Guardarsi dentro

Mi guardo dentro e vedo solo tanta tanta tristezza.
Mi guardo dentro e sento di non avere il dovuto controllo sulla mia esistenza. Sto andando alla deriva e non sto facendo assolutamente nulla per evitarlo.
E tutto questo a causa di una persona che ha scatenato chissà cosa dentro di me, che ha fatto scattare chissà quale molla dentro di me …

E’ una sensazione strana sentirsi come se continuamente ti manchi qualcosa, ma non sai cosa. Pagherei oro per ritornare ad avere le sensazioni di due estati fa. O anche della scorsa.

Purtroppo però la vita è come una linea continua sulla quale si può andare in un solo senso. Purtroppo non ci è dato di tornare indietro e, forse, è più giusto che sia così. Forse è giusto vivere la vita per come ci viene data, senza pensare che ciò che si sta facendo potrebbe essere irreparabile. Forse è il caso di vivere con un pò più di superficialità per "godersela" di più.

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Mr. Nice – Howard Marks

mr.nice

Un genio! Non ci sono altre parole per definire la personalità di Howard Marks, aka Mr. Nice, uno dei più grandi spacciatori di marijuana durante gli anni ’70, un genio, una persona fuori dal comune che alla violenza ed alla forza bruta ha sempre preferito far funzionare il cervello.

Laureato ad Oxford in fisica, inizia a spacciare trasportando grossi quantitativi di hashish,che nasconde nelle vetture che lui stesso guida in giro per l’Europa (Germania, Inghilterra, Irlanda). Fu arrestato a Palma de Maiorca (Spagna) dalla DEA, per poi essere estradato negli USA, dove ha scontato una condanna a 25anni nel penitenziario Terre Haute (Indiana), uno dei carceri più duri di tutti gli Stati Uniti. E’ stato un genio, uno spacciatore fuori dalla norma: si è sempre rifiutato di spacciare droghe pesanti, come la cocaina, che gli avrebbero consentito di fare molti più soldi, ma facendolo entrare in un giro non suo.

Questa autobiografia racconta degli oltre 40 alias utilizzati per girare il mondo con passaporti falsi, per scappare, per sette lunghi anni, dall’Interpol; racconta di come questo uomo si sia fatto accettare dalle famiglie pakistane ed afghane come uno di loro, e non come un mero commerciante europeo. Racconta dell’amore per Judy e per i suoi figli, dell’amore verso i propri genitori e di come sia stato uno degli uomini più coerenti di cui io abbia mai sentito parlare (nonostante in carcere di massima sicurezza, e nonostante la moglie sia stata a sua volta ingiustamente e senza alcuna prova arrestata dalla DEA, si è sempre rifiutato di diventare una spia). Racconta delle innumerevoli aziende di cui era proprietario: agenzie di viaggio (le prime ad effettuare le tratte Bangkok-Cina, Taiwan-Cina; centri benessere nei più lussuosi alberghi di Singapore; aziende produttrici di cartine – tutte nate per nascondere ciò che Malik chiamava il ‘mother-business’ (lo spaccio di hashish ed erba).

Howard Marks nella sua vita ha avuto contatti praticamente con qualsiasi tipo di personaggio: è stato al servizio dell’MI6 e della CIA, ha lavorato fianco a fianco con la Mafia (siciliana e americana), con i ribelli afghani e perfino con gente interna all’IRA.

E’ stato sicuramente una delle personalità di cui si è parlato di più negli anni 80 su tutti i giornali inglesi. A differenza del tipo di spacciatore presentatoci dal film Blow, qui si vede la figura di una persona che non spaccia solo per fare soldi, anzi! Howard Marks si godeva le sue droghe, e dal libro si evince con molta forza quanto gli piaceva (e probabilmente piace ancora) fumare erba e hashish di qualità. Al contrario di George Jung, Howard Marks aveva un ottimo rapporto con i propri genitori che l’hanno sostenuto per tutta la durata della sua prigionia, perfino economicamente e questo si rifletteva sul rapporto con i figli che gli sono stati costantemente vicini fino alla sua scarcerazione, avvenuta nell’Aprile del ’95.

Non so dove sia Howard Makrs, non so cosa stia facendo, ma son sicuro che in questo momento si stia facendo un gran bel cannone, e che se lo godrà alla faccia della DEA e dell’agente Lovato.

