i post per cui inserisce un commento e gli utenti con cui interagisce, per ottimizzare l’esperienza di tutti gli utenti con i servizi Google

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Jul
4

Google+: prime impressioni su Google Plus

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Riflessioni, Technology

La scorsa settimana ho avuto modo di ricevere un invito al nuovo social network di Google: google+ (google plus).

Google Plus: pagina profilo di Francesco Biacca

E’ ancora molto spartano rispetto a prodotti più evoluti come Facebook; sicuramente, però, ha delle notevoli potenzialità di crescita.
L’approccio comunicativo è profondamente diverso (ma dedicherò a questo aspetto un post a parte) dai social network cui siamo abituati.
La novità più importante è senza ombra di dubbio l’introduzione del concetto di “Circles”, dei micro-gruppi ai quali è possibile indirizzare la propria comunicazione in modo selettivo.

Al contrario di Facebook, c’è un uso smodato di effetti grafici che colpiscono: in primis, la possibilità di aggiungere utenti ai Circles tramite drag&drop (ed è bellissimo l’effetto che viene eseguito una volta che l’utente vi rientra). C’è sicuramente un approccio molto più spinto verso le foto, che vengono presentate con una risoluzione di molto superiore al mondo di Facebook.

Allo stato attuale è ancora chiuso, nel senso che non è possibile invitare persone (google apre i rubinetti spot durante la giornata) – può essere una scelta positiva o meno (ad esempio ha decretato la morte di Wave, assieme ad altri mille motivi) – lo vedremo solo con il passare del tempo.

Per ora, il mio giudizio è sicuramente positivo. Come scrissi tempo fa, su Facebook sento notevolmente la mancanza di un approccio comunicativo di qualità, al contrario di quanto invece riscontro su Twitter (che è molto più calzato sulla mia volontà di comunicare con gli altri).

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Jun
30

Lavoro: online il nuovo sito di Esthetiworld

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Esthetiworld - la fiera dell'estetica

In collaborazione con Publiglobe, ho realizzato il nuovo sito Esthetiworld per Sogecos, la società che possiede ed organizza Cosmoprof.

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Jun
30

Delibera AgCom 668/2010: il 6 luglio muore il web italiano

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Riflessioni, Technology

Molti blogger stanno portando avanti la diffusione della notizia della Delibera AgCom 668/2010; questa delibera:

In base alle linee guida pubblicate dall’Autorità in occasione di una consultazione pubblica tenutasi a inizio anno, l’Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d’autore. L’Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario

Un pò come avviene oggi nel mondo del calcio, dove il DASPO (il provvedimento per il quale ad una persona è impedito l’accesso a qualsivoglia manifestazione sportiva) può essere applicato sulla base di una semplice denuncia e non necessariamente successivamente ad una condanna penale (per cui, palesemente incostituzionale)

Luca Nicotra ha scritto un post molto istruttivo su cosa sia oggi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ne riporto un estratto:

Calabrò ha deciso di mettere in scena il potere che non deve giustificarsi, che può dire beffardamente, quasi ingenuamente “Speriamo di no” mentre gli spieghiamo l’inferno di decine di migliaia di richieste di rimozione di contenuti da cui saranno sommersi. Sarà il far west, con un approssimazione totale nella decisione di rimuovere o chiudere siti web, e decine, centinaia forse migliaia di contentuti innocenti e abusi del sistema. È questa l’ovvio risultato della censura. È questo il motivo per cui non è MAI accettabile in democrazia.

“Speriamo di no” non è dialogo. È la frase che può dire un pezzo di potere perchè sa che non c’e’ scelta, non c’e’ dibattito, la decisione di far passare il regolamento è già avvenuta altrove e il massimo che può fare è sperare di non essere travolto.

Chissà com’eravamo buffi agli occhi di Calabrò quando gli abbiamo chiesto conto del fatto che senza preavviso aveva rimosso Nicola D’Angelo, l’unico commissario che aveva promesso una lotta fino all’ultimo per evitare un sistema di censura cosi’ pervasivo. Eravamo buffi e gli abbiamo ispirato una sorta di barzelletta: “Mi avevano informato ” – ci ha detto sorridendo – “che D’Angelo voleva dimettersi. E allora l’ho dimesso io, il giorno prima”. Cosa potevamo rispondere noi di fronte a questo?

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Jun
28

Essere freelance, vivere da freelance

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Riflessioni, Technology

Sono passati oramai 7 mesi da quando ho scelto di intraprendere la via del freelance, scevro da qualsiasi impegno di dipendenza schiavistica da quelle società di consulenza che hanno saturato [e per certi versi rovinato] il mercato della produzione software.

L’infografico che riporto qui sotto mi ha molto stupito, perchè mi ritrovo esattamente sia nella statistica, sia nella quantità di ore lavorate, sia negli obiettivi di medio termine (a proposito, a breve ci saranno belle novità!).

Sicuramente non mi ritrovo nel costo orario, ho dovuto nettamente decurtare la mia tariffa, o comunque rimodularla a seconda dei clienti e della loro posizione geografica.
Ho incontrato parecchie difficoltà, sicuramente mi sono dovuto armare di tantissima forza di volontà perchè proseguire lavorando soli non è facile.
Comunque sono ancora qua :)

Freelance infografico

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Jun
7

Ebay acquista Magento: nasce X.commerce

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Technology

Ebay acquista Magento

La notizia del giorno per tutti quelli che lavorano nel settore e-commerce è l’acquisto di Magento da parte di Ebay.

Non si sanno i dettagli economici della trattativa, se non che Ebay aveva acquisito il 49% di Magento per 22.5 milioni di dollari lo scorso anno.

