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Jun
30

Delibera AgCom 668/2010: il 6 luglio muore il web italiano

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Riflessioni, Technology

Molti blogger stanno portando avanti la diffusione della notizia della Delibera AgCom 668/2010; questa delibera:

In base alle linee guida pubblicate dall’Autorità in occasione di una consultazione pubblica tenutasi a inizio anno, l’Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d’autore. L’Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario

Un pò come avviene oggi nel mondo del calcio, dove il DASPO (il provvedimento per il quale ad una persona è impedito l’accesso a qualsivoglia manifestazione sportiva) può essere applicato sulla base di una semplice denuncia e non necessariamente successivamente ad una condanna penale (per cui, palesemente incostituzionale)

Luca Nicotra ha scritto un post molto istruttivo su cosa sia oggi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ne riporto un estratto:

Calabrò ha deciso di mettere in scena il potere che non deve giustificarsi, che può dire beffardamente, quasi ingenuamente “Speriamo di no” mentre gli spieghiamo l’inferno di decine di migliaia di richieste di rimozione di contenuti da cui saranno sommersi. Sarà il far west, con un approssimazione totale nella decisione di rimuovere o chiudere siti web, e decine, centinaia forse migliaia di contentuti innocenti e abusi del sistema. È questa l’ovvio risultato della censura. È questo il motivo per cui non è MAI accettabile in democrazia.

“Speriamo di no” non è dialogo. È la frase che può dire un pezzo di potere perchè sa che non c’e’ scelta, non c’e’ dibattito, la decisione di far passare il regolamento è già avvenuta altrove e il massimo che può fare è sperare di non essere travolto.

Chissà com’eravamo buffi agli occhi di Calabrò quando gli abbiamo chiesto conto del fatto che senza preavviso aveva rimosso Nicola D’Angelo, l’unico commissario che aveva promesso una lotta fino all’ultimo per evitare un sistema di censura cosi’ pervasivo. Eravamo buffi e gli abbiamo ispirato una sorta di barzelletta: “Mi avevano informato ” – ci ha detto sorridendo – “che D’Angelo voleva dimettersi. E allora l’ho dimesso io, il giorno prima”. Cosa potevamo rispondere noi di fronte a questo?

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Jun
19

Tunnel ADSL: novità per chi vuole cambiare operatore

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Riflessioni, Technology

Premessa: vale solo per chi è già utente ADSL e volesse cambiare operatore (non per chi si trova, come me, in attesa di attivazione della linea telefonica).

Fino a venerdì scorso, se un utente Tele2, ad esempio, voleva passare a Fastweb, doveva per forza di cose disdire il suo contratto a Tele2 e tornare a Telecom per, poi, sottoscrivere un nuovo contratto verso l’operatore preferito. Un giro tutto italiano.

Da venerdì, invece, sarà possibile il passaggio diretto senza passare al monopolista Telecom.

Un altro problema che si presentava era di restare senza linea in attesa della disdetta dal proprio operatore (ovviamente Repubblica parla di “settimane”, io parlo di “mesi”). Pare che adesso questo non dovrebbe più verificarsi.

(via repubblica.it)

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