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Maroon 5 – This love

I was so high I did not recognize
The fire burning in her eyes
The chaos that controlled my mind
Whispered goodbye and she got on a plane
Never to return again
But always in my heart

This love has taken it’s toll on me
She said goodbye too many times before

And her heart is breaking in front of me
I have no choice cause I won’t say goodbye anymore

I tried my best to feed her appetite
Keep her coming every night
So hard to keep her satisfied

Kept playing love like it was just a game
Pretending to feel the same
Then turn around and leave again

This love has taken it’s toll on me
She said goodbye too many times before
And her heart is breaking in front of me
I have no choice cause I won’t say goodbye anymore

I’ll fix these broken things
Repair your broken wings
And make sure everything’s alright
My pressure on her hips
Sinking my fingertips
Into every inch of you
Cause I know that’s what you want me to do

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L’anima gemella

Ho sempre creduto che nella vita esista davvero l’anima gemella, intesa come quella persona, unica e sola al mondo, che riesca a completarci di modo da divenire un’entità unica.

E’ interessante anche un’altra visione: immaginiamo di essere come dei cerchi, ed immaginiamo che la persona con la quale stiamo, sia un cerchio a sua volta. Allora la nostra ipotetica unione creerebbe un cerchio ancora più grande, talmente grande da raggiungere l’infinito.

Questa è in netto contrasto con la mia teoria dell’essere metà (secondo la quale la nostra metà sia lì fuori da qualche parte).
Credo che la differenza nasca da una sfumatura di un punto di partenza abbastanza simile: a questo mondo siamo soli!

Il discorso è che io, nel mio sentirmi solo, mi sento male. Mi sento solo nel senso che mi sento sempre come se mancasse un pezzo per completare il mio puzzle. Credo, invece, che chi sostiene l’altra teoria, nel suo sentirsi solo si senta completo, e quindi in grado di giungere in fondo a questa sfida in modo autonomo. Mi verrebbe da scrivere "beato lui", ma poi alla fine chi sa dire dove sta la verità? La verità, purtroppo o per fortuna, la scopriremo solo in punto di morte. Amen

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Fieri di essere italiani

Rigiro una mail geniale che mi è arrivata oggi!! 😀 (i bold sono mie sottolineature)
 

Ora ho 4 anni di tempo per tirarmela di fronte al mondo.
E comincio così.

I tedeschi hanno ragione, siamo dei PARASSITI, hanno ragione anche i cugini francesi, siamo MAFIOSI.

Siamo Italiani, nel bene e nel male.

Però, quanto meno:
non abbiamo nomi da froci come TIERRI’, FRANSUA’, ANTUAN. non abbiamo impronunciabili nomi da nazista come LOTAR, GUNDAM, CRASFGRANDAR. non abbiamo baffi biondi da tamarro,  non portiamo il pane sotto le ascelle mentre camminiamo perchè non è igienico.
non mettiamo i sandali con le calze perchè fanno cagare.

La nostra cucina non sarà NUVELL, ma almeno le porzioni sono umane, e non da canarini.
anche noi abbiamo buon vino e buona birra, ma non scassiamo le palle al mondo sostenendo che siano i migliori.

Non abbiamo i coprivolante delle macchine in peluche.

Saremo anche PARASSITI, ma ogni estate non occupiamo la toscana o la riviera romagnola
pretendendo di trovare Wurstel e Crauti in spiaggia o i cartelli stradali bilingue.

Le nostre donne (nella maggior parte dei casi) non hanno acconciature tardo-anniottanta o
ossigenature paura da pornodive, e da noi la permanente è oramai fuorilegge, così come gli slip ascellari.

I nostri giocatori sputano, è vero, sfottono, è vero, giocano duro, è vero, però non tirano testate, e se lo fanno
a nessuno viene in mente di premiarli come migliori giocatori di un torneo.

Se uno dei nostri giocatori prende 5 giornate di squalifica per una gomitata, non gridiamo allo scandalo, anche se la televisione che lo ha ripreso non è ufficiale.
Al limite uno tira una bestemmia, ed è finita lì.

Non ce la tiriamo con tutto il mondo per una torre di ferraglia rugginosa.

Quando un italiano va in un altro paese, tempo sei mesi e impara la lingua.

Quando un fottuto tedesco viene in Italia, e mangia in italia, e guida una Ferrari per sei anni, impara l’inglese(!).

Platini, LE RUA’, era sì francese, ma giocava in italia, Zidane, L’IMPERATUR, è si francese, ma è esploso in Italia,
Thierry ha giocato in Italia, Vieira pure.

La domanda è:
c’è qualche francese che è capace di imparare a giocare a calcio senza venire in Italia?

Quando noi perdiamo ai rigori si chiama SFIGA.

Quando vinciamo si chiama VENDETTA.

E ha un sapore buonissimo.

La pizza è nostra.
E’ buonissima e ce la invidia tutto il mondo.

