Category Archives: Technology

Una giornata infernale: la reazione dei clienti

Ieri è stata una giornata infernale , da un punto di vista aziendale, e mi dà lo spunto per tornare a scrivere su questo blog [oramai, a mio malincuore, un pò abbandonato].

Cosa è successo

Siamo rivenditori ufficiali di Site5: azienda di hosting e server cloud americana. A causa del perdurare (a dire loro) dell’eccessivo consumo di risorse dei siti dei nostri clienti, decidono unilateralmente, senza darmi il tempo di rispondere, di fare un upgrade del sistema verso una soluzione VPS. A dir loro, questo avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi (peraltro mai riscontrati dal sottoscritto, se non in rarissimi casi all’interno dell’arco di un anno).
Invece, questa scelta, ha dato inizio ad una sequela di disservizi e “down” del server , roba da rabbrividire!!! … fino ad ieri, quando decidono di eliminare la nostra vecchia soluzione (alla quale saremmo dovuti rientrare risolti i problemi di spreco di risorse di memoria) creando così un down totale di tutti i siti web dei nostri clienti.

Reazione aspettata: ti chiama il cliente.
Difatti, ieri mattina ho ricevuto un bombardamento di telefonate da tutti, anche da quei clienti che, per la verità, ci sarebbe da dire che quando devono saldare le fatture si fanno attendere oltre modo, ma tralasciamo questo aspetto.

La soluzione

Dopo un’intera mattinata passata, soprattutto Domenico per la verità (che non ringrazierò mai abbastanza per la pazienza e la professionalità dimostrata), a riconfigurare tutta la nostra infrastruttura e quindi assicurarsi che tutti i siti funzionassero correttamente, ieri sera tutto sembrava tornato alla normalità. Daltronde, per site5 è come se non fosse successo nulla.

Cosa mi è rimasto

Un senso di inadeguatezza ma soprattutto di scoramento.
Scriverò qualcosa che sicuramente mi creerà qualche problema, ma poco male. Ciò che ho notato è quando si è creato il problema, si son fatti sentire tutti (a buon ragione si capisce) anche con un’insistenza che a mio avviso è sfociata nel paradossale, visto che davanti a problemi legati al DNS (ricordatevelo sempre) non si può dare una tempistica precisa di risoluzione.
Ciò che ho notato, invece, una volta risolto il problema, è che nessuna delle persone coinvolte si è degnata di farci una telefonata per dirci “è stata dura ragazzi, ma vi ringrazio per aver risolto il problema”.

Perchè?

Perchè oramai viviamo in una società dove tutto è dovuto, dove tutti sono stressati e si è completamente perso il rispetto per il lavoro altrui (e la persona in generale). Ognuno ha un unico obiettivo: salvare il proprio tornaconto personale, è una società fatta di singoli, dove ahimè il concetto di gruppo è caduto inesorabilmente in disuso.

E’ tutto molto triste, ma guardiamo il lato positivo: quantomeno so che per riuscire a parlare con i clienti che non pagano sarà sufficiente oscurare (volutamente o meno) il loro sito :D

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Le pagine aziendali su Pinterest

Per gli amanti dei social network, Pinterest ha pubblicato la notizia del rilascio delle pagine aziendali :D

E’ innegabile che, per i social addicted che fanno di quest’attività un lavoro, anche a livello aziendale, è fondamentale poter avere a disposizione strumenti con profilo business.

Aggiornamento: su Evermind potete trovare una comoda guida su come attivare le pagine aziendali su Pinterest

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Il nuovo vestito di Evermind

Nuova veste grafica sito web Evermind

E’ stato un lavoro lungo, perchè l’abbiamo dovuto incastrare tra mille altre attività che, a prescindere dalla nostra volontà, portano via del tempo.
L’importante è che alla fine siamo riusciti a dare un nuovo vestito ad Evermind.

Il progetto e la realizzazione di un nuovo sito web è un’attività molto complessa ed articolata. Si deve cercare di razionalizzare tutte le informazioni che si vogliono comunicare, ma lo si deve fare tenendo comunque in considerazione che la qualità del lavoro deve per forza di cose emergere.

