Il concerto del primo maggio

Dopo anni di trepidante attesa, finalmente sono riuscito nell’epica impresa di partecipare al concerto del primo maggio a Roma.
Da sempre considerato, almeno dal sottoscritto, uno dei rari momenti di vera "piazza" cui si può partecipare in Italia, ha un pò deluso le attese per tutta una serie di ragioni.

Innanzitutto l’organizzazione: molto ma molto approssimativa, o quantomeno dalla tv, il tutto, sembrava organizzato molto meglio. E’ pur vero che gestire un flusso di gente di questa portata (si parla di circa 700mila persone – per la cronaca molto meno del solito) non è cosa da tutti, però quantomeno la qualità audio poteva sicuramente essere migliorata, anche alla luce del fatto che stiamo parlando di un concerto.

Tuttavia, la vera delusione è arrivata dalla piazza: momento di espressione popolare l’avevo sempre associata a canti continui di "Bella Ciao" di partigiana memoria, canti contro il governo o forse sarebbe più corretto dire contro la persona di Berlusconi, intesa quale proprietario e onnipotente/onnipresente sull’intera penisola italica.
Ma oggi che Berlusconi non è più al governo, la piazza cosa dice? Nulla, assolutamente nulla. I girotondini dove sono finiti? Scomparsi.
Come se il popolo di sinistra avesse perso il suo spirito critico tutto d’un botto – scomparsa dalla scena principale la persona più odiata, il capro espiatorio dei mali italiani, adesso la gente non ha con chi prendersela. Eppure mi pare che di problemi questo paese ne abbia ancora molti, non ultimo il conflitto di interesse che, si vede, interessa ben poco alla sinistra, dato che in un anno e qualche mese di governo, questi signori non hanno mosso mezzo dito per sistemare questo atavico male.

E’ inoltre "singolare" come gli unici veri momenti in cui si è sentita la piazza, sono stati quello in cui Andrea Rivera se l’è apertamente e, aggiungo io, giustamente, presa con il Vaticano, e quando la Gerini ha avuto la geniale idea di invitare i ragazzi a non scaricare la musica dalla rete. Non la si è sentita per non si sa quanti minuti, al termine di questa selva di fischi, lei già parlava di tutt’altro (bella idea Claudia!).

I veri momenti di divertimento si sono avuti quando c’erano gli stacchi pubblicitari e passavano musica ska alla radio – lì sì, che si è sentita la piazza e ci si è profondamente divertiti, quasi a dimostrazione che siamo stanchi di tutto e di tutti (politici in primis) e abbiamo solo una gran voglia di stare tranquilli senza troppi pensieri per la testa.

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Ascoli-Reggina: 50esima trasferta

e sono 50 … 50 volte in trasferta … cinquanta volte in giro per l’Itala, sempre e comunque.

La trasferta: Nell’occasione della 50esima trasferta, ero ad Ascoli (600km a/r da Bologna), città sperduta e dimenticata da Trenitalia, al confine tra Abruzzo e Marche. Lo stadio, costruito negli anni ’50, mostra nettamente i segni del tempo e, come la stragrande maggioranza degli stadi italiani, non è assolutamente degno di ospitare un palcoscenico quale dovrebbe essere la Serie A (non ci sono posti dove poter acquistare degnamente da bere o mangiare (un pacco di chipster 2euro), non esistono sediolini, ma solo dei grandi immensi gradoni, ecc. ecc.).

Appena giunti ad Ascoli, ci siamo presi pure qualche botta di "terroni", come se gli ascolani fossero di Aosta: il tutto a conferma che non può essere una legge a far cambiare uno status sociale.
Siamo arrivati lì senza bigliett, visto che la società Ascoli (organizzatissima eh) vende i biglietti del settore ospiti solo ad Ascoli o nella provincia della squadra ospite … Non potendo acquistare il biglietto di curva nord, abbiamo preso quello della sud (curva dove solitamente siedono gli ultras ascolani) convinti che, comunque, ci avrebbero fatto entrare nel settore ospiti senza alcun problema, forti delle esperienze vissute negli altri stadi.

Lo stadio: I tornelli funzionano perfettamente, per questa ragione, con il biglietto di Sud, non saremmo potuti entrare nel settore ospiti. Quindi, l’addetto ci ha gentilmente fatto entrare da un’entrata secondaria, segnandosi i nomi (spesso falsi) delle persone che entravano da lì. Ovviamente, nessuno ci ha chiesto la carta d’identità al momento dell’acquisto del biglietto, solo un controllo veloce all’ingresso dello stadio, con perquisizione da far ridere i polli.
… Nel pieno rispetto della legge 377/01

Anche ad Ascoli il servizio d’ordine, gestito dalla polizia, faceva ridere: spiegatemi quale sia il senso di far girare un corteo di tifosi (prima a piedi, poi in macchina) scortati e chiusi dalle camionette della polizia in una isolata strada di campagna – se fosse successo qualcosa saremmo stati chiusi come sardine in scatola.

La partita: possono dirmi quello che vogliono, ma l’atmosfera che si vive e si sente allo stadio è imparagonabile. Si sulla poltrona ci stai comodo, hai tutto quello che vuoi a portata di mano, ma le sensazioni di guardare la partita dalla curva sono ineguagliabili!! Poi ieri c’è stato lo show di Foggia, e più gli ascolani lo fischiavano più lui dribblava, passava stoppava e tirava: inarrestabile. E poi vedere un gol di quella fattura sotto la tua curva, con lui che si scarta il primo uomo, poi il secondo, si accentra, il difensore che gli va incontro, lui lo supera, entra in area tira e segna!! FAVOLOSO, non basterebbero mille parole per esprimere cosa si prova in quei momenti …

ps: la legge 377/01 sta proprio funzionando … si perchè siamo tornati agli scontri ultras contro ultras abbandonando le mire alla polizia. Complimenti al ministro Amato e al ministro Melandri (cara ministro, non era più importante la sicurezza dei soldi? Forse è meglio se piangi, almeno un pò di pena la provocherai in qualcuno di buon cuore).
Una domanda: ma non si dovevano sospendere le partite nel caso in cui ci fossero stati scontri tra tifosi? Il derby di ieri andava indiscutibilmente sospeso. Il discorso è che, in questo paese, nessuno rispetta le leggi (come daltronde dimostra la mia ultima trasferta); questo, fondamentalmente, perchè non sono leggi che possono avere un applicazione reale (in pratica creano più problemi di quelli che risolvano).
Il fine sarebbe riportare la gente allo stadio? Non mi pare proprio. Il fine mi pare, sempre più evidente, sia quello di portare più gente a sedersi sulla poltrona di casa a guardarsi la partita in tv – per somma soddisfazione di mr. Murdoch e di tutti i suoi compari.

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Tormentone Buffon

My two cent:

Non sono un dirigente del calcio, non sono uno di quegli opinionisti che spopolano in tv, sono solo uno malato di calcio.
Dico: Buffon ha un contratto con la Juve fino al 2011 a 4milioni di euro a stagione [circa]. Quindi il signorino percepierà la bellezza di più di 44miliardi delle vecchie e ancor sonanti lire nei prossimi 4anni.

Ha fatto lo "sforzo" di giocare in B, ma alla luce di tutte queste voci di corridoio mi chiedo che senso abbia avuto, tanto valeva fare come i due mercenari Cannavaro e Zambrotta che da campioni del mondo se ne sono andati a giocare all’estero [dove fanno le loro magre figure].