L’OMELETTE è solo una cazzo di frittata.

Vuoi mettere un wurstel con una soppressata calabra?!

Potrei andare avanti all’infinito.
Le differenze socio-culturali sono moltissime.
Anzi, direi che come giochino potremmo inventarne sempre di nuove aggiungendole alla lista.
Ma per adesso va bene così.

E’ solo l’inizio.

Abbiamo altri 4 anni per fare quello in cui noi italiani siamo davvero e senza ombra di dubbio gli indiscussi Campioni del Mondo:

PRENDERE PER IL CULO!!!!

FORZA AZZURRI!!!!!!!!!

Grazie Laura

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Che scandalo!

Ok,

Juve in B e 30 punti di penalizzazione.
Lazio in B e 7 punti di penalizzazione.
Fiorentina in B e 12 punti di penalizzazione.
Milan in A e 15 punti di penalizzazione, più decurtazione di 44punti dalla classifica dell’anno precedente.

è scandaloso! davvero scandaloso! La solita sentenza all’italiana. La juve in B con 30 punti di penalizzazione, a questo punto perchè non darle direttamente la C? Alla fine con 30punti di penalizzazione ed una squadra come Dio comanda si può tentare di arrivare ai playoff (e visti i soldi della Juve, non mi pare impossibile da realizzare).

Strano, davvero molto strano, che il Milan sia rimasto in A. Eppure dalla sentenza si legge chiaramente che Galliani stesso faceva pressioni per avere certi designatori e certi favori. Eppure il Milan rimane in A con soli 15punti di penalizzazione. Se consideriamo che l’anno scorso l’Inter aveva più di 10punti dal Milan in classifica, non mi pare impossibile pensare di fare una squadra per vincere uno scudetto e gasare i propri tifosi oltre ogni limite (non dimentichiamoci che continuerà a percepire i contratti faraonici degli sponsor). Strano che gli abbiano dato giusto 44punti di penalizzazione. Ne bastavano 45 per andare a pari punti con l’Ascoli. Un errore dei giudici?? Si, si, come no?!

E’ chiaramente una sentenza che nasce dai politici che stanno davvero dietro a tutta questa faccenda (e che grazie all’omertà del sistema stesso, che non è morto ma cambierà solo forma e personaggi, non sono venuti alla luce).

E poi come fa la Gazzetta dello Sport a dare l’anteprima della sentenza, senza sbagliare di una virgola? bel colpo, sicuramente, ma pensare che un giudice si sia venduto la notizia a quei condor dei giornalisti mi fa davvero vomitare!

Il processo farsa è finito. Ora tutti gli antijuventini, gli interisti, i romanisti e chi più ne ha, più ne metta, saranno felici perchè nel loro vivere fuori dal mondo si riterranno soddisfsatti della punizione alla Juve. Senza vedere che il sistema non è morto, è ancora lì. Senza vedere che ne sono uscite pulite anche quelle squadre come Inter e Roma che non si sa per quale oscura ragione ancora stanno lì dopo lo scandalo passaporti. Senza contare che sono riusciti a rovinare il campionato di B.

Se non fosse che ne sono ammalato gravemente, non dovrei più guardare una partita di calcio in tutta la restante parte della mia vita. Ma tant’è …

Grazie a tutti, avete fatto un ulteriore passo per uccidere il nostro sogno. Non vi lamentate se poi la gente allo stadio semina distruzione e terrore, voi ne siete i primi colpevoli!

Update: Vorrei anche fare i complimenti al nuovo allenatore della Juve, inizia a piangersi da ora? Difficile si, ma impossibile risalire mi sembra davvero troppo…

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14/07/1970 – 14/07/2006

rivolta

36. 36 anni nei quali spero che la gente non abbia dimenticato i motivi che la portarono alla Rivolta della città di Reggio Calabria.

Non dimentichiamo la gente morta per un ideale preciso.
Non dimentichiamo i feriti e non dimentichiamo mai di avere coscienza di ciò che siamo. Non dimentichiamo ciò che cosentini e catanzaresi, ma anche lo stato, hanno fatto negli anni ’70 alla nostra città.

Checchè ne dicano gli storici, checchè ne dicano i politici del tempo, non è stata una rivolta fascista. Non è stata una rivolta politica. E’ stata, molto più semplicemente, l’espressione della reazione di un popolo intero alla repressione impostale fin dal tempo dei Borboni.