Qualità che, non deve essere solo di immagine, ma anche nella struttura e coerenza generale delle diverse pagine del sito e nel codice che si scrive (non bisogna dimenticare che il target comprende anche tutti i professionisti dell’IT).

Capita, quindi, che si ritorni spesso sui propri passi, per poi soffrire, a ridosso del golive, della paura della prima volta. Questa paura attanaglia tutti, non solo chi sta per pubblicare un sito web, ma anche chi inizia un nuovo lavoro, chi deve prendere scelte difficili nella propria vita. Bisogna superarla, bisogna buttarsi perchè solo confrontandosi con il mondo esterno si può avere la reale percezione del lavoro che si produce.

Per cui navigate il sito di Evermind in lungo e largo e fatemi sapere cosa ne pensate !!! Ogni consiglio, ogni nota, ogni percezione di un occhio diverso dal nostro, può sicuramente giovare alla buona riuscita ed alla crescita del progetto.

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Non funziona

Non funziona

Se sei uno sviluppatore, quante volte ti sei sentito dire il generico “Non funziona” ? Il sottoscritto, negli ultimi 27 giorni … parecchie volte.
Non sono il tipo di persona presuntuosa che si mette nella classica posizione del “io non sbaglio mai”, anzi tuttaltro, cerco sempre di avere un approccio flessibile e quanto più possibile comprensibile nei confronti di tutti, clienti compresi. Ne discende che sicuramente ho le mie colpe per essermi sentito dire così spesso “non funziona”.

Ciò che noto, però, è che sempre più spesso il “non funziona”, il “lo voglio fatto così” (altra tematica cara a noi sviluppatori) è la frase cui tutti si riempiono la bocca, spesso senza avere la minima cognizione di causa su quelli che potrebbero essere gli effetti sul sistema che stai sviluppando.

Entriamo nel dettaglio: cosa vuol dire “non funziona” ?

Da un punto di vista tecnico, può voler dire tutto e niente.
Dal punto di vista del cliente/utente vuol dire una cosa una cosa precisa: il software non fa quello che ci si aspetta.

Il nodo del problema sta tutto qui: il diverso punto di vista. Chi circuita nel mondo dello sviluppo ha bisogno di certezze, di precisione quasi matematica, nella segnalazione della problematica (che deve essere riscontrabile sempre e comunque e non random). Chi, invece, è dall’altro lato della scrivania si aspetta “tutto e subito”, ed oltretutto non ha spesso quella flessibilità mentale di cercare di capire che spendere 5 minutini in più per descrivere esattamente cosa sia successo sul sistema, facilita il lavoro a chi il problema dovrà andare a risolverlo e, conseguentemente, anche a chi il problema l’ha segnalato.

Sto sviluppando una personalissima idiosincrasia verso il “non funziona”. Speriamo passi presto, perchè è una prassi troppo comune per sperare che il cliente medio, l’utente medio, possano improvvisamente illuminarsi d’immenso (cit.)

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I like wind

Operatori di telecomunicazioni ne ho cambiati a iosa, probabilmente ne ho testati un buon 90%, ma l’efficienza e la qualità dei servizi offerti da Wind resta, a mio avviso, nettamente superiore a tutti gli altri.

Qualche giorno fa mi ha contattato il servizio business di Wind per propormi un’offerta sulla base dell’analisi dei dati di utilizzo del mio smartphone (dati + voce).
Il punto è che le aziende, almeno in Italia, hanno la pessima abitudine di non proporre alcunchè ai clienti acquisiti, ma di puntare tutto su promozioni per nuovi contratti. Wind, in questo, si distingue, considerato che non è la prima volta che mi propone contratti a tariffe più vantaggiose.