Ora la questione è: il signorino vuole più soldi o vuole giocare la Champions? Se vuole più soldi, posto che all’estero non va, in Italia se lo possono permettere o i pozzi di petrolio del sig. Moratti o il soldo di Berlusconi. Posto che io non credo assolutamente alle dichiarazioni di turno, di un qualsiasi dirigente, sia esso Galliani o Moratti/Mancini [i quali sostengono di avere i loro portieri e di non cercare altro], in caso Buffon va al Milan, questi sarà costretto a pagare un doppio ingaggio stra-milionario (visto che Dida percependo quella cifra stratosferica avrebbe lo stesso identico problema di Buffon a cambiare maglia) e lo stesso dicasi per l’Inter.

Se invece vuole giocare la Champions, ricordo al signorino che esistono altre due squadre in Italia a giocarla: Roma e Lazio. Se davvero vuole, si abbassi lo stipendio e vada a giocare nella capitale dove sicuramente sarà accolto a braccia aperte dalle società (entrambi con evidenti problemi in porta) ed osannato dai tifosi (sicuramente tra i più "fedeli" alla maglia tra tutti quelli in circolazione).

Un’ultimo commento a chiusura: rimpiango un pò il periodo di Moggi, dove, almeno, i calciatori rispettavano i contratti che, sottolineo, erano, sono e saranno solo loro a firmare.

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Joost 0.9.4: invitations

E’ uscita una nuova versione di Joost, ma non è dato sapere quali siano i cambiamenti (cercherò di capire le ragioni della mancanza di un sistema di changelog serio contattando gli sviluppatori).

Nel frattempo ho ancora 6 inviti da gestire, chi fosse interessato e possiede un blog non ha che da chiederlo 🙂

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L’inter campione d’Italia 2006/2007

e alla fine, dopo solo 18 anni di attesa, gli interisti possono godere del risultato ottenuto.

sono rimasto molto colpito dal fatto che, a differenza di quando vincono juve e milan, pare che la festa sia concentrata tutta a milano, probabilmente perchè la gente si aspetta un Moratti con blocchetto degli assegni da staccare e regalare a chiunque lo richieda (e non mi pare poi tanto assurdo, visto che la stima del premio scudetto è di 200mila euro a capoccia – un vero schiaffo in faccia alla miseria non solo che pervade il mondo, ma anche la serie A in generale. Difatti 200mila moltiplicato per il numero di giocatori in rosa (e cioè 26) fa la bellezza di circa 5,2 milioni di €, spiccioli!!).

La squadra: L’unica vera critica che le si può rivolgere è che sia composta praticamente tutta da stranieri, escludendo Materazzi – ma poi alla fine la colpa di ciò ricade nella dirigenza. In assoluto l’organico più forte e completo di tutta la serie A, anche per colpe da ricondurre alla falsità di questo campionato (vedi calciopoli). Senza ombra di dubbio la squadra più forte di sempre della gestione di Moratti jr, ha sfoderato a tratti un bel gioco, ma per lunghi periodi è stata come la juve dell’anno scorso: cinica quando serviva – paradossalmente sono stati messi in crisi più da Reggina ed Atalanta che dalle restanti squadre del campionato (a parte la Roma del girone di ritorno e del suo fuoco di paglia di San Siro).

La dirigenza: La solita dirigenza buonista (vedi il caso Adriano), la solita dirigenza con le mani in pasta un pò ovunque (vedi il caso Vieri ed il caso plusvalenze). Non ha la classe di una juve (oddio la nuova dirigenza juventina mi sa di pecorelle), nè il "potere" di un milan. Dicevano di aver smantellato il sistema mandando in B la juve ed escludendo Moggi dal mondo del calcio. Tutti si illudevano che quest’anno sarebbe cambiato qualcosa … ma poi, alla fine? Alla fine è partito un campionato con squadre ultra-penalizzate rispetto ad altre (vedi caso Reggina-Lazio-Fiorentina), con altre (vedi Milan) che fino al 20 agosto non sapevano se avessero dovuto disputare la serie B o la serie A; un campionato che, mentre i giocatori buttavano sangue sul campo (oddio, chi più chi meno), continuava pure nelle aule di tribunale con decisioni a campionato in corso (vedi ricorso delle penalizzate e regalo di punti per compensare gli errori fatti in estate) e terminava con le ultime squalifiche di arbitri importanti che, involontariamente o meno, hanno condizionato anche questo campionato (vedi Bertini in Parma-Reggina ed il gol di mano di Budan).
La dirigenza dell’Inter da parte sua, non ha smentito di aver fatto seguire Vieri (!!!), ha fatto cadere nel dimenticatoio le plusvalenze e gli scambi di giocatori di serie C con il Milan per un valore di decine di milioni di euro, ha regalato ad Adriano settimane di ferie in Brasile così che il ragazzo potesse ulteriormente devastarsi e perdere quello stato di forma che forse non sa nemmeno più dove sia di casa.
Un ultimo appunto: sul vostro sito avete scritto a caratteri cubitali "I campioni d’Italia siamo ancora noi" – vorrei farvi notare che a vincere lo scudetto sul campo l’anno scorso è stata la juve.

I tifosi: mi aspettavo di più, molta più festa per un avvenimento del genere (diamine, non vincete un cazzo da 18anni rendetevene conto!!). Capisco però la paura di vedersi tolto lo scudetto per chissà quale diavoleria di moggiana memoria, o che so io, il sentirsi come in un sogno.
Un unico appunto: capisco i rancori per le partite rubate (e li capisco davvero: tifando una piccola non potrete capire MAI voi figli di un calcio moderno o tifosi di una grande squadra, cosa voglia dire un vero arbitraggio contro), capisco tutto quello che volete,  ma avete rotto con sta storia che non vincevate per via delle truffe altrui.

Anno Vincitrice
1990-1991 Sampdoria
1991-1992 Milan
1992-1993 Milan
1993-1994 Milan
1994-1995 Juventus
1995-1996 Milan 
1996-1997 Juventus
1997-1998 Juventus
1998-1999 Milan
1999-2000 Lazio 
2000-2001 Roma 
2001-2002 Juventus 
2002-2003 Juventus 
2003-2004 Milan
2004-2005 Juventus 
2005-2006 Juventus 
2006-2007 Inter

Mi pare di capire, da questa tabella, che negli anni dell’era Moggi gli scudetti sono così ripartiti: Juventus(7), Milan(6), Lazio, Roma, Sampdoria (1). Ora io vedo due squadre che si sono divise gli ultimi 15 scudetti eppure, cosa strana, è stata punita, pesantemente, solo la Juve. Inoltre a parte il fallo eclatante su Ronaldo in quella famosa partita, non credo che queste due squadre abbiano mai demeritato la vittoria finale – per il semplice motivo che facendo comunella si scambiavano i giocatori più forti sulla piazza finendo per appiattire il livello del campionato e decidendo loro chi si dovesse salvare e chi no.

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Debian sarge: amavis 2.4

L’altra notte ho effettuato un apt-upgrade sui miei server … In particolare uno, quello che ospita il mio mail server si è piantato … Dopo praticamente una giornata passata a cercare il nocciolo del problema, scopro che nel fare apt-upgrade ho inavvertitamente dato ok senza togliere l’aggiornamento di amavis.