BOIA CHI MOLLA

 

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Addio Syd

 
syd barret

Un genio o un disastro? Di sicuro negli anni della fama un genio assoluto. Nessuno saprà mai se effettivamente è stato David Gilmour a copiare da lui, o viceversa, ma è innegabile che nel fondare i Pink Floyd ha indelebilmente segnato la storia della musica (senza poter dimenticare il grandioso "The Piper At The Gates of Dawn" album di inizio del gruppo inglese).

Ci lasci, forse in pochi ti ricorderanno, tra questi il sottoscritto. Ti lascio con le parole di David Bowie:

I can’t tell you how sad I feel. Syd was a major inspiration for me. The few times I saw him perform in London at UFO and the Marquee clubs during the sixties will forever be etched in my mind. He was so charismatic and such a startlingly original songwriter.

Also, along with Anthony Newley, he was the first guy I’d heard to sing pop or rock with a British accent. His impact on my thinking was enormous. A major regret is that I never got to know him. A diamond indeed

Ma soprattutto ti lascio con la canzone che i tuoi stessi compagni di avventura ti dedicarono nel lontano ’75:

 

 
Remember when you were young, you shone like the sun.

Shine on you crazy diamond.
Now theres a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.

You were caught on the crossfire of childhood
and stardom, blown on the Steel breeze.
Come on you target for faraway laughter,
come on you stranger, you legend, You martyr, and shine!
You reached for the secret too soon,
you cried for the moon.

Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night, and exposed in the light. Shine on you crazy diamond.

Well you wore out your welcome with random precision, rode on the Steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions, come on you painter, you piper, You prisoner, and shine!
 

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Youtube: download video

Probabilmente vi siete chiesti se sia possibile scaricare i video da youtube.com – effettivamente si! e non è nemmeno troppo difficile. Il metodo che sto per descrivere funziona sicuramente con Firefox, non garantisco (e sinceramente non ho nemmeno provato) che sia possibile scaricare i video da youtube facendo uso di IE

Tutto quello che ci serve è un’estensione per firefox, chiamata videodownloader, ed un programma, TotalConverter, per convertire i file dal formato flv in ciò che preferiamo (avi, mpg, ecc.ecc.).

I video vengono salvati e gestiti da youtube tramite flv, Macromedia Flash FLV Video File Format: esso consente di distribuire via internet file video tramite Internet (uno stream video per ogni file). I file flv non sono altro che l’evoluzione di ciò che una volta rappresentavano i file swf per i webmaster, e cioè la possibilità di distribuire video tramite Internet. Al contrario dei file swf, ed è questo il loro più grande vantaggio, i file flv consentono una maggiore compressione.

Ecco, quindi, cosa fare:

Scaricate videodownloader
Installate videodownloader e riavviate Firefox
Installate Riva Flv Player (è un player che consente la visualizzazione dei file flv) e TotalConverter

A questo punto comparirà, nella status bar di Firefox (in basso a destra) una piccola iconcina

firefox bar

Ogni qualvolta andare su youtube per guardare un filmato, basterà cliccare sull’icona di videodownlaoder. Si aprirà una finestra

videodownloader

dalla quale potrete salvare il file video in formato .flv. Aprite TotalConverter, create un nuovo task importando il file flv e scegliete il formato di conversione.
Semplice, no? 😀

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Campioni del mondo!

Davvero non ho parole. Ho ancora i brividi a riguardare le scene dei festeggiamenti in piazza. Ho ancora i brividi a risentire il commento di Caressa e Bergomi a conclusione della partita che tutti noi aspettavamo ardentemente!!

Sportivamente parlando il 2006 è stato l’anno perfetto. Sportivamente parlando potrei morire oggi stesso ed essere soddisfatto di ciò che la vita mi ha donato.

Con il club ho raggiunto il top che posso aspettarmi dal calcio di oggi: salvezza anticipata, raggiunta in casa, nel derby col messina, derby nel quale abbiamo mandato in B il messina.
Con la nazionale ho raggiunto il top che posso aspettarmi: il mondiale!

Lo desideravo da una vita, lo volevo più di ogni altra cosa! Un grazie a tutti, all’allenatore, a Cannavaro (a parte Baresi, non ho mai visto alcun difensore giocare a questi livelli), a Grosso (chi si aspettava fosse così forte?!) e finanche a quel cesso di Materazzi che nonostante tutto ha segnato, nel bene e nel male, questo delirio. Un grazie anche al pupone, grazie grazie grazie – ti sei sbattuto chissà quanto per arrivare a giocarti il Mondiale e nessuno te ne rende nemmeno omaggio (tutti a criticare, ma vorrei far notare che si era rotto la caviglia e dopo pochi giorni già camminava…)

Siamo la storia, siamo NELLA storia!! Non dimenticherò mai questi momenti … grazie