+1 per Wind

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Vatican.va sotto attacco Anonymous

Con questo [condivisibile] comunicato:

Giorno a voi Vatican.va
Oggi Anonymous ha deciso di porre sotto assedio il vostro sito in risposta alle dottrine,alle liturgie ed ai precetti assurdi ed anacronistici che la vostra organizzazione a scopo di lucro(chiesa apostolica romana) propaga e diffonde nel mondo intero.
Avete bruciato testi di immenso pregio storico e letterario,avete barbaramente giustiziato i vostri più accaniti detrattori e critici nel corso dei secoli,avete negato teorie universalmente ritenute valide o plausibili;avete indotto sprovveduti a pagare per ottenere l’accesso al paradiso con la vendita di indulgenze.
Vi siete resi responsabili della riduazione in schiavitù di intere popolazioni,usando come pretesto la vostra missione di evangelizzazione e la diffusione della fede cristiana nel mondo.
In tempi più recenti avete avuto un ruolo significativo nell’aiutare criminali di guerra nazisti a trovare rifugio in paesi esteri ed a sottrarsi alla giustizia internazionale.
Permettete che quotidianamente molti degli appartenti al clero si rendano responsabili di molestie verso bambini,coprendoli se i fatti divengono di dominio pubblico.
L’italia deve tollerare quotidianamente le vostre ingerenze nella vita pubblica politica e sociale e tutti i danni che ciò comporta.
Avete immobili ed attività commerciali per il valore di miliardi di euro,sui quali avete fortissime agevolazioni fiscali.
Vi ostinate a decretare,pratiche ed oggetti frutto del progresso come il preservativo o l’aborto clinico come piaghe da eradicare.
Siete retrogadi,uno degli ultimi baluardi di un epoca forunatamente passata,e destinata anon ripetersi.
Ci auguriamo vivamente che i Patti Lateranensi vengano infine in un futuro prossimo rivisti e che veniate relegati a ciò che siete…una reliquia dei tempi che furono.
Questo attacco NON è inteso vero la religione cristiana ed i fedeli in tutto il mondo,bensì verso la corrotta Chiesa Romana Apostolica e tutte le sue emanazioni

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Aggiornamento software su MySky HD

MySky HD nuova interfaccia grafica

Da qualche giorno Sky ha aggiornato il software del decoder MySky HD, adattandola al formato 16:9 delle tv HD di ultima generazione. Innanzitutto, come si legge anche sul blog di Alessio Jacona, mi preme sottolineare che è un progetto del tutto italiano, nel senso che coinvolge, per ora, solo ed esclusivamente il mercato italiano.

Finalmente sono state introdotte alcune funzionalità molto utili: prima fra tutte, la possibilità di poter scorrere i vari canali, potendo interagire con il tasto ‘i’, quindi poter vedere l’info di quella specifica trasmissione, senza essere costretti a cambiare canale.

Come si vede dall’immagine, è stata realizzata una minitv, grazie alla quale è possibile scorrere l’elenco dei canali, guardando, in una preview nel riquadro piccolo, cosa quel canale offre.

La novità più grande, ed in prospettiva rivoluzionaria, è l’attivazione, finalmente, della porta ethernet che consente di agganciare il decoder MySky HD al proprio router (ottenendo l’IP in DHCP): ad oggi, per poter acquistare i film n pay per view tramite internet, domani … chissà :D

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Sony: pessima gestione ecommerce

Il mio DELL sta morendo e, dopo solo due anni, è davvero una pessima notizia.
In linea generale, il customer care della DELL è stato sempre impeccabile, il problema è nella componentistica generale del notebook che è di pessima qualità (ho cambiato due volte tastiera, il monitor e la scheda video hanno iniziato a fornire segnali di cedimento dopo soli 16 mesi di utilizzo, i piedini in gomma li ho persi dopo un paio di mesi).

Decido quindi di tornare al caro vecchio Sony Vaio – che ancora è lì, anzianotto, ma funzionante ed integro (pur essendomi *caduto* a terra almeno una volta).
Mi collego allo store Sony e configuro un sony vaio serie SB, giunto al carrello scopro a malincuore che il prodotto non è più disponibile. Il sistema mi propone di contattare il customer care o, in alternativa, posso scegliere un orario da un gradevole calendario, per far sì che sia la Sony stessa a telefonarmi.