Difatti, come potete leggere qui, amavis 2.4 presenta un sistema del tutto nuovo rispetto alle versione precedenti, un sistema la cui caratteristica principale è la modularità (prima vi era un solo file di configurazione amavisd.conf).

Quindi, mi affretto, ad eliminare amavis ma il problema persiste … rimaneva questo stra-maledetto errore:

Apr 23 01:43:31 demetra postfix/qmgr[10319]: warning: connect to transport amavis: Connection refused

Per eliminarlo, difatti, non basta killare il processo di postfix, bisogna anche riaccodare i messaggi tramite un

postsuper -r ALL 

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Perchè le persone cambiano accento

Vivo a Bologna, fuori dalla mia terra natìa da oramai quasi 8anni e, di come si comportino le persone, credo di essermi fatto un’idea abbastanza precisa, anche e sopratuttto grazie a questa esperienza da fuori sede.

Uno degli interrogativi più grandi che è rimasto ancora irrisolto è: perchè, spesso, le persone che vivono fuori dalla loro terra perdono il loro accento e prendono quello della terra che li ospita? E’ uno di quegli atteggiamenti che proprio non tollero e sopporto a fatica, e che mi fa sentire talmente a disagio da condurmi in una specie di isolamento sociale. Mi sento orgoglioso di essere reggino, e in questo status non ho alcuna intenzione di eliminare il mio accento, una via di mezzo tra calabrese e siciliano, che credo mi identifichi in un determinato ceppo sociale dal quale non voglio allontanarmi. Si può benissimo parlare l’italiano correttamente, sia da un punto di vista sintattico che semantico, senza per questo doversi snaturare.

Nonostante ciò, non penso che il motivo sia da ricercare in un deficitario attaccamento alle proprie origini, più che altro risulta essere legato al carattere di ogni singolo individuo. Questo "disturbo" comportamentale lo si riscontra soprattutto nelle persone meridionali, sebbene, forse, si può trovarne la spiegazione, nel fatto che il movimento sud-nord sia molto più intenso di quello in senso opposto.

Immaginiamo, quindi, sulla base di caratteristiche puramente caratteriali, di suddividere le persone in quattro macro-categorie:

  • deboli che si mostrano deboli;
  • deboli che si mostrano forti;
  • forti che si mostrano deboli (o come diciamo dalle nostre parti "muciunedi";
  • forti che si mostrano forti (li chiamerò "squali").

Nella prima categoria rientrano tutti coloro i quali possiedono un carattere debole e che, per un motivo o per un altro non fanno nulla per nasconderlo. Sono generalmente persone che, all’interno di un gruppo, non spiccano per grado di socievolezza subendo il carattere forte degli "squali" o dei "muciunedi" e che, generalmente, non riescono a raggiungere i gradini più alti ed influenti della odierna società capitalista, proprio per questo loro limite caratteriale.

La terza categoria, quella dei "muciunedi", è la categoria più interessante: in essa confluiscono tutti coloro i quali possiedono un carattere molto forte che dà loro la possibilità di raggiungere tutti gli obiettivi che si prefiggono senza, per questo, venir meno ai propri principi di base. Sono persone solitamente umili, non inclini a particolari atteggiamenti "violenti"; non tendono, quindi, ad imporsi con altri individui per modi "forti" ma, più che altro, tramite una sorta di forte influenza. Non sono inclini a vantarsi della propria cultura, nel caso in cui la possiedano, nè tantomeno a ritenersi pubblicamente più intelligenti di altri.

Gli "squali" infine, rientrano nella quarta categoria: ad essa appartengono tutte quelle persone disposte a tutto pur di raggiungere il loro obiettivo, persone che fanno della famosa affermazione di Machiavelli ("il fine giustifica i mezzi") il loro motto. Gente senza scrupoli, lupi tra le pecore, si sentono capaci di qualsiasi azione e non fanno nulla per celare questa loro forza caratteriale.

Restano esclusi, per ora, i deboli che si mostrano forti. Questi sono tutte quelle persone deboli di carattere che si fingono forti per meglio nascondere questa loro debolezza. Grazie a tutta una serie di sotterfugi, celano questo loro sentirsi inferiori nei rapporti interpersonali, per poi, incosciamente, uscire allo scoperto per determinati atteggiamenti che li contraddistinguono: durante una discussione cercano di imporre il proprio punto di vista alzando il volume della propria voce; oppure, ancora, si vantano di aver compiuto determinate azioni prima di altri cercando di dimostrarsi migliori di altri per ottenere un momentaneo senso di appagamento ed illusoria forza.

Ed è in questa categoria che rientrano tutti coloro i quali cambiano il loro accento nel momento in cui trascorrono parte della propria esistenza lontani dalla loro terra natìa. E’ di fatti un disturbo caratteriale, questo loro cercare di sentirsi accettati anche dai loro dissimili; si sentono pesci fuor d’acqua, fuori dal mondo in cui si ritrovano catapultati per una ragione o per un’altra, e per ovviare a questa situazione ricercano nella lingua, fattore universale di inter-comunicazione tra gruppi, la chiave di volta per risolvere questo problema.

Nota: Magari tutto ciò è già stato detto da qualcun altro, ma non essendo un sociologo nè avendo mai studiato scienze delle comunicazioni, non sono a conoscenza di teorie a riguardo. Tutto ciò è frutto della mia personalissima esperienza di vita, e di tutte le persone che ho conosciuto durante questo percorso.

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Euro 2012: tutti in Polonia (o Ucraina)

Alla fine l’Uefa del sig. Michel ha deciso: saranno Polonia ed Ucraina ad ospitare gli Europei di calcio. Ciò rappresenta una bella sorpresa perchè noi italiani, soliti illusi, eravamo convinti di organizzare questo evento.

Quello che più mi ha colpito di tutta questa storia è un ministro (Melandri) che si mette a piangere … ma dico, quale sarebbe la ragione per piangere? Mica siamo all’asilo … non sei stata in grado di portare avanti la candidatura italiana politicamente, hai dimostrato, dopo le figuracce che stai facendo con calciopoli e la sicurezza negli stadi, di non essere un politico all’altezza … e che fai? Ti metti a piangere? Mah …

E che non mi vengano a dire che è stata una scelta basata su calciopoli e la violenza negli stadi ..

La Polonia, come già la Germania, l’Inghilterra e la Spagna, e dall’anno scorso anche l’Italia, sta avendo la sua calciopoli: da due anni a questa parte, oltre ad aver arrestato circa 60 persone, tra arbitri e dirigenti, ha mandato in seconda e terza divisione due squadre della loro Serie A, con l’accusa di corruzione e di aver comprato delle partite.

Vogliamo poi parlare dell’Ucraina, paese dove non mi pare ci sia tutta questa stabilità politica? Ci siamo già dimenticati che il loro primo ministro ha sciolto il parlamento nemmeno un paio di settimane fa, per poter mantenere il proprio potere politico?

Ed assieme, Polonia ed Ucraina, che tradizione hanno a livello calcistico? Nessuna.
Hanno mai organizzato competizioni di alto livello, tipo europei, mondiali o finanche finali di coppa? No.

Mi pare lampante che questa scelta sia il ringraziamento da parte di Michel Platini a quei paesi che lo hanno votato per avere la tanto agognata poltrona. E in tutto questo, noi italiani, rappresentati a quei livelli da uno che di mafia nel calcio se ne intende (altro che Moggi) – leggasi Matarrese – siamo usciti pure bastonati visto l’appoggio alla candidatura di ‘le roi’ [proprio con il fine di ottenere gli europei]: ah beata ignoranza!!

