Arra .. Pato

Ieri ha esordito Pato.

Ci hanno fracassato i gioielli di famiglia con la storia di questo 18enne, atteso dal Milan oltre ogni modo. Lui sosteneva di poter segnare almeno un gol (se non due) al Napoli – ed effettivamente ci è riuscito.

In linea generale, ciò che mi ha stupito è che un ragazzino di 18 anni non ha avuto alcun timore reverenziale rispetto al gigantesco San Siro. Ricordo perfettamente quando ci andai per la prima volta in trasferta (probabilmente era il 2001): appena saliti gli ultimi gradini, vidi le immense torri e la curva del Milan e mi iniziarono a tremare le gambe per la maestosità della visione.

Certo si è mangiato due gol mostruosi (uno di destro e successivamente uno di sinistro), però ha un tiro ed una velocità pazzesca. Se non lo bruciano, ci sarà da divertirsi a guardarlo giocare per almeno un decennio.

In bocca al lupo Pato.

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Il regalo di inizio anno

Ieri mi chiama mia sorella e, tra l’incazzato ed il disperato, mi dice: “ci hanno rubato la macchina” … Essendo una vecchia Lancia Y, dubitavo che qualcuno potesse effettivamente averla rubata .. visto però che la polizia municipale di Bologna sosteneva di non averla sequestrata (non so, magari lavavano le strade), mia sorella fa una telefonata ad amici carabinieri e scopre che la macchina era, invece, sotto sequestro dal 1° gennaio perchè coinvolta in un incidente …

Ancora non si sa molto, se non che la macchina è distrutta. Distrutta da qualche pazzo ubriaco la mattina del 1° gennaio. Pare che nell’incidente siano state coinvolte altre 7 macchine ed un pedone (finito all’ospedale). Ora mi chiedo: se mi fate una multa, cari vigili urbani, mi inseguite fino a casa per comunicarmelo. Se invece mi distruggono la macchina, non fate nemmeno uno straccio di telefonata (non dico per forza a mia sorella, ma quantomeno all’assicurazione).

Spesso accusano i calabresi di vivere troppo nella cosiddetta “comparanza” – eppure se non fosse stato per amicizie varie non avrei, forse, mai scoperto questo fatto assurdo.

Ultimo commento: chi ha provocato l’incidente, pare sia scappato. Visto che la polizia non è riuscita in 10 giorni a ritrovarti caro mio, fai conto che in qualche modo risalirò a te … e poi saranno cazzi tuoi …

ps: l’incidente è avvenuto alla fine di via del Borgo di S. Pietro, davanti la chiesa – giusto perchè, nel caso in cui qualcuno sappia, può comunque contattarmi tramite il blog o inviarmi una mail.

Aggiornamento: Ecco la prima foto della macchina.

foto incidente

Relativamente all’incidente, si sa che è stato un camionista che, alle 9.15 del 1° gennaio, ha investito un pedone (marocchino – scomparso, ed il cui referto ospedaliero non è mai stato consegnato alla polizia) per poi successivamente finire sulla macchina in foto e su altre 5 parcheggiate di fianco e dietro. Nemmeno nei migliori action-movie americani…

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Blog Down

Finalmente online!

Un grazie a Stefano per aver ripristinato il servizio (pare ci sia stato un attacco su uno dei server del datacenter dal quale proviene il mio ip pubblico). Le scuse a Maurizio, Vito e Marco per il disservizio sono dovute – tanto più che essendo in viaggio è stato molto complicato ripristinare il tutto

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La diga sul Menta

La diga sul mentaApprovato nel 1979 dall’Ufficio Acquedotti della Cassa per il Mezzogiorno, anche grazie allo stanziamento di circa 65 miliardi delle vecchie lire, la Diga del Menta rappresenta, oggi, uno dei più grossi e tipici sprechi italiani.

Una inchiesta condotta da “ilGiornale”, “scopre” (che poi mi dovrebbero spiegare per quale oscura ragione questa incredibile scoperta arriva con 30 anni di ritardo) che l’unico corso d’acqua che dovrebbe consentire di riempire la diga, cioè la fiumara Amendolea, non ha la portata necessaria per riuscire a colmare la più grande diga a terrazze di tutta Europa.

Già, ma ho omesso di dire che, ad oggi, la diga in questione (una delle 36 che lo Stato da 30anni cerca di costruire – 10 di queste, in Calabria), ci è costata la bellezza di 270 milioni di euro (circa 550 miliardi). Per cui il costo si è praticamente decuplicato, se ricordiamo che il costo iniziale era di 65 miliardi. Questo grazie alle lotte della ndrangheta, minacce, politici mangia-soldi e chi più ne più ne metta.