Scelgo di essere contattato ieri pomeriggio tra le 14 e le 15 ma, quasi scontato, non ricevo alcuna telefonata. Vista l’urgenza, contatto direttamente il customer care: dopo un’attesa di circa 15min, perchè l’operatore non riusciva a capire per quale motivo il sistema non dava disponibilità, scopro che non sono più disponibili CPU e RAM e che dovrò aspettare almeno un’altra settimana.
Poco male, a me serve il notebook, chiedo di poter bloccare l’ordine pagando anticipatamente, ma l’operatore mi risponde che non è possibile farlo.

Delle due l’una: non capisco perchè il sistema non spieghi all’utente/cliente per quale motivo non si possa portare a termine l’ordine. Capisco anche meno per quale motivo io non possa bloccare l’ordine – con questa politica, la Sony rischia di perdere clienti. Non credete?

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Consulenza: il cliente non ha sempre ragione

Il “mercato” web, da non confondere con il mercato del pesce (molte web-agency hanno ancora qualche dubbio in merito), è in continua evoluzione: sempre più persone capiscono le potenzialità di questo canale di business per cui decidono di realizzare il sito web personale o della propria azienda.

La parte di accounting (passatemi il termine) è molto complessa, perchè se a portarla avanti non è un esperto del settore o anche solo una persona che abbia una certa idea di come funzioni il mondo web, si rischia di “andare sotto” al budget del progetto o di vendere funzionalità molto complesse da realizzare, quindi sotto-dimensionando la rilevanza di ciò che si propone.

Questi sono problemi classici, che però non vogliono essere il tema di questo post.
Voglio piuttosto concentrarmi sulla sottile linea che divide chi fa ciò che il cliente vuole e chi invece riesce nell’intento di fornire una vera consulenza.

Partiamo da quanto scrive Alessandra Colucci sul suo blog:

Se un’organizzazione o un professionista si rivolge a un consulente o a una agenzia è (o dovrebbe essere) spinto dalla consapevolezza di averne bisogno per il fatto che non possiede le competenze necessarie per provvedere da solo a delineare e implementare le opportune strategie per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato [esattamente come nel caso di medici e avvocati].

Esistono varie tipologie di clienti; nella mia vita professionale mi sono interfacciato con almeno due di loro:

- i clienti che pensano di saper sviluppare un sito perchè in passato hanno usato Dreamweaver o FrontPage e quindi si sentono in diritto di mettere bocca su tutto;
- i clienti che tirano sul prezzo di ogni singola virgola;

La prima tipologia è quella più pericolosa, perchè saccente e presuntuosa; una tipologia di persone/clienti che credono di poter decidere cosa sia meglio o peggio senza ascoltare il consiglio di chi lo fa per professione. Un po’ come quando si va da un medico, riceviamo la ricetta per delle pillole per il mal di testa e di nostra sponte decidiamo che lo stesso mal di testa sia provocato da altro, per cui assumiamo medicine che, magari, si rivelano veleno.

La seconda tipologia, invece, è quella che non capisce che creare un sito web o una web application, non è nelle capacità di tutti. Noi siamo gli artigiani del duemila: affidarsi alle web agency che vendono siti web a 500 euro o agli amici che te lo fanno gratis, è un pò come comprare la cucina in quei mobilifici sotto marca dell’Ikea.

In entrambi i casi, per la troppa foga di vendere o per la poca personalità/esperienza nel far capire al cliente quale sia la strada migliore da seguire, rischiamo di perdere il nostro ruolo di artisti/artigiani, in favore di uno status che potrebbe diventare anche controproducente. Difatti la domanda da porsi è: una volta terminato il lavoro, è degno dell’immagine della mia azienda o della mia attività da freelance?

Se la risposta è no, beh, allora abbiamo fatto davvero un pessimo lavoro.

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Ministro degli Esteri Giulio Terzi apre un profilo Twitter

Oggi il ministro degli esteri Giulio Terzi ha aperto un profilo su twitter.
Manca il bollino blu, che Twitter utilizza per certificare gli account di personaggi pubblici / riconoscibili, però se fosse vero e ci fosse uno staff dietro questo profilo, sarebbe davvero una bella prova di comunicazione digitale da parte del nuovo governo.

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Italian Agile Day 2011

Stamattina io ed Andrea siamo stati all’Italian Agile day, qui a Roma.

