Posto fisso sì, posto fisso no

Questa storia della polemica sul posto fisso sta diventando, a mio modo di vedere, sempre più stucchevole. Mi trovo daccordo con Lorenzo, quando parla di:

generazione “comoda” in cui la maggior parte non ha dovuto far dei sacrifici perchè mamma e papà hanno messo da parte qualche soldo

Non mi capacito, ma tutte le persone che sento lamentarsi, hanno mai avuto a che fare con un dipendente medio della PA? Forse la mia esperienza in INPS, di nuovo, mi ha segnato oltre modo, ma ricordo perfettamente come si comportavano i dipendenti della sede centrale qui a Roma.

Bisogna mettersi nell’ottica che il mercato del lavoro è cambiato, ed è stato anche per demerito nostro e dei nostri genitori.
Bisogna mettersi nell’ottica che la società è cambiata, non viviamo più negli anni ’70, bensì viviamo una realtà fatta di egoismi ed egocentrismi, troppo poco caratterizzata dal concetto di “comunità”, troppo delineata dal paradosso dell’io.

Ed è quindi per questo che io sono contrario al posto fisso, perchè ci si deve mettere in testa, soprattutto noi giovani, che per poter uscire dalla crisi in cui ci siamo involontariamente trovati dentro, dobbiamo assolutamente fare di più.

Certo, senza dimenticare però, che ci vogliono più garanzie, come ha giustamente sottolineato Monti – sebbene questo passaggio sia “sfuggito” al potentato dei media.

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  • Mmmm: dobbiamo fare di più, se però abbiamo gli strumenti e le strutture per fare di più.
    In ordine di logica e buon senso:
    1. avere gli strumenti sociali per fare di più
    2. fare di più

    Luca