Il post elezioni 2011 a Reggio Calabria

Reggio Calabria: il museo del Mediterraneo

Il periodo elettorale è stato sempre caratterizzato anche da quelle notizie che, tra il serio ed il faceto, rappresentano uno spaccato della società votante.

Ricordate il caso di quell’elettore sorpreso a fotografare la propria scheda elettorale?
E che dire di quella persona che, recatasi al seggio, scopre di aver già votato?

C’è una notizia, grave, che circola da qualche giorno e che i giornalisti reggini si guardano bene dal pubblicare, considerato che siamo a ridosso del ballottaggio.

Pare infatti che in moltissime sezioni il numero di voti non corrisponda al numero dei votanti, sono stati consegnati verbali in bianco, cioè senza il numero delle singole preferenze per candidato, ecc. ecc.

Tralascio il dettaglio sulle possibili conseguenze, che potete comunque leggere sul sito di scirocco news.

Quello che mi preme sottolineare è che per l’ennesima volta si dimostra che la società reggina è tuttora arretrata allo stato medioevale. Si parla tanto di “modello reggio”, si parla “di turismo”, si fondano intere campagne elettorali come se stessimo costruendo il grattacielo più bello del mondo, e poi ci si rende conto (o ci si dovrebbe rendere conto) che mancano proprio le basi perchè ci si possa definire una società civile.
Mi è già stato fatto notare su Facebook, da persone forse troppo “schierate”, che sono fatti di poco conto. Io, al contrario, sono sempre stato convinto del fatto che è nei dettagli che si vede il vero stato delle cose.

Ed i dettagli mi dicono che durante la campagna elettorale il silenzio giornalistico è stato assordante – soprattutto di fronte a problemi di grave entità.
I dettagli mi dicono che la politica clientelare, che c’è sempre stata, ha raggiunto livelli preoccupanti. Ha oscurato il raziocinio delle persone e questo, senza ombra di dubbio, è il primo passo verso il baratro nel quale Reggio Calabria si sta dirigendo.

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