Sono fermamente convinto che non organizzare questo evento sia di grande vantaggio per l’Italia calcistica. Innanzitutto ci evitiamo una "Italia ’90" 2a parte: spese folli per la costruzione di stadi già vecchi ancor prima di aver gettato le prime colate di cemento. Soldi e appalti pubblici in mano ai soliti noti. Dirigenti delle più grandi società di calcio (Inter, Milan e Juve) già pronti a spartirsi la fetta di finanziamenti pubblici, così da poter costruire il proprio stadio con i soldi dello stato, nella migliore delle tradizioni italiane.

Quindi, adesso, per cortesia, basta fare gli italiani, cari presidenti, proprietari, dirigenti e ministri: muovete il culo e ridate a questo paese degli stadi veri dove poter andare a vedere la partita, invece che costringere la gente a starsene comodamente seduta a casa a riempire il portafoglio di Mr. Murdoch.

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Roma-Manchester, Catania-Palermo e le forze dell’ordine

Il filmato era già abbastanza noto da tempo in rete, basta vedere il numero di accessi che ha avuto da youtube, poi stasera è stato mostrato anche dalle Iene in tv e mi son deciso ad esprimere il mio commento a riguardo.

In linea teorica son contrario a filmati di questo tipo, come daltronde a quelli mostrati dal prefetto Serra; la motivazione è che non possono essere contestualizzati. La vita di chi frequenta lo stadio, e la curva in particolare, è molto molto difficile da spiegare in quattro righe: è fatta di soprusi, da parte di chi ha il manganello nelle mani; è fatta di soddisfazioni, quando la tua squadra vince, e di dolori e pianti, quando, invece, perde.

Non possiamo sapere cosa sia successo fuori dallo stadio, non possiamo sapere cosa sia successo dentro lo stadio.

[flv:/video/roma-manchester-scontri.flv 350 320]

Il filmato però, una cosa la dimostra, ed è ciò che ho ripetuto più volte strenuamente: la polizia fa uso dei manganelli con troppa facilità, prendendo nel mucchio e senza alcuna logica. E’ violenza contro violenza, con la "piccola" differenza che da un lato ci sono le forze dell’ordine che verranno sempre e comunque difese dalla maggioranza dell’opinione pubblica. Mi chiedo: cosa ci faceva la polizia nel settore ospiti? Per quale ragione ha dovuto rubare una macchina fotografica ad una signora che stava riprendendo il tutto? E c’era bisogno di usare il manganello su di lei? Non credo potesse nemmeno lontanamente pensare di usare violenza contro 100 e passa uomini.

Ed in tema di filmati, vorrei commentare anche questo:

Il video di Raciti è stato momentaneamente eliminato, causa problema tecnico. Potete visualizzarlo qui.

Ora, mi limiterò a commentare solo queste immagini sperando che la polizia abbia in suo possesso qualcosa di veramente concreto. Dal filmato io vedo un poliziotto girato di spalle, e quindi non posso affermare che sia effettivamente Raciti. Dal filmato vedo anche che si trascina una gamba ma non che abbia dolore al fianco (da cosa lo capisca il giornalista resta un mistero per il sottoscritto).

In tutta questa storia c’è un 17enne in carcere dai fatti di Catania-Palermo, accusato di omicidio di un poliziotto, senza però capire bene quali siano le prove contro di lui (non coincidono gli orari, non esistono testimoni, non esiste un filmato che provi l’accusa). Spero, e mi spiace ripetermi, che la polizia abbia davvero qualcosa di concreto per le mani altrimenti sarebbe davvero un caso osceno del ben noto malcostume italiano.

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Google Maps: ecco il 3D, o quasi …

Google Maps LogoMaurizio, circa una settimana fa, ha scritto un bel post su alcune nuove funzionalità offerte da Google Maps. In particolare si parlava di mappe personalizzate, con la possibilità di aggiungere propri marker, tracciare righe, descrizioni ed aggiungere foto per individuare determinati luoghi più correttamente. Il tutto in stile web2.0 visto che ci è anche data la possibilità di mettere a disposizione al pubblico le nostre mappe personalizzate.

Da un paio di giorni, invece, è uscita una nuova funzionalità diretta per lo più agli esteti. Si tratta della possibilità di visualizzare gli edifici in 3D, ad un certo livello di zoom (di solito tra 100mt e 50mt). Tuttavia non consentendo una rotazione tridimensionale, non è una vera e propria mappa 3D – resta comunque la possibilità, adesso, di capire o percepire l’altezza degli edifici anche visualizzando la mappa (non satellitare).

Mappa 3D Mappa dal Satellite
Google Maps: San Francisco 3D Google Maps: San Francisco satellite

(via zdnet.com)

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Lian Li – Ex33: expansion hard disk kit

lian li ex33
Scheda Tecnica:
Materiale Alluminio
Vani richiesti per l’installazione 3x 5,25"
Hard Disk installabili 4(ATA/SATA/SATAII/SCSI)
Ventola in dotazione 1 x 120x120x25mm
doppio cuscinetto a sfera silent

connettore a 3 e 4 pin
Note – filtro antipolvere lavabile
– gommini antivibrazione per gli hard disk

Erano anni che cercavo una soluzione definitiva ai problemi di riscaldamento che affliggono i miei dischi. Le temperature africane che li caratterizzavano (tra i 40° [dischi SATA] ed i 50° [dischi IDE]), facevano aleggiare lo spettro della morte su di essi.

Girovagando su internet sui vari siti di modding, tra ventole, raffreddamenti a liquido di vario genere e hardcano, alla fine sono stato colpito da questa soluzione proposta dalla Lian Li – leader nel settore.

Essenzialmente è una struttura metallica che occupa 3 posizioni da 5,25" (per intenderci la dimensione di un lettore cd-rom/dvd), e che, come si vede nella parte nera nella foto sopra, presenta una grossa ventola da 120cm per il raffreddamento dei dischi.

Ottima la dotazione: una quantità esorbitante di viti, filettate non integralmente per consetire l’inserimento tra la vite ed il disco di alcune gommine il cui fine è quello di eliminare le vibrazioni prodotte dai dischi e conseguentemente diminuirne il rumore prodotto. Il montaggio poi è altrettanto semplice: basta far scivolare i dischi negli appositi slot e una volta in posizione, si dovrà fare una leggera pressione per far entrare i gommini negli appositi alloggiamenti.

L’unico aspetto che mi terrorizzava, e che invece mi ha clamorosamente smentito è stato il rumore della ventola: davvero silenziosa, grazie soprattutto all’utilizzo di due cuscinetti a sfera!

Tra la ventola e i dischi vi è poi un filtro dell’aria che può essere facilmente estratto per pulirlo o, eventualmente, sostituirlo.

Per osservare meglio il tutto, potete andare qui.

Update: dopo averlo utilizzato nel weekend, sono sempre più soddisfatto. A prescindere dal "silenzio" che produce, le temperature dei miei dischi si sono abbassate di circa 20°. Ovviamente gran merito è dovuto a questo giocattolino per una serie di motivi: in primis l’aria che ora arriva direttamente sui dischi, secondariamente per il fatto che ora, i dischi, non sono più alloggiati nella parte bassa del case (per intenderti ad altezza della cpu), dove vivevano in una giungla di fili, che non facevano altro che aumentare in modo sconsiderato la massa di aria calda che producevano.