Il giorno di Natale la mia vicina del primo piano mi ha fermato, lamentandosi di non avere acqua a casa. E questo è un problema che affligge tutta la città – l’acqua manca; dove c’è l’acqua, poterla bere dal rubinetto come avviene a Roma, Bologna, ecc. ecc. è praticamente un LUSSO. Questo a causa della fatiscente rete idrica della città che perde circa il 50% della sua portata. Allora, perchè non spendere quei 300 milioni di euro per rifare l’intera rete idrica, invece di costruire una diga che, anche grazie al saggio intervento dei Verdi, non potrà mai essere realizzata?

La diga sul Menta

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Il 2008

E’ arrivato il 2008 – ed inizia laddove l’avevamo lasciato.

Lo scorso anno è stato l’anno della “casta” – grazie all’altrettanto famoso libro la gente dovrebbe aver “aperto” gli occhi sulle persone che ci governano (e forse il VDay di Beppe Grillo avrebbe dovuto dare una mano in tal senso).

E’ stato l’anno delle parole: mai come nel 2007 si è parlato così tanto e fatto così poco. Inutile ripetere gli argomenti, li trovate da qualche parte in questo blog e comunque basta accedere ai propri ricordi.

Il 2008 riparte con tante parole in soli due giorni. Innanzitutto il nostro presidente del consiglio si ricorda che qualcuno, circa un mese fa, disse che gli spagnoli ci avrebbero superato in quanto a potere economico. Valeva la pena rispondere subito? Sicuramente era troppo impegnato a mangiare o a sguinzagliare la moglie contro i propri oppositori. Fatto sta che scopriamo che in realtà siamo nettamente pià ricchi degli spagnoli e che siamo pieni di soldi (ottimismo di berlusconiana memoria) – mah, a me non pare, ma non faccio il politico per cui forse è per questo che io tutti questi soldi proprio non li vedo.

Eppoi oggi esce la parola “aborto”. In uno stato finto-laico come l’Italia, si sa, la politica la fanno i preti e non i politici. Per cui oggi è stato proposto di andare a modificare la legge 194 che, per chi non lo sapesse, è la legge che regola l’aborto. Bene: adesso parleremo 10 giorni di aborto, fino a quando qualche altra mente illuminata non tirerà fuori qualche altro tormentone.

Anno nuovo … vita vecchia!

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Il debito dell’Inter

Stavo leggendo l’articolo stamattina in macchina, mentre facevo ritorno a Bologna. Adesso leggo anche su calcioblog che, in base ad una classifica stilata da repubblica, pare che l’inter abbia “solo” 206 milioni di EURO di debiti. Pare inoltre che il presidente Moratti abbia staccato un assegno da 105milioni.

Se la matematica non è un’opinione, mancherebbero “solo” 101 milioni di euro all’appello .. dove sono?

A parte l’articolo di Repubblica, è passato tutto sotto silenzio. Normale? Come è possibile che le società di calcio continuino ad essere le uniche spa italiane a poter avere centinaia di milioni di debiti senza fallire? Non esiste alcun controllo? La covisoc che fa? E soprattutto: che fine ha fatto la storia delle plusvalenze inter-milan?

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L’omicidio di Benazir Bhutto

La prima cosa che ho pensato quando ho sentito la notizia è stata: “finalmente ci sono riusciti” … già, perchè a prescindere dalla storia personale della donna uccisa, gli altri ci provavano da anni a farla fuori – giusto per togliersi di mezzo un persionaggio scomodo.

Poi ci sarebbe da chiedersi: chi ha messo Musharraf al suo posto? io o gli americani?
Chi ha forzato il ritorno della Bhutto nel suo paese d’origine: io o gli americani?
E chi finanzia i gruppi sovversivi: io o gli americani?

Gli americani – ci sono sempre loro dietro tutte questi attentati e dietro la stabilità-instabilità dei paesi dell’estremo oriente. Credo, però, che stavolta abbiano un attimino forzato la mano, visto che abbiamo a che fare con due paesi confinanti e bomba nucleare-dotati … Viste le in-capacità degli uomini diplomatici presenti nei vari paesi, l’unica cosa da dire è: speriamo bene …

ps: a quando l’aumento del petrolio, della benzina e di qualsiasi cosa che compriamo?