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Nuovo header

Piano piano modifico la struttura grafica di questo blog …

Inizio con il ringraziare Marco, per avermi fornito il nuovo header – mi stupisci come sempre!! 😀

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U2 – Love rescue me

Love rescue me
Come forth and speak to me
Raise me up and don’t let me fall
No man is my enemy
My own hands imprison me
Love rescue me

Many strangers have I met
On the road to my regret
Many lost who seek to find themselves in me
They ask me to reveal
The very thoughts they would conceal
Love rescue me

And the sun in the sky
Makes a shadow of you and I
Stretching out as the sun sinks in the sea
I’m here without a name
In the palace of my shame
Said, love rescue me

In the cold mirror of a glass
I see my reflection pass
See the dark shades of what I used to be
See the purple of her eyes
The scarlet of my lies
Love rescue me

Yea, though I walk
In the valley of shadow
Yea, I will fear no evil
I have cursed thy rod and staff
They no longer comfort me
Love rescue me

Sha la la…sha la la la
Sha la la la…ha la la…
Sha la la la…sha la la la
Sha la la la…sha la la
Sha la la la…sha la la la
Sha la la…
I said love, love rescue me

I said love
Climb up the mountains, said love
I said love, oh my love
On the hill of the son
I’m on the eve of a storm
And my word you must believe in
Oh, I said love, rescue me
Oh yeah, oh yeah, oh yeah…

Yeah I’m here without a name
In the palace of my shame
I said love rescue me

I’ve conquered my past
The future is here at last
I stand at the entrance
To a new world I can see
The ruins to the right of me

Will soon have lost sight of me
Love rescue me

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I comportamenti ed il futuro

Partendo dal presupposto che nessuno di noi è in grado di conoscere il futuro, da un paio di giorni a questa parte mi sto chiedendo se e come ci si deve comportare in determinate situazioni.
Sto chiedendomi, se effettivamente è giusto cercare di ragionare bene o male su ciò che si sta andando a fare, o se invece sia più corretto seguire il proprio istinto, quale forma del proprio egoismo ma anche di ciò che di più primordiale abbiamo in noi (una sorta di guida non soggetta alle influenze dell’ambiente circostante e di ciò che la nostra testa ci dice).

Effettivamente ci è data una sola possibilità, una sola vita, quindi ciò ci porterebbe a dire che forse è il caso di seguire il proprio istinto, per poter vivere i nostri attimi il più intensamente possibile.
D’altro canto, però, se tutti si comportassero in questo modo sarebbe il caos: non ci sarebbe più rispetto per il prossimo, non ci sarebbe più il porre attenzione a certi sentimenti. E’ anche vero che il concetto di rispetto, il concetto di ragionare, ci sono imposti dalla società e non è assolutamente vero che siano veri. Sono concetti relativi ad ogni singola persona ma, forse, non ne sono nemmeno troppo convinto

Chiaramente sto ipotizzando situazioni limite, probabilmente la verità sta come sempre nel mezzo.
Probabilmente è giusto seguire l’istinto o la ragione a seconda delle circostanze, a seconda delle diverse situazioni che andiamo ad affrontare.

Per chi, come me, vede tutto o bianco o nero, è maledettamente difficile riuscire a distinguere i colori della vita; però, è una cosa dalla quale non posso più prescindere, mi pare assodato che la vita, gli avvenimenti, sono costellati di diverse sfumature ed è il caso di iniziare a coglierle per cercare di vivere meglio (o forse di vivere proprio).

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A te

Dedicato a chi, come te, ha segnato in modo indelebile la mia vita. Due anni fantastici, pieni di alti e bassi, due anni vissuti intensamente di fianco ad una persona speciale che mi ha donato la voglia di vivere che avevo perso chissà dove.
La stessa voglia di vivere che mi sta permettendo di andare avanti.
La stessa voglia di vivere che ti contraddistingue nei rapporti interpersonali.

Tra l’amore e la causa più nobile non può esservi conflitto. Vivi la tua vita seguendo il tuo cuore, raramente sbaglierai. Vivi la tua vita seguendo tutti i tuoi sensi e la tua testa, non solo l’istinto, raramente sbaglierai. Ci è data una sola vita, ti ammiro per la forza che dimostri quotidianamente … quella forza che un pò ti invidio.