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La buona pasqua

Premessa: Non me ne vogliano … 

Alcuni bloggers (qui e qui) si sono lasciati andare oggi a prolissi e amorevoli auguri di Buona Pasqua. Altri ancora si prodigano in messaggi e telefonate, incrementando il giro di affari delle compagnie telefoniche solo per dirti "buona pasqua". Per non parlare, poi, che questo staterello chiamato Italia prevede che questi siano giorni festivi per cui nessuno lavora: morale della favolta tutti partono, tutti spendono soldi in treni, aerei, alberghi, benzina e chi più ne ha, più ne metta.

Ora, io già capisco a fatica il "Buon Natale", visto che considero questa festa, assieme al San Valentino, una delle più grosse invenzioni del moderno capitalismo. Ma la Pasqua, la santa santissima pasqua proprio non la concepisco.

Non credo in questa Chiesa, non credo assolutamente nel Papa nè tantomeno nei suoi schiavi i vescovi o i cardinali. Non credo nel loro volersi affermare a livello politico quando già possiedono la totale supremazia in campo temporale.

Non credo nel materialismo di queste feste cristiane, attese da bambini e meno, solo ed esclusivamente per i regali, nel caso del santissimo natale, o per scartare le uova per potersi ingozzare di cioccolato, nel caso della santissima pasqua.

Vorrei proprio fare un sondaggio per sapere quanti, dei 56milioni di caproni che abitano questo paese festeggiano la santa pasqua nel vero spirito cristiano …
… io me ne tiro fuori.

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Joost 0.9.1

E’ stata rilasciata nella notte una nuova sottoversione di Joost*(adesso giunto alla 0.9.1). Nelle intenzioni dei programmatori questa nuova release dovrebbe risolvere tutta una serie di problemi legati alla connettività. migliorandola di un buon 5% soprattutto sulla quantità di pacchetti persi durante lo streaming.

Ad occhio mi pare, effettivamente, che la qualità sia migliorata e, in linea generale, ci sta il rilascio di una nuova versione a così breve distanza dalla 0.9. L’unica pecca, ma è intrinseca alla fetta di mercato sulla quale si stanno concentrando, è che non sono stati aggiunti canali nuovi di rilievo (in effetti per tutti gli appassionati, da oggi si potrà vedere la IndyCar su Joost :D).

ps: per quanto riguarda la questione "sito", da me tanto criticato, pare abbiano risolto gran parte dei loro problemi. Innanzitutto è stata notevolmente alleggerita l’animazione flash causa della spropositata richiesta di ram. Resta ancora da capire quale sia la ragione alla base della scelta di lasciare questa animazione anche nella sezione personale, diminuendo notevolmente l’area a disposizione degli utenti e, conseguentemente, anche l’usabilità del sito stesso (ricordiamoci che l’estetica non è tutto!)

*: ho ancora 4 inviti da distribuire. Per chi fosse interessato, vale sempre la stessa regola: ne ha diritto in primis chi ha un blog o uno spazio web dove se ne possa parlare e discutere, così da poter migliorare l’applicativo, in pieno stile web2.0 😀

 

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BlogLab: qualche considerazione

E’ da un pò di tempo che pensavo di scrivere qualcosa sull’esperienza di BlogLab, ed il fatto che a tuttoggi ho letto poco e nulla da parte di chi vi ha partecipato (se non un sintetico ed acritico resoconto di ciò che è stato) mi lascia abbastanza perplesso; e, nel mio essere perplesso, spero vivamente che il navigare di notte mi stia impedendo di trovare i post dove i partecipanti abbiano scritto la loro opinione sulla giornata introduttiva.

Ciò che mi ha colpito più di tutto il resto è stata la capacità comunicativa e il modo di porsi di Stefano Epifani. Provengo dal mondo di Ingegneria, dove tutti i professori sono monotoni (e nel non specificare l’accento, la parola vuol dire sia monòtoni che monotòni) nel loro spiegare astruse formule matematiche, astrusi algoritmi tramite i quali ti promettono un giorno di risolvere chissà quale problema nel pessimo mondo nel quale viviamo. Nel mondo di Ingegneria non è consentito, ai professori, alcuna battuta nè l’uscire da certi ben delineati limiti, onde tacciarli di chissà quale infame accusa. Stefano Epifani ha invece l’innata dote di saper attrarre a sè l’attenzione di chi l’ascolta in modo assolutamente unico – e credo che per un professore di Scienze della Comunicazione non possa che essere così! Questa sua capacità si notava soprattutto dopo alcuni interventi abbastanza noiosi e tedianti che, purtroppo o per fortuna, esistono in qualsiasi "conferenza" di questo genere, e che, purtroppo o per fortuna, riducono la gente allo stremo delle forze a chiedere una pausa.

In linea generale è stato molto interessante anche e soprattutto per gli argomenti trattati, tutti correlati al concetto di blog e tutti riportanti la propria esperienza nel settore: c’era chi ne ha fatto una professione, chi invece una passione (con tanto di video sul gf7 e ovazione da stadio in aula), chi invece si posiziona in una via di mezzo.

Ciò che invece non mi è piaciuto è la sottile impressione che tutto sia passibile di sfruttamento da parte delle società coinvolte – excite in primis. Non ho ben capito se gli studenti siano obbligati o meno a sfruttare la piattaforma di excite o meglio: c’è stato un piccolo omissis, nel senso che durante la presentazione del laboratorio ho avuto la netta sensazione che gli studenti fossero obbligati ad usare la piattaforma di excite per realizzare i loro blog, il che mi ha fatto storcere il naso e non poco! – alla fine della giornata, invece, Stefano Epifani, mi ha confermato direttamente che gli studenti saranno liberi di scegliere le modalità che preferiscono per realizzare la loro piattaforma di blogging).

Il nodo principale della questione è la mia idea di blog, ripresa in parte da Mauro Lupi, durante il suo intervento. Il blog è, ad oggi, l’unico vero mondo dove ognuno di noi ha la possibilità di comunicare, di raccontare, qualcosa in modo assolutamente libero ed esente da censura.
Durante gli interventi si è parlato spesso del parallelismo tra giornalisti e bloggers, ma nessuno ha posto la domanda fondamentale: cos’è, o meglio: chi è un giornalista? Per me un giornalista è una persona che racconta o riporta una notizia, magari aggiungendovi il proprio pensiero critico. Ad oggi, la legge di mercato impone che ogni testata giornalistica abbia un certo indirizzo: quindi l’Unità sarà il giornale di sinistra per eccellenza, seguito da Repubblica, Il Giornale di destra e via discorrendo. Cioè, ad oggi, i giornalisti sono delle persone asservite al potere, persone non in grado di esprimere liberamente il proprio pensiero, persone che perdono il loro spirito critico pur di poter lavorare per un giornale.

Reputo quindi abbastanza preoccupante il costringere uno studente ad utilizzare una specifica piattaforma soprattutto in un modo libero e libertario come quello rappresentato dai blog, e da Internet più in generale. Con questo non so se excite eserciterebbe una certa forma di pressione o censura, anche in considerazione dei temi che potrebbero trattare gli studenti (oddio, dubito che qualcuno vada ad aprire un blog politico o "scomodo" visto che stiamo sempre parlando di un corso universitario), ma credo sia giusto rendere noto agli studenti l’esistenza di tutta una serie di piattaforme che consentono di creare un blog da zero in modo abbastanza semplice (splinder, blogspot, ecc. ecc.) o, ancora, come sia semplice realizzare un blog da zero senza far ricorso a scelte esterne (per intenderti, un pò come faccio io qui su olympuslabs).