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Buon Natale … che sofferenza!

Buon Natale, Buon Natale .. si sente sempre più frequentemente questa frase .. ma Buon Natale di che? Perchè?

Questa festa sta assumendo sempre più toni consumistico-capitalistici e sempre meno religiosi, giusto a conferma che la maggior parte della popolazione italiana è, e resta, laica mentre chi ci governa subisce sempre più l’influenza del Vaticano e della Chiesa cattolica in generale (ma loro, i nostri politici, si sa, vivono in un mondo tutto loro).

Oramai è diventata un’abitudine il dover acquistare regali per forza di cosa: ecco allora che ci ritroviamo sempre i soliti regali sotto l’albero – che so io, casse di vino, kit di vario tipo, libri, ecc. ecc. Non voglio contestare il regalo in sè, ma il dover fare il regalo per forza di cosa. Ma perchè? Dove sta scritto? Chi ce lo impone?

A questa abitudine, si aggiunge quest’anno la tristezza di città davvero piene di gente per le strade ma non nei negozi. L’ho riscontrato sia a Bologna che a Reggio Calabria – un traffico pazzesco, ore per fare qualche centinaia di metri, ma poi i negozi sono stra-vuoti. Ma la gente dove va? Che fa? Boh. E ancora risulta molto triste tutta l’energia che circonda questa festa – o forse sono io che mi deprimo in questo periodo, non saprei. Solo che vedo in giro dei robot tutti impegnati nelle stesse identiche azioni, quasi macchinose, quasi obbligati a farlo. In un momento di profonda crisi per questo Paese, forse avrebbe più senso, fermarsi e dire: bene, non ci sono soldi, facciamo solo la cena e niente regali. Ma si sa, i romani ci insegnano “Panem et circensem” ed ecco quindi l’abitudine di disporre i regali sotto l’albero, il fare l’albero stesso ecc. ecc.

Per tutte queste ragioni, mi dissocio dalla massa e non vi farò gli auguri di Natale. E’ un giorno come qualsiasi altro (daltronde lo sto pure trascorrendo a lavoro), ed in tal senso non vedo perchè si debbano fare gli auguri.

Aggiornamento: Natale è passato e ho avuto le conferme che cercavo. Ho ricevuto decine e decine di sms tutti uguali tra loro – e ci può stare. La cosa triste è che si notava lontano un miglio che erano quei tipici messaggi che uno scrive e poi invia a tutta la sua rubrica. A prescindere che uno possa credere o meno nel Natale come festa cristiana, forse se qualcuno vuole davvero farmi gli auguri, potrebbe benissimo alzare il telefono e chiamare – sarebbe sicuramente più apprezzato di un freddo e laconico sms “auguri di un sereno natale”.

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L’italietta di serie B

Nei giorni in cui per la prima volta nella storia della Repubblica viene messo a disposizione l’audio delle intercettazioni telefoniche Berlusconi-Saccà, in barba ad ogni più elementari norme di riservatezza e garanzia della privacy (volevo vedere se pubblicavano quelle di Mastella o Prodi o Fassino), il governo di questa povera e deleritta Italia, decide di cedere uno degli ultimi pezzi di storia industriale ai fratelli francesi.

L’asse Prodi-Francia-Spagna, anche alla luce dell’ultimo incontro a 3, è sempre stato abbastanza forte. Non ho ben capito per quale oscura ragione la scelta sia ricaduta su Air France piuttosto che su Airone – fatto sta che da oggi Malpensa e tutta la logistica del Nord Italia subirà una bella ridimensionata – così come, tutti coloro i quali dovranno effettuare viaggi internazionali o intercontinentali con la nostra ex-compagnia di bandiera, dovranno per forza di cose passare da Parigi (e vi auguro buona fortuna, visti i ritardi e la disorganizzazione del Charles De Gaulle).

Questo governo è assolutamente incapace di programmare il futuro di questo Paese: certo, adesso smetteremo di pagare a vuoto migliaia di persone per il loro non lavoro e altrettanto certamente, si chiude l’epoca delle industrie statali. Però, abbiamo prima regalato la Telecom agli spagnoli, adesso la nostra compagnia aerea ai francesi. Domani cosa regaleremo ai tedeschi?