E’ nei cambiamenti che troviamo uno scopo, è nel cambiamento che hai sicuramente trovato un nuovo scopo ed un nuovo stimolo. Spero che la tua vita sia felice, davvero, nel senso rotondo della felicità, quel tipo di sentimento che poche volte ci è dato provare, e che risulta tanto effimero che spesso non riusciamo a coglierlo. Hai detto che non è scappando che risolverò i miei problemi. Hai detto che non mi incontrerai fin quando non sentirai di poterlo fare. Ti sei fatta viva, sei stata cattiva e poco onesta con me ma soprattutto con te stessa. Non so cosa provi, non so cosa senti nè cosa pensi.

Io, nonostante tutto, sento di essere legato a te come nessuno mai lo sarà. Sono presuntuoso? ci può stare. Sono saccente? Ci può stare. Però sicuramente ho qualcosa che altri non hanno. Sicuramente questo è l’unico momemto in cui sto davvero ricercando, e avendo coscienza, di quella dote che mi distingue.

Purtroppo non riesco più a cogliere la tua energia in maniera netta, non riesco a distinguerla tra quelle delle persone che mi circondano: forse non stai alimentando il tunnel che ci unisce, o forse non lo sto alimentando io. Forse è giusto così: hai fatto una scelta, rispettala e seguila fino in fondo. Se è stato davvero il tuo cuore a fartela fare, se sei stata disposta a tutto pur di seguire quella strada, allora vorrà dire che hai trovato qualcuno di speciale.

Da parte mia non posso che augurarti di trascorrere un compleanno sereno, migliore di quello dell’anno scorso (e del post-compleanno 2005) e migliore di quello che verrà. Spero lo potrai passare con le persone che senti vicine, e spero che queste siano sincere con te. Spero ti vogliano bene veramente, quel bene puro che contraddistingueva le persone dalle quali hai deciso di allontanarti.

Ti ho amata, ti ho amata più di quanto tu ami te stessa. Forse ti amo ancora. Forse dovrei odiarti. Spero tu abbia colto il bonus che hai ricevuto per il tuo compleanno. Spero riuscirai a guardare a ciò che hai fatto con meno superficialità.

A presto,
             Fra’

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In loving memory of Jim Morrison

Jim Morrison

35 anni fa moriva a soli 27 anni, il mito, colui che travolse con il suo sensazionalismo e la sua trasgressione tutta una nazione. Colui che disse riguardo se stesso:

 

Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda

 

mai nessuno fu più profeta di Jim Morrison, diventato un mito assoluto solo dopo la sua morte. Lui, la sua musica e la sua poesia hanno segnato generazioni e generazioni di ragazzi e la sua tomba non a caso è diventata meta di culto.
E’ inutile scrivere su Jim Morrison: l’hanno fatto in molti, forse in troppi, risulterei ripetitivo, senza dimenticare che ne sminuirei la persona.
Preferisco quindi celebrarlo con i suoi stessi versi:

The Doors – The Celebration Of The Lizard (1967)

Lions in the street and roaming
Dogs in heat, rabid, foaming
A beast caged in the heart of a city
The body of his mother
Rotting in the summer ground
He fled the town

He went down South and crossed the border
Left the chaos and disorder
Back there over his shoulder

One morning he awoke in a green hotel
With a strange creature groaning beside him
Sweat oozed from its shiny skin

Is everybody in?
The ceremony is about to begin

Wake up!
You can’t remember where it was
Had this dream stopped?

The snake was pale gold
Glazed and shrunken
We were afraid to touch it
The sheets were hot dead prisons

Now, run to the mirror in the bathroom
Look!
I can’t live thru each slow century of her moving
I let my cheek slide down
The cool smooth tile
Feel the good cold stinging blood
The smooth hissing snakes of rain . . .

Once I had, a little game
I liked to crawl back into my brain
I think you know the game I mean
I mean the game called ‘go insane’

Now you should try this little game
Just close your eyes forget your name
Forget the world forget the people
And we’ll erect a different steeple

This little game is fun to do
Just close your eyes no way to lose
And I’m right there I’m going too
Release control we’re breaking thru

Way back deep into the brain
Back where there’s never any pain
And the rain falls gently on the town
And in the labyrinth of streams
Beneath, the quiet unearthly presence of
Nervous hill dwellers in the gentle hills around
Reptiles abounding
Fossils, caves, cool air heights

Each house repeats a mold
Windows rolled
Beast car locked in against morning
All now sleeping
Rugs silent, mirrors vacant
Dust blind under the beds of lawful couples
Wound in sheets
And daughters, smug
With semen eyes in their nipples

Wait
There’s been a slaughter here

(Don’t stop to speak or look around
Your gloves and fan are on the ground
We’re getting out of town
We’re going on the run
And you’re the one I want to come)

Not to touch the earth
Not to see the sun
Nothing left to do, but
Run, run, run
Let’s run