A parte questa piccola nota polemica, anche in questa occasione ha vinto la mia timidezza e nonostante l’invito di Stefano, non ho avuto il coraggio di parlare davanti a tutta questa gente – ma diciamo che più o meno tutto ciò che avrei voluto dire lo trovate scritto qui.

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Joost 0.9

Su alcuni siti della blogsfera (qui e qui) è già presente la notizia relativa all’uscita della nuova versione di Joost, la 0.9.

Giunti alla 0.9, siamo terribilmente vicini alla 1.0 che, nel ciclo di vita e sviluppo di un software, vuol dire stabilità, efficienza ma soprattutto quantità di servizi a disposizione degli utenti. Fino ad oggi le maggiori critiche rivolte a Joost riguardavano la carenza di canali e i continui problemi di connessione per chi, come ad esempio gli utenti fastweb o gli utenti aziendali, si collega ad Internet in modo "indiretto" (quindi tramite, ad esempio, un proxy).

Tra le promesse di questa nuova versione c’è, per l’appunto, l’aver superato i problemi di connettività e l’aver aumentato l’efficienza e la stabilità del programma in generale. Ciò che salta subito all’occhio è l’introduzione di alcuni widget.

Ultimamente, parallelamente alla moda del web2.0, si sta rapidamente diffondendo la moda dei widget. Un widget non è altro che un software che arricchisce l’interfaccia utente di un programma, rendendolo più facile o più veloce da usare. Gli sviluppatori di Joost hanno introdotto, tra gli altri, il widget per eccellenza, cioè l’orologio, ed un widget tramite il quale gli utenti possono gestire i loro inviti direttamente tramite joost stesso e non per forza accedendo al sito web (e meno male! visti i problemi che affliggono il sito).

Non mi soffermerò su altre novità che saltono più o meno subito all’occhio, come, ad esempio, la nuova modalità di accesso [login] ai canali di joost o anche la disponibilità di nuovi inviti. Voglio invece sottolineare la scomparsa di quei canali, come National Geographic, la cui introduzione mi aveva notevolmente colpito. In generale quindi, questa 0.9 rappresenta un bel passo avanti per gli esteti, quelli che guardano più alla bellezza estetica che al sodo di un’applicazione; per tutti gli altri essa non è altro che un gigantesco balzo indietro e anche di dimensioni abbastanza notevoli se pensiamo a tutto quello che circondava l’atteso rilascio di questa nuova versione (e su questa, con il rilascio di nuovi inviti, qualcuno ci sta pure "giocando" sopra, inventandosi un contest di modo da avere più link e salire di pr nella blogsfera – e spero, vivamente, che non sia questa la ragione dietro questo contest).

update situazione sito: per quanto riguarda il sito, è stato corretto il "bug" per il quale nelle aree di testo per effettuare il login era mappata la tastiera americana (adesso, ad esempio, la @ viene correttamente inserita digitando altgr+ò). Risultano ancora presenti tutti i problemi di efficienza cui avevo fatto riferimento qui, ed in particolare non mi capacito della presenza di quella pesante animazione flash anche nella sezione personale dove, si suppone, l’utente abbia necessità più dello spazio che della bellezza estetica. Ad esempio, "grazie" all’animazione in flash, la zona per visualizzare il forum si riduce a qualche centinaio di pixel, rendendo la navigazione oltremodo scomoda.

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Joost: nuovo sito

Come avevo anticipato ieri, è online, credo da oggi, la nuova versione del sito di joost. Era atteso da tempo, anche in vista dei cambiamenti che si vociferavano da tempo sul rivoluzionario programma di iptv …

Il cambiamento grafico era, secondo me, necessario visto che il sito, in precedenza, seppur ricco di informazioni e sufficientemente usabile, era abbastanza spartano da un punto di vista grafico.

Tuttavia, la nuova versione non mi soddisfa per nulla … si ora è graficamente molto attraente, con una presentazione flash di joost fatta davvero molto bene. Ciò di cui non mi capacito è la pesantezza in termini di prestazioni: spero sia un mio problema, ma cercando di visualizzare il sito in questione, il processo di firefox schizza al 99% di utilizzo della cpu, aumentando la richiesta di ram e appesantendo tutto il sistema oltremodo, rendendo, di fatto, inutilizzabile il tutto.

Non capisco, poi, la scelta di mappare la tastiera americana nelle due aree di testo per effettuare il login. Ma secondo voi, cari webmater, quanti degli utenti di joost sanno che shift+2 dà la @ (invece di altgr+ò) ??

Quindi ricapitolando: i due finanziano un mega progetto con i milioni incassati dalla vendita di skype ad ebay. Assoldano i migliori programmatori in ambito P2P sulla piazza, tirano fuori una beta, anche abbastanza contestata sia per il basso numero di canali, sia per i recenti problemi di visualizzazione, e poi non riescono ad investire qualche migliaio di euro sul sito che dovrebbe essere la vetrina di tutto questo?

Per ora il sito, nonostante la cura alla grafica, è assolutamente bocciato!

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N73: cambiare la cover

Recentemente ho acquistato da ebay, via Honk Kong, una cover nera per il mio n73.

N73 - silver N73 - black

Smontare la cover di un cellulare serie N è un attimo più complesso rispetto alla stessa procedura effettuata su vecchi cellulari nokia. Quindi, memore dell’esperienza fatta su di un N70 di un amico, sono subito andato su youtube dove, a mio malincuore, ho scoperto che sono stati eliminati tutti i riferimenti causa copyright da parte di Nokia. Ovviamente non mi sono scoraggiato e cercando su google, ho trovato questo interessante sito che offre un filmato dove viene spiegato passo passo come smontare completamente la cover. Tuttavia il procedimento di estrazione del retro della cover è abbastanza complesso e incorpora anche alcuni componenti della scheda del cellulare. Per tutte queste ragioni ho preferito cambiare solo la parte di sopra e lo sportellino della cam (quello, per intenderci, che una volta smontato consente di accedere al vano della batteria).

La prima volta, questa procedura è un pò difficoltosa per tutta una serie di motivi, primo fra tutti sicuramente la "paura" di distruggere componenti di un apparecchio da oltre 300 euro.

Nella figura qui sotto, notate lo strumento blu:

N73 - tools

Si tratta di un oggetto di plastica dura, con un piccolo "becco" a semi-uncino sulla punta, che sostituisce le usatissime carte di credito nell’atto di smontare la parte superiore della cover. Difatti, agendo sugli angoli della stessa e facendo un pò di forza, si riesce ad estrarla facendo scattare i dentini:

N73 - keyboard corner

Una volta estratta la parte superiore, non resta che togliere la tastiera, sostituire il tutto ottenendo il risultato che potete vedere in testa a questo post.

Ultima considerazione: la fattura della cover è ottima, pare proprio originale – l’unico appunto è da fare sulla tastiera che non dà lo stesso grado di sensibilità offerto da quella presente in origine.