Ci sarà pur una ragione se nel 2007 gli spagnoli ci hanno superato come ricchezza e siamo addirittura attaccati dalla deleritta Grecia … Ci stanno rovinando, come già ci avevano rovinato in passato i componenti del governo di destra. Mi chiedo se la gente abbia realmente capito che questa classe politica è incapace di governare: ciò che sanno fare meglio di ogni altra cosa è rubare (i nostri soldi) e parlare parlare parlare .. Chissà se mai ci sveglieremo …

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Porta a Porta: Vespa, Baldassarri e quel demagogo di Letta

Dopo 12 ore di viaggio (tra cui la chicca del trasporto eccezionale, che ci ha fatto percorrere il tratto Rosarno-Bagnara alla folle velocità di 30km/h), ho avuto la sventura di assistere alla puntata di Porta a Porta di ieri sera.

Si parlava del caro spesa e lo si dimostrava seguendo 3 famiglie tipo, suddivise per aree geografiche (Nord, Centro e Sud), cercando di capire che tipo di spesa facessero e come amministrassero il loro budget annuo.

Tralascio gli aumenti dei prodotti di prima necessità, non ho intenzione di affrontare l’argomento.

Durante la puntata, si succede il solito attacco della destra al governo di sinistra e le risposte del tipo “ma sei matto” del sottosegretario Letta. Letta che ci presenta un bell’esempio di demagogia politica. Ad una signora che faceva notare come, se da un lato il governo abbia abbattuto i costi di ricarica dei cellulari, dall’altro ha consentito alle compagnie telefoniche di aumentare indiscrimantamente le tariffe (vedi Wind su tutte), letta risponde parlando delle diminuzioni delle tariffe di medicinali e pannolini. E quando gli viene fatto notare, sempre dalla stessa signora, che sono aumentati del 20% le tasse sui rifiuti urbani, il pane, ecc. ecc. ridendo si limita a dire “cambi gestore”.

Ora io ho capito questo: la signora ti ha detto una sacrosanta verità, TU sai che non puoi rispondere, perchè sei in torto marcio, per cui che fai? Cambi discorso. La gravità della storia è che Vespa, conduttore della trasmissione, è troppo asservito al potere per farti notare che la signora ti aveva fatto altre domande. Ma vabbè …

Ma arriviamo pure al ridicolo: ad un certo punto della trasmissione Letta se ne esce parlando degli studi di settore e delle tasse troppo alte. Per chi non lo sapesse, gli studi di settore sono stati istituiti per riportare determinate categorie di contribuenti, a pagare le tasse nella misura che competa loro. In soldoni: una delle soluzioni all’evasione fiscale.

Ora, che il governa venga a dire me contrbuente che hanno avuto un extra-gettito ci può stare. Ma che poi mi deve prendere per i fondelli un pò perchè non sa come usarlo, un pò vantandosi della lotta all’evasione fiscale, sinceramente non lo accetto. TUtti questi soldi di extragettito non vengono mica da nuovi contribuenti – provengono da tutti quelli che come me, “fissa” direbbe un reggino, hanno sempre pagato le tasse e con gli studi di settore si son trovati non solo a doverle pagare due volte, ma anche e soprattutto se le sono trovate aumentate. Per cui cari sig. Letta, Prodi e muddghieri e compari vari, fatemi la santa cortesia, almeno a Natale, di smetterla di parlare parlare parlare – sapete fare solo questo, ok, l’abbiamo capito. Ma almeno a Natale non fatemi venire il sangue amaro.

Grazie

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Attivazione dell’utenza sa in SQL Server 2005 Express

SQL Server 2005 Express è la versione lite del più potente motore DBMS di casa Microsoft.

Per impostazione di default, il servizio non consente collegamenti se non tramite la Windows Authentication. Per risolvere questo problema:

  1. Avviare SQL Server Management Studio
  2. Collegarsi al servizio tramite la Windows Authentication
  3. Cliccare con il tasto destro sul server
  4. Nel pannello ‘Sicurezza’ (o security, nel caso in cui abbiate scaricato la versione inglese), troverete l’opzione per consentire il collegamento tramite l’utente sa

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IE7 e Firefox: ennesima situazione curiosa

Che esista il dualismo si sapeva. Che questo dualismo rompa abbastanza le scatole di ogni sviluppatore, è cosa altrettanto nota.

Oggi mi è capitato di dover creare una popup con al suo interno un player audio per RFOPortal. Bene, il codice in sè è abbastanza banale:

new_window = window.open("player.html",
"RFOPortal sound","width=300,height=150")

Con questo codice succede che Firefox mostri correttamente il popup; IE7, invece, visualizza un errore di debug con un fantomatico “Argomento non valido”.

