In questi giorni nella tedeschia stanno spopolando degli spot del Media World tedesco “Media Market” (stessa multinazionale ma lì con nome diverso), in cui fanno le solite offertone ecc ecc, hanno preso per testimonial un italiano, ma non uno specifico, ma l’italiano medio visto dai tedeschi, stereotipato e caricaturato… peccato che la caricatura arrivi a tracciare dei tratti diffamanti.. ma fino a che punto?
Il personaggio in questione si chiama Toni, è il tipico tamarro con la canotta dell’Italia che parla il tedesco in maniera maccheronica e che negli spot si comporta nei modi per l’appunto stereotipati, per esempio va a comprare un televisore per un amico e mentre quelli fanno vedere che costa 700€ lui dice all’amico 1000€ per telefono (N.B. L’Italiano truffatore anche con gli amici), oppure cerca uno commesso maschio per parlare di calcio e televisori, ma davanti alla gnoccona commessa tedesca si ferma perchè le bocce vanno bene (N.B. L’italiano donnaiolo, ma di questo me ne vanterei e li farei rosicare ancora di più), dulcis in fundo quando una ressa di crucchi compra i televisori l’italiota testimonial recita ” I tedeschi comprano i televisori, gli italiani gli arbitri”, adesso noi possiamo anche discutere della gratuità di queste affermazioni, ma purtroppo, non riesco a dargli torto al 100%. Già al tedesco medio far capire che noi non siamo la nostra classe dirigente è difficile, ma devo dire che se uno ci pensa questa è l’immagine che diamo di noi stessi. Il marketing dell’italiano all’estero di se stesso è pessimo spesso e volentieri.
Ho fatto diverse esperienze in questo senso, sono stato in vacanza all’estero ed ho lavorato per una multinazionale con persone di tutto il mondo.
Quando sono andato all’estero con il Fancazzist Group, spesso, quando dicevamo di essere Italiani, venivamo guardati male, poi ci guardavamo intorno e capivamo il perchè, l’italiano medio all’estero è un incivile clamoroso. Come spiegare millenni di cultura e storia, quando per strada ciò che si vede dell’italia è gruppi di ubriachi casinisti?
Purtroppo esiste anche un retaggio sociologico diverso, nella nostra cultura è onnipresente farsi l’amico, chiedere il favore, anche piccolo, chiudere un occhio, all’estero no, non sono capaci di concepirlo e catalogano tutto questo, quasi sempre a ragione eh, come truffare, voler aggirare le regole.
La nostra tendenza a gesticolare maggiore e a mantenere una “distanza dall’interlocutore” ridotta rispetto alla media europea peggiornano la situazione, poichè il tutto viene vissuto come un’aggressione. E’ facile capire quindi come si riesce a farsi un’idea sbagliata di tutti noi.
Ho trovato invece altra situazione, ribaltata direi, in una società presso cui ho svolto dei lavori. Questa multinazionale è presente in 25 paesi ed io ho avuto a che fare, come docente e consulente, con Francesi, Americani, Russi, Tedeschi, Olandesi, Svizzeri, Belgi, Norvegesi, Danesi, Svedesi ed ovviamente Italiani.
Costoro che hanno lavorato strettamente con gli Italiani, hanno trovato il modo di apprezzare il nostro modo di essere, molti hanno ammesso che all’inizio li disorientava, ma con un piccolo sforzo si capisce come lavoriamo ed è un modo che loro non riescono ad emulare. Un esempio me lo ha fatto un tedesco, lui lavora 10 ore al giorno comunque, su quella base pianifica il suo lavoro schedulandolo, sostiene che gli italiani coscenziosi, si fanno un mazzo così per concludere quel progetto, lavorando anche di più, ma poi vogliono che sia riconosciuto il loro buon lavoro e spesso il riconoscimento più apprezzato è un giorno extra di ferie, cosa inconcepibile per un Tedesco o per uno Svizzero, il Belga già apprezzava di più eh eh.
In sostanza coloro che si sono trovati giocoforza vicino ad Italiani per lavorare, hanno ammesso una difficoltà iniziale, dovuta alla differenza, ma che hanno dovuto, se vogliamo, superare e quindi a quel punto hanno scoperto i nostri pregi, ma ammettiamolo, li nascondiamo bene!!!
Come possiamo quindi pretendere che il crucco medio oggi (a cui comunque rode per il mondiale ancora e per il nostro fascino indiscusso), il francese medio domani, l’olandese del futuro, ci capiscano e ci accettino come siamo?
Noi siamo naturalmente portati ad accettare altri popoli, più o meno, all’estero sono meno elastici, forse gi U.S.A. sono i più accoglienti in questo senso, è inutile fare i bambini capricciosi e dire “non ci capiscono”, vediamo prima cosa facciamo per noi stessi e come parliamo di noi stessi quando siamo all’estero.
Per quanto riguarda Media World, che comunque fa tanto la spiritosa, si veda qui e qui cosa ha fatto di bello!