Nota: l’ultima foto è stata presa da thenokiablog, dove viene descritta la stessa identica procedura con la piccola differenza che loro fanno uso di una carta di credito per estrarre la parte superiore della cover (che poi è la parte più complessa di tutto il procedimento).

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Joost work in progress

Attualmente la pagina iniziale di joost è under construction … già da tempo si parlava di una rivoluzione sia a livello di sito web che di software (una nuova sfavillante versione 0.9 è in arrivo … e si prevedono grosse novità per maggio) …

sono proprio curioso di vedere cosa si sono inventati 😀

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BlogLab: si parte!

Inizia venerdì alle ore 10, caserma Sani (Aula 9) presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, un’interessante iniziativa ideata da Stefano Epifani.

Si tratta di BlogLab, un laboratorio didattico in cui blogger e studenti si confronteranno e aiuteranno vicendevolmente per creare la struttura di un blog; sarà poi compito degli studenti di questo laboratorio curarne i contenuti fino alla fine del corso (credo in giugno).

L’idea non è male, anzi per la struttura atavica dell’università italiana, è ammirabile come un professore dia una spinta talmente innovativa – anche considerato che, in generale, l’informatica, i blog ed internet sono spesso snobbati e sottovalutati dalla didattica di tutte quelle facoltà che non rientrano nella sfera dell’informatica.

Il mondo è bello perchè è vario, e quindi l’aver trasformato questa idea in un corso con tanto di crediti a disposizione degli studenti o di quanti vi parteciperanno, e l’aver messo in palio uno stage presso una famosa azienda del settore ha creato qualche critica, più o meno velata.

C’è chi, come Enzo Santagata, critica l’essere arrivati in ritardo, soprattutto se consideriamo che oramai sono 4anni che esiste una blogsfera abbastanza folta e che in alcuni paesi esteri si parla, da un pò di tempo a questa parte, di blog aziendali (vedi Cisco). Sempre Enzo afferma che:

I blog "progettati" a tavolino (soprattutto i blog aziendali, o business blog) non hanno funzionato granchè finora. Specialmente in italia, dove la logica del profitto è sempre prevalente. Quanto alla realizzazione, non serve essere dei web designer nè tantomeno dei grafici o programmatori. Basta semplicemente registrarsi gratuitamente in una delle decine di piattaforme disponibili ed aprirlo in 5 minuti, senza competenze alcune se non nei contenuti. La gestione invece è solo passione. Pura e semplice passione e bisogno di comunicare qualcosa a qualcuno.

Sono parzialmente daccordo con questa affermazione: anche io ritengo che, spesso, le cose progettate a tavolino finiscono inevitabilmente nella spazzatura perchè, comunque, non essendo stati spinti da una passione iniziale, la stessa viene a mancare nel momento cruciale, quando più serve. Tuttavia, credo che la collaborazione e la passione esterna, portata dai blogger, sia un buon incentivo e magari uscirà qualche nuovo blogger interessante. Inoltre, c’è da considerare che non tutti sanno cosa sia un blog e quindi creare un laboratorio di questo tipo potrebbe essere una buona occasione per farli conoscere anche a chi con Internet ha poco a che fare ma che, dalla sua, ha una gran voglia di comunicare (e dove, se non nella facoltà di Scienze della Comunicazione, poteva nascere un’idea del genere?! :D).

Personalmente appoggio l’iniziativa di Stefano, e darò la mia disponibilità, nel limite del possibile, per portare avanti questo progetto.

Mi preme, tuttavia, fare un unico appunto: negli anni a ridosso del nuovo millennio ci fu la bolla detta della "new economy", grazie alla quale prima fiorirono una innumerevole quantità di aziende, tutte in ambito informatica ed Internet. Un bel giorno si arrivò alla saturazione di un mercato ancora, forse, non pronto a questa esplosione improvvisa e molta gente si ritrovò per la strada.
Da un pò di tempo tutti ci riempiamo la bocca con parole come web2.0, blog, ecc. ecc. una sorta di ritorno al socialismo più puro nel quale ognuno di noi contribuisce alla diffusione di un certo tipo di cultura e grazie al quale siamo in grado di dire la nostra, più o meno liberamente, su ciò che avviene nel mondo. Abbiamo tutti noi, forse inconsapevolmente, un grande potere per le mani e credo che, se saremo bravi ad imparare dall’esperienza della bolla della new economy, si potrà apportare un gran bel  miglioramento in termini di efficienza alla nostra società.

ps: chissà se un giorno si potrà aprire un bloglab qui a Bologna 😀

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Loiero-Gasparri: storia di uno sfruttamento politico

Antefatto: la Calabria è una regione difficile, molto difficile, sfruttata, fin dai primissimi anni del costituente Regno d’Italia. Sfruttata da tutte quelle regioni (vedi Piemonte e Lombardia) che oggi traggono benefeci anche grazie ai patrimoni e allo scibile sottratto a tutti noi calabresi (impianti tessili in primis). In questo difficile stato di cose, oramai divenuto atavico, si inseriscono tutta una serie di personaggi politici, o pseudo tali, che, piuttosto di risolvere la situazione drammatica in cui versa la regione, preferiscono legiferare per ottenere successivamente tutta una serie di profit (l’amico che siede a capo di una certa asl, l’altro amico a capo dell’associazione industriale, ecc. ecc.).
Dopo un disastroso governo di destra (Chiaravalloti), si sentiva dire: "Nessuno potrà mai fare peggio di Chiaravalloti … ci ha rovinato … ha rovinato una Regione intera".

Tuttavia, forse, i calabresi non ricordavano la pubblicità dell’Adidas che dice: "Impossible is nothing" – e, difatti, convinti di poter andare incontro ad un effettivo cambiamento, alle ultime elezioni, il 60% dei calabresi vota Loiero quale governatore della Calabria, senza sapere che questa sarà la loro/nostra disgrazia. Due giunte regionali cadute entrambe a causa delle denunce da parte dei magistrati per corruzione in ambito di pubblica amministrazione o per reati di stampo mafioso. La terza, in piedi da poco, ripresenta una serie di personaggi discutibilissimi.

Però c’è anche da dire che noi calabresi siamo un pò strani: sì, perchè come nostro rappresentante in Parlamento scegliamo Gasparri, o forse, in una regione storicamente di destra, ci viene imposto Gasparri (il che forse è anche più vero della prima affermazione). Ovviamente il sig. Gasparri si è guardato bene dal fare gli interessi di noi calabresi visto che, alla fine dei conti, Lui la poltrona ed i corrispondenti benefit, l’ha già ottenuto.

Fatto sta che un  bel giorno l’on. Gasparri si sveglia e decide di iniziare una polemica con il presidente Loiero, incentrata proprio sull’assurdità della situazione attuale: un governatore che nomina 30 consiglieri regionali, 25 dei quali indagati per mafia. Tutti ne chiedono le dimissioni, ma lui se ne guarda bene. E visto che la Calabria non è considerata importante a Roma, Prodi e i suoi compari si guardano altrettanto bene dall’imporre le dimissioni al dittatore loiero (compare di d’alema, fin dai tempi del primo governo presieduto dallo stesso d’alema nel 98).