Gira che rigira, tramite i commenti ad un post di JuliusDesign, scopro che l’errore sta nel nome della pagina: non si devono usare nè spazi nè caratteri speciali.

No comment.

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Il sole 24 ore: la qualità della vita

Leggo sul blog di Dario, che il Sole 24 ore ha pubblicato la classifica di 103 città italiane sulla scorta della qualità della vita.

Interessante che per ordine pubblico, Bologna si piazza all’ultimo posto. Complimenti a Cofferati e a tutti i colleghi sindaci che l’hanno preceduto.
Ultima annotazione: è facile essere primi, secondi e terzi quando sei regione a statuto speciale 🙂

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La trasferta di Parma

Lasciamo stare ogni commento sulla partita: ho preso troppi gol e soprattutto troppo freddo per scriverli.

Volevo solo fare due osservazioni.
1) Com’è possibile che lo stadio di Parma sia ancora nelle stesse condizioni dell’anno scorso? Il riferimento ai tornelli è palese: a tuttoggi i tornelli a Parma non funzionano – sono rotti (credo), fatto sta che entri senza il loro consenso. Mi chiedo come possa lo stadio essere a norma;

2) Piccola novità per i trasferitisti: a Parma siamo stati accolti da un elenco cartaceo, in possesso degli steward, con la lista di tutti coloro i quali avevano comprato il biglietto. Se prima lo si sospettava, ora lo sappiamo: siamo schedati! Mi chiedo solo quanto sia legale farlo …

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L’esperienza universitaria (4)

Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte

Me ne vado. Ho finito. Chiuso. Basta.

Non ne voglio più sapere di università e quant’altro .. uno spreco di tempo assurdo .. gli ultimi 5 anni a cosa mi sono serviti? Probabilmente se non mi fossi fatto sottomettere dal sistema non avrei mai fatto la specialistica, ma avrei finito ai 3 anni e pace all’anima del mio conto in banca, e dei 10mila euro regalati all’Università di Bologna (tantissimi se raffrontati ai servizi offerti, cioè 0).

Ora viene il bello, perchè ora è il momento di dare seriamente una svolta alla mia esistenza per cercare di realizzare i miei sogni.
C’è chi mi ha detto che parlo tanto tanto, ma poi finirò per fare un lavoro da dipendente come tutti. Anche che fosse, la mia voglia di innovare spiccherà sempre e questo è un dato di fatto. Mi illudo? Probabilmente, ma credo che le cose possano cambiare in questo paese .. basta avere le idee giuste …

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L’esperienza universitaria (3)

Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quinta parte

L’ho scelto a caso, lo ammetto. In un perduto pomeriggio di febbraio 2007, scelsi a caso il professore della tesi – probabilmente cosa che succede molto più spesso di quanto si possa credere.

Il fatto che non mi abbia risposto il mese successivo al primo contatto del terzo tipo, avrebbe dovuto insospettirmi .. tuttavia seguii un consiglio sbagliato e decisi di ricontattarlo .. L’idea era di conciliare la mia parte lavorativa con il mio lato universitario, per cui chiesi di poter portare avanti un progetto di tesi solo ed esclusivamente su tale aspetto. Tuttavia il professore mi chiese di farci rientrare il data mining ed io (illuso!!) accettai.

Vabbè tralasciamo che ovviamente ho dovuto apprendere due strumenti piuttosto complessi in completa solitudine (daltronde, figuriamoci se i relatori possono mai essere d’aiuto). Una serie infinta di incomprensioni, una serie infinta di scelte sbagliate: come si fa ad assegnare la realizzazione di un’applicazione a soli 20 giorni dalla laurea? Come si fa a far perdere tempo a chi è già sottopressione di suo, se non facendogli correggere ciò che era già stato corretto in precedenza? E soprattutto: perchè mi vai a toccare il mio scrivere in italiano! Cioè, a prescindere che si siano letti solo introduzione, conclusione e 4° (dei 5) capitolo, puoi correggermi i contenuti, ma se il mio scrivere risulta sintatticamente corretto, non puoi metterci bocca – lo stile nello scrivere è personalissimo. Io scrivo così, tu colì, pace …

Insomma, tutta la tesi condotta e seguita in modo abbastanza dilettantistico; tutto sempre con il fine di prendere i dati della società per la quale lavoro – dati che chiaramente io non potevo fornire – e lui dall’altra parte quasi pretendeva. Fino all’ultimo .. fino ad oggi stesso (a poche ore dalla laurea) ..