House upon the hill
Moon is lying still
Shadows of the trees
Witnessing the wild breeze
C’mon baby run with me
Let’s run

Run with me
Run with me
Run with me
Let’s run

The mansion is warm, at the top of the hill
Rich are the rooms and the comforts there
Red are the arms of luxuriant chairs
And you won’t know a thing till you get inside

Dead president’s corpse in the driver’s car
The engine runs on glue and tar
C’mon along, we’re not going very far
To the East to meet the Czar

Some outlaws lived by the side of the lake
The minister’s daughter’s in love with the snake
Who lives in a well by the side of the road
Wake up, girl! We’re almost home

Sun, sun, sun
Burn, burn, burn
Soon, soon, soon
Moon, moon, moon
I will get you
Soon!
Soon!
Soon!

Let the carnival bells ring
Let the serpent sing
Let everything

We came down
The rivers and highways
We came down from
Forests and falls

We came down from
Carson and Springfield
We came down from
Phoenix enthralled
And I can tell you
The names of the Kingdom
I can tell you
The things that you know
Listening for a fistful of silence
Climbing valleys into the shade

‘I am the Lizard King
I can do anything
I can make the earth stop in its tracks
I made the blue cars go away
For seven years I dwelt
In the loose palace of exile
Playing strange games
With the girls of the island

Now I have come again
To the land of the fair, and the strong, and the wise
Brothers and sisters of the pale forest
O Children of Night
Who among you will run with the hunt?

Now Night arrives with her purple legion
Retire now to your tents and to your dreams
Tomorrow we enter the town of my birth
I want to be ready

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Sensazioni e sentimenti sconnessi

Ci sono momenti in cui mi sento profondamente sconnesso dalla realtà che mi circonda. E’ come se vivessi in una mia realtà parallela che risulta, allo stesso tempo, sconnessa e connessa con il mondo reale. E’ come se materialmente non fossi in questo mondo, ma ci fossi connesso solo spiritualmente.

E’ come se riuscissi a cogliere gioie e dolori di tutte le persone cui sono legato, anche quelle che ora mi sono lontane, e tutto viene maledettamente amplificato e mi porta ad uno stato d’ansia abbastanza preoccupante.
Ciò che mi colpisce è che tutto ciò capiti all’alba del 3 Luglio. E’ strano e particolare che tutto sembri ruotare sempre e solo attorno allo stesso maledetto asse. Prima o poi bisognerà uscirne, altrimenti bisognerà iniziare seriamente a pensare che qualcuno ha commesso l’errore più grande della sua vita senza saperlo (e potrei anche essere stato io).

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Eros Ramazzotti – Ciao pà

Sono io come stai
ti telefono da qui
qui da una
camera d’albergo
scusa se è da un po’
che io non ti chiamo più
ma sai, sai già come son fatto
io però ti penso spesso
fortemente come adesso
io sto bene come no
ho mangiato dei panini
e sto riposando un po’
il lavoro va così
tutti dicono
c’è crisi
ma io, io non mollo no
non ti devi
preoccupare
ormai mi so arrangiare
stai tranquillo
non frequento
quelle che chiami brutte compagnie
ne sto lontano
dai lo sai che sto attento
ci sono in
giro certe malattie
ma sì, sì che guido piano
tu dimentichi che sono
ogni giorno un po’ più uomo
e quand’è che ritorno
forse un salto a fine mese

ma sai dipende
ti dirò sono un po’ a corto
ho avuto delle spese ultimamente
non è il caso che ti scaldi
io non butto vai i miei soldi
sì però dagli un taglio
con le prediche se no
io metto giù

anche tu se non sbaglio
quando avevi la mia stessa età
chi ti teneva più
e non dire altri tempi
coi tuoi soliti esempi
questo qui è il mio tempo
che ti piaccia oppure no
è la mia vita
e io vado
fino in fondo
la mia strada seguirò
io no, non ho
chiuso la partita
tu mi hai chiesto di capirti
ora io lo chiedo a te
non so più che cosa dirti
ci vediamo ciao, ciao pà…

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Moloko – I want you

I want you
Though you dare to deny it
I’m always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

Morning comes upon us
To impose another day
Though I might try to force myself to sleep

Why should I
Face up to
Another waking day
When there’s a chance you’ll come to me
In dreams

The world just keeps
Right on
Turning anyway
While I stay home and watch the shadow play

Innocence is lost into the dark
If I were dynamite would you provide the spark?