Purtroppo ho potuto partecipare solo alle sessioni della mattina: nonostante il poco tempo dedicato, mi è sembrato tutto molto ben organizzato. Oltretutto c’era tantissima gente, non solo di roma, anzi, tantissimi venivano da fuori …
Molto ben fatti tutti i 3 talk cui ho partecipato, voglio segnalare i primi due, per ragioni diverse:

Back to Basics: OOP and Design di Paolo Polce uno dei più bei talk cui ho assistito negli ultimi anni: sia per la leggerezza con cui Paolo ha spiegato alla platea argomenti anche piuttosto articolati, sia per la sua simpatia. Davvero molto istruttivo

Is Software Evolution really Effective? di Francesco Cirillo: questo è stato un talk davvero molto tecnico, nel quale si sono affrontati molti dei punti del ciclo di vita del software. Purtroppo sul finire, su una battuta di Francesco (sui professori che spiegano l’Agile su libri fondati su principi Solid), c’è stata una mezza diatriba con un signore seduto in aula (presumibilmente un professore) – davvero stucchevole.
In generale, però, quello che non è mi piaciuto è stato che potenzialmente poteva essere un gran bel talk, però ha fallito le attese dei presenti (o forse, le ha solo fraintese), non ha spiegato in che modo si possa ripulire il codice dagli if inutili.

Ho anche un dubbio, che però non ho avuto modo di derimere parlando direttamente con Francesco (che è stato letteralmente assediato alla fine dello speech): ci si è molto soffermati sull’eccessivo costo di un app per iphone, sebbene i requisiti fossero davvero banali. Beh, si è tenuto troppo in conto che il costo dipenda solo ed esclusivamente dall’experience del team che lo sviluppa – il costo, in generale, è una serie di fattori di natura diversa, non ultimo il valore che il brand vuole trasmettere sul mercato (il che spesso si traduce in un aumento dei costi delle varie soluzioni).

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searcheeze: un esempio di ricerca collaborativa

usa Searcheeze e vinci un IPhone4s

Quanti di voi hanno già sentito parlare di Ibrii?
Quanti di Searcheeze?

Sapete cos’è la content curation? Cercherò di spiegarvelo in poche parole.

Tutti usiamo google per effettuare ricerche, ma quali alternative avete per salvare un link (un sito, chiamiamolo come preferite) interessante? I preferiti? mh, una scelta soggetta a molte problematiche, non ultima questa: cosa succede se cambiate PC, siete ad esempio a lavoro e vi serve proprio quel sito?

Una scelta alternativa, oramai non più troppo valida, potrebbe essere delicious che, però, fa URL curation: vi consente di salvare tutti i vostri link di interesse all’intero di un sito web, per poi condividerlo con un network di persone che riteniamo affini per interessi o, che magari, lavorano con noi.

Già meglio, eh :)

Searcheeze, dal mio punto di vista, è la scelta definitiva: grazie ad un semplice drag&drop, sarà possibile salvare i nostri link interessanti all’interno di collection, per poi successivamente invitare altri membri (colleghi, amici, familiari) a condividere con noi quel sapere, ed eventualmente integrarlo con altri siti di simile interesse. Questo conduce alla creazione di miriadi di giornali (altresì chiamate collection) tematizzate, curate dagli utenti, la cui rilevanza, quindi, è sicuramente notevole rispetto ai risultati forniti dai motori di ricerca.

Un’ultima chicca: il team di evermind si è occupato dello sviluppo grafico del look&feel di Searcheeze e della pagina contest :)

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Addio a Dennis Ritchie

E’ risaputo che viviamo in una società dove il vero business è quello del “apparire” – e quindi è lapalissiano che tutti i giornali ed i blogger abbiano dato grandissimo risalto alla morte di Steve Jobs e abbiamo praticamente tralasciato quella di Dennis Ritchie, avvenuta quasi una settimana fa.

Credo che tutti gli studenti di informatica o ingegneria informatica abbiano letto almeno una volta il libro riportato nell’immagine sopra: senza Dennis Ritchie non ci sarebbe stato [probabilmente] il C ed Unix, conseguentemente non saremmo potuti arrivare ai moderni linguaggi di programmazione.