E poi: se tu mi dai solo specifiche del progetto, io sono libero di progettarlo ed implementarlo come meglio credo. Se poi a te non va bene, peggio per te: le scelte progettuale, non essendo state assegnate, sono tutte mie senza ombra di dubbio – l’importante, daltronde, è raggiungere l’obiettivo finale. Strano, però, che poi mi si chieda di tenerci una lezione sopra – si vede che non era tutto strutturato poi così male.

Insomma, purtroppo l’esperienza universitaria mi lascia un’idea ben precisa di cosa siano o cosa rappresentino gli ingegneri. L’esperienza universitaria mi insegna che tutte le nozioni apprese durante questo periodo, servono relativamente poco perchè nel mondo del lavoro gira tutto in un altro senso rispetto a quello che ti dicono. E per fortuna che io, in questi 3 anni ho lavorato, perchè ho potuto capire e sperimentare che, una volta impostaci una scadenza, in un modo o nell’altro la si deve rispettare: anche a costo di stare chiuso 2 mesi in camera al pc, anche a costo di passre 20 ore al giorno al pc …

Ovviamente in tutto questo racconto ho trlasciato molti aspetti: le strutture carenti – davvero indegne quelle di Ingegneria Bologna, un pò da appartamenti del vicino di casa, ma forse funzionali, quelle di Cesena. Ho tralasciato di dire lo stato indegno dei laboratori della Facoltà, ho tralasciato lo stato di baronìa imperante lì dentro, ho omesso di parlare degli sprechi: daltronde, a cosa potrebbe servire, altrimenti, pagare 2mila euro di tasse l’anno per più di 5 anni?

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L’esperienza universitaria (2)

Prima parte
Seconda parte
Quarta parte
Quinta parte

Terminai il periodo della triennale in esattamente 3 anni ed una sessione .. non male, suvvia!

Lì però iniziò a passarmi la voglia di studiare. Credo che la mia più grande colpa sia stata quella di farmi assorbire dal sistema, un sistema marcio, gestito da gente che ama il "potere" e pochissimo l’insegnare, il divulgare la conoscenza – che poi dovrebbe essere il fine ultimo di ogni professore. La specialistica fece subito capire cosa ci aspettava – altro che "creme della creme" come ci definì il professore di Calcolatori Elettronici (a cui sarà riservata una sezione particolare). Tutti i corsi frequentati – non oltre le prime due lezioni. quelle, per intenderci, dove vieni a sapere di cosa si parlerà – si sono  messi in luce per essere una mera e triste ripetizione di ciò che si era già studiato durante la triennale (se non per qualche capitoletto qui e lì). Tutti gli esami richiedevano scritto, progetto ed orale: se si pensa ad un totale di 20 corsi, capirete l’enorme perdita di tempo e per quale ragione, alla fine della fiera, l’età media con cui si esce da Ingegneria è 28,1 anni (quando, poi, con la vecchia riforma universitaria la media era pari a 28,8) – per cui io son fortunatissimo ad essere riuscito a terminare in 26,9 anni

L’università dovrebbe rappresentare il portone grazie al quale i ragazzi entrano nel mondo del lavoro. Dovrebbe rappresentare quel percorso di maturazione per gli sbarbatelli del liceo, per le matricole, che li porterà poi a lavorare per cercare di realizzare i loro sogni. Invece si dimostra semplicemente un matusalemme, dove, rispetto a ciò che ti viene chiesto quando poi vai a lavorare, ti viene insegnato solo ed esclusivamente ciò che serviva, forse, 20 anni fa .. Certo, è indiscutibile che le basi teoriche siano indispensabili ed è altrettanto indiscutibile che molti corsi vengano sottovalutati rispetto alla loro importanza reale (vedi analisi e geometria), però, santo dio, è mai possibile organizzare un corso di laurea in ingegneria informatica ed improntarlo solo ed esclusivamente all’ingegneria elettronica ed automatica?

E qui entriamo nel discorso Calcolatori Elettronici. A Bologna viene tenuto da un signorotto, che fa il bello ed il cattivo tempo senza che nessuno dei professori (preside incluso), possa nè dire nè fare alcunchè. Sempre grazie a questo signorotto, quest’anno la Facoltà di Ingegneria – sede di Bologna, ha lettarlmente regalato alla Facoltà di Ingegneria – sede di Cesena – un numero di laureati pari al totale del 2006 (e cioè 21). Questo perchè? Bella domanda. Fatto sta che la sede di cesena prenderà i finanziamenti ministeriali per questi laureati con sforzo 0, sia in termini di tempo da parte dei professori, sia in termini economici: è Bologna che ci ha portato avanti, Cesena si è limitata a farci laureare (buon per loro).