Oh
I want you
Though you dare to deny it
I am always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

I don’t know what to do
If you dare to deny it
I’m always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

If only you could see my life
Turning inside out
A heart that keeps attacking me
Always in my mouth

And if my skin were glass my love
You would see a heart that keeps on beating
Only in the hope that you’ll return, to me

I don’t know what to do
Though you dare to deny it
I’m always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

I want you
Though you dare to deny it
I am always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

I don’t know what to do
Though you dare to deny it
I’m always reminded of you
And the more you forbid me
The more I need you to give me

I want you
I am always reminded of you
I want you
Always reminded of you
Reminded of you
Always reminded of you

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Della serie: alle volte ritornano

Personalmente non credo alle coincidenze, non più. Non credo che le cose accadano così, senza un motivo particolare. Non so se esista un disegno preciso dietro a ciò che ci succede, non so se è già tutto scritto, ma non ci credo.

Credo, però, che ci siano delle persone alle quali siamo connesse da un filo sottile, da una particolare forma di energia invisibile dall’occhio umano. Queste sono persone che segnano la nostra vita in modo indelebile e, per quanto possano dire, noi segniamo la loro. Mi piace vedere questo flusso di energia come un tunnel con due estremità collegate alle due entità in gioco: all’interno di questo tunnel fluisce l’energia in modo più o meno intenso a seconda dei periodo, a seconda delle circostanze ma, soprattutto, a seconda dell’energia che una delle due persone immette nel tunnel, alimentandolo nuovamente.

E allora risulta scontato affermare che le coincidenze non esistano; risulta quasi banale, invece, affermare che ciò che comunemente chiamiamo coincidenze, sono piuttosto degli stati di connessione con persone a noi legate in maniera davvero unica e rara. Solitamente, ma questa è una mera esperienza personale, sono persone con le quali si è condiviso parti importanti della nostra esistenza, o brevi, ma molto intense circostanze.
Grazie ad una di queste persone capisco perchè una delle frasi che più spesso, nell’arco degli ultimi mesi,  ricorre nella mia vita è:

Nella vita bisogna assumersi la responsabilità delle proprie azioni, nel bene e nel male

Non ci si può comportare sempre impulsivamente, non si può sempre seguire il proprio istinto – si rischia di far male alle persone che si amano, e questo perchè l’istinto è la nostra parte più egoica, è l’espressione del nostro egoismo più inconscio.
Ci sono dei limiti al comportarsi istintivamente, e questi limiti sono imposti dai legami affettivi (non per forza amorosi) con altre persone. Mai al mondo, ma forse qui pecco di superbia, influenzato dai miei schemi mentali, tendiamo a fare del male alle persone che ci sono vicine sentimentalmente, è più forte di noi, è ciò che ci distingue dagli animali.
Certo, con questo non voglio affermare che non si debba seguire il proprio istinto, anzi! Agire istintivamente è spesso bellissimo, fantastico, ti permette di vivere la vita sentendo tutto ciò che ti circonda come parte di un tutto più grande, ampio e intenso. Dico solo che in certe situazioni bisognerebbe fermarsi a riflettere con meno superficialità.
Questa straordinaria sfida che è la vita, questo straordinario continuo affrontare montagne che sembrano insormontabili e che solo in punto di morte si realizzeranno in un gigantesco puzzle, la dobbiamo affrontare impegnandoci al massimo. Non ci sono date seconde chances, non ci è consentito tornare indietro per modificare le conseguenze ai nostri "errori", non è possibile sottrarre il dolore che abbiamo generato in persone a noi care con atteggiamenti superficiali e spesso troppo istintivi.

Ricordo una canzone dei Coldplay, cantanta dalla bellissima voce di Chris Martin, che mi fa tornare alla mente un’estate bellissima di circa due anni fa (oramai stanno per diventare 3):

Nobody said it was easy
Oh, It’s such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be this hard
Oh, take me back to the start

Nessuno dice che assumersi le responsabilità delle proprie azioni è facile. In verità è una delle azioni più difficili che ci è dato da eseguire. Spesso non le teniamo in considerazione, preferendo vivere "senza regole", semplicemente perchè non siamo in grado di affrontare gli ostacoli che ci si parano davanti, chi per un motivo chi per un altro. Purtroppo questa è la vita, non tutti riescono, alle volte incontriamo persone incredibili che, ci sorprendono, persone che ci danno una voglia di vivere incredibile. Sono le persone che probabilmente maggiormente riescono a connettersi a noi.

Si arriva ad un punto, però, dove tutto quanto si sia generato, si può dissolvere: in questo momento le entità in gioco cambiano, rimangono connesse ma sono semplicemente distanti e distratte per alimentare il tubo energetico che li connette ed è, forse qui, che commettono il più grande ed irrimediabile errore della loro vita.

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