A questo punto, però, si inserisce Callipo, ed è questo l’obiettivo reale di questo post. Callipo, per chi non lo sapesse, è uno degli industriali calabresi più in vista. Già presidente degli industriali, è da tempo in polemica aperta con loiero per via delle ultime designazioni di quest’ultimo alla presidenza dell’aeroporto e della zona industriale di Lamezia Terme (ovviamente amici degli amici del governatore). La notizia sorprendente è ciò che Callipo dice, però, a Gasparri:

Cosa ha fatto il centrodestra per i calabresi? Nulla. Quali problemi ha risolto? Nessuno. E’ stato, in Calabria, come un’azienda fallimentare, cosi diremmo noi imprenditori … Questa e’ ormai la regione delle emergenze, ed in queste condizioni l’illecita’ e’ dilagante: il binomio politici-prenditori, a danno della collettivita’, genera profondi guasti.
Visto che ci conosciamo e possiamo essere franchi, mi permetta una domanda: lei e’ stato eletto in Calabria con i voti dei calabresi, pur non appartenendo a questa terra, ma che cosa ha fatto per la Calabria e per i suoi cittadini? Quali problemi ha risolto? Ha fatto diminuire la disoccupazione? Ha fatto diminuire la poverta’? Ha lottato la mafia con la pistola e quella, altrettanto pericolosa, con la penna? Ci elenchi due o tre cose sostanziali che hanno procurato effetti positivi.
Naturalmente, per la par condicio, questa domanda la rivolgo a tutti i parlamentari, di destra e di sinistra, non calabresi ma eletti in Calabria. Mi verrebbe da dire: per il futuro statevene a casa vostra, noi abbiamo i nostri campioni, noti in tutto il mondo per la loro capacita’ di stupire, e, a questo prezzo, non credo ci sia l’esigenza di importarne da altre regioni.

(via strill.it)

Raramente ho letto un intervento tanto accorato contro la politica di oggi, soprattutto da una persona così in vista. E’ un piccolo, piccolissimo passo positivo; la mia unica speranza è che i calabresi inizino davvero a capire che solo rivoltandosi seriamente contro questo stato di cose la nostra regione potrà tornare a splendere come in passato.

Non abbassate … Non abbassiamo la testa!

ps: come potete vedere, la notizia è di due giorni fa, ma l’on. Gasparri si è guardato bene dal diffondere una nota di risposta alle parole dell’imprenditore vibonese …

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Calabria: campagna pubblicitaria – siamo terroni? NO

Calabria - campagna pubblicitaria

Oliviero Toscani è uno dei fotografi italiani più conosciuti al mondo, ultimamente salito alla ribalta mediatica per tutta una serie di campagne pubblicitarie passate al vaglio dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (tra queste ricordo Ra-Re, Benetton). Lo stesso Toscani è stato assunto dalla Regione Calabria per creare una campagna pubblicitaria i cui frutti sono questi:

– "Malavitosi?, si siamo calabresi"

– "Incivili?, si siamo calabresi"

– "Ultimi della classe?, si siamo calabresi"

– "Inaffidabili?, si siamo calabresi"

– "I peggiori?, si siamo calabresi"

– "Terroni?, si siamo calabresi"

Questa campagna pubblicitaria è stata presentata tempo fa a Roma dall’attuale ed inamovibile presidente della Regione, agazio loiero (e non ti meriti nemmeno il maiuscolo caro mio!). Ecco cosa afferma il dittatore di Santa Severina:

Non nego che da noi ci siano gravi problemi, tra cui una diffusa criminalità. Però è anche vero che i calabresi sono genericamente inseriti in un contesto mediatico che identifica tutti come criminali. Spesso le cose cattive convivono con le cose eccellenti che restano nel silenzio. Purtroppo i media sono selettivi e una notizia cattiva entra più facilmente nelle pagine dei giornali.
Di questa brutta immagine ne soffrono per primi proprio i calabresi onesti, i calabresi che vivono fuori e all’estero. Per questo abbiamo cercato una campagna choc. Al punto in cui siamo arrivati, alla luce di quanto è accaduto negli ultimi mesi, abbiamo fatto la scelta di restituire fiducia e speranza. Anche perché in Calabria si stanno facendo cose importanti e positive che trovano ostacoli per il cambiamento.

Ovviamente in Rete si è alzato un gran polverone di critiche verso questa campagna denigratoria, ed io, da reggino, non posso non associarmi. Leggo che Maurizio Goetz, consulente di marketing milanese, afferma sul suo blog:

Non sono assolutamente d’accordo con le critiche. La Calabria è una bella Regione, ma ha tanti problemi e per risollevarsi ha soprattutto bisogno di volontà e di orgoglio. Ecco perchè ritengo il progetto del Governatore Loiero lodevole. Come giustamente afferma: "cambiare le cose è difficile, noi vogliamo ripartire dai giovani. Questo deve essere un segno affinchè i pregiudizi del passato che identificano la nostra terra, possano essere archiviati". La comunicazione superficiale non serve a molto, è giusto partire dalla propria identità per lanciare nuove sfide e nuovi obiettivi.

Rispettabilissima affermazione soprattutto da chi con il marketing ci lavora e ci si sfama. Però mi viene da controbbattere: viviamo in una delle regioni più povere d’Italia, abbiamo un presidente della Regione che ha nominato 25 assessori (su 30) implicati in storie di mafia, ha piazzato "amici" in posti strategici (vedi l’associazione industriale per lo sviluppo della Piana di Lamezia, vedi l’aeroporto di Lamezia, vedi le ASL). Il tutto confortato dalla recente puntata di W l’Italia (andata in onda l’11 marzo su Rai3), dalla quale ho appreso, tra le altre cose, che la Regione Calabria sta attualmente pagando l’affitto di un palazzo a Catanzaro come sede della Regione stessa, quando lo Stato paga già per la sede ufficiale di Reggio Calabria.

Per non parlare poi del fatto che è stata votata una legge per la quale un qualsiasi cittadino può crearsi il proprio partito, garantendosi un vitalizio di quindici anni da mille euro al mese, o degli scambi di pacchetti di 300/400 voti che consentono alle diverse figure poltiiche calabresi di passare da un partito all’altro.

Personalmente sono il primo che dice che riportare uno scenario troppo positivo della mia terra è fuorviante, perchè comunque è giusto che la gente sappia che la ‘ndrangheta esiste. E’ giusto che la gente sappia che se a Reggio Calabria vuoi aprire un’attività commerciale hai due strade da seguire: pagare il pizzo o avere delle amicizie nelle "famiglie" che ti proteggano. E’ giusto che la gente sappia che a Reggio Calabria  c’è uno Stato nello Stato che protegge la popolazione (non esiste l’ombra di un extra-comunitario, non esistono spacciatori per la strada, non esistono numeri di stupri paragonabili alla Bologna di oggi), esiste uno Stato nello Stato che offre da mangiare alle famiglie più disagiate quando invece lo Stato, quello vero, non offre altro che disoccupazione, povertà e menefreghismo!

Tuttavia, non riesco proprio a capire quale sia la finalità di questa pseudo-campagna pubblicitaria.
Da reggino mi vergogno profondamente per i ragazzi che compaiono in quelle foto, tutti rigorosamente selezionati da diversi licei di Reggio Calabria; me ne vergogno perchè hanno venduto l’amore per la propria terra per due lire; me ne vergogno perchè è lì che si vede che noi stessi, noi calabresi non apprezziamo la nostra terra e non sappiamo lottare per essa. Siamo dei caproni, e forse è frutto del nostro essere caproni se oggi siamo allo sbando.

Ma un giorno, spero, risorgeremo.

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