A me piace ricordarlo così:

At the same time, much of it seems to have to do with recreating things we or others had already done; it seems rather derivative intellectually; is there a dearth of really new ideas?

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Htc Desire Z da Gingerbread a Cyanogen Mod 7 via downgrade a 1.34.405.5

Qualche mese fa ho aggiornato froyo (android 2.2) sul mio htc desire z a gingerbread (android 2.3).
In generale, l’usabilità è aumentata nettamente, tuttavia sono saltati fuori tutta una serie di bug:

  • impossibile visualizzare le ultime foto scattate all’interno della galleria
  • spesso, uscendo da alcune applicazioni, android eseguiva un soft reset, mostrando lo sfondo bianco e la dicitura HTC
  • lentezza nell’apertura degli sms
  • utilizzando la tastiera qwerty, succedeva che premendo B si apriva il browser, premendo G si apriva l’app di gmail, premendo S si aprivano gli sms (con relativi tempi di attesa)

Per tutte queste ragioni e per una generale lentezza del sistema, oggi ho deciso di installare una ROM moddata: la Cyanogen 7 che, a detta di molti, è la ROM più performante (sebbene il look&feel non sia effettivamente paragonabile a gingerbread liscio).
L’operazione non è molto semplice ed in rete esistono una moltitudine di tutorial che, tuttavia, non sempre mi hanno portato alla soluzione definitiva (per poi ogni volta abbandonare l’installazione di CM7).

Questo tutorial vuole essere un merge tra tutti i docs che ho recuperato online e che, almeno nel mio caso, mi ha portato ad installare con success la Cyanogen mod 7 sul mio htc desire z.

Il primo step è riportare la versione del software dalla 1.7x alla 1.34.405.4.

Tramite la guida a href=”http://www.dolen.org/2011/08/rooting-htc-desire-z-gingerbread/”>Rooting HTC Desire Z Gingerbread su pragmatico, ho scaricato, copiato ed eseguito i file fre3vo e misc_version. Exploitato il cellulare ed ottenuti i permessi di root, ho scaricato la Stock Rom dal link presente su pragmatico, dopodichè ho iniziato a seguire le indicazioni del tutorial HTC Desire Z: Rooting sul wiki cyanogen

Il secondo step, quindi, è stato quello più delicato perchè, tramite la shell del cellulare ed il comando ADB, mi ha consentito di effettuare il vero e proprio downgrade del software.
In realtà non tutti i passaggi sono stati esattamente uguali; difatti, ho avuto problemi con l’esecuzione del comando:

1
./gfree -f -b hboot-eng.img -y recovery.img

che restituiva l’errore “Error: failed opening input image” – per poi scoprire che comunque era andato tutto liscio.

La guida sul wiki non spiega in modo esplicito tutti i passaggi, ma sottintende un certo grado di conoscenza del comando ADB. In più, quando si giunge al check degli md5, a me risultavano tutti uguali tra di loro, mentre, sempre dalla guida, pareva ci potessero essere problemi.

Il terzo step è consistito nell’installazione di ClockWorkMod Recovery dal market
In un primo momento avevo seguito una strada alternativa, cercando di installare manualmente lo zip contenente CM7, tuttavia, avendo saltato il passaggio “wipe data cache”, il mio htc desire z si era freezato mostrandomi l’immagine sottostante (mi spiace, ma non sono riuscito a trovarne una decente)

CyanogenMod7.

Dopo qualche attimo di panico :P ho ripetuto tutte le operazioni ed alla fine, scaricando la ROM direttamente da ClockWorkMod l’installazione di Cyanogen mod7 è andata a buon fine.

L’ultimo step è stato quello dell’installazione delle Google App. Difatti, a causa delle licenze imposte da Google, i ragazzi che distribuiscono la Cyanogen non hanno potuto inserirle all’interno del package zip (e quindi, ad esempio, non sarebbe possibile configurare gli account gmail se non tramite Exchange). Poco male, ho scaricato lo zip dal link presente sul wiki cyanogen, e l’ho installato sempre grazie a ClockWorkMod.