Una delle idee è che probabilmente ci sia stata poco uniformità di giudizio tra i 20 professori dei diversi corsi affrontati. Da un lato una selva di persone pronte a farti passare gli esami più o meno agevolmente: sufficiente il tempo impiegato per preparare ogni singolo esame (più o meno eh); dall’altra LUI, quello che ti costringeva a svegliarti di sabato mattina per andare all’esame alle 8.30 in punto. Quello che non pretendeva un secondo di ritardo alle lezioni mattutine (giustissimo, per carità!). Quello che senza ombra di dubbio è stato anche il miglior professore in assoluto, dal punto di vista della qualità della didattica. Quello che pretendeva tu ti registrassi per andare a ricevimento e nel caso in cui poi non ti presentavi, ti decurtava il voto dello scritto. Quello che ti dava solo 3 possibilità di consegna per la prova scritta ed un anno di tempo per preparare tutto lo scibile possibile per andare a farti massacrare all’orale, dove ti faceva mille domande sulla scheda da lui progettata nei primi anni ’80.

La poca voglia unita a questa situazione, diciamo così "particolare" portò alla decisione di trasferirmi a Cesena (almeno dal punto di vista esclusivamente universitario) dove, appunto, mi sono infine laureato. Poi vabbè ci sarebbe da commentare il periodo di tesi.

Se è vero che quello della triennale è stato un inferno, allora qualcuno avrebbe potuto obiettare nello stato di coincidenza di certe cose. Tuttavia, il verificarsi per una seconda volta consecutiva delle stesse identiche situazioni, verrebbe da far pensare che non di coincidenza si tratti.

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L’esperienza universitaria

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Terza parte
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Degli anni della triennale, sinceramente, ricordo poco …

Ricordo le milioni di partite a tetris con Vito durante le lezioni di Fisica 2 (ricordo anche che grazie all’introduzione alle leggi di Maxwell da parte del prof, persi l’occasione di fare il super-mega record che avrebbe posto fine all’eterna sfida).
Ricordo il professore di elettrotecnica e il suo modo portuale di trattare gli studenti – ciò che di più gentile ci veniva detto era "figli di pu***na.
Ricordo il professore di analisi, la sua pelata e gli o-piccoli ed il sesso degli angeli.
Ricordo che le lezioni di elettronica analogica erano uno spettacolo: si uno spettacolo di noia! Due, tre ore passate a scrivere sugli appunti, stile amanuense, le milioni di equazioni che il professore scriveva sulla lavagna senza alcuna sosta.
Ricordo che grazie a queste lezioni mi passò la voglia di andarci – da lì, e per l’anno finale, non tornai più in Facoltà in qualità di studente, se non per sostenere gli esami. Iniziò il graduale, ma inesorabile allontanamento dalla vita universitaria.

Venne il tempo della tesi che segnò il disgusto verso l’Università. Ebbi l’infelice idea di chiedere, insieme a Dario (l’allora compagno di mille progetti software, assieme a Piero), di chiedere la tesi al professore di Sistemi Distribuiti – mai scelta fu più sbagliata. Mi ritrovai a dover scrivere del codice complessissimo (per chi è del settore: un sistema cvs distribuito basato su piattaforma ad agenti mobili) senza, ovviamente, l’aiuto del relatore. Il signorino era troppo impegnato con i suoi appuntamenti lavorativi a Milano – ma allora, cosa fai a fare il professore? Allora, se sai di non poter conciliare tutti gli impegni presi, perchè, semplicemente non te ne assumi solo uno? Vabbè, non avrò mai risposta a queste domande.

Ho sempre affrontato l’Università senza lo scopo, l’obiettivo di raggiungere votazioni alte. Non credo che un 30 o un 18 riesca a stabilire effettivamente l’abilità di qualcuno in una data materia; quantomeno, non in questo sistema universitario. Ho preferito sempre "accontentarmi" del voto finale, ma prendere spunto dalle nozioni delle lezioni (spesso prese dai lucidi) per approfondire gli argomenti, come punto di partenza verso l’infinto della conoscenza. Ho sempre preferito accrescere la mia conoscenza, sperimentando, piuttosto che concentrarmi solo ed esclusivamente su ciò che era richiesto per superare l’esame (passerà, per questo, alla storia una frase di Piero che ben definisce questo mio stato: "il 110 e lode più sprecato della storia").