Nascerà, così, la piattaforma X.commerce:

By swallowing up Magento, eBay is building what it calls X.Commerce, an open platform that can offer a wide array of end-to-end services to merchants, providing everything from local inventory data and discounts to historical information on pricing, transactions and browsing. It then offers tools for payment and helps close the loop on transactions so retailers know how it all came together. EBay, PayPal and GSI, a digital marketing and e-commerce company that eBay is in the process of buying, would provide some of the basic building blocks for the platform

Sicuramente ci sarà parecchia preoccupazione da parte di tutti coloro che avevano pesantemente investito in Magento, come loro core business.

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May
20

Sky chiude Current TV: Al Gore contrattacca

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Politica, Riflessioni, Technology

Current TV

Ieri sera ho ricevuto un SMS dove mi si diceva che Al Gore era da Santoro.
Il primo pensiero è stato “al gore?!” – sappiamo tutti che Current TV ha aiutato Santoro ai tempi di “Raiperunanotte” per cui non mi è parso poi tanto strano.

Fatto sta che scopro, appena tornato a casa, che Sky ha intenzione di chiudere Current TV.
Non sto qui a ripetere le dichiarazioni di Al Gore in difesa di Current, o delle repliche di Sky, che trovate citate in molti blog.

Come sempre ognuno dice la sua ed è difficile capire chi abbia ragione.
Per dire: a me piace poco il concetto che una parte (Al Gore) si dica difensore della libera informazione e poi riunisca segretamente una serie di blogger italiani con cui ha dei rapporti. Subito dopo va da Severgnini ed infine da Santoro in TV. Avrei preferito un incontro aperto a tutti, dove diceva le sue ragioni e stop.

Così mi sa di strumentale.
Come di strumentale mi sa il comportamento di sky, ed il ragionamento secondo il quale vogliano chiudere Current per non mettersi di traverso a Berlusconi e poter entrare nel mercato del digitale terrestre, non mi pare poi tanto illogico.

Vediamo come va a finire – sicuramente io Current la guardo e continuerò, eventualmente, a guardarla via Internet. Non sarebbe una bella cosa per la deleritta tv italiana, se cancellassero l’unico vero canale dove sia possibile informarsi su notizie indipendenti ed alternative.

Aggiornamento: ho da poco scoperto che esiste una pagina Facebook dove potete sostenere la causa di Current contro la cancellazione da parte di Sky.

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May
6

Leader innovativo di un team innovativo

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Riflessioni, Technology

Bob Sutton pubblicò (circa due anni fa) 21 punti che secondo lui ogni leader deve possedere per poter essere considerato veramente innovativo.

Li riporto, tradotti, da downloadblog:

1. Creatività è fare cose nuove con delle idee vecchie.

2. Considera l’innovazione come un business di import-export. Prova a portare idee dall’esterno all’interno del tuo gruppo e della tua organizzazione, non smettere di mostrare e spiegare agli altri le tue idee, e fondile insieme.

3. Cerca e costruisci “incroci”, luoghi dove persone con idee differenti possano incontrarsi. E quando ci vai, parla con gente che non conosci, che abbia delle idee che non conosci, o idee che trovi bizzarre, che non ti piacciono, o ritieni inutili.

4. Tutto quello che sai sono “Opinioni forti, non cristallizzate” (difficile da rendere: in originale “strong opinions, weakly held”, ndt)

5. Impara come osservare e ascoltare tenendo la bocca chiusa.

6. Dì spesso “Non lo so”.

7. Abbi il coraggio di agire se sai come farlo, e l’umiltà di dubitare delle tue certezze e delle tue azioni.

8. Ricompensa il successo e il fallimento (intelligente), ma punisci l’inazione.

9. Rendi più sicuro per la gente prendersi rischi e “fallire rapidamente”, sviluppando una cultura del “perdona e ricorda”.

10. Incoraggia le persone a imparare dai fallimenti altrui – è più rapido, più facile, e meno doloroso.

11. Elimina le pratiche di gratificazione per le quali “il meglio che tu possa essere, è la perfetta imitiazione di chi ti ha preceduto”

12. Assumi persone che ti fanno sentire in imbarazzo.

13. Crea team composti da esperti e da profani.

14. Assicurati che le persone lottino sempre come se avessero ragione, e ascoltino come se fossero in torto.

15. Incoraggia le persone a “preoccuparsi serenamente”.

16. A volte, il miglior management è “niente management”. Cerca di capire quando puoi lasciar fare.

17. Abbi la forza di prendere decisioni rapide e dure, impedisci alla gente di rimuginare sulle decisioni prese e cerca di implementarle.

18. Uccidi un sacco di idee, comprese un sacco di buone idee.

19. L’innovazione comporta creatività + operatività. Sviluppare o trovare una grande idea è inutile se non riesci a implementarla, vendila a qualcuno che ritieni possa farlo.

20. Ricorda il principio di Rao sull’innovazione: Volontà + Idee + Strumenti.

21. Innovazione vuol dire vendere le tue idee. I grandi innovatori, da Edison a Jobs, avevano o hanno il dono di generare euforia sul mercato e vendite. Se non puoi e non vuoi vendere, fai una società con qualcuno che può.

Mi trovo daccordo con molti di questi punti. Peraltro posso dire che, da quando vivo e lavoro qui a Roma, non ho incontrato nessuno, e sottolineo nessuno, che possa fregiarsi di almeno uno dei 21 punti sopra elencati (tra coloro i quali si fregiano del ruolo di project manager).

Questo mi fa pensare, non che ne avessi dubbi, che la realtà IT di questo paese sia parecchio lontana dalla strada dell’innovazione. E se poi avete la sfortuna di finire nel calderone di società come Engineering o Accenture Technology Solutions, beh, in bocca al lupo :)

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