Ora sto ri-sincronizzando tutti i contatti e dati :)

ps: non dimenticatevi di fare i backup, a me personalmente non sono serviti, ma almeno psicologicamente aiutano parecchio :)

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E’ morto Steve Jobs

Steve Jobs è morto.

(fonte Ap)

Aggiornamento: Apple ha appena confermato, pubblicando sulla sua pagina una gigantografia di Steve Jobs (1955-2011)

Aggiornamento 2: ora che sono passati 10min e dopo lo sfogo per la notizia, vorrei spendere due parole per quest’uomo. Non ho mai apprezzato particolarmente la politica Apple nel corso degli anni, tuttavia non posso non provare profonda tristezza per la morte di Steve Jobs. E’ stato senza ombra di dubbio uno degli uomini che più hanno influenzato e stravolto il mondo con la propria visione della realtà.

Se oggi siamo qui, in un mondo totalmente interconnesso, lo dobbiamo sicuramente anche e soprattutto a lui

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Accenture Technology Solutions: il commento di un professionista del settore

Accenture Technology SolutionsOltre tre anni fa, scrissi un post su Accenture Technology Solutions e la mia prima esperienza. Poi ne scrissi un altro, dove raccontavo come Accenture Technology Solutions si comportò con i suoi stagisti e della [poca] cura che dedica al proprio corporate blog.

Bene, ieri Estiquaatsi ha scritto un commento su questo blog, che ritengo riesca a sintetizzare e riassumere perfettemante la [triste] situazione di tutti i i dipendenti Accenture ed , in generale, di tutti coloro i quali lavorano per grandi aziende di consulenza.

Io ho 30 anni, sono un consulente informatico e non lavoro in Accenture, ma in ufficio ci son tanti Accenture.
E ringrazio il cielo ogni sera dell’esistenza degli Accenture!

vi chiedete come mai?

perchè io OGNI SERA, alle 17.30 dopo aver lavorato duramente 8 ore, vado a casa e mi godo la vita!
(sto con mia moglie, mi son creato una famiglia, vado al cinema esco ecc… ecc.. ec…)
nel frattempo gli accenture sono ancora chiusi in ufficio per chissà quante altre ore (segnando sul timesheet sempre 8 ore)

forse se non ci fossero gli accenture che sgobbano 12/14 ore al giorno non potrei godermi così la vita! Grazie di esistere Accenture!
e buon aperitivo di lavoro, prima o poi ve ne offrirei uno, ma sono troppo impegnato a godermi la vita!

Conclusione: sono tanto contento che esista Accenture, quanto sono contento di non lavorarci

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Nasce EverMind

La settimana scorsa è partito ufficialmente il progetto EverMind.
Cosa sia, è molto difficile da riassumere brevemente, rischierei di tralasciare qualche aspetto particolare.

EverMind non è una web-agency nell’accezione più stretta del termine, non è un’agenzia di comunicazione o che eroga servizi di social media marketing. E’ tutti questi aspetti ed anche di più.

Il termine più appropriato è co-agency: cosa si intende? non esiste una definizione ufficiale, a noi piace pensarla come un network di freelance che si riuniscono per portare a termine un progetto, per condividere idee e progetti e tanto altro.

Vuol dire che, sebbene ci sia un gruppo ben definito, siamo in costante evoluzione.
Vuol dire che, se hai un’idea la puoi condividere con noi per vederla nascere, se vuoi collaborare al progetto EverMind puoi entrarne a far parte come EverMate condividendo il tuo profilo, oppure se vuoi solo dirci come la pensi rispetto ai temi che trattiamo, puoi farlo sul blog di EverMind.

EverMind nasce perchè tutti noi sentivamo il bisogno di liberarci dalle gabbie che ci trattenevano dal poter liberamente esprimerci. Nasce perchè vogliamo comunicare ai nostri clienti e a tutti voi, in puro approccio social, che è possibile produrre lavori di qualità elevata senza dover per forza di cose scendere a compromessi.

Insomma, fatevi un giro su EverMind, se vi piace ditecelo. Se non vi piace, ditecelo lo stesso perchè è tramite la condivisione che si cresce.

E visto che ci siete, cliccate “mi piace” che fate contento Marco :)

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