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La laurea

Seconda parte
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Dopo esattamente 5 anni ed 1 giorno, finalmente si è chiuso anche il capitolo laurea specialistica.

3 anni di ritardo: ripensando al periodo della triennale, le motivazioni sono molteplici e ne parlerò tra un pò. Prima sento il bisogno impellente di ringraziare tutti i partecipanti alla festa di laurea, soprattutto perchè hanno accolto con grande partecipazione l’idea di devolvere all’airc i soldi che avrebbero (forse) speso per il regalo. Ancora non ho fatto bene i calcoli, ma pare che la somma raggiunta sia abbastanza corposa, per cui la soddisfazione è molteplice: spero con questo aiuto, di aver dato un piccolo contributo alla ricerca italiana, soprattutto per quanto riguarda la lotta contro il cancro.

Ripenso sempre intensamete ai primi tre anni di università: mi trasferii a bologna che ero un ragazzo un pò spaesato. Non conoscevo nessuno e, a causa del mio carattere sempre più schivo, è stato difficile stringere amicizie vere. Nonostante ciò, sono riuscito a conoscere molte persone, forse anche grazie al caso: con alcune di loro, poi, ho stretto dei veri e profondi legami di amicizia che so per certo continueranno per sempre.

I primi tre anni di vita bolognese sono stati segnati dallo studio: stando a lezione dalle 9 alle 19 e tornando a casa la sera tardi dopo una giornata sana trascorsa in facoltà, l’unica cosa da fare era studiare in funzione delle lezioni del giorno dopo; per cui, si capisce come la mia vita sociale sia stata praticamente vicina allo zero assoluto. Tuttavia ciò mi ha permesso di conseguire il primo traguardo della carriera universitaria senza alcun ritardo, sebbene con una certa insoddisfazione latente.

Arrivò la fase "laurea specialistica" che segnò l’inizio della fine della voglia dl studiare – voglia che, purtroppo, non è mai effettivamente tornata. Decisi quindi di iniziare a lavorare e, anche grazie al caso, riuscii a trovare un fantastico gruppo di lavoro nei ragazzi di Almalaurea, Alberto in testa.

Diciamo che si possono riassumere così gli 8 anni vissuti in terra emiliana … (continua)

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Ancora sulla protesta degli autotrasportatori

Com’è possibile che un Paese che si vanta di far parte del mondo industrializzato, di far parte del G8, in soli due giorni di sciopero è con le gambe per aria?

Pare che ci accingiamo a restare senza benzina, senza latte e senza verdura – già immagino gli aumenti spropositati dei prezzi di qualsiasi bene (tanto chi è che controlla in Italia?) …

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La protesta degli autotrasportatori (anche noti come camionisti)

Nonostante il grande danno che potrebbero arrecarmi nei prossimi giorni, io sto dalla vostra parte!

Fregatevene di ciò che vi stanno dicendo i politici, i sindacalisti e soprattutto il garante. Rompete le palle a tutti, create disagio – solo così verrete ascoltati! Avete il mio sostegno.

Forse stiamo imparando qualcosa dai cugini francesi?

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Google Reader e Google: cambiamenti in vista

Oggi mi collego per il mio solito giro di lettura dei feed su Google Reader e cosa mi ritrovo? Un box, posto nell’angolo in alto a destra, con una classifica!!! ARGH!!

Le classifiche hanno raggiunto, ahimè, anche google reader – il che inevitabilmente mi porterà a cambiare feed reader. Per chi fosse interessato alla cosa, la classifica è contenuta nel box "Top Recommendations" e contiene la lista ordinata di una serie di blog in base al numero di lettori iscritti al feed.

Leggo, invece, su Marketing Routes una notizia di quelle che davvero potranno risultare interessanti: altro che il tanto decantato abbassamento del page rank di cui tanti si sono lamentati. Pare che Google abbia intenzione di modificare le modalità con le quali ogni dominio rientri nei risultati in corrispondenza di ogni particolare SERP. Nello specifico, si tratterebbe di limitare a due occorrenze per ogni dominio, i risultati di ogni SERP.

Personalmente sono abbastanza daccordo con gli autori del post: la sensazione è che stiano brancolando nel buio cercando di evitare una serie di problemi che nascono, ad esempio, dall’aver snaturato il link stesso, grazie anche a tutti i contest nati successivamente all’esplosione del fenomeno blog.

Lo spam sta per invaderci? Vedremo …

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